martedì 21 novembre 2017

Se il futuro e gli equilibri dell'Europa si scelgono coi sorteggi

Ieri l'Europa ha deciso le nuovi sedi delle agenize del farmaco e bancaria.
Le decisioni che portano l’Agenzia del farmaco ad Amsterdam e quella bancaria a Parigi è stata affidata dopo vari turni di voto ai sorteggi per decidere il proprio futuro. E' davvero assurdo, una incapacità di decidere, una fuga dale responsabilità. Decidere il future ddi migliaia di posti di lavoro e di miliardi di investimenti con sorteggio è grottesco.

Detto questo si può aggiungere in particolare per l'EMA che si evidenzia come il blocco nord europeoo si è confermato compatto e unito, e contrario all'Italia. Qualche riflessione questo dato la meriterebbe.

lunedì 20 novembre 2017

Per la Germania incomincia una fase di instabilità politica

A due mesi dalle elezioni legislative sono fallite nel corso dell’ultima notte le consultazioni per la formazione di un governo nero-giallo-verde, la cosiddetta coalizione giamaicana Per la Germania si apre una strada inesplorata di instabilità politica. Per Angela Merkel ed il suo partito rimangono aperte 3 possibilità per continuare a governare sono assai ridotte quanto improbabili. Un governo di minoranza fra Cdu-Csu e Verdi, una riedizione della Grande coalizione con l’Spd guidata però in questo caso da un altro cancelliere come possibile concessione ai socialdemocratici o appunto le elezioni anticipate dall’esito a questo punto imprevedibile.

Le parole del Papa sul fine vita sono inequivocabili


Papa Francesco ha ribadito quanto la Chiesa ha sempre affermato , il Santo Padre ricorda quanto sia “moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico" secondo il principio della proporzionalità delle cure. Ribadisce chiaramente il no all’eutanasia e “l’imperativo categorico” “di non abbandonare mai il malato”. Ha ricordato poi l’importanza delle medicina palliativa che “riveste una grande importanza anche sul piano culturale, impegnandosi a combattere tutto ciò che rende il morire più angoscioso e sofferto, ossia il dolore e la solitudine”. Ha ricordato infine che “lo Stato non può rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti, difendendo la fondamentale uguaglianza per cui ciascuno è riconosciuto dal diritto come essere umano che vive insieme agli altri in società”.

Ogni lettura diversa del discorso del Papa, c’è chi addirittura parla di svolta, è del tutto falsa e strumentale.
 
E' del tutto improprio leggere questo intervento del Papa come qualcosa riferibile alla proposta di legge in discussione al Parlamento. Il Papa è intervenuto in occasione del convegno sul “fine vita” promosso dalla Pontificia Accademia. Quanto afferma poi è in notevole contrasto all'idea che è alla base della proposta di legge.
 
L’accanimento terapeutico e il suo rifiuto sono già possibili e regolamentati non serve una nuova legge. La legge sul TESTAMENTO BIOLOGICO E DISPOSIZIONI DI FINE VITA ha ben altre finalità.

Noi diciamo che Il vero atto di rispetto e di civiltà andrebbe indirizzato a fornire il più ampio sostegno alle famiglie per prendersi cura (che non significa solo la medicalizzazione della malattia) della persona malata e non per dare la morte. Anche i recenti dati dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano certificano che queste richieste di porre fine alla propria esistenza anzitempo sono rarissime. I malati desiderato essere curati e accompagnati. Come ha anche ricordato il Papa citando al storia di un sacerdote, 65enne più o meno, che scopertosi ammalato è stato accompagnato dal suo medico, un esempio di quell'alleanza medico paziente che invece la legge sulle "disposizioni" di fine vita mette in pericolo.
 
 
 

giovedì 16 novembre 2017

Clima i soliti allarmi catastrofici



 

 
15.000 scienziati lanciano l'allarme, tra cui anche molti Nobel, avvertono che nel giro di una o due generazioni avremo imboccato una strada irreversibile verso l'autodistruzione dell'umanità causata dai cambiamenti climatici.

Nei giorni scorsi la stampa ha enfatizzato la notizia che abbiamo raggiunto il  valore massimo dei livelli di concentrazione di CO2.

Ancora allarmismi e catastrofismi. Spiace dire che questo potrebbe fare molto male alla scienza, affermazioni espresse con tale certezza con modelli del tutto di incerta validità sono davvero pericolosi. Ricordiamo solo il caso più clamoroso di qualche anno fa: il Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico dell'Onu (Intergovernmental Panel on Climate Change o Ipcc) nel 2007, lo stesso anno in cui vinse il premio Nobel insieme all'ex vicepresidente Usa Al Gore, aveva infatti sostenuto che "molto probabilmente" i ghiacciai dell'Himalaya sarebbero scomparsi nel 2035. Solo 3 anni dopo il clamoroso annuncio, il 20 gennaio 2010 la stessa task force Onu sul clima ha dovuto ammettere che non c’erano basi scientifiche per affermare che nel 2035 non ci sarebbero stati più i ghiacchiai dell'Himalaya se il riscaldamento del pianeta continuava agli attuali ritmi.

Certo poi ci si dimentica che in realtà ci sono premi nobel come Rubia e molti scienziati che contestano dati cosi allrmanti ma nei media appare sempre che la comunità scientifica è compatta. 

Ovviamente non poteva mancare in questo trionfo di allarmi anche quello sulla crescita demografica, per questi scienziati è necessario ridurre il tasso di crescita della popolazione umana. Queste previsioni già evocate negli anni 60 hanno già dimostrato di non essere corrette. Il vero problema invece è quello di un'equa distribuzione dei beni. Guarda caso la Cina che ha applicato terribili politiche di controllo delle nascite con aborti e sterilizzazione forzate oggi abolisce quella politica del figlio unico perchè ha creato un grave problema di decrescita demografica con un numero di donne bassissimo rispetto agli uomini...e la crescita economica con tanti vecchi e pochi giovani è insostenibile. Inoltre rimarrebbe il problema di chi deve decidere chi è quanti figli bisogna avere? Oppure bisognerebbe ammettere che i poveri non devono avere figli?

 

Terminiamo infine sui livelli di CO2. I livelli pre e post industriali non correlano l’ipotesi della causa antropica. O ancora L’aumento della CO2 non ha solo effetti negativi, ma anzi anche molto positivi come la produttività agricola. O ancora quali sono le cause dell’aumento della CO2? Le emissioni dovute ai inquinanti di origine fossile sono molto più alte nell’emisfero nord che in quello sud eppure non si registra un aumento della CO2 significativamente diverso tra i due emisferi. All’aumento esponenziale non corrisponde l’equivalente aumento dei dati della temperatura. In epoche remote l’aumento della temperatura non si registrò in corrispondenza di un aumento della CO2. Come non tenere conto della ciclicità delle temperature, o del legame con i cicli solari, o fenomeni come il NINO in corrispondenza dei quali si registrano picchi di temperatura.

 

L'eliminazione dell'Italia : un problema non solo sportivo

L'Italia è stata eliminata dalla Svezia e non parteciperà ai mondiali di calcio in Russia la prossima estate.

A parte i giudizi di carattere sportivo, una nazionale mal messa in campo, senza idee e con contrasti tra allenatore e giocatori, questa sconfitta avrà conseguenze economiche e sociali molto grandi.

Innanzitutto la scelta di allenatore Ventura senza esperienza internazionale e scelto perchè costava poco: una scelta al ribasso che però ora costerà per la mancata partecipazione ai mondiali 100 milioni di euro alla FIGC. Soldi che non arriveranno per la perdita dei diritti televisivi , dei premi per passaggio dei turni e di partecipazione, mancate sponsorizzazioni e clausole sulla mancata qualificazione. Bisogna ricordare che coi soldi del calcio si mantengono economicamente tutti gli sport minori e senza soldi ci saranno meno impianti sportivi e investimenti ora necessari per il rilancio.
Insomma la mentalità del risparmio ha portato a una perdita economica enorme. Sarebbe stato meglio che la FIGC avesse speso di più per un allenatore carismatico che ci avrebbe portato al mondiale.
Ma il danno economico non è solo per la FIGC , le statistiche dicono che la vittoria al mondiale 1982 e 2006 ha prodotto il raddoppio del PIL nazionale in quell'anno, perchè si sa in economia un brand vincente fa da volano, come anche l'entusiasmo. Senza parlare della mancanza di benefici economici dalla vnedita di televisori, che aumenta per i mondiali, o dei guadagni di bar e ristoranti che radunavano la gente per le partite, o le mancate pubblicità di partite viste da 20 milioni di telespettatori.

Un altro aspetto grave è quello sociale, il calcio da sempre e i mondiali in particolare, sono un collante nazionale e sociale, la gente si trova insieme per mangiare e vedere le partite, per festeggiare le vittorie, ognuno ha un ricordo legato a un mondiale, questa generazione dopo le delusioni degli ultimi due mondiali ora non avrà neanche la partecipazione a quello di Russia 2018.
Un paese diviso su tutto e bisognoso di rilancio anche di fiducia e entusiasmo perde una delle spinte per il prossimo anno che vedrà invece il paese diviso dalle elezioni politiche.

lunedì 6 novembre 2017

Arabia Saudita Iran e Libano

L’erede al trono saudita Mohammed bin Salman e ritenuto vero leader dell'Arabia Saudita ha lanciato da tempi la sua  “Vision 2030” con aperture per le donne e dell'islam moderato. 32 enne modernizzatore ma anche autore della guerra in Yemen e delle sanzioni al Qatar in una visione di contrasto all'Iran sciita. Il principe Salman ha in questi giorni attraverso la commissione anti-corruzione destituito e arrestato ministri, principi e alcuni tra gli imprenditori arabi più ricchi come principe Alwaleed bin Talal, Bakr bin Laden. Molti vedono in questa opera moralizzatrice un tentativo di eliminare avversari politici e accentrare ancor di più il potere.
Un altro fatto clamoroso è l'annuncio delle dimissioni del primo ministro libanese Saad Hariri proprio da Ryad dove si trovava, che lascia pensare a forte pressioni saudite sul governo libanese per ostacolare gli accordi con gli shiiti Hezbollah con cui il Primo ministro aveva permesso, il 31 ottobre 2016, l’elezione alla presidenza di Michel Aoun, dopo due anni e mezzo di blocco istituzionale e di vacanza della carica. 
Gli accordi tra il presidente USA Donald Trump e Mohammed bin Salman, la vittoria in Siria di Assad e Hezbollah con la sconfitta non solo dell'ISIS ma anche dei gruppi sunniti appoggiati dall'Arabia Saudita, hanno creato lo scenario per cui il principe Saudita ha obbligato il presidente libanese alle dimissioni. Per il Libano, già coinvolto nella guerra in Siria sia per le centinaia di migliaia di profughi presenti in Libano, sia per la partecipazione degli Hezbollah sia per gli scontri al confine con la Siria tra sunniti e Hezbollah vinto dagli sciiti, si apre ora una situazione di crisi che rischia di riaprire le fratture tra le varie componenti religiose del paese. Il Libano rischia di diventare il nuovo terreno di scontro tra Iran (che appoggia e arma Hezbollah) e Arabia Saudita con anche altri stati che guardano con attenzione agli sviluppi come Israele uno dei maggiori oppositori dell'influenza dell'Iran nel Libano. (per altre info segui anche www.asianews.it )

Il papa l'Europa e i cristiani e San Benedetto

Papa Francesco ha scelto il congresso «Ripensare l'Europa: contributo cristiano al futuro della Ue» organizzato dalla Commissione degli episcopati della Comunità Europea (Comece) per parlare di Europa e Cristianesimo. Ha detto che troppo spesso le persone sono ridotti a numeri , persone raccolte in statistiche, soglie di povertà o quote di ingresso.
Ha richiamato la figura e il messaggio di San Benedetto che rimette al centro l'uomo "L’uomo non è più semplicemente un civis, un cittadino dotato di privilegi da consumarsi nell’ozio; non è più un miles, combattivo servitore del potere di turno; soprattutto non è più un servus, merce di scambio priva di libertà destinata unicamente al lavoro e alla fatica" Il papa ricorda che "Per Benedetto non ci sono ruoli, ci sono persone. È proprio questo uno dei valori fondamentali che il cristianesimo ha portato: il senso della persona, costituita a immagine di Dio. A partire da tale principio si costruiranno i monasteri, che diverranno nel tempo culla della rinascita umana, culturale, religiosa ed anche economica del continente". Quindi papa Francesco dice che "Il primo, e forse più grande, contributo che i cristiani possono portare all’Europa di oggi è ricordarle che essa non è una raccolta di numeri o di istituzioni, ma è fatta di persone"
Il papa ha ricordato l'importanza della comunità : "I cristiani riconoscono che la loro identità è innanzitutto relazionale - ha ribadito Bergoglio -. Essi sono inseriti come membra di un corpo, la Chiesa (cfr 1 Cor 12,12), nel quale ciascuno con la propria identità e peculiarità partecipa liberamente all’edificazione comune. Analogamente tale relazione si dà anche nell’ambito dei rapporti interpersonali e della società civile". E per il papa la prima comunità è la famiglia " La famiglia è l’unione armonica delle differenze tra l’uomo e la donna, che è tanto più vera e profonda quanto più è generativa, capace di aprirsi alla vita e agli altri. Parimenti, una comunità civile è viva se sa essere aperta, se sa accogliere la diversità e le doti di ciascuno e nello stesso tempo se sa generare nuove vite, come pure sviluppo, lavoro, innovazione e cultura. Persona e comunità sono dunque le fondamenta dell’Europa".
Papa Francesco ricorda il ruolo pubblico della religione e ritiene un "pregiudizio laicista" il concetto oggi dominante in Europa di ridurre la religione a un fatto privato "il ruolo positivo e costruttivo che in generale la religione possiede nell’edificazione della società. "
Per questo il papa richiama "I cristiani sono chiamati a favorire il dialogo politico, specialmente laddove esso è minacciato e sembra prevalere lo scontro. I cristiani sono chiamati a ridare dignità alla politica, intesa come massimo servizio al bene comune e non come un’occupazione di potere".
Il papa intende quindi "un’Europa che sia una comunità inclusiva, libera da un fraintendimento di fondo: inclusione non è sinonimo di appiattimento indifferenziato". Per questo richiama all'apertura verso i migranti "Non si può pensare che il fenomeno migratorio sia un processo indiscriminato e senza regole, ma non si possono nemmeno ergere muri di indifferenza o di paura. Da parte loro, gli stessi migranti non devono tralasciare l’onere grave di conoscere, rispettare e anche assimilare la cultura e le tradizioni della nazione che li accoglie" . Papa Francesco ricorda per i cristiani il loro ruolo di essere operatori di pace e l'importanza dell'educazione . Conclude ricordando ancora San Benedetto " Egli, che fu «messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà»".

sabato 4 novembre 2017

Nessun sostegno alla maternità e alle famiglie

NESSUNO SOSTEGNO ALLA MATERNITÀ E ALLE FAMIGLIE
L’Italia soffre una grave crisi demogra ca che comporterà e già incominciamo
a vederlo in questi ultimi anni, una diminuzione della popolazione, ovvero avremo sempre più anziani e meno giovani.
 
Il Rapporto Ocse «Preventing Ageing Unequally» dice che il nostro Paese al momento ha 38 persone over 65 ogni 100 persone in età da lavoro (20-64 anni) a fronte dei 28 della media Ocse ma il numero salirà a 74 nel 2050 portando l'Italia al terzo posto tra i paesi più vecchi. Ci si aspetterebbe un chiaro segnale da parte della politica per sostenere la natalità e le famiglie con gli.
 
Invece abbiamo assegni familiari ridicoli e incentivi che riguardano tante cose ma poco la famiglia, no al nuovissimo bonus per verde e giardini solo per citare un esempio. Insomma sembra che sia più urgente incentivare la crescita del verde che non la crescita dei bambini.

venerdì 3 novembre 2017

Papa: Chiediamo al Signore che converta i cuori dei terroristi e liberi il mondo dall’odio e dalla follia omicida


A NYC nel quartiere centrale di Manhattan, un 29enne uzbeko, Sayfullo Saipov, si è scagliato con il suo camioncino contro passanti e ciclisti, uccidendo 8 persone e ferendone 11. Oramai è certo che si è trattato di un attacco terroristico che riprende le stesse modalità usate a Nizza, a Berlino, a Londra e a Barcellona.

L’Uzbekistan sta diventando un crocevia di integralismo, se si pensa che gli attentatori di Instanbul, Stoccolma, San Piertroburgo e ora New York provenivano tutti da questo stato, d’altronde se si pensa che da qui come dalle altre ex repubbliche sovietiche a maggioranza musulmana sono partiti migliaia di combattenti che hanno combattuto per l’ISIS in Siria si capisce come in queste regioni, che confinano con l’Afghanistan, già da molti anni l’integralismo ha fatto breccia e riesce a superare i forti controlli e repressioni interne.

In Afghanistan, il 25 ottobre scorso, un attacco suicida rivendicato da Daesh ha fatto 13 morti e 20 feriti. L’attentato è avvenuto in una zona molto controllata, dove vi sono le sedi di molte ambasciate, fra cui quella Usa.

In Somalia, il 14 ottobre scorso, il gruppo terrorista al-Shabaab (legato ad al-Qaeda) ha condotto un attacco facendo esplodere due camion in una zona affollata della città di Mogadiscio. Il bilancio è di oltre 300 morti.

Il Papa si è detto profondamente addolorato per gli attacchi terroristici di questi ultimi giorni in Somalia, Afghanistan e a New York. “Nel deplorare tali atti di violenza, prego per i defunti, per i feriti e i loro familiari. Chiediamo al Signore che converta i cuori dei terroristi e liberi il mondo dall’odio e dalla follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare morte». Così Papa Francesco, al termine dell'Angelus recitato per la festa di Ognissanti, ha voluto ricordare gli attentati più recenti: le stragi passate quasi inosservate nei circuiti mediatici internazionali, avvenute in Somalia e Afghanistan, e quella avvenuta nelle ultime ore nel cuore di Manhattan, negli Stati Uniti.

venerdì 27 ottobre 2017

Xi Jinping e la Cina


Xi Jinping è stato confermato dal 19esimo congresso del partito comunista cinese Presidente della Cina. Insieme a lui è stato eletto il nuovo Comitato Permanente del politburo di 7 membri, due  sono le novità : è stata abolita la consuetudine di nominare un successore al presidente, c'è stata una del potere per assicurare a Xi Jinping di superare il limite del doppio mandato.  Infatti tutti I 5 nuovi membri del Comitato Permanente sono anziani e non potranno quindi rappresentare un'alternativa tra 5 anni, e tutti sono l'espressione delle tre correnti dominanti nella politica cinse: quella di Xi Jinping, quella dell'ex presidente Hu Jintao, e quella della corrente di Shangai. D'altronde Xi Jinping nei suoi primi 5 anni da presidente con le accuse di corruzione ha eliminato molti avversari politici, ha accentrato i poteri e rilanciato l'ideologia socialista. Xi Jinping ha anche aumentato il potere del partito e le repressioni come ad Hong Kong, ma anche limitato la libertà di stampa, il controllo di internet e limitato fortemente la libertà di religione solo a parole tutelata in Cina. In questi anni la repressine versoal Chiesa fedele al Papa è accresciuta: vescovi rapitie spariti: Daqin, vescovo di Shanghai, il giorno stesso della sua ordinazione episcopale nel 2012, è stato arrestato per aver dichiarato pubblicamente la sua intenzione di abbandonare l’Ap. Monsignor Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou riconosciuto da Roma ma non da Pechino, è scomparso da oltre un mese, come denunciato anche dal Vaticano. 
Nel 2014 il governo comunista della provincia di Zhejiang ha lanciato la campagna che di fatto ha colpito solo i cristiani e da allora sono state demolite dalla sommità delle chiese tra le 1.000 e le 1.500 croci. Chi ha cercato di opporsi alla campagna, è stato picchiato o arrestato.  


Il congresso e le sue nomine non pongono a favore del dialogo con Roma. E' stat ribadita la linea guida di Xi Jinping di sinicizzare le religioni sotto il Partito comunista.

Certamente uno dei punti di forza di Xi Jinping che ne ha consolidato il potere è stata la conferma della crescita dell'economia cinese e della ricchezza interna.
Il programma che ha illustrato Xi Jinping al congresso è sicuramente di lunga durata e due dei pilastri sono il "sogno cinese" e "la via della seta" un enorme infrastruttura ferroviaria e marittima per il commercio cinese con l'Europa.




Il rilancio del ruolo della Cina nel mondo è stato anche alla base del suo discorso a Davos qualche mese fa sia sulla globalizzazione che sull'ambiente, anche se in parte contrasta con le regole del mercato cinese in cui il controllo dello stato e la politica monetaria sono fortemente controllati e di stampo nazionalista. La Cina poi non può certo vantare grandi risultati in termini ambientali per via del pesante l'inquinamento fuoi controllo in molte cittàe aree del paese. 

Inoltre rimane aperto il problema della Corea del Nord e della militarizzazione delle isole del Mar cinese contese . Il recente voto del Giappone che ridarà il via al riarmo del Giappone insieme con le pressioni Usa sulla Corea del Nord sono sicuramente un sintomo delle tensioni che aumentano in Asia.

Il fatto che Xi Jinping voglia svolgere un ruolo di leader è confermato dal fatto di aver fatto inserire nella costituzione cinese "il pensiero di Xi" nello stesso modo in cui aveva fatto Mao.

Insomma di Xi Jinping sentiremo parlare spesso e anzi sarebbe meglio che i media italiani ne parlassero di più perchè condizionerà la politica mondiale dei prossimi anni.


giovedì 26 ottobre 2017

L'età pensionabile: qualche riflessione

 L'Istat conferma le stime, e dunque dal 2019 la pensione di vecchiaia scatterà a 67 anni e non più a 66 anni e 7 mesi, com'è adesso.

Il dato forse merita una riflessione...il meccanismo attuale ha sicuramente rimediato ad inefficienze passate, ma la situazione ora va rivista.

67 anni : età pensionabile
43 anni e 3mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne
65 + 20 anni : aspettativa di vita certificate dall'Istat

Significa che siamo giunti ad una soglia che è meglio non superare. Con 43/42 anni di contribute uno riceverà mediamente la pensione per 20anni se arriverà a 85anni di vita.
Se pensiamo che fino a pochi decenni fa le persone andavano in pensione a 50-55 anni pensiamo che oramai l'aggiustamento è stato fatto e vanno valutati altri fattori.

La vita non può essere dedicata esclusivamente al lavoro, I nonni hanno una funzione sociale e di sostegno alle famiglie giovani, ad una certa età molti ruoli aziendali e  lavorativi non sono più adatti o valutati positivamente nemmeno dalle aziende.

100 anni fa la disfatta di Caporetto

Il bollettino del Comando Supremo italiano del 24 Ottobre cosi descriveva la situazione “L’avversario con forte concorso di truppe e di mezzi germanici, ha effettuato, a scopo offensivo, il concentramento sulla nostra fronte. L’urto del nemico ci trova saldi e ben preparati. Nella scorsa notte, l’intensificato tiro su vari tratti del fronte Giulia e un violento bombardamento con largo impiego di proiettili a gas speciali tra il Rombon e la regione settentrionale dell’altopiano di Bainsizza, hanno segnato l’inizio dell’atteso attacco” Firmato CADORNA.......Leggi un nostro articolo http://lagrandeguerra-cccsanbenedetto.blogspot.com.tr/2017/10/100-anni-fa-la-disfatta-di-caporetto.html
ISONZO

venerdì 20 ottobre 2017

Le ragioni del referendum

Un referendum che avrà probabilmente effetti pratici limitati ma che ripropone la questione politica di una devoluzione fiscale ancora non attuata in Italia.

Il quesito del referendum chiede

Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”
 
Ecco alcuni numeri che possono aiutare a comprendere le ragioni del referendum
 


 
 

ISIS e curdi cosa succede in IRAQ e SIRIA?

In questi giorni dalla Siria e dall'Iraq sono arrivate due notizie importanti e che indicano che sta forse per iniziare una nuova stagione anche se non è detto sia più pacifica della precedente.
Dopo la caduta a settembre di Deir Ezzor da parte delle forze governative di Assad e dei loro alleati russi e sciiti, ieri è stata liberata dai curdi e dagli americani la città di Raqqa, dichiarata capitale del Califfato ISIS, che già aveva perso Mosul in Iraq l'estate scorsa.
Finisce così lo stato dell’ISIS in quanto area territoriale occupata e controllata, in Siria come in Iraq i vincitori devono ora decidere come gestire interessi differenti. Russi e americani in Siria appoggiano fronti opposti difficilmente conciliabili con in più l’incognita dei turchi e dei curdi.
I curdi che con un referendum hanno dichiarato l’indipendenza del Kurdistan in Iraq, una mossa forse avventata, dovuto ai risultati positivi dei peshmerga curdi nella lotta contro l'ISIS e all'illusione che questo avrebbe agevolato la loro richiesta con il sostegno dei loro alleati sul campo militare. Hanno invece dovuto subito abbandonare Kirkuq occupata dall’esercito di Bagdad e dagli sciiti. Una grave perdita visto che hanno dovuto cedere anche i pozzi petroliferi dell'aerea. Bagdad avrebbe il controllo del 75% dei barili di petrolio al giorno estratti nella regione del Kurdistan, quindi quindi a parte la perdita di un territorio importante come quello di Kirkuk, l'autonomia sarebbe stata di fatto ridimensionata economicamente.;I curdi mantengono comunque il controllo di una vasta area e di Erbil, per ora non c’è stato uno scontro armato ma praticamente dopo averli usati per combattere l’Isis ora rischiano di diventare la causa di un nuovo conflitto perché nessuno, né Turchia, né Iraq, né Iran vogliono uno stato curdo.
Insomma la fine dell’Isis non coinciderà con la fine dei conflitti in Iraq e Siria, inoltre c’è l’incognita di dove finiranno le centinaia di combattenti ISIS scappati da Mosul e Raqqa e che ripercussioni avranno sulle cellule islamiste che da anni si richiamano all’ISIS per compiere attentati.

martedì 17 ottobre 2017

Il PD sfiducia l'attuale Governatore della Banca d'Italia: era ora!


Il PD sfiducia l'attuale Governatore della Banca d'Italia con queste parole "l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate - sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d'inchiesta all'uopo istituita - avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie" , anche se poi riviste nel testo della mozione finale, si conclude con la richiesta di una "figura più idonea a garantire nuova fiducia" nell'istituto di via Nazionale.

Un solo comment : ERA ORA!

Nessuno spazio nella manovra economica per il sostegna alla maternità e alle famiglie

Oramai è un data conosciuto, l’Italia soffre una grave crisi demografica che comporterà e già incominciamo a vederlo in questi ultimi anni, una diminuzione della popolazione, e soprattutto un rovesciamento della cosiddetta piramide demografica, ovvero avremo sempre più anziani e meno giovani. Di fronte a questo grave problema che avrà pesanti effetti economici e di sostenibilità del nostro welfare state ci si aspetterebbe un chiaro segnale da parte della politica per sostenere la natalità e le famiglie con figli. Invece abbiamo assegni familiari ridicoli, sgravi fiscali che riguardano tante cose, dall’edilizia al nuovissimo bonus per verde e giardini solo per citare due esempi, tra l’altro senza alcun distinguo di reddito come invece si richiede per bonus scolastici o bonus bebè ad esempio, e nessun aiuto alle famiglie. I soldi quindi ci sono ma non sono indirizzati alle vere priorità del paese. E poi apprendiamo infine che mentre nella manovra appena approvata dal Consiglio dei Ministri non c'è nessuno stanziamento per aiutare le madri che vogliono tenere il bambino ma hanno difficoltà economiche (si sa la metà degli aborti in Italia ha come principale motivazione quella economica)  in compenso il governo ha tolto l'obbligo di ricetta per le pillole abortive.

Attentati In Somalia e non solo

Ci sono attenti e attentati, evidentemente ciò che colpisce i paesi africani conta un po medo per i media. In Somalia infatti c'è stata una vera e propria carneficina . In seguito agli attentati a Mogadiscio si sono avuti 300 morti, centinaia di feriti. Il doppio attacco suicida sarebbe opera dei terroristi di al-Shabaab. Come riferisce Avvenire, la prima esplosione, apparentemente innescata da un camion-bomba, ha colpito l’entrata di un albergo, il Safari Hotel, nella zona delle ambasciate e su una delle arterie più trafficate della capitale, dove di recente i terroristi di al-Shabaab hanno messo a segno una serie di attentati. Qui si registra la maggior parte delle vittime, con molte persone rimaste sotto le macerie dell’albergo in parte distrutto.

Arrivano poi la notizia di 3 soldati delle forze speciali Usa morti ed in un agguato durante una pattuglia con truppe locali in Niger. Abbiamo poi l'ennesimo attacco alla comunità copta egiziana con l'uccisione di un prete copto in Egitto e l'ennesimo attacco ad una università in Kenya.

Tutti questi episodi come i continui attacchi, vedi Marsiglia per ultimo, testimonaino come il problema del terrorismo purtroppo rimarrà una questiona ancora aperta anche dopo la caduta dell'ISIS in Iraq e Siria.

mercoledì 11 ottobre 2017

La crisi catalana


La crisi innescata dai movimenti indipendentisti della Catalogna sembra aver superato i limiti consentiti. In questa crisi si possono evidenziare diversi errori da entrambe le parti.

La Spagna e il suo governo non ha messo in opera azioni preventive e iniziative legislative che potessero spegnere in anticipo alcune dei punti alla base delle richieste di indipendenza spagnole (prime fra tutte una devoluzione fiscal maggiore). Nell'impedire un referendum illegale l'uso della forza è sembrato eccessivo. Non ha sostenuto i movimenti unionisti ben presenti anche in Catalogna come dimostrano le ultime manifestazioni.

Dall'altra parte gli indipendentisti catalani hanno rotto l'equilibrio con una pretesa indipendenza oramai francamente fuori dalla storia, nessuno stato nazionale può accettare una divisione del proprio territorio. La scelta di un percorso illegale aggrava la posizione eversiva degli indipendentisti come anche la loro pretesa di rappresentare la maggioranza dei catalani, i dati del referendum dimostrano semmai il contrario.

Insomma si sono spinti troppo oltre e recuperare la situazione ora sarà complesso. Le ripercussioni politiche ed economiche saranno molto pesanti per la Catalogna e le sue pretese anti-storiche.

In questa vicenda ha un po sorpreso il ruole del Re di Spagna, oviamente custode e garante dell'unità della Spagna, ma sembra non sia riuscito a svolgere un ruolo di mediatore e facilitatore per favorire un dialogo che evitasse la crisi.

L'Europa giustamente invece si è pronunciata a favore dell'unità spagnola. La pretesa di chiedere all'Europa un ruolo di mediatore da parte dei catalani, è assurda perchè significherebbe ammettere che ci sono due entità statali ma così non è perché la secessione unilaterale è illegal. Inoltre se si permettesse in Spagna altrte regioni in Europa seguirebbero la via illegale delle secessioni e questo creerebbe una crisi della UE. Inoltre la Catalogna non può contrattare per lo stesso motivo accordi commerciali bancari con i paesi UE. La Catalogna non è la Brexit.

Miracoli della fede a Milano



Domenica 24 settembre la città accoglieva con migliaia di persone il nuovo arcivescovo Delpini

Sabato 30 settembre la città si ritrovava radunata in festa per i nuovi diaconi, con folle festanti ad attendere i nuovi diaconi dopo la cerimonia che occupavano l’area tra il Duomo e l’arcivescovado

Sabato scorso circa 5mila giovani in Duomo di Milano per la #RedditioSymboli si incontravano con l'arcivescovo Delpini

Per una città, frenetica, piena di tante occasioni di diverso tipo, in continuo fermento, che a volte viene descritta come una città in cui le relazioni sono difficili da costruire, questi eventi, questa partecipazione, questi gesti, appaiono un miracolo della fede e un segno di speranza, che ricorda che anche in grande città moderna e multiculturale si può vivere la relazione sia con Dio sia con gli altri, a dispetto di tanti stereotipi che vorrebbero mettere in contrapposizione la modernità con la relazione.

Ha proprio ragione SE l’ArcivescoVO di Milano Mons Delpini che nella sua prima messa in Duomo ha ricordato alla città  «Non disperate dei giovani e della società, Dio ama ciascuno e lo rende capace di amare» e ancora in un messaggio pieno di fiducia e contro ogni pessimismo e disfattismo “Non c’è nessun luogo della terra, non c’è nessun tempo della storia, non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio. La gloria di Dio riempie la terra perché ogni essere vivente è amato da Dio”.


Lettera pubblicata su Avvenire il 17 Ottobre e commentate da Marina Corradi
«Non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio». Che respiro antico e grande viene, ancora una volta nei secoli, dal Duomo di Milano. Un fiato di speranza e di fiducia in Dio, e negli uomini. Fiducia non illusoria, ma fondata nella certezza di Cristo presente nella Storia. Ogni mattina attorno alle otto osservo questa città frenetica che già dall’alba sferraglia nei suoi lunghi tram, mentre i camion della spazzatura passano lenti e ingoiano voraci, rumorosi, nelle bocche di metallo i resti del giorno prima. Già ai caselli delle autostrade si accodano, i fari accesi, le colonne delle auto dei pendolari. Dalle scale delle stazioni della metropolitana la gente sale e scende veloce, quasi di corsa. Sono studenti, manager, mamme con i bambini in braccio. Qui e là, però, qualcuno cammina più lento, come non avesse alcun ufficio che lo attende. Qualcuno invece – non pochi – sta fermo a un angolo e allunga una mano, a chiedere l’elemosina. Nei bar, frenetico è il battere dei filtri del caffè svuotati sul bancone, mentre la gente si accalca, zucchera, gira, beve e se ne va. È un motore, un grande congegno in movimento Milano nel primo mattino. E se per un giorno non corri anche tu la osservi un po’ intimorito: non ci sarà, nell’automatismo veloce degli ingranaggi del congegno, qualcuno che ne resta schiacciato? Probabilmente c’è. Lo si leggerà forse domani in cronache amare, di chi non ce l’ha fatta, di chi ha ceduto. Eppure il vescovo Mario, nuovo pastore della Chiesa ambrosiana, nelle sue prime parole in Duomo ha voluto esortarci a una grande speranza. «Non disperate... Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare». In ognuno di quelli che stanno nascendo oggi alla Mangiagalli, alla Macedonio Melloni, al Buzzi e in tutte le maternità cittadine, in tutti quei bambini piccolissimi dalla pelle di ogni colore, Dio, ci promette l’arcivescovo di Milano, pone la vocazione ad amare. Seme, orma, destino, incancellabile in ogni uomo. Ci fa bene, in questo tempo in cui allo scetticismo degli atei e dei lontani si affianca, fra alcuni cristiani, un nuovo pessimismo – quasi che la Chiesa e il mondo non potessero che sbagliare e finire – sentirci ripetere le frasi ascoltate in Duomo. È quello sguardo buono e fiducioso che appartiene al cristianesimo più profondo. Scriveva nel 1929 un futuro grande arcivescovo di Milano e Papa, Giovanni Battista Montini, che il cristiano guarda al mondo non come a un «abisso di perdizione» ma come a «un campo di messe». Come a un campo di messe, che sarà certo insidiato dalla gramigna, ma che darà frutto buono. È questa la eredità che assaporiamo in quel respiro dal Duomo, nelle parole del nuovo arcivescovo di Milano.  
  

L'Uragano IRMA colpisce MIAMI

Le immagini impressionanti che giungono da Miami ci colpiscono per vari aspetti: innanzitutto al forza della natura che può essere devastante, poi per l'ordinata e preventive evacuzione che ha permesso di limitare al minimo le vittime, una lezione che gli americani hanno imparato dopo il disastro dell'uragano Katrine, poi la lina di support logistico pronta ai confine dell'area colpita dall'uragan, pronta cn tecnici e protezione civile per intervenire prontamente e ripristinare line elettriche e le varie funzioni interrotte dall'uragano.


giovedì 7 settembre 2017

Il Papa in Colombia per sotenere la pace

Inizia la visita papale in Colombia. Un paese martoriato dalla Guerra civile che faticosamente cerca di lasciarsi alle spalle un sanguinosissimo conflitto. Bergoglio stringe le mani delle vittime del conflitto armato eper primo saluta il figlio di una donna sequestrata dalle Farc.

mercoledì 6 settembre 2017

Il tragico caso di malaria a Trento: quando l'ideologia strumentalizza una tragedia

La notizia della morte della bimba di 4 anni all’ospedale di Trento ha scatenato reazioni e commenti che, più che attinenti ai fatti, volevano sostenere tesi ideologiche. Da chi subito ha voluto puntare il dito contro l’immigrazione a chi ha voluto attribuirla ad una infezione autoctona resa possibile dai cambiamenti climatici.
Questa tragica storia invece è probabilmente spiegabile con un clamoroso errore dell’ospedale, infatti secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa “il parassita che ha causato la malaria alla bimba trentina di 4 anni morta a Brescia, dopo il ricovero a Trento, è lo stesso che aveva fatto ammalare i due bambini di ritorno dal Burkina Faso che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola. A dirlo è Nunzia Di Palma, direttrice dell’unità operativa di pediatria dell’ospedale di Trento”. 
Siccome la malaria non si trasmette per contatto ma solo per via ematica un grave errore o negligenza nelle procedure deve aver prodotto il tragico evento.
Questa triste storia mette però ancora una volta di più in luce la strumentalizzazione che i media tendono a fare delle notizie per fini ideologici. Grave la responsabilità del primario che ha parlato di malaria autoctona lanciando un allarmismo ingiustificato.

giovedì 31 agosto 2017

La Corea del Nord continua a provocare con lancio di razzi

La Corea del Nord continua a provocare con lancio di razzi verso il Giappone. La precisione dei lanci sembra aumentatre lancio dopo lancio. E cosi aumenta la tensione nell'area. E' noto che la Corea del Nord rappresenta un problema per tutti per via dell'imprevidibilità del suo leader ma è anche noto che senza il sostegno della Cina questo regime sarebbe già collassato da anni.
La Corea del Nord potrebbe aver intrapreso questa strada di provocazioni per ottenre finanziamenti dalla comunità internazionale, ma questa volta gli USA di Trump non sembrano disposti a concederli.

La Corea del Nord rappresenta uno dei più brutali regimi oggi esistenti al mondo, con lager disumani e dove le garanzie per i diritti umani sono del tutto assenti.

Sierra Leone 1000 morti per l'alluvione

Alluvione in Sierra Leone, la testimonianza: "Non è rimasto più niente"
E' di oltre mille vittime, tra cui centinaia di bambini, il bilancio delle alluvioni che hanno colpito lo scorso 14 agosto interi quartieri di Freetown, in Sierra Leone. Lo ha reso noto ministero per le Emergenze. La notte fra il 13 e 14 agosto, quando la gente dormiva,un'intero fianco della collina Sugar Loaf (Pan di zucchero) è smottato in una valanga di fango, travolgendo centinaia di case e baracche che si trovavano sulla sua strada e riversandosi sul sottostante quartiere di Regent, - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-2b0093b3-8ed5-4842-a754-12ec42e7a03e.html
 

 

La devastante alluvione di HUSTON

Usa, uragano Harvey ha provocato una devastante alluvione in Texas con 35 morti accertati e miliardi di danni.


lunedì 31 luglio 2017

Macron e l'Italia



Macron in Italia è stato osannato ancor prima di sapere cosa avrebbe fatto, dichiarato salvatore dell'Europa e amico dell'Italia.
Le sue ultime mosse però fanno capire che la sua priorità è la Francia e i suoi interessi.
Ha rilanciato l'asse con la Germania, ma anche quello con gli Usa di Trump invitandolo all'anniversario dell'intervento degli USA nella prima guerra mondiale, naturalmente i giornali che da sempre criticano Trump si sono bene guardati di criticare Macron .
Ora però si scopre che la sua politica non è per niente amichevole con l'Italia, ha chiuso le frontiere e i porti ai migranti lasciando l'Italia da sola, ha addirittura chiamato a Parigi Haftar e Serraj che in Libia litigano per cercare un accordo senza neanche consultare l'Italia che da sempre è impegnata in Libia. L'Italia in Libia ha sbagliato tutto e la Francia, da Sarkozy a Macron, ha sempre avuto un solo interesse, sostituire l'Italia negli affari con la Libia. 
Ora Macron ha pure nazionalizzato i cantieri navali che Ficantieri aveva deciso di comprare, alla faccia delle libere frontiere e dell'Europa e del fatto che le nazionalizzazioni dovrebbero essere considerate aiuti di Stato e quindi non dovrebbero essere permesse. Sembra però che certe regole valgono solo quando i francesi devono comprare in Italia ma non viceversa.

D'altronde non si può dare la colpa solo a Macron, la verità è che lui in Francia ha un governo e una maggioranza forte, mentre noi in Italia abbiamo un governo balneare che tira a campare in attesa delle prossime elezioni, e questo fa sì che l'Italia è debole sia sui migranti verso l’Europa sia sull'economia vedi affare Fincantieri.

Charlie cosa ci dice la sua morte

Chiarlie è morto, purtroppo non in maniera naturale ma staccandogli la ventilazione artificiale.
Un bambino che la legge e la medicina hanno usato come caso per imporre una cultura dello scarto in cui chi è malato non ha diritto alle cure o alla semplice vicinanza dei suoi genitori a cui il tribunale inglese ed europeo hanno tolto il diritto di scelta sulle cure del figlio.
E' stato usato il concetto di qualità della vita che di scientifico non ha niente e che ha una pericolosità enorme in quanto arbitrario e che non può essere un criterio di giudizio sulla vita delle persone tanto meno se a farlo è un tribunale o uno stato.
Non può essere accettato come criterio la soppressione di un disabile seppur grave.

Il caso Charlie ha mostrato una possibile via per la cura delle malattie rare come la sua, un consulto di una equipe internazionale, purtroppo nel suo caso è avvenuto troppo tardi. Charlie ha permesso al mondo di fermarsi un momento e riflettere sul fatto che una vita vale sempre. Ora la sua vita è nelle braccia del Padre.

lunedì 10 luglio 2017

Papa Francesco: mons. Mario Delpini è il nuovo arcivescovo di Milano


Lettera pubblicata su Avvenire Sabato 8 Luglio 2017

Ringraziamo il Papa e la Chiesa tutta per la nomina di Monsignor Mario Delpini ad arcivescovo di Milano. Lo conosciamo come persona semplice nei modi e dalla profonda cultura, con una grande capacità di incontro e dialogo con la gente. Ci auguriamo che questa nomina porti “freschezza” e una nuova spinta pastorale nella nostra diocesi, capace di aprirci alla grazia nella gioia del Vangelo. Siamo sicuri che avverrà con quello stile carico di semplicità, di umanità e attenzione alle persone e alle situazioni che lo caratterizza, e che possa aiutarci a superare quell'ansia, preoccupazione, dal pensiero di non farcela, di non avere abbastanza risorse per far fronte ai tanti problemi. Ci piace ricordare una sua omelia dove di fronte alla denuncia dei mali che affliggono la nostra società, invocava la Grazia per darci lucidità e forza per respingere le tentazioni. “Invece che sbraitare contro il sistema e i suoi adoratori, invece che aizzare il risentimento e fantasticare di improbabili rivoluzioni m tenendo fisso lo sguardo su Gesù noi contempliamo il mistero dell’amore di Dio che salva” e terminava dicendo "Non siamo gente arrabbiata che grida “Basta!”, ma gente umile, mite, generosa e intelligente che si alza in piedi, si fa avanti e fa fronte: Eccomi!" La sua conoscenza della Diocesi di Milano sicuramente gli sarà di aiuto nel suo compito e preghiamo perché la grazia lo guidi e lo illumini nella guida della nostra diocesi.
Tanti auguri don Mario.

lunedì 3 luglio 2017

L'appello del papa per il Venezuela

La violenza in Venezuela non si placa come anche le manifestazioni di protesta. Il Governo di Maduro continua a non rispettare i dirriti dell'opposizione e delle persone. I morti nelle ultime settimane sono stati più di 90.
Anche il papa ha lanciato all'Angelus un appello per il Venezuela.
"Il 5 luglio", ha detto Jorge Mario Bergoglio a conclusione dell'Angelus, "ricorrerà la festa dell`indipendenza del Venezuela. Assicuro la mia preghiera per questa cara Nazione ed esprimo la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro figli nelle manifestazioni di piazza (contro il Governo di Nicolas Maduro, ndr.). Faccio appello affinché si ponga fine alla violenza e si trovi una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Nostra Signora di Coromoto interceda per il Venezuela e tutti noi preghiamo Nostra Signora di Coromoto per il Venezuela". 


Se la solidarietà europea si ferma a Ventimiglia

In Italia nel solo ultimo weekend sono sbarcati 12600 migranti, ormai anche il governo Gentiloni si rende conto che con questi ritmi la situazione è insostenibile, perfino i migranti a Padova hanno protestato per l'arrivo di altri migranti in una struttura che ne accoglie già 1400.
Eppure il ministro degli esteri Estone paese che prende il ruolo di guida semestrale della Ue afferma che nell'incontro Ue di Tallin della prossima settimana non verranno date risposte all'Italia.
Macron, finora osannato da tutti i media italiani, afferma che la Francia non può abbandonare la difesa dei confini e quindi non accoglierà migranti economici e chiude sia la frontiera di Ventimiglia che i porti francesi all'attracco di navi con migranti. Anche la Spagna rifiuta sbarchi sui suoi porti. Cosi il Governo Gentiloni rimane senza nessuna soluzione con l'Europa che dice che non possiamo rifiutare di far sbarcare in Italia i migranti, la Libia uno stato che non esiste e da cui partono i migranti, e un ruolo sempre più opaco in interessi e finanziamenti delle navi ONG straniere che portano SOLO in Italia i migranti.
Certo l'Italia ha le sue colpe, una incapacità di gestire i tempi di verifica dei documenti e del diritto di asilo, e una continua emergenza per un fenomeno che ormai non è più tale essendo costante e in aumento da anni.
Ma che dire dell'Europa che la sola cosa che è disposta a darci sono più soldi? che dire di missioni inesistenti per risolvere la questione libica creata innanzitutto da inglesi e francesi che ora si disinteressano delle conseguenze? che dire della fraternitè francese che si oppone a prendere migranti? che dire delle ONG che scaricano migliaia di migranti e su cui l'Italia non ha nessuna capacità di verifica e controllo?
Insomma un governo debolissimo a livello europeo che subirà sempre più una situazione, che unica affermazione corretta di Gentiloni, rischia di diventare insostenibile e di esplodere.

giovedì 29 giugno 2017

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha autorizzato la morte del piccolo Charlie Gard

Charlie Gard ha 10 mesi e soffre di una malattia ereditaria rara, non può muovere né braccia né gambe a seguito di malformazioni del cervello, e senza il supporto di un ventilatore meccanico non può, per ora, nutrirsi né respirare. I genitori di Charlie hanno trovato un trattamento medico sperimentale negli Stati Uniti che potrebbe portare beneficio e migliorare le condizioni del bambino. Quello che i genitori chiedono all’ospedale è mantenere il trattamento di ventilazione artificiale a Charlie fin tanto che non riescano a trasferirlo, chiedendo altresì all’ospedale di concedere che il trattamento sia trasferito a un’altra équipe medica.
Invece i medici si oppongono ritenendo questo trattamento un accanimento terapeutico, appellandosi all’esistenza in Inghilterra di una legge che vieta l’accanimento terapeutico (da noi non c’è ancora, ma se passa il disegno di legge sul testamento biologico sarà lo stesso anche in Italia), hanno fatto ricorso ai giudici prima inglesi e poi la questione è arrivata alla Corte europea dei diritti dell’uomo che infine ha autorizzato la morte del piccolo Charlie Gard. Ciò che appare sconvolgente è che questa decisione va contro la volontà dei genitori che vogliono continuare a tenere in vita il bambino. Insomma niente autodeterminazione per Charlie e suoi genitori. Niente rispetto della vita più debole. Le cure o il loro abbandono saranno sempre più decise da magistrati e medici e tutti sempre più orientati alla morte, sia nel caso qualcuno le voglia interrompere senza ragioni cliniche, sia che voglia mantenerle per una cura che va al di là delle terapie. Insomma una società in cui sarà lo stato a decidere chi vive e chi muore alla faccia di tutti i proclami che si fanno quando si discute di leggi del fine vita, ma d’altronde è la conferma di quello che da sempre sostiene chi si batte per la tutela della vita di tutte le persone a partire da quelle più deboli e indifese.
Questa vicenda apre la strada ad una deriva perché l’Europa ha condannato alla morte un neonato la cui vita è debole e fragile contro la volontà dei suoi stessi genitori. Nell’Europa in cui ognuno può esigere che un suo desiderio diventi diritto e dove i diritti civili di ogni tipo sono proclamati non c’è posto per un bimbo malato.

Rapporto 2016 Centri di Aiuto alla Vita: 8301 bambini salvati

Rapporto 2016 Centri di Aiuto alla Vita: 8301 bambini salvati.
Leggi l'analisi dei dati sul sito del movimento per la vita ambrosiano http://www.movimentovitamilano.it/il-rapporto-sulle-attivita-dei-centri-di-aiuto-alla-vita-in-italia/

lunedì 26 giugno 2017

Nuovi equilibri e scontri nella penisola arabica

La notizia più eclatante è il cambio della successione dinastica in Arabia Saudita.  Mohammed bin Salman, 31enne, è diventato erede al trono, al posto del cugino, il 57enne Mohammed bin Nayef. E' la prima volta che in Arabia Saudita un Rè riesce ad imporre come successore suo figlio. Mohammed bin Salman assumerà il ruolo di vice primo ministro e manterrà la Difesa. Non è uno sconosciuto per gli addetti ai lavori, già, infatti, autore di un piano economico disegnato per rendere l'Arabia Saudita meno dipendente dal petrolio, ed è uno dei sostenitori della linea dura con Iran, Qatar e Yemen.
Bisognerà quindi vedere le conseguenze di questo cambio.
Intanto la tensione nella pensisola Arabica cresce, con l'isolamento del Qatar, colpevole di essere troppo vicino all'Iran e sopratutto di essere un sostenitore esplicito della fratellanza mussulmana. Il governo Qatariano è stato completamente isolato nella regione della penisola arabica. I comunicati sono giunti da Egitto, Arabia Saudita, Yemen, Bahrain e Kuwait. Uno scontro quindi interno al mondo sunnita dagli esiti imprevedibili. Certo il Qatar dipende dagli altri paesi della penisola Arabica per il suo sostentamento (non quello economico certo) di materie prime. Infatti subito gli scambi commerciali con questi paesi sono stati sostituiti con quelli con l'Iran. Anche qui vedremo gli esiti, è chiaro lo scontro tra chi vuole mantenere lo status attuale nel mondo sunnita, legato a degli stati nazionali e la vision pan-araba della fratellanza mussulmana sponsorizzata dal Qatar che ha visto il suo apice nelle cosidette primavera arabe.
Le due notizie dalla penisola Arabica sembrano comunque strettamente legate tra di loro ed invetitabilmente legate al vertice tenuto in Arabia Saudita col president Trump poche settimane fa.