martedì 20 ottobre 2026

Chi rompe deve pagare


Dopo le devastazoni dei giorni scorsi dove e' emerso che molti dei responsabili delle violenze sono minorenni, urge porsi delle domande su come comportarsi con loro. Per educare al senso di responsabilità questi ragazzi devono sapere che le loro azioni hanno delle conseguenze da pagare…. Il carcere non serve.

Secondo noi e' necessario far comprendere loro le loro responsabilita'. Far pagare i danni, far pulire le strade, lavori socialmente utili.

E' necessario poi impedire che episodi simili si ripetano, vietare nuove manifestazioni nelle prossime settimane, bloccare i social di chi incita a raduni violenti, oppure diventeremo come la Francia che ora è obbligata  a mettere il coprifuoco. Non deve passare l'idea di una impunita' di fatto che favorirebbe il perpetrarsi di queste deprecabili manifestazioni di violenza per settimane.

Non c’è niente da capire questi non vogliono regole, vogliono fare solo quello che vogliono loro. C'e' poi un problema legato ai social, confondono realtà e social, hanno davvero grossi problemi a distinguere vita social e vita reale, alcuni di loro facevano dirette video durante gli episodi di violenze e assalto ai negozi, probabilmente alcuni ragazzini neanche hanno capito le conseguenze delle loro azioni. In questo vanno senz'altro aiutati ma non puo' essere una attenuante o peggio una giustificazione.

Giusta la decisione di intervenire su un maggior contorllo dei social.

Una riflessione merita poi il fatto che ragazzini di 12-14 fossero senza alcun controllo da parte dei loro genitori che nemmeno sapevano dove erano e tanto meno cosa stavano facendo. I genitori capiranno che devono seguire i figli solo quando gli arriverà il conto a casa.



sabato 17 ottobre 2026

Le chiamano manifestazioni ma devastano le città

Torino, Milano e Bologna hanno assistito oggi all’ennesimo caso di violenza urbana ingiustificata. Con la scusa di manifestare i soliti noti hanno poi proseguito le manifestazioni usando la violenza contro cose e persone e colpendo le forze dell’ordine. È venuto il momento che tutte le forze politiche condannino la violenza e prendano nettamente le distanze dai disordini.

mercoledì 14 ottobre 2026

Supermercati francesi KO per attacco hacker

 La notizia del giorno è sicuramente quanto accaduto in Francia e dovrebbe far riflettere molto sui rischi che le nostre società dovranno sempre più affrontare e da cui dovranno difendersi.

Le principali catene di supermercati sono state colpite oggi da un attacco informatico che ha mandato a 50 gradi frigoriferi e congelatori in centinaia di negozi, tutti  gli alimenti sono stati buttati per un valore di milioni di euro e gli scaffali dei supermercati reparti frigoriferi sono rimasti vuoti.

Davvero un fatto grave e preoccupante 

domenica 11 ottobre 2026

Pena di morte mai

 Siamo contrari alla pena di morte, il caso della donna a cui è stato iniettato veleno ed è sopravvissuta negli Usa dovrebbe far riflettere. Ancora peggio la decisione di trasmettere in diretta la fucilazione del terrorista che ha ucciso 13 soldati in una base Usa. 

Due notizie che confermarno come la pena di morte è inammissibile come ha anche sottolineato Papa Leone XIV "La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi".

Da parte dei mass media invece si pone l’attenzione ai casi Usa ma non per quei paesi come Iran o Cina dove invece la pena di morte verso oppositori politici (Iran) e presunti malfattori (Cina) è regolarmente praticata nel silenzio dei mass media stessi. 

Insomma molto c'è ancora molto da fare per debellare la pena di morte nel mondo .

Ilva di Taranto un fallimento annunciato

I giudizi anche in appello hanno decretato la chiusura dei forni a caldo a Taranto che portera’ al licenziamenti di migliaia di persone, certo come dicono i giudici la salute non puo’ essere messa al secondo posto, ma la gestione da parte della magistratura, dei politici e degli industriali dell’Ilva e’ stata fallimentare. Nessun piano industriale serio nessuna prospettiva di rilancio , anzi continue sentenze che stoppavano ogni tentativo, mancanza di veri investitori , mancanza da parte dei ministri adetti di proporre strategie , insomma un fallimento che avra’ ripercussioni sull’economia del paese.

Europa e le piazze

 Francia e Spagna vedono in queste settimane proteste. In Francia le iniziali proteste per migliorare le scuole e l’assenza di insegnanti soprattutto nelle periferie sono presto degenerate in scontri alimentati da facinorosi e dall’ala più a sinistra dei partiti francesi che si e' oramai stabilmente alleata con le frange pro-pal, preoccupanti le dichiarazioni di fronte agli scontri dei leader della sinistra che ne sembrano avvallare la liceità.

La Francia voterà l’anno prossimo per il nuovo presidente ed e’ ormai un paese in crisi sia economicamente,  il deficit e’ maggiore di quello italiano, sia dal punto di vista sociale con continui scontri che evidenziano un problema legato all'identita' stessa della Francia e che riguarda il suo futuro. 

La Spagna molto divisa politicamente dopo le proteste per gli sfratti che il premier Sanchez ha cercato di cavalcare con una legge blocca sfratti , poi affossata dai propri alleati,  tornerà al voto. Certo la questione dei prezzi delle case e’ un problema in tutta Europa se si pensa anche al caso delle elezioni di Berlino vinte dalla Linke proprio sul problema del costo delle case. Ma sia in Spagna che a Berlino le soluzioni proposte di chiaro senso socialista porteranno ad aggravare piuttosto che risolvere i problemi. In Spagna Sanchez governa da molti anni e certo non ha saputo risolvere il problema, il suo governo inoltre ê stato convolto in diversi scandali di corruzione che hanno coinvolto anche la stessa famiglia di Sanchez, inoltre la grave crisi di Cetua e le demagogiche proposte in tema di immigrazione rischiano di trasformare il ritorno alle urne in un boomerang per lui.

Anche la Gran Bretagna e l’Irlanda, i cui governi appaiono deboli, hanno visto negli ultimi mesi,  molte manifestazioni in particolare sul tema della gestione dell’immigrazione, tema che sarà al centro delle prossime e non lontane elezioni politiche.

La guerra nel Medio Oriente continua e coinvolge nuovi paesi

La guerra nel Medio Oriente continua e coinvolge nuovi paesi. Tra Usa e Iran ormai la situazione e’ limitata ad attacchi sporadici, il transito nello stretto di Hormutz e’ ripreso quasi  allo stesso ritmo precedente al conflitto ma un altra area di crisi e' esposa nelle ultime settimane : il Mar Rosso che vede agire i ribelli Houti dello Yemen alleati dell’Iran. Questo ha portato al riaprirsi della guerra in Yemen tra ribelli e governativi appoggiati dall’Arabia Saudita, proprio l’Arabia Saudita sta subendo le ritorsioni dei ribelli Houti che bombardano siti petroliferi e citta e proprio ieri hanno duramente colpito l'aeroporto di Riad. La guerra non sembra quindi fermarsi e tutte le potenze regionali ne sono ormai coinvolte.

In Israele gli scontri tra coloni e palestinesi ormai sono continui e si aspetta esito delle elezioni di Israele per capire se qualcosa cambiera’ con la speranza che qualcuno limiti le prevaricazioni e le violenze gratuite continue che i coloni esercitano in Cisgiordania e per le quali Inghilterra e altri paesi sono intervenuti boicottando i prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici.

In questi giorni si e’ commemorata la strage del 7 ottobre da cui ricordiamolo e’ partita tutta la guerra del Medio Oriente che ha coinvolto Isreaele Palestinesi Libano Iran e tutti i paesi della penisola arabica, un fatto gravissimo e di violenza inaudita che ha compromesso tra l'altro il percorso di riconoscimento di israele da parte dell'Arabia Saudita.