Luca and Paolo_The-Twins
Blog di politica, cultura, attualità, difesa della vita, approfondimenti, opinioni a cura di Paolo e Luca - MILANO (lucapaologemini)
domenica 1 marzo 2026
Leone XIV si fermi guerra prima che si apra voragine irreparabile
A Sanremo vince l’amore per sempre
Khamenei morto e ora?
sabato 28 febbraio 2026
No a nuove guerre
mercoledì 25 febbraio 2026
USA - Messico lotta contro i narcotrafficanti
In Messico è stato ucciso dalle forze federali in collaborazione con gli USA, il capo di uno dei cartelli della droga più potenti e più armati, già distintosi per attacchi paramilitari a istituzioni messicane nel passato.
Si sa che eliminare o arrestare un capo di un cartello non comporta la fine del gruppo di narcos ma probabilmente porterà a una guerra di successione, ma aver colpito un capo ancora in pieno potere e non in declino è sicuramente un colpo per dimostrare che lo Stato messicano vuole reagire a potere dei narcos, questo probabilmente grazie anche alla determinazione del governo Trump di dichiarare terroristi queste organizzazioni criminali.
La pericolosità di questo clan si è vista subito con la reazione che ha portato ad atti di rappresaglia da parte dei cartelli : attentati, posti di blocco e scontri armati in varie zone del Messico, ben 26 membri delle forze dell’ordine sono stati uccisi nel tentativo di contrastare la reazione del clan criminale.
Speriamo solo che il Messico riesca a uscire da questi anni di potere e violenza dei narcos. Il narcotrafficante ucciso guidava un cartello della droga che è dedito all’esportazione negli Stati Uniti di metanfetamine, cocaina e fentanyl nonché all’estorsione ed era noto per la ferocia e audacia nell’attaccare direttamente le forze di polizia e la violenza con cui terrorizzava intere comunità.
Un dirigente della Dea americana, aveva definito questo trafficante il nuovo «nemico pubblico numero uno», in grado di controllare l'80% della droga che arriva in una città come Chicago e di un terzo dell'intero import di stupefacenti negli Stati Uniti.
Da parte loro le autorità messicane
denunciano il fatto che l’80% delle armi sequestrate ai narcos provengono dagli
Stati Uniti. Un cortocircuto che sembra far sprofondare USA e Messico in un
vortice di violenza.
4 anni di guerra in Ucraina
La guerra in Ucraina dura da 4 anni e non sembra sulla via della conclusione nonostante il numero altissimo di morti civili ma soprattutto tra i soldati sia russi che ucraini. Intere città e cittadine distrutte.
In questo ultimo inverno si sono registrate battaglie violentissime e continui bombardamenti delle città ucraine e alle infrastrutture ucraine, in risposta anche in varie zone della Russia, i reparti speciali ucraini continuano a colpire infrastrutture energetiche creando gravi danni.
Una guerra in cui lo sviluppo tecnologico ha portato all'utilizzo di missili e droni di ogni tipo,usati come bombe telecomandate, che ha cambiato il modo di combattere aumentando le vittime colpite anche a distanza di chilometri.
Una guerra assurda che vede impotenti le diplomazione con la Russia che non rinuncia al suo disegno neoimperiale di conquista e non vede l’occidente come autore di proposte possibili di mediazione. La Ue in particolare è incapace di dialogare con la Russia.
Capiamo la decisione di contrastare con le sanzioni la Russia anche se si sono rivelate in gran parte inutili, condividiamo il sostegno economico all’Ucraina, ma una guerra non puo’ durare all’infinito e la pace si fa con i nemici e spesso comporta sacrifici da entrambi le parti, puntare alla vittoria di una delle due parti non porterà la pace nè giusta nè duratura.
Oramai da mesi la guerra è bloccata sulle stesse posizioni e anche l'ONU ieri ha chiesto un immediato, completo e incondizionato cessate il fuoco oltre a ribadire un, a nostro avviso poco realistico, richiamo all'integrità territoriale dell'Ucraina.
sabato 21 febbraio 2026
La Corte Suprema USA boccia i dazi
La corte suprema USA ha bocciato le decisioni di Trump sui dazi riaffermando che il potere della gestione dei dazi è e resta al Congresso.
Un brutto colpo per Trump dopo che il Congresso aveva già bocciato i dazi al Canada. Difficilmente quindi Trump potrebbe ottenere l’appoggio del Congresso per reintrodurre i dazi.
il tentativo di Trump di imporre nuovi dazi tramite altre istituzioni legali appare molto ridimensionato perché potrebbero avere solo una durata breve e non potrebbero superare il 15% facendo perdere a Trump la forza di pressione che ha esercitato fino ad ora.


