La
guerra in Iran scatenata da Stati Uniti e Israele è stata una vera follia,
appare già chiaro che è stato un grave errore di valutazione soprattutto da
parte degli USA. Oltre al fatto che non è la guerra la via per risolvere i
problemi e che proprio siamo contrari all’uso della forza che poi colpisce
anche molti innocenti come dimostra il tragico bombardamento di una scuola
femminile in Iran che ha ucciso 180 studentesse. Il vero sconfitto appare già
ora il presidente Trump che si è infilato in questa guerra folle e ne uscirà
malissimo perché una vera via di uscita non c’è e perché ha tradito la sua
promessa di non scatenare nuove guerre e per questo verrà punito alle prossime
elezioni di midterm, gli americani giustamente sono sostanzialmente contrari a
nuove avventure militari in Medio Oriente dopo i disastri di Siria e Iraq che
avrebbero dovuto mettere in allarme Trump.Gli
USA pensavano di sfruttare la debolezza del regime dell’Iran ma l’Iran ha
trasformato questo attacco in un conflitto regionale che ha coinvolto tutte le
monarchie del golfo attaccate dai missili e droni iraniani in risposta ai
bombardamenti americani e israeliani. Gravi le conseguenze anche per la
popolazione civile iraniana, ma anche sull’economia globale con l’impatto che
stanno avendo sulle dinamiche dei prezzi energetici legate al trasporto di
petrolio e gas liquefatto fermi a causa del blocco dello stretto di Hormuz.
Gravi
anche le conseguenze del conflitto per le monarchie del golfo che hanno fondato
il loro successo sul lusso, le vacanze e sono diventate hub aereoportuali per
l’Asia ora messi in difficolta’ dai lanci di missili. Ovviamente anche le loro
attività nel settore energetico coi bombardamenti che hanno preso di mira le
raffinerie e il blocco delle spedizioni hanno un impatto pesante, questo
potrebbe essere un grosso problema in futuro anche per il rapporto con gli USA,
queste monarchie infatti potrebbero non volere piu’ la presenza USA sul loro
territorio se la guerra presentasse un conto troppo alto.
Usa e
Israele hanno eliminato la dirigenza iraniana a partire del capo Khameni ma
questo sembra non sara’ sufficiente a far perdere il controllo del paese al
regime iraniano che ricordiamo negli scorsi mesi ha ucciso migliaia di
dimostranti quasi nel silenzio generale.
Le
motivazioni della guerra sulla costruzione della bomba atomica da parte
dell’Iran sono deboli essendo da anni in corso l’arricchimento dell’uranio
senza aver mai fatto balzo in avanti verso la fase finale della costruzione
della bomba, le ragioni della guerra sembrano piu legate al controllo delle
rotte petrolifere e al cercare una soluzione “venezuelana” col cambio del
leader che però è fallita. Ricordiamo che la dirigenza iraniana ha sempre fatto
dell’espansione della sua influenza militare nella regione con gruppi militari
come Hezbollah Hamas e Houti un punto chiave della sua politica estera già
indebolita dagli ultimi 3anni di guerra e dal cambio di regime in Siria. Certo
i calcoli dell’amministrazione Trump rischiano di essere sbagliati perché non
cadrà il regime, anzi la sostituzione del leader con suo figlio rischio di
aggravare la situazione e rendere il regime ancora più forte.
Israele
intanto ha ripreso la guerra in Libano , speriamo che le pressioni Usa e
francesi fermino almeno questo conflitto, che sta duramente e
ingiustificatamente colpendo decine di migliaia di persone costrette ad
evacuare interi villaggi nella zona sud del libano dove è da notare che
l’esercito libanese si è prontamente ritirato quasi ad indicare che il destino
degli sciiti rimane nelle loro stesse mani, purtroppo però sono coinvolti anche
villaggi cristiani.
Certo
Russia e Cina risultano indebolite una perché un alleato storico è in
difficoltà, un alleato che è risultato importante nel rifornimento di droni in
Ucraina, ma anche per la Cina di cui l’Iran è fornitore a basso costo di
energia, perderlo dopo aver perso il Venezuela sarebbe grave.
In
questa vicenda sconfitta appare anche la UE che dimostra la sua poca influenza
politica e la sua pessima politica energetica che dopo la fine del gas russo a
basso prezzo vede aumentare il costo del petrolio e del GNL importato dagli
USA. Il prezzo alto di queste materie prime favorisce sia gli USA che
estraggono con tecniche ad alti costi sia i russi che vedono riaprirsi spiragli
di nuovi commerci dopo le sanzioni.
Da
osservare poi che i droni iraniani costano molto meno dei missili usati da USA
sia per attaccare che difendersi e questa guerra rischia di essere
antieconomica. Inoltre il rischio è di seguire Israele in un conflitto che gli
USA potevano evitare dopo i bombardamenti dei siti nucleari in Iran dell’anno
scorso pensando a una soluzione rapida che probabilmente non arriverà. Ora
Trump deve trovare una via di uscita ma sarà difficile senza perderci la
faccia, insomma un errore che potrebbe pagare caro anche nella politica interna
USA.
Israele
colpisce il suo nemico storico ma a livello internazionale la sua immagine è
ormai del tutto priva di appoggi.