mercoledì 4 novembre 2026

Se i giornalisti italiani ora scoprono che la democrazia USA non è in pericolo

 Dopo la vittoria del Partito Democratico nelle elezioni di midterm oggi molti giornalisti esaltano e applaudono la vitalità e la forza della democrazia negli USA, peccato che fino a pochi giorni fa gridavano alla deriva totalitaria e a quanto fosse in pericolo la stessa democrazia negli USA.

Un giornalismo che non informa e no parte da fatti oggettivi ma che fa solo il tifo.

Midterm una dura sconfitta per i repubblicani

 È certamente vero che quasi tutti i presidenti in carica perdono le elezioni di Midterm ma la sconfitta subita dai repubblicani è dtata questa volta dura e netta e per certi versi clamorosa. Senato, i Democratici hanno conquistato la maggioranza ribaltando i seggi detenuti dai Repubblicani in Maine, Ohio, Kansas, Iowa, Texas, Carolina del Nord e Carolina del Sud, difendendo con successo i seggi in Michigan e New Hampshire. 

Clamorose le vittorie in Texas e Arkansas, James Talarico ha fatto la storia diventando il primo democratico a conquistare un seggio al Senato in Texas dopo quasi 40 anni, ma in Texas i democratico hanno vinto anche le elezioni a governatore dello Stato, sconfiggendo il repubblicano in carica Greg Abbott, che puntava a un quarto mandato, ha vinto Gina Hinojosa che diventa cosi la prima governatrice fi origini ispaniche del Texas. Qui come in altri stati è risultato determinante il voto fegli ispanici che ganno abbandonato Trump, troppe forzature e vilente le azioni dellICE che ha colpito indiscriminatamente e in modo a colto inumano la comunità ispanica. 

L' altro grande motivo che ha portato alla sconfitta è stata certamente l’inflazione e il costo della vita , TRUMP era stato eletto con la promessa di abbassarli e invece la sciagurata e sbagliatissima guerra in Iran ha portato ad un aumento generalizzato dei prezzi e in particolare della benzina. La guerra che tra pe altre cose Trump aveva promesso di non iniziare , un errore fatale come ha dichiarato Vance e come ha ammesso anche Trump senza pero rinnegare la sua scelta. 

Il risultato del Michigan col voto islamico che aveva fatto perdere Biden e che ha ora fatto vincere primo senatore islamico democratico della storia desta preoccupazione visto il profilo del vincitore. la distanza di cisione cultura politica tra i diversi vincitori democratici mette in evidenza pero abchr le divisioni nel partito e il fatto che la vittoria è stata soprattutto una vittoria contro Trump perché questo è stato il collante del partiti democratico in queste elezioni mentre è difficile trovare altri punti che uniscano tutte le sue diverse anime politiche. Molto candidati voluti da Trump sono risiltati inappropiati e la visione Maga troppo estremista anc nel partito repubblicano emergeranno ora delle divisioni .

lunedì 2 novembre 2026

Kimi Antonelli entra nella Storia

Kimi Antonelli entra nella Storia. Un giovane 20 enne ha mostrato il suo talento in questa stagione fin dall’inizio, il sui coraggio e audacia come a Monza dove ha vinto con una rimonta incredibile, la sua intelligenza tattica amministrando il vantaggio accumulato nella prima parte della stagione. cosi Dopo 73 anni un italiano è di nuovo campione del mondo di F1. Il più giovane campione del mondo che la F1 abbia mai avuto e ha vinto battendo il suo compagno di squadra Russel e il campione del mondo uscente Norris e campioni come Verstappen e i piloti della Ferrari Leclerc e Hamilton.



mercoledì 28 ottobre 2026

Incredibile decisione del gip di Milano che libera Youssef Siher


Il gip di Milano, ha scarcerato Youssef Siher, accusato di istigazione per delinquere aggravata dalle finalità terroristiche e di partecipazione violenta alle manifestazioni che hanno sconvolto Milano lo scorso 17 ottobre. Il Gip ha ritenuto di non convalidare il fermo e non sono adottate misure cautelari. 

Secodno il Gip Siher ha invitato alla “disobbedienza civile”, i post e i contenuti di Siher vanno quindi rintenute “espressione della ferma volontà del 30enne ”di avviare una stabile forma di protesta a fronte di problematiche socio-economiche che, secondo il suo pensiero, non trovano risposta nelle attuali politiche governative" come riporta il sito Cortei, Youssef Siher è libero. La Gip: "Non incitò alla violenza", è scontro politico

Dopo uno scrupoloso lavoro di indagine le forze dell'ordine avevano invece identificato in Youssef Siher il gestore della pagina che faceva riferimento al Mocimento 17 ottobre ed era stato fermato su disposizione della Procura di Milano. Ci si chiede come si possano conciliare la posizione del Gip e quella degli inquirenti, una delle due posizioni ha commesso chiaramente un errore.

Noi siamo d'accordo con la dura la reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha definito la decisione vergognosa e irrispettosa del lavoro delle forze dell'ordine.

Giorgia Meloni : "Considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram 'Movimento 17 ottobre', cioè la pagina che incitava l'organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano". "Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti, del ministero dell'Interno". 

domenica 25 ottobre 2026

Dietro i teppisti spunta l’islamista

 30 anni laureato italiano di seconda generazione per nulla disagiato sociale come poteva immaginarsi dietro i disordini di queste settimane la regia sembra fosse guidata da un giovane di origini marocchine islamista che sembra lodasse quanto accaduto il 7 ottobre in Israele sicuramente pro pal , insomma adesso rischia anche accusa di terrorismo oltre che di incitamento a delinquere. È chiaro quindi che c’è qualcuno che punta e vuole in caos in Italia e non appare casuale che ieri le città dove si sono registrati ancora i maggiori scontri siano state abolite Torino dove anarchici e centri sociali oramai guidano le piazze.

martedì 20 ottobre 2026

Chi rompe deve pagare


Dopo le devastazoni dei giorni scorsi dove e' emerso che molti dei responsabili delle violenze sono minorenni, urge porsi delle domande su come comportarsi con loro. Per educare al senso di responsabilità questi ragazzi devono sapere che le loro azioni hanno delle conseguenze da pagare…. Il carcere non serve.

Secondo noi e' necessario far comprendere loro le loro responsabilita'. Far pagare i danni, far pulire le strade, lavori socialmente utili.

E' necessario poi impedire che episodi simili si ripetano, vietare nuove manifestazioni nelle prossime settimane, bloccare i social di chi incita a raduni violenti, oppure diventeremo come la Francia che ora è obbligata  a mettere il coprifuoco. Non deve passare l'idea di una impunita' di fatto che favorirebbe il perpetrarsi di queste deprecabili manifestazioni di violenza per settimane.

Non c’è niente da capire questi non vogliono regole, vogliono fare solo quello che vogliono loro. C'e' poi un problema legato ai social, confondono realtà e social, hanno davvero grossi problemi a distinguere vita social e vita reale, alcuni di loro facevano dirette video durante gli episodi di violenze e assalto ai negozi, probabilmente alcuni ragazzini neanche hanno capito le conseguenze delle loro azioni. In questo vanno senz'altro aiutati ma non puo' essere una attenuante o peggio una giustificazione.

Giusta la decisione di intervenire su un maggior contorllo dei social.

Una riflessione merita poi il fatto che ragazzini di 12-14 fossero senza alcun controllo da parte dei loro genitori che nemmeno sapevano dove erano e tanto meno cosa stavano facendo. I genitori capiranno che devono seguire i figli solo quando gli arriverà il conto a casa.



sabato 17 ottobre 2026

Le chiamano manifestazioni ma devastano le città

Torino, Milano e Bologna hanno assistito oggi all’ennesimo caso di violenza urbana ingiustificata. Con la scusa di manifestare i soliti noti hanno poi proseguito le manifestazioni usando la violenza contro cose e persone e colpendo le forze dell’ordine. È venuto il momento che tutte le forze politiche condannino la violenza e prendano nettamente le distanze dai disordini.