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sabato 25 gennaio 2025

Le ipocrisie che sostengono le politiche green UE

 


Nei giorni scorsi hanno fatto molto discutere le affermazioni del neo commissario europeo al Bilancio Piotr Serafin che ha definito “inopportuno” finanziare ong ecologiste con fondi UE per promuovere le politiche del green deal.

Questa affermazione solleva un velo su una pratica decisamente scandalosa adottata dalla precedente commissione per promuovere l’agenda ecologista dell’ex commissario Frans Timmermans. Lo scoop è stato fatto dal quotidiano olandese De Telegraaf, le diverse Ong che sostenevano il piano cosiddetto Green Deal ricevevano fondi UE per sostenerlo pubblicamente e nell’opinione pubblica per creare un sostegno popolare ai provvedimenti davvero scandaloso. Praticamente un finanziamento basato su contratti tra l’altro “riservati” per fare attività di lobbying in particolare a quanto pare orientare il dibattito sull’agricoltura.

Intanto il mensile Panorama svela che le case automobilistiche europee per continuare a produrre auto endotermiche e derogare alle leggi sulle emissioni di CO2 delle auto ed evitare le multe hanno comprato crediti “verdi” da Tesla e dalle case automobilistiche cinesi, un meccanismo che ricorda lo scandalo delle quote latte in cui produttori di latte compravano certificati e crediti per continuare a produrre.

Tutto questo evidenzia ancora una volta la criticità delle regole e delle leggi imposte dalla UE per la cosiddetta transizione ecologica.

sabato 18 gennaio 2025

La California colpita dagli incendi e dalla cattiva amministrazione

La California è stata duramente colpita da enormi incendi nell’area di Los Angeles, interi quartieri non esistono più, tutti completamente bruciati.

Certo la siccità e il vento hanno contribuito all’espandersi degli incendi ma molte critiche si possono fare alla politica della sindaca di Los Angeles e del Governatore della California che non hanno fatto manutenzione alla rete elettrica causa dell’espandersi degli incendi a causa della cauta dei cavi. Anche i tagli agli organici del corpo dei pompieri hanno inciso se pensiamo che alcune strutture si sono salvate per l’interventi di pompieri privati. Elemento decisivo è stata poi la pessima gestione del territorio e delle risorse idriche: molti idranti erano senz’acqua. Le immagini di Malibu e delle ville bruciate degli attori di Hollywood hanno fatto il giro del mondo ma poco hanno fatto notizia le grandi conseguenze sulla gente normale che ha perso tutto. Per fortuna c’è stata una grande mobilitazione di solidarietà che ha portato donazioni ma anche grandi quantità di generi di prima necessità’ per la popolazione colpita. Le compagni di assicurazione di fronte alla completa distruzione di migliaia di case rischiano di fallire, visti i valori immobiliari nell’area e i proprietari di casa anche coi rimborsi non riusciranno a ripagare la ricostruzione perché’ le polizze non coprono comunque tutti i danni.

Una catastrofe ampliata da negligenze e che avrà conseguenze enormi sulla vita di molta gente e probabilmente anche sulla politica della California.

martedì 5 novembre 2024

Valencia una alluvione devastante

La Spagna nella regione e nella città di Valencia è stata colpita da fortissime precipitazioni che hanno provocato una alluvione devastante che ha provocato più di 200 morti.

La maggior parte dei morti è da imputare certamente al ritardo dell'allarme dato dalla regione valenciana, molti infatti sono morti intrappolati nelle auto travolte dalle piene.

I ritardi nella gestione dell'emergenza prima e dopo hanno portato a pensanti proteste, la violenza ha colpito in particolare la macchina del premier socialista, va pero' detto che le proteste sono state enfatizzate da gruppi di estrema destra e noi ribadiamo che nulla giustifica la violenza.

La piana della città di Valencia è di origine alluvionale e purtroppo non è la prima volta che la città viene colpita da violente inondazione, come accadde nel 1957. Le opere di deviazione del fiume Tura realizzate dopo quella alluvione hanno stavolta salvato il centro storico della città che è stato comunque duramente colpita in altre zone, va sottolineato che l'espansione urbanistica della città ha purtroppo favorito il pesante bilancio dell'odierna alluvione.

La reazione del popolo spagnolo è stata encomiabile, a differenza dell'inefficienza delle amministrazioni locale e anche nazionale. Migliaia di volontari hanno raggiunto la città portando viveri e acqua e aiutando a spalare il fango e l'acqua prima che irrigidendosi potesse diventare difficilmente rimovibile.

Una grande calamità ha generata un grande moto di solidarietà.


lunedì 14 ottobre 2024

Confindustria finalmente si cambia

Dopo la disastrosa presidenza Bonomi di Confindustria finalmente il nuovo Presidente Orsini all’Assemblea nazionale di Confindustria critica la gestione del green deal dell'Europa che rischia di distruggere il tessuto industriale per regole e tempistiche inadatte, citando il caso dell’automotive che rischia di regalare il mercato dell’auto alla Cina. 

La transizione ecologica sostiene Confindustria impone tempi stretti per la decarbonizzazione e costi altissimi per l'industria italiana ed europea. Orsini dice con chiarezza: “il Green deal è impregnato di troppi errori che mettono a rischio l'industria italiana noi riteniamo che questo non sia l'obiettivo di nessuno".

Cosi Confindustria va in sintonia con le posizioni del Governo Meloni che vuole rivedere il Green Deal e anticipare di 1 anno la verifica sella decabornizzazione del settore auto.

Confindustria plaude alla riduzione del cuneo fiscale fatta dal Governo ma chiede che diventi strutturale e chiede ai sindacati di lavorare insieme sui nuovi contratti nazionale e sulla sicurezza.

domenica 25 febbraio 2024

I dati sull'inquinamento di Milano smentiscono politiche green contro auto


Nelle scorse settimane ha avuto rilevanza una indagine privata che indicava Milano come una delle città più inquinate al mondo. La notizia ovviamente ha fatto discutere e aprire un dibattito sulla sua attendibilità.

Dal nostro punto di vista quanto l’affermazione sia attendibile ha poca importanza, quello che è importante della notizia è stato riportare il tema della discussione sul problema dell’inquinamento che ovviamente non riguarda solo Milano ma l’intera pianura padana, come accade da decenni, per via della sua conformazione geologica.

E’ importante perché continuamente si parla del problema del riscaldamento globale ma il vero problema è l’inquinamento, se ci concentrassimo più su questo problema e concentrassimo più risorse per combatterlo, invece che sul riscaldamento globale, forse avremmo più possibilità di raggiungere risultati positivi.

Il dato dell’inquinamento mette comunque in evidenza anche il fallimento delle politiche green del comune di Milano e in particolare la costituzione dell’area B. Il traffico non rappresenta infatti la prima causa che contribuisce all’inquinamento atmosferico, come dimostra il fatto che da sempre i picchi di inquinamento si hanno in inverno e non in primavera o estate, mentre la concentrazione delle macchine è sempre la stessa ciò che cambia è l’uso intenso del riscaldamento domestico.


giovedì 3 agosto 2023

Una estate all'insegna dell'allarmismo catastrofista

Questa estate verrà ricordata per gli eccessi di alcuni fenomeni metereologici ma certamente anche per gli eccessivi allarmismi mediatici sul clima. Prima si annunciava una estate con siccità record. poi si e' puntato il dito sul caldo record. Poi sulla violenza di alcuni temporali.

La realtà è che ogni anno a luglio e agosto fa caldo, ogni anno ci sono temporali e grandinate anche se certo alcune hanno sorpreso per la loro virulenza.

Mostriamo alcune foto e ritagli di giornale per offrire una occasione di riflessione.

Personalmente posso testimoniare direttamente almeno 2 dati degli anni scorsi : MILANO 2017 43 GRADI, ROMA 2012 43 GRADI.



Il sito di repubblica a luglio citava il comune di Catenanuova come esempio limite del record del caldo ma i dati storici (qui sotto quelli del 2007 dal sito meteo.it) non confermano gli allarmismi







mercoledì 26 luglio 2023

Milano alberi caduti col bollino rosso : come mai?

 A Milano sappiamo sono caduti centinaia di alberi a seguito della tempesta dell'altra notte.

Come mia pero' diversi degli alberi caduti avevano il bollino rosso?









Il maltempo e gli incendi colpiscono Italia e Grecia : le responsabilita' dell'uomo

Una tempesta di vento e pioggia ha colpito Milano devastandola, centinaia di alberi caduti, macchine danneggiate, tetti danneggiati. 

In questi giorni gli eventi climatici estremi, come grandinate eccezionali e tempeste hanno colpito ripetutamente il nord Italia. Certamente eventi rari che ci interrogano sui cambiamenti climatici ma che hanno una chiara motivazione nell'incontro tra masse d'aria molto calde provenienti dal sud e aria fredda proveniente dal nord.

Nel frattempo il sud Italia come le isole greche sono flagellate dagli incendi alla cui origine c'e' solo l'azione dell'uomo: quella dei piromani, tutti sono infatti di origine dolosa.

In merito alla tempesta che ha colpito Milano oltre alla conta dei danni forse bisognerebbe domandarsi come ci si prende cura delle piante e del verde in citta' visto che molti alberi caduti erano chiaramente "malati"







sabato 20 maggio 2023

Macche' cambiamenti climatici PURTROPPO LE ALLUVIONI IN ITALIA NON SONO UNA RARITA'

 In Italia praticamente ogni anno si registrano alluvioni con danni e morti, purtroppo abbiamo un ecosistema fragile ma anche molti errori nella gestione del territorio, sarebbe quindi il caso di insistere sulle opere di cura e manutenzione del territorio e su opere pubbliche di prevenzione prima di gridare ai cambiamenti climatici



ecco cosa riporta il sito del CNR


"Le inondazioni sono eventi diffusi e frequenti in Italia, e causano vittime e danni rilevanti ogni anno."


ELENCO DELLE REGIONI COINVOLTE DALLE ALLUVIONI E DALLE INONDAZIONI

22/10/1951 - Calabria - 68 MORTI
14/11/1951 - Polesine - 101 MORTI
19/09/1953 - Provincia di Genova - 10 MORTI
21/10/1953 - Provincia di Reggio Calabria - 101 MORTI
25-26/10/1954 - Provincia di Salerno - 325 MORTI
05/09/1959 - Ancona - 10 MORTI
23-25/10/1959 - Zona del Metapontino - 12 MORTI
04/11/1966 - Italia nord-orientale - 87 MORTI
04/11/1966 - Toscana e Firenze - 47 MORTI
03/11/1968 - Biellese - 83 MORTI
07/10/1970 - Genova e provincia - 48 MORTI
05/11/1976 - Trapani - 18 MORTI
09/08/1978 - Val d’Ossola - 19 MORTI
18/07/1987 - Valtellina - 23 MORTI
28/07/1987 - Val Pola - 28 MORTI
06/11/1994 - Piemonte - 71 MORTI
19/06/1996 - Versilia e Garfagnana - 14 MORTI
05/05/1998 - Sarno - 160 MORTI
10/09/2000 - Soverato - 13 MORTI
13-16/10/2000 - Italia nord-occidentale - 23 MORTI
01/10/2009 - Provincie di Messina - 37 MORTI
25/10/2011 - Lunigiana e Cinque Terre - 13 MORTI
04/11/2011 - Genova - 6 MORTI
18/11/2013 - Sardegna - 18 MORTI
10/09/2017 - Livorno - 8 MORTI
19/08/2018 - Forra del Raganello - 10 MORTI
03/11/2018 - Provincia di Palermo - 13 MORTI

venerdì 19 maggio 2023

Alluvione in Emilia Romagna anche la politica ha le sue responsabilità

Una pioggia intensa caduta per ore che ha raggiunto una precipitazione di 300mm ha provocato una devastante alluvione che ha colpito l'Emilia Romagna. Il tragico bilancio è di 14 morti, migliaia di sfollati, città e paesi invasi dalle acque. Ben 20 fiumi sono esondati. I danni sono ingentissimi e colpisco le industrie, il settore agro alimentare con allevamenti e colture distrutte. Ricordiamo che l’Emilia-Romagna è la regione che produce più prodotti ortofrutticoli in Italia, ha il primato nazionale della produzione del frumento, della barbabietola da zucchero, degli ortaggi, delle pesche, delle pere, delle susine. Ingenti i danni anche sulla costa e quindi al settore turistico.

Il governo ha già provveduto a rendere possibile la sospensione di versamenti tributari e previdenziali, mutui, per le zone colpite dall'alluvione. Decisione corretta ma serviranno molti soldi per ripartire. 

Ovviamente subito si è puntato il dito contro i cambiamenti climatici come causa principale ma andrebbe invece valutata l'antropizzazione del territorio con costruzioni troppo vicine ai corsi dei fiumi, la mancanza di opere di prevenzione come i bacini necessari per raccogliere l'acqua in esubero, un sistema di bacini ha permesso al Veneto negli anni passati di reggere anche a precipitazione pari al doppio di quelle cadute in queste ore in Emilia-Romagna. Che dre poi dell'annosa questione della pulitura dei corsi d'acqua. Insomma, questi fenomeni ci sono sempre stati, forse oggi sono più frequenti ma non più intensi e l'uomo e la politica possono fare molto per arginare i danni e gli effetti. Serve però una buona politica di gestione del territorio, cosa che sembra mancata in Emilia-Romagna.


mercoledì 23 novembre 2022

NUOVI ECOLOGISTI: il fine non giustifica mai i mezzi

In diversi paesi specialmente europei stanno diventando sempre più una minaccia, sono i movimenti Ultima Generazione movimenti che si definiscono di disobbedienza civile contro "il collasso climatico".  

Di civile però hanno poco, bloccano strade creando notevoli disagi alle persone, bloccando in alcuni casi anche i mezzi di soccorso come le ambulanze. Ovviamente azioni illegali che rimangono impunite.

Il loro scopo sarebbe quello di richiamare l'attenzione su quello che considerano l'emergenza climatica e per farlo ogni mezzo è lecito e danno spazio alla creatività individuale che ha portato a diverse azioni eclatanti contro le opere d'arte:I Girasoli di Van Gogh imbrattati dagli ambientalisti di Just Stop Oil, imbrattato anche il seminatore di Van Gogh e un altro attacco al Prado, imbrattata anche l'opera di Klimt, Morte e vita a Vienna e Les Meules (il Pagliaio) di Monet al Museo Barberini di Potsdam ecc.

Quello che stupisce di più è che qualcuno li giustifichi secondo la teoria da sempre eticamente sbagliata che il fine giustifica i mezzi.

mercoledì 3 agosto 2022

E' davvero un'estate con temperature eccezionali?

 I giornali continuano a raccontarci che questa è un'estate con temperature eccezionali, ma e davvero così?


Eppure possiamo testimoniare con nostre foto che queste temperature non sono affatto eccezionali. Insomma l'estate ha sempre fatto caldo nelle città italiane.
L'UNICA VERA ANOMALIA QUEST'ANNO E' LA SICCITA'




giovedì 23 giugno 2022

Energia la verità avanza: le rinnovabili non bastano

La verità alla fine avanza, lentamente ma avanza, senza il GAS o hai le centrali nucleari come la Francia oppure devi tornare al carbone e ai combustibili di origine fossile.

E cosi  accade che dopo la sbandierata transizione verso una drastica riduzione delle emissioni CO2 anche le politiche verdi di paesi come la Germania devono arrendersi all'evidenza, le energie rinnovabili non bastano, non abbiamo inoltre una grande capacità di stoccaggio dell'energia prodotto da queste fonti sufficiente ed economica e cosi a causa della drastica diminuzione delle forniture di gas dalla Russia, il carbone è improvvisamente di nuovo richiesto in Austria e Germania e presto lo sarà anche in Italia.

Era il 2018 quando il governo Merkel decis e che entro il 2038, bisognava dare addio a carbone e lignite come fonti di approvvigionamento energetico. Nel 2018 la Germania da queste due fonti fossili otteneva il 38% della sua energia elettrica, il 46% proveniente da fonti rinnovabili, il resto dalle centrali nucleari, che però il governo aveva deciso di chiudere. Certo poi come si sa la Germania aveva poi investito molto sul gas con il North Stream 2 ora inutilizzabile per via dell'embargo alla Russia. 

Intanto aumentiamo l'approvigionamento di gas, sempre dalla Russia, per aumentare le scorte per l'inverno.

Fine delle ipocrisia!







mercoledì 8 giugno 2022

L'Europa ha deciso per lo stop alla produzione di automobili con motori termici

L'Europa ha deciso per lo stop alla produzione di automobili con motori termici. Entro il 2035 le case automobilistiche non potranno più vendere veicoli alimentati a benzina o diesel. Il via libera è arrivato dal Parlamento europeo durante una sessione plenaria in corso a Strasburgo, in totale sono stati contati 339 voti a favore, 249 contrari e 24 gli astenuti.
E' vero che il mercato sta già andando verso questa direzione ma imporre un blocco totale ci pare una decisione forzata.
In tutta questa transizione tecnologica già in atto, non si tiene a nostro avviso a sufficiente conto il fatto che il contributo meccanico nelle nuove auto sarà sempre minore e potrebbe costare molti posti di lavoro in una Europa e in Italia dove l'indotto per l'automotive conta eccellenze e migliaia di aziende. La scelta appare ideologica perché si poteva lasciare una quota per le auto con motori termici dando indicazioni di consumo per non buttare alle ortiche un eccellenza europea e per tutelare anche i consumatori, non riusciranno tutti a comprare auto elettriche che sono molto più costose. Approvato l'emendamento bipartisan 'salva Motor Valley' firmato da eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti per prolungare la deroga alle regole Ue sugli standard di emissione della CO2 di cui già oggi beneficiano i produttori di nicchia.

giovedì 17 febbraio 2022

L'italia e la crisi energetica


 L'Italia paga oggi un conto salatissimo sulle spese energetiche per via di politiche passate sbagliate. 

Lo stop al nucleare, l'investimento sulle rinnovabili senza una sufficiente compensazione con fonti tradizionali, una sovraesposizione sull'utilizzo del gas. Paghiamo oggi sopratutto questo, per fotuna si fece il TAP che apre una via di rifornimento alternativa al gas russo ma evidentemente non è sufficiente. Che dire dello stop o quasi dell'estrazione nel nord Adriatico o altre restrizioni dovute ad una politica demagocica. Lo stop ai rigassificatori ha poi impedito uno stoccaggio di riserva e la possibilità di rifornirci altrove in maniera più significativa.

Oggi il governo per cercare di mettere una piccola pezza, approverà il raddoppio delle estrazione nel nord Adriatico e la ripresa in Sicilia ma è troppo poco, le nostre aziende e le famiglie pagheranno un prezzo elevatissimo ad una politica energetica sbaglaitissima.

Molte aziende sono in crisi per il raddoppio o anche di più dei costi energetici per la produzione.

Che dire poi del fatto che per calmierare i prezzi abbiamo aumentato le importazioni di gas dagli USA, con conseguente impatto abientale molto più considerevole visto le tecniche di estrazione usate e la necessità di trasportarlo via mare in Italia. 

sabato 11 dicembre 2021

L'ecologismo dei ricchi colpirà sempre più i poveri

 

Ecco l'ennesima dimostrazione di come alcune politiche ambientali imposte dall'alto colpiranno sempre più nella vita quotidiana delle persone e sopratutto quelle del ceto medio basso.

E' di questi giorni la notizia che dall’Ue arriva in una bozza la proposta di vietare vendita e affitto delle case che consumano troppa energia: 
la direttiva prevede che gli Stati al proprio interno introducano delle norme «per vietare la vendita e l’affitto degli immobili che a partire dal 2027 non abbiano raggiunto il minimo di efficienza energetica richiesto». Per gli appartamenti in condominio invece la “stretta” dovrebbe scattare nel 2030.

Nel nostro Paese, il patrimonio degli immobili vede ovviamente una stragrande maggioranza di classi energetiche molto basse rispetto agli standard richiesti: «L’obbligo di rinnovo energetico prima della vendita per edifici e abitazioni è una idea ridicola che non potrebbe essere applicata in Italia», attacca il Codacons citando i dati che vedono metà circa delle case italiane costruite nel secondo dopoguerra e con poca attenzione agli sprechi di energia, un 20% è “storico” ed ha più di 100 anni d’età. Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi un simile provvedimento «creerebbe un evidente squilibrio a danno di chi possiede una abitazione, porterebbe ad un rialzo ingiustificato dei prezzi delle case e bloccherebbe quasi del tutto il mercato immobiliare».

C'è chi invece si dice soddisfatto sostenendo che questo porterà ad investimenti per la riqualificazione energetica degli immobili, ma chi li pagherà, non saranno forse penalizzate le classi medio basse?
Temiamo che l'ecologismo dei ricchi colpirà sempre più i poveri

giovedì 14 ottobre 2021

Impennata costo materie prime preoccupa

 Preoccupa molto l'impennata del costo delle materie e in particolare delle risorse energetiche. Limpennata dei prezzi del gas e dei combustibili, rischia di mandare in default molti stati come dimostra il blackout che ha colpito il Libano e Beirut.



mercoledì 13 ottobre 2021

Le manifestazioni violente NO. Solidarietà alla polizia

 La violenza è sempre da condannare, le manifestazione che degenerano in assalti alla polizia e in scontri sono sempre da condannare. Strampalate ricostruzioni sono solo fake news. L'assalto poi a istituzioni e alla sede del sindacato sono inaccettabili. Esprimiamo piena solidarietà alle forze dell'ordine che hanno visto tra i loro  uomini decine di feriti e contusi. 

Il ministro Lamorgese e la struttura preposta a organizzare la sicurezza hanno mostrato ancora una volta la loro impreparazione. Un ministro inadeguato. L'assalto alla CGIL era ampiamente annunciato.




venerdì 17 settembre 2021

Energia quanto ci costi? Nucleare e gasdotti cosa c'entrano?

Su tutti i giornali in questi giorni ci sono dichiarazioni riguardanti l’aumento del 40% dell’energia nei prossimi mesi. L’aumento riguarda tutta Europa e in particolare l’Italia che è priva di materie prime e di nucleare.

Le cause dell’aumento sono la forte ripresa e la forte richiesta di energia , ma soprattutto le politiche della transizione energetica che l’Europa sta sostenendo imponendo tasse a chi produce energia con i carbon-fossili.

La transizione energetica mira all’abbattimento delle emissioni di gas serra del settore energetico, che da solo produce i tre quarti delle emissioni globali. Secondo l’agenzia internazionale dell’energia, entro il 2050 il 90% dell’energia che alimenta le economie globali dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili.

Le energie rinnovabili sono certamente cresciute molto negli ultimi anni, fino ad arrivare in Italia a coprire circa il 40% del fabbisogno energetico. Ma questo non è stato ottenuto a basso costo anzi, i costi sono molto elevati ed inoltre per via del fatto che molta di questa energie è non programmabile la rete elettrica deve comunque garantire un fabbisogno di back-up coperta da fonte tradizionali contribuendo ad aumentare i costi. L’attuale Sistema energetico dipende quindi ancora fondamentalmente dalle fonti termiche tradizionali nonostante la propaganda delle fonti alternative.

Per raggiungere gli obiettivi del 2030 dovremo installare circa 70 GW di rinnovabili nei prossimi 10 anni, il che significa installare circa 7 GW all’anno, ma l’anno scorso siamo rimasti a circa 0,8 GW

Il ministro Cingolani ma anche la presidente Von der Layen hanno cominciato a riparlare del nucleare come fonte di energia da incentivare per poter raggiungere gli obiettivi che l’Europa si è data per ridurre il contributo dei combistibili carbon-fossili.

Ovviamente in Italia subito si è acceso un ampio dibattito scientifico e politico tanto che il ministro Cingolani è stato oggetto di molte proteste, ma per esempio Salvini ha rilanciato la possibilità di aprire una centrale nucleare in Lombardia, forse pensando al sito di Caorso. E’ chiaro che una centrale nucleare per essere pronta necessità di molti anni, e quindi una corretta programmazione energetica basata su di essa deve essere stabilita con molto anticipo.

Nel tema della conversione a combustibili non fossili e alla decabornizzazione la Germania per esempio da tempo ha pensato alle possibili alternative come il gas. Questo è il progetto strategico per la Germania in vista della decarbonizzazione denominato gasdotto NordStream2. Una vittoria della Merkel a fine mandato.

E’ di questi giorni è la notizia del completamento del gasdotto NordStream2 che porterà il Gas dalla Russia alla Germania saltando il transito sul territorio dell’Ucraina e di tutti i paesi dell’est transitando sotto il Mar Baltico.

Un Progetto fortemente voluto da Mosca e Berlino, osteggiato dagli Usa e dall’Ucraina, ritardato dalle sanzioni per la guerra in Ucraina, ma con Biden gli Usa per non perdere l’alleato Tedesco hanno dato il via libera all’ultimazione del Progetto.

Un Progetto faraonico che renderà l’esportazione di gas dalla Russia alla Germania e tramite questa all’Europa occidentale garantendo alla Russia di gestirlo senza intermediazioni e senza pagamenti di pedaggio vari. Proprio per questo l’Ucraina era fortemente contraria è chiaro infatti che ne rimarrà danneggiata.



domenica 25 aprile 2021

Fukushima leggiamo bene i numeri

Fukushima evoca l'ultimo grande incidente nucleare avvenuto nel mondo, va ricordato però che  quell’11 marzo 2011 quasi tutte le vittime sono state causate da una catastrofe naturale. Il terremoto di magnitudo 9 della scala Richter, il quarto più potente mai registrato, ha causato 15.500 morti (dato ufficiale del governo nipponico) a cui si aggiungono 3mila persone ancora disperse. Il terremoto ha distrutto le infrastrutture, il successivo tsunami, con onde alte da 13 a 15 metri, ha spazzato via ciò che restava in un’ampia fascia costiera. 

La scorsa settimana ha fatto notizia la decisione del Giappone di riversare in mare in modo graduale e controllato dell'acqua usata per raffreddare la centrale di Fukushima.

Si tratta di 1 milione di tonnellate di acqua radioattiva e appunto la cifra detta così ha riempito i titoli dei giornali.

Ma guardiamo bene a numeri e alla situazione attuale, oggi a Fukushima ci sono 1000 cisterne piene di questa acqua e in caso di un nuovo terremoto o calamità se non si facesse un rilascio controllato graduale il rischio è che tutto possa essere riversato in mare contemporaneamente.

Inoltre 1m cubi di acqua corrisponde a 1 tonnellata quindi tratta di 1000 metri cubi, ma 'oceano pacifico sono 764 milioni di chilometri cubi di acqua quindi in rapporto all'acqua totale del Pacifico una quantità piccolissima ed inoltre diluita in 10 anni .

Inoltre già molte centrali nucleari costruite vicino al mare e ai fiumi riversano in mare l'acqua trattata usata per il raffreddamento del nucleo , certo quella di Fukushima è più radioattiva ma è già stata trattata e probabilmente le quantità dei 435 reattori nucleari già attivi nel mondo sono maggiori.

La Cina che ha subito accusato il Giappone, sta però costruendo varie di centrali nucleari e quindi la sua preoccupazione per il nucleare sembra solo propaganda.

Il Giappone ha riacceso negli ultimi anni altri 9 dei suoi 35 rettori, e altri stati come la Gran Bretagna hanno rilanciato un piano per il nucleare con il progetto della costruzioni di mini reattori più diffusi sul territorio rispetto a grandi centrali nucleari.

Oggi nel mondo sono in costruzione 53 centrali nucleari e a parte l'Italia tutte le prime 14 economie del mondo producono energia nucleare.