Visualizzazione post con etichetta ECONOMIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ECONOMIA. Mostra tutti i post

venerdì 3 aprile 2026

La guerra del Golfo si allarga e nessuno sa come fermarla

 


La guerra in Iran e nel Golfo Persico che ha comportato la chiusura dello stretto di Hormuz e il bombardamento di raffinerie e impianti di produzione del gas ha creato una crisi a livello globale sia per il mercato del gas e del petrolio ma anche per altri derivati non meno importanti come i fertilizzanti o l’elio usato per i semiconduttori, una crisi che potra’ essere di lungo periodo.

 

L’instabilità dell’area e i missili e droni che hanno colpito emirati arabi uniti in particolare ma non solo, hanno messo in crisi anche il modello economico basato sul turismo nei paesi del Golfo e quello degli investimenti immobiliari negli stessi paesi, un modello basato su lusso e benessere che certo stride con una guerra.

 

Ancora una volta colpito ripetutamente Israele e questo ha messo nuovamente in crisi i pellegrinaggi , tutto è chiuso durante il periodo Pasquale, come mostra anche la vicenda del Cardinale Pizzaballa soggetto alle restrizioni per l’accesso al Santo Sepolcro. Una nuova disgrazia per i commercianti e le popolazioni cristiane che vivono sul turismo religioso.

 

L grave crisi militare ha allargato il conflitto anche all’Iraq costringendo il ritiro dei contingenti internazionali per colpa dei continui attacchi da parte dei gruppi filoiraniani presenti, l’Iraq rischia di essere sconvolto da una guerra civile, anche la zona curda è sotto pressione.

 

Le basi USA nel Golfo sono sotto attacco e forse questa crisi rimetterà in discussione il modello di cooperazione tra gli stati del Golfo e gli USA, potrebbero addirittura ridiscuterne la presenza.

 

Un paese che ancora di più sta pagando il prezzo di questa guerra e’ il Libano con centinaia di migliaia di sfollati dal sud dove Israele sta occupazione e bombardando tutta la zona di confine e interi villaggi e le infrastrutture colpita ripetutamente anche i quartieri sciiti a Beirut. Se il disarmo di Hezbollah e’ una richiesta legittima di Israele e il governo di Beirut e’ favorevole anche se nn riesce ad attuarla , meno legittimo è lo sfollamento di intere cittadine del sud del Libano e i bombardamenti aerei di Beirut.

 

Una via di uscita facile come avevamo anticipato fin dall’inizio appare molto difficile viste le capacità di resistenza dell’Iran che si è dimostrato capace di continuare a colpire i suoi vicini e che usa l’arma del blocco dello stresso di Hormuz a suo vantaggio.

mercoledì 19 novembre 2025

Sanità c’è contratto e aumenti ma CGIL dice NO

Firmato il nuovo contratto dei medici: aumenti di circa 500 euro lordi al mese e 6.500 euro di arretrati, le risorse complessive disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, assicurano un incremento medio del 7,27% Fonte il sole 24 ore https://www.ilsole24ore.com/art/firmato-nuovo-contratto-medici-aumenti-491-euro-lordi-mese-e-6500-euro-arretrati-AHdzJxoD

Ma come diciamo noi,  mesi di propaganda della sinistra contro il governo che non da soldi alla sanità poi a fronte di questo investimento e questi aumenti agli stipendi la CGIL non firma ..quando si dice che per alcuni conta più la.propaganda che la sostanza. Inoltre aver chiuso cosi' rapidamente questo contratto permette di aprtire subito a valutare il contratto per il prossimo biennale.

L'accordo e' considerato ampiamente soddisfacente dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali. Soddisfazione espressa anche dalla Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola: “Si tratta di un risultato significativo che riguarda un settore cruciale per la vita del Paese”.


lunedì 28 luglio 2025

UE-USA intesa sui dazi

 


L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno trovato una intesa sui dazi. L’accordo è stato annunciato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e dal presidente americano Donald Trump che si sono incontrati in Scozia. L’Europa non poteva sopportare dazi di molto superiori al 10%, gli USA avevano l’esigenza di riequilibrare almeno in parte la bilancia commerciale con l’Europa. Il compromesso è stato trovato al 15%. Certo un risultato comunque negativo per l’Europa che però non poteva ottenere di più visto che il mercato USA rimane ancora il primo mercato mondiale. l'Unione europea effettuerà 600 miliardi di investimenti negli Usa e acquisterà 750 miliardi di energia, questo acquisto di energia da parte della UE verso gli USA era cresciuto già subito dopo l’inizio della guerra in Ucraina per sostituire le fonti provenienti dalla Russia che per l’Europa erano molto più vantaggiose in termini economici. Questo vincolo sull’energia è senz’altro l’aspetto più negativo come quello dell’acquisto di armi.

L’Europa ha ottenuto l’azzeramento dei dazi su gli aerei e le loro componenti, alcuni prodotti chimici e agricoli, i semiconduttori e alcune materie prime.

Positivo il giudizio del nostro governo che fin dall’inizio si era speso per trovare un accordo ed evitare una escalation dei dazi.

mercoledì 5 marzo 2025

Diciamo no al riarmo e all'aumento delle spese militari


Con l’arrivo di Trump e la sua svolta sulle condizioni per continuare a difendere l’Europa e soprattutto nel suo impegno per porre fine alla guerra in Ucraina, l’Europa si trova a dover affrontare il problema della propria difesa.  

Trump ha chiesto ai paesi membri dell'Alleanza atlantica di aumentare le proprie spese in difesa fino al 5% del loro PIL. Una cifra irraggiungibile francamente e che non troverebbe nemmeno l’industria europea pronta per rispondere alla richiesta di investimenti col conseguente risultato che molti di questi investimenti finirebbero in realtà per finanziare l’industria militare americana.

In questi giorni in cui Trump mostra di voler arrivare ad un accordo con la Russia per porre termine alla guerra in Ucraina, in effetti è oggi impossibile pensare ad un ripiegamento delle truppe russe, l’Europa si sente minacciata, così almeno dicono i suoi vertici: “viviamo in tempi molto pericolosi” …… “la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo reale”. Ci domandiamo come pa Russia che bin é riuscita a conquistare il Donbass in 3 anni possa rappresentare una reale minaccia per lEuropa.

Ursula von der Leyen, ha presentato a Bruxelles il piano “Rearm Europe”, che prevede investimenti per 800 miliardi di euro destinati al rafforzamento militare dei Paesi membri. Il ministro dell’economia italiano Giorgetti si è detto contrario affermando che “la difesa e sicurezza europea implica un programma ragionato meditato di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso, e non fatto in fretta e furia senza una logica”.

Francamente piuttosto che parlare di massicci investimenti andrebbe prima affrontato il discorso di uniformare i sistemi di difesa dei vari stati unendo gli sforzi in ricerca e sviluppo ed eliminando doppioni e sprechi. Ma il punto vero non è questo, il punto è che una economia di guerra dura solo se c’è la guerra e non è un investimento a rendere.

Oltretutto la proposta della von der Leyen intende escludere dal patto di stabilità le spese militari, intende essere un investimento a debito, con prestiti per 150 miliardi di euro da parte dell’UE e con fondi strutturali da finanziare.

Diciamo no, riteniamo inopportuno parlare di riarmo.

Inoltre, Perché per le spese militari si può derogare al patto di stabilità e per le spese sanitarie o sulle infrastrutture civili necessarie allo sviluppo economico no? 

sabato 18 gennaio 2025

Le BigTech diventano oligarchia pericolosa solo se non sostengono i democratici

 


In prossimità dell’insediamento di Trump, molto si parla delle aziende bigtech americane, con il clamoroso caso di Meta (Facebook ma non solo) che ha ammesso censure guidate dalla politica negli anni dell’amministrazione Biden e che ora ha deciso di eliminare i filtri che limitavano le informazioni. Ma la svolta non riguardo solo questo, ha fatto notizia la decisione di eliminare la commissione DEI quella per la difesa della diversità e dell’inclusione, che negli Usa sono normalmente presenti all’interno delle aziende e che sono diventate potenti strumenti per propinare ideologie, emblematica la decisione dell’azienda Meta che ha deciso dopo la chiusura della DEI di togliere gli assorbenti dai bagni maschili.

Insomma, le BigTech sembrano ora sposare il cambio di posizionamento della politica USA e vogliano anche aumentare il loro peso politico come mostrano personaggi come Elon Mask e Zuckerberg ma anche Bezos che ha comprato il Washington post. Biden nel suo ultimo discorso ha messo in guardia da una nuova oligarchia ma è stato proprio il partito democratico a dare spazio senza regole e queste BigTech e a sfruttarle per divulgare le sue idee liberal e imporle, come mai nessuno si lamentava del loro peso politico e il loro sostegno alle amministrazioni democratiche? Come mai nessuno si lamentava della loro manipolazione dell’informazione a favore del potere democratico, clamoroso fu il caso delle accuse al figlio di Biden durante la campagna elettorale 2020 o della bufala mediatica sul Russiagate durante la prima amministrazione Biden. Cosa dire di quanto avvenuto durante il COVID dove furono censurate le notizie sulle complicanze e sui dubbi legati ai vaccini? Dove erano quando il potere culturale di Hollywood sposava e sosteneva quasi unanimemente la campagna elettorale della Harrisa e in questi anni ha fatto da megafono alle politiche liberal sui temi etici della amministrazione Biden o della allora amministrazione Obama. Guarda casa solo ora col ritorno di Trump una parte del mondo di Hollywood si è espresso contro la “cultura woke”, termine usato come richiamo a stare svegli rispetto alle ingiustizie civili, sociali, razziali ma che è diventato un vero strumento di propaganda liberal e di imposizione tra l’altro della teoria del gender e che non ammette opinioni discordanti, imponendo persino tematiche e contesti nelle produzioni cinematografiche e non solo.

Perché solo ora l’influenza delle BigTech o del mondo della cultura rappresentano un pericolo? In realta' e' vero che il tema merita attenzione e ha possibili ripercussioni anche politiche ma lo e' sempre stato, non solo ora.

Vedremo come nel nuovo mandato Trump si comporterà rispetto a questi temi. Intanto subito dovrà affrontare il problema del social cinese Tik Tok a cui la Corte Suprema ha imposto al vendita o la chiusura, chiaro che questo social sia usato anche dal governo cinese e potrebbe aumentare i problemi nella guerra commerciale tra Cina e Usa.

martedì 31 dicembre 2024

La crisi del mercato automotive

 


Il mercato dell’auto in Europa nel 2024 sta affrontando una grave crisi, forse senza precedenti. Emblematici i casi di 2 marchi, in Germania Volkswagen che chiuderà 3 stabilimenti in Germania con l’uscita in 10 anni di decine di migliaia di lavoratori, in Italia Stellantis ha praticamente mandato in cassa integrazione tutta la produzione e chiusi alcuni centri di eccellenza voluti da Marchionne come quello del lusso a Grugliasco e quello della Maserati. Hyundai quest’anno ha superato a livello globale Volkswagen diventando il secondo gruppo dopo Toyota.

Anche il mercato dell’auto cinese mette in evidenza la crisi dei marchi europei e soprattutto tedeschi. Innanzitutto, il mercato cinese si dimostra quello dove l’auto elettrica diventa dominante superando per la prima volta le vendite di auto endotermiche.

Nel mercato globale le auto elettriche vendute hanno raggiunto 11.74 Mil di unità crescendo del 21.7% anno su anno. Il primo produttore al mondo di auto elettriche risulta la cinese BYD seguita poi dall’americana TESLA, tra i primi 10 produttori al mondo nel settore auto elettriche 5 sono cinesi. Le vendite in Cina di auto elettriche hanno visto per la prima volta il sorpasso dei produttori cinesi su quelli tedeschi che hanno avuto un tracollo. L’Europa in particolare appare in difficoltà in questo settore innovativo, certo i costi delle auto cinesi rimangono molto competitivi e sostenuti da aiuti statali, in Europa appena terminati gli incentivi statali il settore è andato in crisi, i prezzi per i consumatori rimangono troppo alti. Nel 2023 il mercato delle auto elettriche in Europa, aveva raggiunto una quota di immatricolazioni pari al 23,4% sul totale. I primi otto mesi del 2024 mostrano invece una controtendenza, con un calo delle nuove immatricolazioni al 21,2%. A novembre 2024, le immatricolazioni di auto elettriche a batteria sono calate del 9,5%, con 130.757 unità, trainate dai forti cali in Germania (-21,8%) e Francia (-24,4%).  In Italia in particolare i dati mostrano che le auto elettriche rappresentano solo il 4,5%. Ma il problema non e’ relativo solo alle auto elettriche, il mercato e’ fermo a novembre le immatricolazioni in UE+EFTA+UK sono scese del 2% rispetto all’anno scorso, con 1.055.319 unità. Il cumulato annuo dei primi 11 mesi ha registrato una crescita minima dello 0,6%, pari a 11.876.655 vetture. A novembre 2024 le vendite di auto a benzina  sono calate del 7,8%, con i maggiori ribassi in Francia (-31,5%) e Italia (-12,3%). Germania e Spagna hanno segnato cali più contenuti (-5,4% e -2,3%). Le auto diesel infine hanno subito un calo del 15,3%. In controtendenza le immatricolazioni di auto ibride senza ricarica che sono aumentate del 18,5%, raggiungendo una quota di mercato del 33,2%  che mostrano anche un problema indfrastrutturale legato alla presenza di punti di ricarica sul territorio.

In Italia esiste un problema enorme legato al disimpegno di Stellantis, tra il 2007 e il 2024 il calo della produzione di auto in Italia e’ stato del 70%, il fatto che ci sia un monopolio produttivo non fa che aggravare la situazione.

Ma il problema dei costi interessa tutto il mondo dell’automotive, in Giappone per superare la crisi parte la trattativa tra Honda, Nissan e Mitsubishi, per fondare un polo che diventerebbe terzo produttore di auto al mondo, dopo Toyota e Volkswagen ma davanti a Hyundai e Stellantis. 

domenica 1 dicembre 2024

SI E' DIMESSO IL CEO DI STELLANTIS

Stasera si è dimesso il CEO di Stellantis, azienda auto nata nel 2021 dalla fusione di Peugeot PSA e Fiat Chrysler Automobiles ("FCA") (NYSE: FCAU / MTA: FCA) .

Questo nuovo gruppo ha spostato fuori dall’Italia la maggior parte della produzione industriale di FCA segnando una crisi gravissima del settore auto in Italia aggravata dalla crisi auto dell’Europa con il crollo della vendita delle auto elettriche dopo lo stop degli incentivi. Il gruppo Stellantis nel 2020 rappresentava il 38,87% del mercato auto in Italia, nel 2024 rappresenta solo il 30%. Anche in Europa Stellantis ha avuto un crollo di presenza nel mercato scendendo al 16,2% nei primi otto mesi del 2024 contro il 20,2% dell'intero 2020.

Mirafiori fermerà la produzione dal 2 dicembre all’8 gennaio, utilizzando cassa integrazione e ferie. Lo stabilimento di Melfi ha più che dimezzato i volumi. E con questo panorama Stellantis ha anche chiesto ulteriori incentivi di Stato che per fortuna gli sono stati negati viste le prospettive che il gruppo non garantisce in Italia.

Le dimissioni del CEO di Stellantis, uno dei più pagati nel settore auto, sono state subito accettate dal CDA.


martedì 26 novembre 2024

La Germania in crisi

La Germania sta attraversando forse una delle sue crisi economiche e politiche più gravi.

La crisi dell’auto che nasce da lontano, con lo scandalo molto politico del Dieselgate Volkswagen, ha avuto una forte accelerazione all’interno del crollo delle vendite delle auto elettriche che si comprano solo a fronte di forti incentivi statali. Il crollo è europeo ma la Germania paga un prezzo altissimo con l’annunciata chiusura di 2 fabbriche della Volkswagen, la chiusura di una fabbrica Audi (questa volta a Bruxelles) e con i conseguenti tagli occupazionali che coinvolgeranno anche l’indotto e di conseguenza anche l’Italia che è il fornitore numero 1 di componentistica per l’auto per le marche tedesche.

il gruppo siderurgico tedesco Thyssenkrupp ha annunciato che ridurrà i suoi dipendenti dagli attuali 27mila a 16mila.

Certamente il sistema economico tedesco paga anche il costo dell'energia, finita la cooperazione con la Russia e le sue risorse energetiche a basso costo tutto è stato più difficile anche perché' la Germania nel frattempo aveva abbandonato la soluzione dell'energia nucleare.

Contemporaneamente il partito estremista di destra AdF continua a salire nei risultati elettorali in ogni lander che vanno a votare e il crollo dei partiti di governo ha portato alla crisi politica a Berlino coi liberali che hanno abbandonato un governo più che traballante. Le elezioni sono state annunciate per marzo.

lunedì 14 ottobre 2024

Confindustria finalmente si cambia

Dopo la disastrosa presidenza Bonomi di Confindustria finalmente il nuovo Presidente Orsini all’Assemblea nazionale di Confindustria critica la gestione del green deal dell'Europa che rischia di distruggere il tessuto industriale per regole e tempistiche inadatte, citando il caso dell’automotive che rischia di regalare il mercato dell’auto alla Cina. 

La transizione ecologica sostiene Confindustria impone tempi stretti per la decarbonizzazione e costi altissimi per l'industria italiana ed europea. Orsini dice con chiarezza: “il Green deal è impregnato di troppi errori che mettono a rischio l'industria italiana noi riteniamo che questo non sia l'obiettivo di nessuno".

Cosi Confindustria va in sintonia con le posizioni del Governo Meloni che vuole rivedere il Green Deal e anticipare di 1 anno la verifica sella decabornizzazione del settore auto.

Confindustria plaude alla riduzione del cuneo fiscale fatta dal Governo ma chiede che diventi strutturale e chiede ai sindacati di lavorare insieme sui nuovi contratti nazionale e sulla sicurezza.

giovedì 26 settembre 2024

Le nuove tecnologia stanno cambiando la guerra e la nostra percezione di sicurezza

Le nuove tecnologia stanno cambiando la guerra  e la nostra percezione di sicurezza.

L’attacco che ha colpito le milizie di Hezbollah, probabilmente compiuto da Israele tramite l’esplosione di dispositivi elettronici comuni come cercapersone o walki tokie apre prospettive inedite e probabilmente causera’ un maggior controllo delle catene produttive degli apparecchi elettronici, ognuno ora temera’ che un paese ostile da cui passa parte della produzione o del software possa introdurre malaware che possano attivare cariche o mandare in tilt i sistemi su cui sono installati. Insomma probabilmente vedremo aumentare i controlli e ridurre gli scambi commerciali nel campo elettronico. Aumenteranno le misure di controllo e sicurezza da parte degli stati. 

Anche gli strumenti di utilizzo giornaliero rischiano di trasformarsi in armi, nulla sara' piu' come prima.

Se poi teniamo conto che nella guerra in Ucraina un ruolo importante lo stanno svolgendo i droni telecomandati possiamo capire le ripercussioni che la tecnologia sta avendo e sempre piu' avra’ nei prossimi conflitti.


giovedì 29 febbraio 2024

ILVA e ITA sono due casi aperti da moltissimi anni

ILVA e ITA sono due casi aperti da moltissimi anni in Italia ed emblematico di come in Italia si trascinino alcune vicende economiche e i debiti ad essi associati senza una vera risoluzione.

L'ILVA prima di proprietà privata poi commissariata oscilla tra tentativi di chiusura per inquinamento e tentativi di rilancio. Il primo commissariamento fu nel 2012, poi nel 2018 ci fu l’acquisizione da parte di Arcelor Mittal e ora per l'ennesima volta si parla di commissariamento con una compensazione pubblica ovviamente per il gruppo privato indiano.

Arcelor Mittal non ha mantenuto le promesse di investimento ma forse era già poco credibile fin dall'inizio perché' aveva fatto lo stesso in altri grossi impianti in Europa. Ad aggravare la situazione dell'ILVA è la questione giudiziaria, incombono infatti le sentenze ambientali, il rischio è che l'Italia perda la sua capacità produttiva nell’acciaio che è una risorsa ed un asset fondamentale per lo sviluppo. In questi anni l'ILVA di Taranto ha già molto diminuito la sua produzione, e molti posti di lavoro sono stati già persi.

Nel frattempo, la questione di una gestione più rispettosa dell’ambiente non è stata risolta né sono state attivate bonifiche significative.

La compagnia aerea ITA nata dallo scioglimento di Alitalia non e’ riuscita a decollare potremmo dire e richiede nuovi investimenti, in questo caso si era trovato un buon accordo tra Germania e Italia con l'acquisizione da parte di Lufthansa che avrebbe tratto certamente dei vantaggi da questo acquisto ma che aveva anche interesse a tenere viva e investire su ITA. Per problemi puramente politici la Ue sta bloccando l'acquisizione, persino i sindacati aerei tedeschi se ne lamentano e accusano la Ue di ritardare una acquisizione necessaria per non perdere posizioni verso compagnie extra-Ue. Il caso ITA - Lufthansa sembra ripercorrere quanto avvenne per la mancata fusione in ambito ferroviario tra la tedesca Siemens e la francese Alstom, a volte l'antitrust europea fa più danni piuttosto che favorire  gli interessi dell'*industria europea.

sabato 25 novembre 2023

Italia per economia nessuna bocciatura da Europa

I giornali italiani hanno subito intitolato che la Commissione Ue ha ammonito il Governo Meloni per la manovra che non riduce il debito, peccato che lo stesso giudizio sia stato dato a Germania e Olanda e ancor peggio un giudizio negativo è stato dato alla Francia che ha ecceduto nel debito per finanziare le sue industrie. La Germania poi ha enormi problemi perché' la Corte Costituzionale tedesca ha ammonito il governo Scholtz sul fatto che non può' usare fondi fuori dal badget per fare debito per migliorare le infrastrutture quindi ora il governo dovrà fare una legge speciale per poterli usare. Insomma l'Italia pur avendo dovuto contenere le spese e rimandare alcune riforme è messa meglio di altri big europei. Sullo sfondo c’è sicuramente una lotta in Europa sul nuovo patto di stabilità visto che a causa del covid e della guerra in Ucraina sono stati derogati per anni i patti e i parametri Ue e ora si deve decidere quali saranno i nuovi.

Il governo italiano sicuramente si gioca molto sulla realizzazione del PNRR sul quale cui sarà comunque costretto a chiedere una deroga per i tempi di realizzazione, intanto però in politica economica nonostante il peso di decisioni passate come il finanziamento del bonus 110 sulle case che penalizza la manovra dell’attuale governo, ha deciso di puntare sulla riduzione del cuneo fiscale, chiesto da anni da associazioni industriali e sindacati. Qualcosa in più poteva fare sull’aiuto alle famiglie ma valuteremo in futuro se saprà recuperare, intanto rimane il bonus figli che è qualcosa anche se potrebbe essere incrementato.

sabato 31 dicembre 2022

Finisce lo sconto sulle accise dei carburanti: un errore

Purtroppo il Governo non ha rinnovato lo sconto sulle accise per i carburanti. A nostro avviso un errore.

Dal 1 gennaio 2023 saranno ripristinate le aliquote in vigore prima del 22 marzo: i prezzi aumenteranno di 18,3 centesimi al litro per la benzina e il diesel e di 3,4 centesimi per il Gpl.



lunedì 26 dicembre 2022

Sul POS molta ideologia da entrambe le parti

La manovra economica del nuovo governo è stata approvata alla Camera e si appresta ora ad essere approvata al Senato.

Paradossalmente uno degli argomenti che più ha coinvolto i media e la discussione pubblica è praticamente sparito, cioè il tema dei pagamenti elettronici col POS.

Diciamolo tutta la discussione è parsa fin da subito da entrambe le parti ideologica e pretestuosa.

Sul POS si deve solamente lasciare all'utente finale, cioè chi acquista, la libertà di scelta senza imporre (almeno per cifre ridotte) nulla. L'unico obbligo dovrebbe essere quello degli esercenti di permettere a chiunque di pagare se vuole col POS quale che sia la cifra.

Come dimostra la cronaca e anche ciò che accade in altri stati l'evasione non passa certo attraverso i piccoli pagamenti.

Se uno vorrà poi scaricare alcuni tipi di spesa sarà obbligato a fare pagamenti elettronici per garantirne la tracciabilità.



venerdì 21 ottobre 2022

Incentivi auto elettriche soldi pubblici ai benestanti

Si apre una nuova stagione di incentivi e soldi pubblici dati a pioggia questa volta per l'acquisto delle auto elettriche. Oggi in Italia circolano 200mila auto elettriche.



Gli incentivi saranno fino a un massimo di 7.500 euro per l'acquisto di nuovi veicoli con prezzo di listino fino a 35.000 euro Iva esclusa; fino a un massimo di 6.000 euro per macchine che costano fino a 45.000 euro Iva esclusa. 

La priam osservazine è che comunque l'auto elettrica continueranno a poterla acquistare solo persone benestanti.

La seconda osservazione è che ancora una volta per acquisto di beni materiali si usano bonus statali e non c'è alcun limite ISEE. Il limite ISEE guarda caso compare invece sempre quando si tratta di benefici a favore delle famiglie e dei bambini chissà perchè?

Insomma ancora soldi pubblici dati a chi già ne ha e ne può spendere e nell'applauso generale, l'importante è che sia green poi si possono sprecare e dare ai ricchi senza problemi.

giovedì 30 giugno 2022

Mancanza di programmazione e condizioni di lavoro al limite mettono KO il reparto aereoportuale

Nella prima estate senza restrizioni dopo il covid si registrano enormi problemi ad aeroporti e per le compagnie aeree che dopo aver ridotto il personale si trovano ora con problemi nei turni e mancanza di personal a terra e sui voli. Risultato in tutta europa migliaia di voli cancellati o in ritardo, ritiro bagagli e checkin con code e ritardi. Insomma una programmazione errata nonostante fosse prevedibile il ritorno in massa per i viaggi e dopo le promozioni fatte dalle stesse compagnie nei mesi scorsi quando ancora c'erano restrizioni. Cosi si sono create anche condizioni di lavoro al limite della sopportabilità per i turni massacranti che hanno portato anche a massicci scioperi sopratutto per le low cost. Lo sfruttamento del personale di volo già prima era noto ma ora dopo la pandemia chiaramente il personale chiede condizioni di lavoro migliori e meno vessattorie.

mercoledì 29 giugno 2022

Super bonus 110 finito iniziano i problemi

 Il Governo Draghi dice stop al Super Bonus 110 per le ristrutturazioni edilizie, nienet epiù soldi sono finite, nememno saranno disponibili soldi per risolvere i contenzioni legati ai crediti e riscattarli. Secondo quanto riporta l’Ansa il governo stopperà anche le ipotesi di prorogare le misure del superbonus. Purtroppo l'iniziativa del super bonus che serviva a rilanciare l'importante settore dell'edilizia è stata anche l'occasioen per un sacco di truffe per via della sua formulzione gestita molto male, come riporta anche il segretario generale della Fabi, ha dichiarato Sileoni ricordando poi che “ci sono stati 4 miliardi di euro di frodi. Il superbonus è stato il Festival delle truffe: in poco più di un anno sono nate 20.000 imprese edilizie". Ora continua il problema però è anche come sbloccare i crediti, "Quello che sta accadendo con il superbonus è una responsabilità anche del governo: io mi auguro che entro metà luglio, arrivino altri soldi per risolvere il problema. Le banche hanno fatto male i conti e hanno accolto molte più domande rispetto ai limiti fiscali". C'è poi anche il fatto che i bonus prenotati sono già superiori alle risorse disponibili. Un bel problema. Secondo Altrocunsumo per chi ha già avuto tutte le autorizzazioni e ha concluso un accordo di cessione del credito con la banca la pratica andrà avanti, per chi ha già stipulato accordi con l’impresa e attende il via libera definitivo dalla banca per la cessione del credito è ancora possibile bloccare tutto ma se i lavori sono iniziati e l’impresa ha già in parte anticipato di tasca propria, la questione diventa più complessa.o


giovedì 23 giugno 2022

Energia la verità avanza: le rinnovabili non bastano

La verità alla fine avanza, lentamente ma avanza, senza il GAS o hai le centrali nucleari come la Francia oppure devi tornare al carbone e ai combustibili di origine fossile.

E cosi  accade che dopo la sbandierata transizione verso una drastica riduzione delle emissioni CO2 anche le politiche verdi di paesi come la Germania devono arrendersi all'evidenza, le energie rinnovabili non bastano, non abbiamo inoltre una grande capacità di stoccaggio dell'energia prodotto da queste fonti sufficiente ed economica e cosi a causa della drastica diminuzione delle forniture di gas dalla Russia, il carbone è improvvisamente di nuovo richiesto in Austria e Germania e presto lo sarà anche in Italia.

Era il 2018 quando il governo Merkel decis e che entro il 2038, bisognava dare addio a carbone e lignite come fonti di approvvigionamento energetico. Nel 2018 la Germania da queste due fonti fossili otteneva il 38% della sua energia elettrica, il 46% proveniente da fonti rinnovabili, il resto dalle centrali nucleari, che però il governo aveva deciso di chiudere. Certo poi come si sa la Germania aveva poi investito molto sul gas con il North Stream 2 ora inutilizzabile per via dell'embargo alla Russia. 

Intanto aumentiamo l'approvigionamento di gas, sempre dalla Russia, per aumentare le scorte per l'inverno.

Fine delle ipocrisia!







martedì 31 maggio 2022

Ucraina le sanzioni sull’energia si sono dimostrate un flop

A tre mesi dall’inizio della Guerra in Ucraina le sanzioni sull’energia si sono dimostrate un flop, certo si deve diversificare l’approvigionamento e si è andati in giro per il mondo a fare nuovi contratti, ovviamente senza guardare ai diritti umani dei paesi da cui comprare.

Poi visto che l’OPEC non ha incrementato la produzione e visto che molti paesi non hanno applicato le sanzioni verso la Russia, l’Europa e l’Italia nell’intento di aumentare le scorte stanno importando molto più gas e petrolio dalla Russia pagandolo di più. 

Ci si chiede se il ricambio di fornitori si poteva fare con meno ipocrisia e senza sbandierare sanzioni che per Italia Germania e Ungheria sanno impraticabili perchè se la Russia chiudesse ora i rubinetti del gas e del petrolio l’economia di questi stati crollerebbe. 

Ci vogliono anni per cambiare gli approviggionamenti e costruire nuove infrastrutture, certo è doveroso diversificare ed è stato un errore legarsi mani e piedi verso la Russia.

Ma anche la Russia ha un problema in questo ora che l'Europa cambierà strategia perchè se è vero continua a rifornire di gas l’Occidente ha bisogno di tempo per costruire i nuovi gasdotti e le nuove rotte per l’Asia, per sostituire i clienti europei con altri.

Alla fine in ogni caso diciamolo ad oggi le sanzioni energetiche sono molta propaganda e un vero flop.

sabato 12 marzo 2022

La crisi dei prezzi e i tardivi e insufficienti interventi del governo

 La crisi dei prezzi sta esplodendo nel settore energetico e presto arriverà anche a quello alimentare, infatti il costro dei trasporti inciderà sull'inflazione ed inoltre come annuincia Coldiretti, abbiamo aumenti nelle materie prime pari a  +38% grano, +17% mais e +6% soia, anche i prodotti usati per l'alimentazioen del bestiame provengono in gran parte dalle zone di guerra e quindi anche i costi di produzione della carne aumenteranno. Per la Coldiretti sono "Necessari accordi di filiera e riprendere a coltivare campi" , l'Italia paga l'abbandono delle coltivazioni spesso a favore di più renumerativi investimenti nel produrre energia verde col biometano agricolo.

Questa crisi mostra come il made in Italia non sia fatto col 100% di materie prime italiane, tutti lo sapevano ma facevano finta di ignoralo, il nostro è un paese che eccelle nella trasformazione delle materie prime ma non è assolutamente autosofficiente.

E cosi i rincari e le difficoltà di approvigionamento a cui nelle prossime settimane si aggiungeranno gli scioperi annunciati degli autotrasportatori stanno già spingendo molti italiani a fare scorte di olio di semi, pasta, farina e derivati.




Il governo appare in pesante ritardo sui provvedimenti da prendere. Ricordiamo che le accise sulla benzina e l'IVA sono calcalate con percentuali e quindi in questi ultimi mesi l'erario dello stato ha guadagnato tantissimo a nostro scapito, se un prodotto costa 1 uero infatti lo stato guadagna 22 centesimi essendo l'aliquota IVA ordinaria al 22%, se il prodotto costa 2 euro lo stato guadadna 44 centesimi, che dire poi delle incredibili accise sulla benzina. Eppure lo stato avrebbe potuto dimezzare subito l'aliquota ordinaria senza smenarci nulla ma è in gravissimo ritardo. 

Ecco i provvedimenti annunciati solo pochi giorni fa “Il Governo condivide le vostre preoccupazioni e le preoccupazioni di tutti per l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime – ha detto Draghi – Siamo al lavoro per limitare l’impatto di questi rincari sulle imprese e le famiglie, soprattutto le più vulnerabili“. Nello specifico: “Ho fatto prima la cifra di circa 16 miliardi di euro, come intervento di sostegno, che è previsto duri fino al secondo trimestre di quest’anno. Abbiamo previsto l’azzeramento degli oneri di sistema per le utenze elettriche domestiche e per le imprese, e l’abbassamento dell’Iva al 5% per le utenze del gas“