Papa Leone XIV tiene un bellissimo discorso al parlamento spagnolo dominato dalla sinistra che ha demolito nel corso degli anni ogni difesa della vita e della famiglia ricordando che difendere la vita delle persone più deboli dai bambini non nati agli ammalati non è una questione di parte o confessionale ma una questione di civiltà
Blog di politica, cultura, attualità, difesa della vita, approfondimenti, opinioni a cura di Paolo e Luca - MILANO (lucapaologemini)
lunedì 8 giugno 2026
venerdì 3 aprile 2026
La guerra del Golfo si allarga e nessuno sa come fermarla
La guerra in Iran e nel Golfo Persico che
ha comportato la chiusura dello stretto di Hormuz e il bombardamento di
raffinerie e impianti di produzione del gas ha creato una crisi a livello
globale sia per il mercato del gas e del petrolio ma anche per altri derivati
non meno importanti come i fertilizzanti o l’elio usato per i semiconduttori,
una crisi che potra’ essere di lungo periodo.
L’instabilità
dell’area e i missili e droni che hanno colpito emirati arabi uniti in
particolare ma non solo, hanno messo in crisi anche il modello economico basato
sul turismo nei paesi del Golfo e quello degli
investimenti immobiliari negli stessi paesi, un modello basato su lusso e benessere
che certo stride con una guerra.
Ancora una volta colpito ripetutamente
Israele e questo ha messo nuovamente in crisi i pellegrinaggi , tutto è chiuso durante
il periodo Pasquale, come mostra anche la vicenda del Cardinale Pizzaballa
soggetto alle restrizioni per l’accesso al Santo Sepolcro. Una nuova disgrazia
per i commercianti e le popolazioni cristiane che vivono sul turismo religioso.
L grave
crisi militare ha allargato il conflitto anche all’Iraq costringendo il ritiro dei contingenti internazionali per colpa dei
continui attacchi da parte dei gruppi filoiraniani presenti, l’Iraq rischia di
essere sconvolto da una guerra civile, anche la zona curda è sotto pressione.
Le basi USA
nel Golfo sono sotto attacco e forse questa crisi rimetterà in discussione il
modello di cooperazione tra gli stati del Golfo e gli USA, potrebbero
addirittura ridiscuterne la presenza.
Un paese che ancora di più sta pagando il
prezzo di questa guerra e’ il Libano con centinaia di migliaia di sfollati dal
sud dove Israele sta occupazione e bombardando tutta la zona di confine e
interi villaggi e le infrastrutture colpita ripetutamente anche i quartieri
sciiti a Beirut. Se il disarmo di Hezbollah e’ una richiesta legittima di
Israele e il governo di Beirut e’ favorevole anche se nn riesce ad attuarla ,
meno legittimo è lo sfollamento di intere cittadine del sud del Libano e i
bombardamenti aerei di Beirut.
Una via di uscita facile come avevamo anticipato
fin dall’inizio appare molto difficile viste le capacità di resistenza dell’Iran
che si è dimostrato capace di continuare a colpire i suoi vicini e che usa l’arma
del blocco dello stresso di Hormuz a suo vantaggio.
mercoledì 11 marzo 2026
La folle Guerra che Trump ha già perso
Gli USA pensavano di sfruttare la debolezza del regime dell’Iran ma l’Iran ha trasformato questo attacco in un conflitto regionale che ha coinvolto tutte le monarchie del golfo attaccate dai missili e droni iraniani in risposta ai bombardamenti americani e israeliani. Gravi le conseguenze anche per la popolazione civile iraniana, ma anche sull’economia globale con l’impatto che stanno avendo sulle dinamiche dei prezzi energetici legate al trasporto di petrolio e gas liquefatto fermi a causa del blocco dello stretto di Hormuz.
Gravi anche le conseguenze del conflitto per le monarchie del golfo che hanno fondato il loro successo sul lusso, le vacanze e sono diventate hub aereoportuali per l’Asia ora messi in difficolta’ dai lanci di missili. Ovviamente anche le loro attività nel settore energetico coi bombardamenti che hanno preso di mira le raffinerie e il blocco delle spedizioni hanno un impatto pesante, questo potrebbe essere un grosso problema in futuro anche per il rapporto con gli USA, queste monarchie infatti potrebbero non volere piu’ la presenza USA sul loro territorio se la guerra presentasse un conto troppo alto.
Usa e Israele hanno eliminato la dirigenza iraniana a partire del capo Khameni ma questo sembra non sara’ sufficiente a far perdere il controllo del paese al regime iraniano che ricordiamo negli scorsi mesi ha ucciso migliaia di dimostranti quasi nel silenzio generale.
Le motivazioni della guerra sulla costruzione della bomba atomica da parte dell’Iran sono deboli essendo da anni in corso l’arricchimento dell’uranio senza aver mai fatto balzo in avanti verso la fase finale della costruzione della bomba, le ragioni della guerra sembrano piu legate al controllo delle rotte petrolifere e al cercare una soluzione “venezuelana” col cambio del leader che però è fallita. Ricordiamo che la dirigenza iraniana ha sempre fatto dell’espansione della sua influenza militare nella regione con gruppi militari come Hezbollah Hamas e Houti un punto chiave della sua politica estera già indebolita dagli ultimi 3anni di guerra e dal cambio di regime in Siria. Certo i calcoli dell’amministrazione Trump rischiano di essere sbagliati perché non cadrà il regime, anzi la sostituzione del leader con suo figlio rischio di aggravare la situazione e rendere il regime ancora più forte.
Israele intanto ha ripreso la guerra in Libano , speriamo che le pressioni Usa e francesi fermino almeno questo conflitto, che sta duramente e ingiustificatamente colpendo decine di migliaia di persone costrette ad evacuare interi villaggi nella zona sud del libano dove è da notare che l’esercito libanese si è prontamente ritirato quasi ad indicare che il destino degli sciiti rimane nelle loro stesse mani, purtroppo però sono coinvolti anche villaggi cristiani.
Certo Russia e Cina risultano indebolite una perché un alleato storico è in difficoltà, un alleato che è risultato importante nel rifornimento di droni in Ucraina, ma anche per la Cina di cui l’Iran è fornitore a basso costo di energia, perderlo dopo aver perso il Venezuela sarebbe grave.
In questa vicenda sconfitta appare anche la UE che dimostra la sua poca influenza politica e la sua pessima politica energetica che dopo la fine del gas russo a basso prezzo vede aumentare il costo del petrolio e del GNL importato dagli USA. Il prezzo alto di queste materie prime favorisce sia gli USA che estraggono con tecniche ad alti costi sia i russi che vedono riaprirsi spiragli di nuovi commerci dopo le sanzioni.
Da osservare poi che i droni iraniani costano molto meno dei missili usati da USA sia per attaccare che difendersi e questa guerra rischia di essere antieconomica. Inoltre il rischio è di seguire Israele in un conflitto che gli USA potevano evitare dopo i bombardamenti dei siti nucleari in Iran dell’anno scorso pensando a una soluzione rapida che probabilmente non arriverà. Ora Trump deve trovare una via di uscita ma sarà difficile senza perderci la faccia, insomma un errore che potrebbe pagare caro anche nella politica interna USA.
Israele colpisce il suo nemico storico ma a livello internazionale la sua immagine è ormai del tutto priva di appoggi.
mercoledì 18 febbraio 2026
Mattarella dopo 11 anni presiede il CMS: dubbi? SI
Oggi il presidente Mattarella dopo 11 anni da Presidente duranti i quali non ha mai presieduto il CSM ha deciso di farlo. Ha detto che lo ha fatto per difendere il CSM che deve essere rispettato dalle altre istituzioni.
Ci domandiamo ma questo gesto del Presidente proprio prima del referendum sulla giustizia che vede proprio sulla nomina del CSM uno dei cambiamenti piu' significativi, puo' davvero considerarsi super partes? Come mai il Presidente e' stato assente dal CSM per 11 anni, non ha difeso il CSM e non e’ mai intervenuto nemmeno quando lo scandalo che ha coinvolto Luca Palamara e le intercettazioni sulle nomine nelle procure, porto’ alle dimissioni di ben 5 consiglieri togati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) tra il 2019 e il 2020.
Dobbiamo dirlo noi abbiamo piu di un dubbio.
Assurda sentenza su Ong SeaWatch - Meloni attacca
Oggi una sentenza assurda Il tribunale di Palermo ha stabilito che lo Stato deve risarcire l'Ong SeaWatch con 76mila euro , i fatti risalgono a quando era ministro dell'Interno Salvini, assolto per la stessa vicenda. La nave di SeaWatch aveva forzato il blocco del porto speronando una motovedetta della Guardia di Finanza.
L'ONG esulta affermando che il giudice ha ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile.
Proprio su questo interviene duramente la premier Meloni che nel condannare la sentenza in un video afferma "Non solo all'epoca la Rackete è stata assolta, perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole. Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76mila euro, sempre degli italiani, la Ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l'imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro".
Anche Salvini commenta duramente la sentenza.
Siamo
d'accordo con la Meloni che si domanda
"Quale è il messaggio che si sta cercando di far passare con questa
lunga serie di decisioni oggettivamente assurde?"
lunedì 26 gennaio 2026
Indignazione in Italia per rilascio Moretti
Molta indignazione in Italia ha suscitato la notizia che dopo solo 14 giorni di carcere il titolare del Constellation tornasse a casa perchè qualcuno gli ha pagato la cauzione di 200mila franchi.
Inacettabile l'atteggiamento magistratura elvetica che non ha preso provvedimenti adeguati fin dal giorno successivo ai tragici eventi di Crans Montana e peggio ora questo rilascio su cauzione.
Il governo italiano ha reagito prontamente richiamando ambasciatore in Svizzera e chiedendo conto al governo svizzero, il ministro degli esteri Tajani e la Premier Meloni hanno espresso idignazione per la decisione e sollecitato la magistratura elvetica a convolgere quella italiana, la decisione ha detto al Meloni “infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti" [...] "Fin dall'inizio, l'Italia ha offerto collaborazione all'autorità elvetica per fare piena luce su quanto accaduto".
lunedì 12 gennaio 2026
Maduro e Iran le ipocrisie della sinistra
L’operazione di arresto di Maduro e le crescenti manifestazioni in Iran evidenziano l’ipocrisia assoluta della sinistra italiana , la Cgil scende in piazza per difendere Maduro , vuole spiegare ai venezuelani quanto era bravo ma milioni di veneziani in tutto il mondo manifestano la gioia per la caduta del dittatore , certo non è un regime change, ma i primi segnali che qualcosa potrebbe cambiare anche se non in maniera drastica arrivano dalla liberazione dei detenuti politici, ma a sinistra si pretende di dire che Maduro va difeso anche se ha affamato il suo popolo; che dire poi dell’imponenti manifestazioni in Iran , con già centinaia di morti. Dové la flottiglia x loro? A quando uno sciopero nazionale per la libertà in Iran ? Dove sono quelli di "restiamo umani" ? 12 mila morti in 3 giorni di manifestazioni non sono sufficienti a scuotere la loro coscienza?
Sorprendente anche l’iniziale silenzio dei media, assenza completa di sostegno alla causa dell libertà del popolo iraniano di fronte ad una terribile dittatura.
Insomma la sinistra sempre dalla parte sbagliata della storia.-
sabato 13 dicembre 2025
Il presidente ANP Mazen alla festa di FdI ringrazia ITALIA
Alla fine, la verità emerge sempre. Ieri il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto alla festa Atreju del suo partito il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen. Giustamente meloni hanno messo in evidenza come questa visita ristabilisca la verità sul ruolo svolto dall’Italia in Medioriente seppur in una situazione difficile, l’Italia innanzitutto ah accolto centinaia di bambini palestinesi nei suoi ospedali, ha inviato aiuti umanitari alla popolazione civile ed è sempre stata presente nei tentativi diplomatici per riportare la pace in Medioriente.
Abu Mazen dal palco ha infatti ringraziato l’Italia per tuti aiuti umanitari ricevuti dall’Italia per aiutare la popolazione palestinese. Certamente non sarebbe andato a questa festa se veramente l’Italia fosse stata complice di stragi verso il suo popolo.
lunedì 1 dicembre 2025
Lo scandalo corruzione scuote il governo ucraino
Sono centinaia gli arresti per corruzione in Ucraina, uno scandalo che travolge anche i fedellissimi del Presidente, il giro di corruzione appare dall'inchiesta vastissimo e sarebbe costato all'Ucraina centinaia di milioni di euro.
Questo scandalo indebolisce molto la posizione del Presidente che ha accettato le dimissioni di alcuni suoi fedelissimi ed avviene in un momento critico sia al fronte, dove piano e a costo di gravi perdite la Russia continua ad avanzare, sia sul piano diplomatico.
Trump sta spingendo per un nuovo negoziato, colloqui sono in corso in questi giorni in Florida, e le condizioni prevedono forti concessioni territoriali, d'altronde chi può obbligare Putin ad abbandonare i territori occupati? Come controparte l'Ucraina avrebbe forti garanzie di protezine per il futuro.
giovedì 20 novembre 2025
Sconcerto per le parole di Garofani
Le affermazioni del consigliere del Quirinale Garofani sono apparse a tutti inopportune.
A molti sono apparse anche gravi. Eppure all'inizio si definiva la vicenda come ridicola, ma poi di fronte ai fatti persino lo stesso Garofani ha ammesso, seppur definendole "Chiacchierata tra amici", le sue affermazioni che avrebbero auspicato iniziative per evitare un nuovo sucesso del centrodestra nel 2027.
Un consigliere del Presidente non puo' permettersi a nostro avviso di tali dichiarazioni seppur in ambito non ufficiale; sarebbe giusto secondo noi chiederne le immediate dimissioni per fugare ogni dubbio.
mercoledì 19 novembre 2025
Sanità c’è contratto e aumenti ma CGIL dice NO
Firmato il nuovo contratto dei medici: aumenti di circa 500 euro lordi al mese e 6.500 euro di arretrati, le risorse complessive disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, assicurano un incremento medio del 7,27% Fonte il sole 24 ore https://www.ilsole24ore.com/art/firmato-nuovo-contratto-medici-aumenti-491-euro-lordi-mese-e-6500-euro-arretrati-AHdzJxoD
Ma come diciamo noi, mesi di propaganda della sinistra contro il governo che non da soldi alla sanità poi a fronte di questo investimento e questi aumenti agli stipendi la CGIL non firma ..quando si dice che per alcuni conta più la.propaganda che la sostanza. Inoltre aver chiuso cosi' rapidamente questo contratto permette di aprtire subito a valutare il contratto per il prossimo biennale.
L'accordo e' considerato ampiamente soddisfacente dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali. Soddisfazione espressa anche dalla Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola: “Si tratta di un risultato significativo che riguarda un settore cruciale per la vita del Paese”.
martedì 11 novembre 2025
Quando finisce il giornalismo ed inizia la propaganda
Una volta la BBC era citata da tutti come esempio di indipendenza e di giornalismo, tutto questo è finito da tempo e nei giorni scorsi ne abbiamo avuto la certificazione con le dimissioni di diversi giornalisti a segguito della manipolazione del disconso del Presidente Trump tenutosi il 6 gennaio 2021.
Dal taglia e cuci fatto dalla redazione della BBC il telespettatore sarebbe stato indotto a pensare che Trump avesse incitato l'assalto al Campidoglio.
Ma lo scandalo non riguarda solo questo o la pessima copertura delle campagne elettorali USA con un chiaro posizionamento politico dell'emittente.
La manipolazione e la propaganda non si limitavano a questo, anzi il peggio era come l'emittente trattava il tema LGBTQ+ con una narrazione a senso unico su trans e femminismo che aveva toccato l'apice con la sospensione di una giornalista rea di aver detto che "le donne" e non "le persone" rimangono incinte.
La disinformazione sul conflitto Israelo-palestinese e la situazione a Gaza hanno evidenziato una lettura accondiscendente verso Hamas e decisamente un racconto non imparziale.
Ora l'emittente rischia una causa miliardaria da parte di Trump.
domenica 2 novembre 2025
Storica riforma della giustizia
Il governo Meloni e la maggioranza che lo sostiene hanno ottenuto un risultato storico che non era riuscito nemmeno a Berlusconi. Hanno infatti approvato la riforma costituzionale della giustizia che vede alcune riforme da tempo attese.
1 separazione delle carriere tra PM e magistrati giudici
2 cambio delle regole per la designazione dei membri del CSM con depotenziamento del ruolo delle correnti che tanto hanno danneggiato il ruolo della magistratura in Italia (vedere quanto denunciato da Palamara)
giovedì 30 ottobre 2025
La prossima guerra sarà contro i narcotrafficanti
Appariva chiaro già da molto, alcuni stati e alcune città sono in mano ai narcotrafficanti.
Ora sembra che ci sia la volontà di contrastare l'immenso potere che hanno i cartelli della droga.
Il primo passo è stata la decisione del presidente degli Stati uniti d'America di equiparare le bande legate al narcotraffico alle organizzazione terroristiche. Certamente poi il blocco dell'immigrazione dal confine sud tra USA e Messico a seguito della violenta (e in certi termini disuamana) campagna anti immigrazione lanciata negli USA ha ridotto tale traffico. Poi è seguita la decisione sempre degli USA di attaccare nei Caraibi, in acque internazionali, le barche che trasportano droga dal Venezuela agli USA.
Ora Trump sta negoziando con la Cina per ridurre lo spaccio del fentanyl che tante vittime ha fatto negli scorsi anni in USA.
Di ieri la notizia che in Brasile a Rio de Janeiro è stata fatta una azione di polizia cruenta contro una delle principali bande che controlla le favelas ed è dedita al narcotraffico.
Sappiamo che negli scorsi anni una delle più terribili e violente gang, la MS13 è stata duramente attaccata in San Salvador dal nuovo Presidente che ne ha fatto una questione di sicurezza nazionale.
Insomma si delinea come un fatto che la guerra ai narcotrafficanti sarà probabilmente la guerra del futuro.
giovedì 16 ottobre 2025
Hamas approfitta della tregua per uccidere ancora
venerdì 10 ottobre 2025
Hamas e Israele accettano piano di Pace di Trump
venerdì 3 ottobre 2025
Sciopero illegittimo e sbagliato
Lo sciopero generale di oggi oltre ad essere stato dichiarato illegittimo per lo scarso preavviso con cui è stato proclamato, è anche sbagliato. Bambini che non possono andare a scuola senza giusto preavviso con el conseguenti difficoltà delle famiglie nel gestirli, esami clinici e operazioni rinviate con pesanti ripercussioni su chi aspettava da mesi una visita o un intervento, molto gente perderà diverse ore di lavoro a causa dei disagi che gli impediranno di arrivare sul luogo di lavoro, le occupazioni di stazioni e binari poi sono vergognose e irrispettose sia della legge che delle necessità della gente.
Lo sciopero, come la stessa vicenda della flottiglia, è solo di natura politica. Una scelta vergognosa. Se volevano indire manifestazione a favore della palestina avrebbero potuto convocarle per sabato.
Riteniamo poi che le manifestazioni non possano del tutto dichiararsi pacifiche visti incidenti registrati a Torino e in altre città e anche occupazioni di stazioni ferroviarie e interruzioni del traffico sono un gesto ben lontano da una azione che possa descriversi come pacifica.
Tornando alla presunta origine dello sciopero riportiamo le parole di SE il Cardinale Pizzaballa pariarca di Gerusalemme, che già si era offerto di portare gli aiuti umanitari a disposizione della flottiglia a Gaza se solo li avessero sbarcati a Cipro, ma è chiaro che questo non era l'interesse di una iniziativa esclusivamente di carattere politico come dimostrano la presenza di militanti di organizzazioni ben note e di parlamentari e consiglieri regionali.
Pizaballa ha dichiarato «Avrei evitato un confronto così diretto, soprattutto pensando alla gente di Gaza, perché non porta nulla alla gente di Gaza, ecco non cambia decisamente la situazione». Pur riconoscendo le buone intenzioni degli organizzatori ha detto che questa iniziativa ho spostato lo sguardo e l'attenzione da ciò che accade realmente a Gaza. «Vedo tanta partecipazione, che è una cosa positiva, ma forse viene espressa anche in maniera troppo negativa. Bisognerebbe darle un’espressione più positiva» ha aggiunto.
Infine bisognerebbe riflettere su alcuni slogan e parole usati per convocare la piazza, giustamente le manifestazioni sono lecite, ma i toni probabilmente no. Anche chi sostiene questi toni dovrà poi farsi carico della responsabilità dei danni e degli incidenti che inevitabilmente accompagneranno le manifestazioni, e non basterà sottolineare che la maggior parte dei manifestanti è stata pacifica, come purtroppo hanno fatto anche organi di informazione cattolica dopo gli incidenti alla stazine centrale di Milano di qualche giorno fa.
lunedì 28 luglio 2025
UE-USA intesa sui dazi
L’Unione
Europea e gli Stati Uniti hanno trovato una intesa sui dazi. L’accordo è stato
annunciato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e
dal presidente americano Donald Trump che si sono incontrati in Scozia. L’Europa
non poteva sopportare dazi di molto superiori al 10%, gli USA avevano l’esigenza
di riequilibrare almeno in parte la bilancia commerciale con l’Europa. Il
compromesso è stato trovato al 15%. Certo un risultato comunque negativo per l’Europa
che però non poteva ottenere di più visto che il mercato USA rimane ancora il
primo mercato mondiale. l'Unione europea effettuerà 600 miliardi di
investimenti negli Usa e acquisterà 750 miliardi di energia, questo acquisto di
energia da parte della UE verso gli USA era cresciuto già subito dopo l’inizio
della guerra in Ucraina per sostituire le fonti provenienti dalla Russia che
per l’Europa erano molto più vantaggiose in termini economici. Questo vincolo
sull’energia è senz’altro l’aspetto più negativo come quello dell’acquisto di
armi.
L’Europa ha
ottenuto l’azzeramento dei dazi su gli aerei e le loro componenti, alcuni
prodotti chimici e agricoli, i semiconduttori e alcune materie prime.
Positivo il
giudizio del nostro governo che fin dall’inizio si era speso per trovare un accordo
ed evitare una escalation dei dazi.
lunedì 23 giugno 2025
TRUMP tradisce la sua promessa più importante: no nuove guerre
Donald Trump
autorizzando il bombardamento dei siti nucleari in Iran ha tradito una delle
sue più importanti promesse elettorali, quella di non iniziare nuove guerre. Un
errore politico e strategico, politico perché gli americani che lo hanno votato
non volevano nuove guerre, strategico perchè in ogni caso questi bombardamenti
non sarano risolutivi e le ripercussioni militari contro gli USA potrebbero
mettere in difficoltà la presidenza, tutti infatti sanno come iniziare la
guerra ma nessuno può dire come finirà. Il regime autocratico dell'Iran inoltre
non sembra affatto sul punto di cadere e l'auspicato regime change appare una
illusione al momento.
Questa mossa
di Trump lo ammettiamo è una vera delusione per noi, noi siamo contrari a
questa azione, la via delle armi non è mai la soluzione.
Nel discorso
inaugurale della sua amministrazione Trump aveva detto che voleva essere
ricordato come un pacificatore e quindi che non entrerà in nessuna guerra e
cercherà di porre fine a quelle attualmente in corso: "Misureremo il
nostro successo non solo in base alle battaglie che vinceremo, ma anche in base
alle guerre che concluderemo e, cosa forse più importante, alle guerre in cui
non entreremo mai".
sabato 14 giugno 2025
É Guerra tra Israele ed Iran
É Guerra tra
Israele ed Iran, come ha comunicato il governo israeliano, quella di questi
giorni non è una nuova operazione militare contro l’Iran, ma una vera guerra
contro l’Iran e la sua minaccia di un programma per dotarsi della bomba atomica.
Una guerra evidentemente preparata a lungo come dimostrano gli attacchi
israeliani di questi giorni e le uccisioni mirate della prima linea dell’esercito
iraniano e delle guardie della rivoluzione, come già successo contro Hamas ed Hezbollah,
Israele ha mirato subito alla decapitazione delle linee di comando del suo
nemico.
Gli attacchi
principali sono avvenuti contro i siti di arricchimento dell’uranio e hanno
colpito anche numerosi scienziati.
In risposta
l’Iran ha lanciato tre ondate di attacchi missilistici contro Israele.
Nell'udienza
di oggi nella Basilica di San Pietro, il Papa esprime la preoccupazione per la
situazione in Medio Oriente e invita ad un impegno per il dialogo e il rispetto
reciproco “Nessuno dovrebbe mai minacciare l’esistenza dell’altro. È dovere
di tutti i Paesi sostenere la causa della pace, avviando cammini di
riconciliazione e favorendo soluzioni che garantiscano sicurezza e dignità per
tutti!
Papa Leone
XIV poi ha invitato a “costruire un mondo più sicuro e libero dalla minaccia
nucleare”. Esso, afferma, “va perseguito attraverso un incontro
rispettoso e un dialogo sincero per edificare una pace duratura, fondata sulla
giustizia, sulla fraternità e sul bene comune”.
Nell’ultimo
mese ricordiamo che USA e IRAN si sono ripetutamente incontrati per trovare un
nuovo accordo per mettere sotto controllo il programma di arricchimento dell’uranio
in Iran. A seguito dell’attacco israeliano i colloqui sono stati sospesi.

















