Visualizzazione post con etichetta ESTERI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ESTERI. Mostra tutti i post

martedì 16 giugno 2026

La guerra in Ucraina città colpite in Russia colpite infrastrutture energetiche

Continuano i lanci di missili e droni russi sulle città ucraine. Il colpo più clamoroso è stato quello inferto alla cattedrale di Kiew, patrimonio dell’UNESCO. E' stato colpito il monastero delle grotte di Pechersk. Un incendio è scoppiato sul tetto della cattedrale della Dormizione, con le sue caratteristiche cupole dorate.

KIEV continua a colpire i siti petroliferi e le industrie nelle diverse città russe, clamoroso è stato il colpo fatto con droni e missili sulle raffinerie e le infrastrutture a San Pietroburgo qualche giorno fa.

venerdì 3 aprile 2026

La guerra del Golfo si allarga e nessuno sa come fermarla

 


La guerra in Iran e nel Golfo Persico che ha comportato la chiusura dello stretto di Hormuz e il bombardamento di raffinerie e impianti di produzione del gas ha creato una crisi a livello globale sia per il mercato del gas e del petrolio ma anche per altri derivati non meno importanti come i fertilizzanti o l’elio usato per i semiconduttori, una crisi che potra’ essere di lungo periodo.

 

L’instabilità dell’area e i missili e droni che hanno colpito emirati arabi uniti in particolare ma non solo, hanno messo in crisi anche il modello economico basato sul turismo nei paesi del Golfo e quello degli investimenti immobiliari negli stessi paesi, un modello basato su lusso e benessere che certo stride con una guerra.

 

Ancora una volta colpito ripetutamente Israele e questo ha messo nuovamente in crisi i pellegrinaggi , tutto è chiuso durante il periodo Pasquale, come mostra anche la vicenda del Cardinale Pizzaballa soggetto alle restrizioni per l’accesso al Santo Sepolcro. Una nuova disgrazia per i commercianti e le popolazioni cristiane che vivono sul turismo religioso.

 

L grave crisi militare ha allargato il conflitto anche all’Iraq costringendo il ritiro dei contingenti internazionali per colpa dei continui attacchi da parte dei gruppi filoiraniani presenti, l’Iraq rischia di essere sconvolto da una guerra civile, anche la zona curda è sotto pressione.

 

Le basi USA nel Golfo sono sotto attacco e forse questa crisi rimetterà in discussione il modello di cooperazione tra gli stati del Golfo e gli USA, potrebbero addirittura ridiscuterne la presenza.

 

Un paese che ancora di più sta pagando il prezzo di questa guerra e’ il Libano con centinaia di migliaia di sfollati dal sud dove Israele sta occupazione e bombardando tutta la zona di confine e interi villaggi e le infrastrutture colpita ripetutamente anche i quartieri sciiti a Beirut. Se il disarmo di Hezbollah e’ una richiesta legittima di Israele e il governo di Beirut e’ favorevole anche se nn riesce ad attuarla , meno legittimo è lo sfollamento di intere cittadine del sud del Libano e i bombardamenti aerei di Beirut.

 

Una via di uscita facile come avevamo anticipato fin dall’inizio appare molto difficile viste le capacità di resistenza dell’Iran che si è dimostrato capace di continuare a colpire i suoi vicini e che usa l’arma del blocco dello stresso di Hormuz a suo vantaggio.

mercoledì 11 marzo 2026

La folle Guerra che Trump ha già perso



La guerra in Iran scatenata da Stati Uniti e Israele è stata una vera follia, appare già chiaro che è stato un grave errore di valutazione soprattutto da parte degli USA. Oltre al fatto che non è la guerra la via per risolvere i problemi e che proprio siamo contrari all’uso della forza che poi colpisce anche molti innocenti come dimostra il tragico bombardamento di una scuola femminile in Iran che ha ucciso 180 studentesse. Il vero sconfitto appare già ora il presidente Trump che si è infilato in questa guerra folle e ne uscirà malissimo perché una vera via di uscita non c’è e perché ha tradito la sua promessa di non scatenare nuove guerre e per questo verrà punito alle prossime elezioni di midterm, gli americani giustamente sono sostanzialmente contrari a nuove avventure militari in Medio Oriente dopo i disastri di Siria e Iraq che avrebbero dovuto mettere in allarme Trump.

Gli USA pensavano di sfruttare la debolezza del regime dell’Iran ma l’Iran ha trasformato questo attacco in un conflitto regionale che ha coinvolto tutte le monarchie del golfo attaccate dai missili e droni iraniani in risposta ai bombardamenti americani e israeliani. Gravi le conseguenze anche per la popolazione civile iraniana, ma anche sull’economia globale con l’impatto che stanno avendo sulle dinamiche dei prezzi energetici legate al trasporto di petrolio e gas liquefatto fermi a causa del blocco dello stretto di Hormuz.

Gravi anche le conseguenze del conflitto per le monarchie del golfo che hanno fondato il loro successo sul lusso, le vacanze e sono diventate hub aereoportuali per l’Asia ora messi in difficolta’ dai lanci di missili. Ovviamente anche le loro attività nel settore energetico coi bombardamenti che hanno preso di mira le raffinerie e il blocco delle spedizioni hanno un impatto pesante, questo potrebbe essere un grosso problema in futuro anche per il rapporto con gli USA, queste monarchie infatti potrebbero non volere piu’ la presenza USA sul loro territorio se la guerra presentasse un conto troppo alto.

Usa e Israele hanno eliminato la dirigenza iraniana a partire del capo Khameni ma questo sembra non sara’ sufficiente a far perdere il controllo del paese al regime iraniano che ricordiamo negli scorsi mesi ha ucciso migliaia di dimostranti quasi nel silenzio generale.

Le motivazioni della guerra sulla costruzione della bomba atomica da parte dell’Iran sono deboli essendo da anni in corso l’arricchimento dell’uranio senza aver mai fatto balzo in avanti verso la fase finale della costruzione della bomba, le ragioni della guerra sembrano piu legate al controllo delle rotte petrolifere e al cercare una soluzione “venezuelana” col cambio del leader che però è fallita. Ricordiamo che la dirigenza iraniana ha sempre fatto dell’espansione della sua influenza militare nella regione con gruppi militari come Hezbollah Hamas e Houti un punto chiave della sua politica estera già indebolita dagli ultimi 3anni di guerra e dal cambio di regime in Siria. Certo i calcoli dell’amministrazione Trump rischiano di essere sbagliati perché non cadrà il regime, anzi la sostituzione del leader con suo figlio rischio di aggravare la situazione e rendere il regime ancora più forte.

Israele intanto ha ripreso la guerra in Libano , speriamo che le pressioni Usa e francesi fermino almeno questo conflitto, che sta duramente e ingiustificatamente colpendo decine di migliaia di persone costrette ad evacuare interi villaggi nella zona sud del libano dove è da notare che l’esercito libanese si è prontamente ritirato quasi ad indicare che il destino degli sciiti rimane nelle loro stesse mani, purtroppo però sono coinvolti anche villaggi cristiani.

Certo Russia e Cina risultano indebolite una perché un alleato storico è in difficoltà, un alleato che è risultato importante nel rifornimento di droni in Ucraina, ma anche per la Cina di cui l’Iran è fornitore a basso costo di energia, perderlo dopo aver perso il Venezuela sarebbe grave.

In questa vicenda sconfitta appare anche la UE che dimostra la sua poca influenza politica e la sua pessima politica energetica che dopo la fine del gas russo a basso prezzo vede aumentare il costo del petrolio e del GNL importato dagli USA. Il prezzo alto di queste materie prime favorisce sia gli USA che estraggono con tecniche ad alti costi sia i russi che vedono riaprirsi spiragli di nuovi commerci dopo le sanzioni.

Da osservare poi che i droni iraniani costano molto meno dei missili usati da USA sia per attaccare che difendersi e questa guerra rischia di essere antieconomica. Inoltre il rischio è di seguire Israele in un conflitto che gli USA potevano evitare dopo i bombardamenti dei siti nucleari in Iran dell’anno scorso pensando a una soluzione rapida che probabilmente non arriverà. Ora Trump deve trovare una via di uscita ma sarà difficile senza perderci la faccia, insomma un errore che potrebbe pagare caro anche nella politica interna USA.

Israele colpisce il suo nemico storico ma a livello internazionale la sua immagine è ormai del tutto priva di appoggi.

 




mercoledì 25 febbraio 2026

USA - Messico lotta contro i narcotrafficanti


In Messico è stato ucciso dalle forze federali in collaborazione con gli USA, il capo di uno dei cartelli della droga più potenti e più armati, già distintosi per attacchi paramilitari a istituzioni messicane nel passato.

Si sa che eliminare o arrestare un capo di un cartello non comporta la fine del gruppo di narcos ma probabilmente porterà a una guerra di successione, ma aver colpito un capo ancora in pieno potere e non in declino è sicuramente un colpo per dimostrare che lo Stato messicano vuole reagire a potere dei narcos, questo probabilmente grazie anche alla determinazione del governo Trump di dichiarare terroristi queste organizzazioni criminali.

La pericolosità di questo clan si è vista subito con la reazione che ha portato ad atti di rappresaglia da parte dei cartelli : attentati, posti di blocco e scontri armati in varie zone del Messico, ben 26 membri delle forze dell’ordine sono stati uccisi nel tentativo di contrastare la reazione del clan criminale.

Speriamo solo che il Messico riesca a uscire da questi anni di potere e violenza dei narcos. Il narcotrafficante ucciso guidava un cartello della droga che è dedito all’esportazione negli Stati Uniti di metanfetamine, cocaina e fentanyl nonché all’estorsione ed era noto per la ferocia e audacia nell’attaccare direttamente le forze di polizia e la violenza con cui terrorizzava intere comunità.

Un dirigente della Dea americana, aveva definito questo trafficante il nuovo «nemico pubblico numero uno», in grado di controllare l'80% della droga che arriva in una città come Chicago e di un terzo dell'intero import di stupefacenti negli Stati Uniti.

Da parte loro le autorità messicane denunciano il fatto che l’80% delle armi sequestrate ai narcos provengono dagli Stati Uniti. Un cortocircuto che sembra far sprofondare USA e Messico in un vortice di violenza.

4 anni di guerra in Ucraina

 


La guerra in Ucraina dura da 4 anni e non sembra sulla via della conclusione nonostante il numero altissimo di morti civili ma soprattutto tra i soldati sia russi che ucraini. Intere città e cittadine distrutte. 

In questo ultimo inverno si sono registrate battaglie violentissime e continui bombardamenti delle città ucraine e alle infrastrutture ucraine, in risposta anche in varie zone della Russia, i reparti speciali ucraini continuano a colpire infrastrutture energetiche creando gravi danni. 

Una guerra in cui lo sviluppo tecnologico ha portato all'utilizzo di missili e droni di ogni tipo,usati come bombe telecomandate, che ha cambiato il modo di combattere aumentando le vittime colpite anche a distanza di chilometri.

Una guerra assurda che vede impotenti le diplomazione con la Russia che non rinuncia al suo disegno neoimperiale di conquista e non vede l’occidente come autore di proposte possibili di mediazione. La Ue in particolare è incapace di dialogare con la Russia. 

Capiamo la decisione di contrastare con le sanzioni la Russia anche se si sono rivelate in gran parte inutili, condividiamo il sostegno economico all’Ucraina, ma una guerra non puo’ durare all’infinito e la pace si fa con i nemici e spesso comporta sacrifici da entrambi le parti, puntare alla vittoria di una delle due parti non porterà la pace nè giusta nè duratura.

Oramai da mesi la guerra è bloccata sulle stesse posizioni e anche l'ONU ieri ha chiesto un immediato, completo e incondizionato cessate il fuoco oltre a ribadire un, a nostro avviso poco realistico, richiamo all'integrità territoriale dell'Ucraina. 

lunedì 2 febbraio 2026

Il caso Epstein travolge tutta elite USA


 I file e le informazioni pubblicate sul caso Epstein stanno travolgendo tutta l'elite culturale, economica e politica USA.

Il presidente Trump all'inizio si era opposto alla loro pubblicazione ma persino tra i deputati repubblicani e' scattata una vera e propria rivolta che ha portato ad un voto bipartisan che ha obbligato l'amministrazione Trump a pubblicare moltissimo materiale.

Da questo materiale esce una conferma di un mondo torbido che ruotava intorno alla figura di Epstein e della sua compagna Maxwell.

Tantissimi i nomi coinvolti o collaterali a questo personaggio , sia dell'economia che dell’università , per esempio si e' dimesso da tutte le cariche pubbliche l'ex presidente dell'Università di Harvard Larry Summers e già collaboratore di Clinton e Obama, ma anche l'immagine di Bill Gates ne esce distrutta per esempio come di molti altri magnati. Del legame tra Bill Clinton e Epstein gia' si sapeva come quello con Trump, meno chiare le eventuali implicazioni legali e penali ancora tutte da dimostrare. Certamente entrambe le figure politiche ne escono male e la loro moralità appare compromessa più di quanto non lo fosse già dopo i precedenti scandali sessuali che li avevano già coinvolti. Come ha affermato il Vice procuratore generale Todd Blanche “L'esistenza di fascicoli investigativi contenenti informazioni, alcune delle quali poco lusinghiere, sui complici di un presunto criminale non significa che queste persone abbiano commesso alcun reato”.
Ci chiediamo perché' siano state pubblicate senza filtro foto riconducibili alle vittime, allora adolescenti o peggio ancora bambine. Una seconda violenza non averle tutelate nemmeno oggi.

Come ha detto il rappresentante repubblicano Khanna. "Il popolo americano si chiede: 'Come vivono i nostri ricchi e potenti in questo Paese? Qual è il loro codice morale?'"

E' chiara la risposta , non avevano un codice morale e dimostra la decandenza di una societa'.


lunedì 26 gennaio 2026

Indignazione in Italia per rilascio Moretti


Molta indignazione in Italia ha suscitato la notizia che dopo solo 14 giorni di carcere il titolare del Constellation tornasse a casa perchè qualcuno gli ha pagato la cauzione di 200mila franchi. 

 Inacettabile l'atteggiamento magistratura elvetica che non ha preso provvedimenti adeguati fin dal giorno successivo ai tragici eventi di Crans Montana e peggio ora questo rilascio su cauzione. 

Il governo italiano ha reagito prontamente richiamando ambasciatore in Svizzera e chiedendo conto al governo svizzero, il ministro degli esteri Tajani e la Premier Meloni hanno espresso idignazione per la decisione e sollecitato la magistratura elvetica a convolgere quella italiana, la decisione ha detto al Meloni “infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti" [...] "Fin dall'inizio, l'Italia ha offerto collaborazione all'autorità elvetica per fare piena luce su quanto accaduto".


A Menneapolis fatto gravissimo, ICE deve cambiare

A Minneapolis un altro manifestante ucciso dagli uomini ICE, le circostanze lasciano intendere che si tratta di un evento che poteva essere evitato e che ci siano gravissime responsabilità da parte delle forze ICE. A questo punto bisogna ammettere che le regole di ingaggio e le giustificazini all'agire del personale ICE devono essere completamente riviste. Il lo approccio risulta sbagliato e disumano.

Come sbagliato e disumano è entrare nelle case e prelevare le persone senza mandato, ogni stato ha diritto a far rispettare le leggi e difendere anche accesso dei propri confini ma non si può accettare un atteggiamento disumano verso el persone tanto più se sono incensurate e se risiedono da 10-20 anni in USA, il metodo e la risoluzione del problema dovrebbe essere diverso e non affrontato con la forza tanto meno coinvolgendo i minori.

Forse ora anche amministrazione Trump si dovrà ravvedere di fronte a indignazione e impopolarità crescente verso queste azioni dell'ICE.


venerdì 9 gennaio 2026

Crescono le proteste in Iran


 Dilaga oramai la protesta in Iran. Iniziata nel settore del commerce per via della crisi economica la protesta in Iran sta assumendo dimensioni sempre più ampie e il regime sta intensificando la repressione. Sono oramai 46 città in 21 province coinvolte dalle manifestazioni che assumono sempre più connotati di ribellione verso il regime. Ovviamente i media iraniani parlano di "Violenze scatenate da agenti terroristi di Usa e Israele". Oggi il figlio dell'ultimo scià ha chiesto l'intervento di Trump in Iran. 

Dall’inizio della protesta si contano già alcune decine di morti.

Una moschea e' stata data alle fiamme, le manifestazioni crescono in partecipazioni nonostante la repressione e il black-out di internet e delle informazioni segno che queste manifestazioni sono radicate e nascono da un bisogno di liberta' e di dare una scossa ad un paese in profonda crisi.

Potrebbe essere l'inizio della fine del regime komeniista.

sabato 13 dicembre 2025

Il presidente ANP Mazen alla festa di FdI ringrazia ITALIA


Alla fine, la verità emerge sempre. Ieri il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto alla festa Atreju del suo partito il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen. Giustamente meloni hanno messo in evidenza come questa visita ristabilisca la verità sul ruolo svolto dall’Italia in Medioriente seppur in una situazione difficile, l’Italia innanzitutto ah accolto centinaia di bambini palestinesi nei suoi ospedali, ha inviato aiuti umanitari alla popolazione civile ed è sempre stata presente nei tentativi diplomatici per riportare la pace in Medioriente. 

 Abu Mazen dal palco ha infatti ringraziato l’Italia per tuti aiuti umanitari ricevuti dall’Italia per aiutare la popolazione palestinese. Certamente non sarebbe andato a questa festa se veramente l’Italia fosse stata complice di stragi verso il suo popolo.

lunedì 1 dicembre 2025

Lo scandalo corruzione scuote il governo ucraino

Sono centinaia gli arresti per corruzione in Ucraina, uno scandalo che travolge anche i fedellissimi del Presidente, il giro di corruzione appare dall'inchiesta vastissimo e sarebbe costato all'Ucraina centinaia di milioni di euro.


Questo scandalo indebolisce molto la posizione del Presidente che ha accettato le dimissioni di alcuni suoi fedelissimi ed avviene in un momento critico sia al fronte, dove piano e a costo di gravi perdite la Russia continua ad avanzare, sia sul piano diplomatico.

Trump sta spingendo per un nuovo negoziato, colloqui sono in corso in questi giorni in Florida, e le condizioni prevedono forti concessioni territoriali, d'altronde chi può obbligare Putin ad abbandonare i territori occupati? Come controparte l'Ucraina avrebbe forti garanzie di protezine per il futuro.


domenica 2 novembre 2025

Crisi gravissima in Sudan

Le ultime ore hanno riportato all’attenzione pubblica la crisi del Sudan . Una guerra che dura da anni e ha provocato 150mila morti, massacri inenarrabili, milioni di profughi e che fino ad oggi era scomparsa del tutto dai media. La caduta della città di El Fasher con sconvolgenti foto che mostrano gli orrori della guerra ne hanno fatto parlare. Inoltre la caduta di questa città del Darfur potrebbe segnare una svolta nel conflitto.

Oggi all’angelus Papa Leone XIV ha parlato  delle “tragiche”, notizie provenienti dal  “martoriato” Sudan - Darfur. 

"Violenze indiscriminate contro donne e bambini, attacchi ai civili inermi e gravi ostacoli all’azione umanitaria stanno causando sofferenze inaccettabili a una popolazione già stremata da lunghi mesi di conflitto".

giovedì 16 ottobre 2025

Hamas approfitta della tregua per uccidere ancora

Un movimento terrorista è tale perchè usa il terrore contro gli altri e cosi Hamas continua ad esercitare il suo terrore nella Striscia di Gaza. Approfittanto del ritiro dell'esercito israeliano ha usato le prime ore di tregua per uccidere oppositori interni e sospetti fiancheggiatori dell'esercito israeliano, senza alcun processo ovviamente, con esecuzioni pubbliche diventate virali proprio per trasmettere un chiaro messaggio. 

E' inacettabile e dovrebbe far riflettere tutti su come questo movimento consideri la vita del proprio popolo, uno strumento per tenere il potere, sacrificabile come dimostrato dal fatto di essersi fatto scuso dalle popalazine in questi 2 anni di guerra. 

Per questi palestinesi uccisi da Hamas non vedremo manifestazioni di piazza ovviamente.

venerdì 10 ottobre 2025

Hamas e Israele accettano piano di Pace di Trump

Trump ha raggiunto un accordo storico che ha portato alla firma di un piano di pace per il Medioriente da parte di Hamas e del governo israeliano. Un progetto che potrebbe segnare una svolta nel Medioriente, vedremo. Trump e' riuscito dove gli altri hanno fallito e ci e' riuscito coinvolgendo il mondo arabo sunnita e la Turchia e l'Arabia Saudita in particolare, certamente anche la socnfitta imposta all'Iran ha facilitato l'accordo, come le pressioni di Trump su Netanyahu. Il piano di pace articolato in 20 punti ovviamente e' ancora pieno di incognite e rappresenta un compromesso che scontenta entrambe le parti ma proprio per questo ha funzionato.

lunedì 28 luglio 2025

UE-USA intesa sui dazi

 


L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno trovato una intesa sui dazi. L’accordo è stato annunciato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e dal presidente americano Donald Trump che si sono incontrati in Scozia. L’Europa non poteva sopportare dazi di molto superiori al 10%, gli USA avevano l’esigenza di riequilibrare almeno in parte la bilancia commerciale con l’Europa. Il compromesso è stato trovato al 15%. Certo un risultato comunque negativo per l’Europa che però non poteva ottenere di più visto che il mercato USA rimane ancora il primo mercato mondiale. l'Unione europea effettuerà 600 miliardi di investimenti negli Usa e acquisterà 750 miliardi di energia, questo acquisto di energia da parte della UE verso gli USA era cresciuto già subito dopo l’inizio della guerra in Ucraina per sostituire le fonti provenienti dalla Russia che per l’Europa erano molto più vantaggiose in termini economici. Questo vincolo sull’energia è senz’altro l’aspetto più negativo come quello dell’acquisto di armi.

L’Europa ha ottenuto l’azzeramento dei dazi su gli aerei e le loro componenti, alcuni prodotti chimici e agricoli, i semiconduttori e alcune materie prime.

Positivo il giudizio del nostro governo che fin dall’inizio si era speso per trovare un accordo ed evitare una escalation dei dazi.

lunedì 23 giugno 2025

TRUMP tradisce la sua promessa più importante: no nuove guerre

Donald Trump autorizzando il bombardamento dei siti nucleari in Iran ha tradito una delle sue più importanti promesse elettorali, quella di non iniziare nuove guerre. Un errore politico e strategico, politico perché gli americani che lo hanno votato non volevano nuove guerre, strategico perchè in ogni caso questi bombardamenti non sarano risolutivi e le ripercussioni militari contro gli USA potrebbero mettere in difficoltà la presidenza, tutti infatti sanno come iniziare la guerra ma nessuno può dire come finirà. Il regime autocratico dell'Iran inoltre non sembra affatto sul punto di cadere e l'auspicato regime change appare una illusione al momento.

 

Questa mossa di Trump lo ammettiamo è una vera delusione per noi, noi siamo contrari a questa azione, la via delle armi non è mai la soluzione.


 

Nel discorso inaugurale della sua amministrazione Trump aveva detto che voleva essere ricordato come un pacificatore e quindi che non entrerà in nessuna guerra e cercherà di porre fine a quelle attualmente in corso: "Misureremo il nostro successo non solo in base alle battaglie che vinceremo, ma anche in base alle guerre che concluderemo e, cosa forse più importante, alle guerre in cui non entreremo mai".


sabato 14 giugno 2025

É Guerra tra Israele ed Iran

 



É Guerra tra Israele ed Iran, come ha comunicato il governo israeliano, quella di questi giorni non è una nuova operazione militare contro l’Iran, ma una vera guerra contro l’Iran e la sua minaccia di un programma per dotarsi della bomba atomica. Una guerra evidentemente preparata a lungo come dimostrano gli attacchi israeliani di questi giorni e le uccisioni mirate della prima linea dell’esercito iraniano e delle guardie della rivoluzione, come già successo contro Hamas ed Hezbollah, Israele ha mirato subito alla decapitazione delle linee di comando del suo nemico.

Gli attacchi principali sono avvenuti contro i siti di arricchimento dell’uranio e hanno colpito anche numerosi scienziati.

In risposta l’Iran ha lanciato tre ondate di attacchi missilistici contro Israele.

Nell'udienza di oggi nella Basilica di San Pietro, il Papa esprime la preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e invita ad un impegno per il dialogo e il rispetto reciproco “Nessuno dovrebbe mai minacciare l’esistenza dell’altro. È dovere di tutti i Paesi sostenere la causa della pace, avviando cammini di riconciliazione e favorendo soluzioni che garantiscano sicurezza e dignità per tutti!

Papa Leone XIV poi ha invitato a “costruire un mondo più sicuro e libero dalla minaccia nucleare”. Esso, afferma, “va perseguito attraverso un incontro rispettoso e un dialogo sincero per edificare una pace duratura, fondata sulla giustizia, sulla fraternità e sul bene comune”.

Nell’ultimo mese ricordiamo che USA e IRAN si sono ripetutamente incontrati per trovare un nuovo accordo per mettere sotto controllo il programma di arricchimento dell’uranio in Iran. A seguito dell’attacco israeliano i colloqui sono stati sospesi.

L'Italia accoglie e cura i bambini di Gaza


L'Italia continua ad accogliere e curare i bambini di Gaza. dall'inizio della guerra sono 150 i bambini curati in Italia come ricorda il ministro degli esteri Tajani : “L’Italia, da qualsiasi parte arriveranno in futuro bambini vittime delle guerre, li curerà sempre. Ne avevamo già accolti 130 da Gaza, oggi con i tre aerei militari arrivati a Linate, Pratica di Mare e Villafranca saliamo a 150, e continueremo”.

Tra i bambini arrivati c’è anche Adam, 11 anni, l'unico bambino sopravvissuto dalla famiglia di una pediatra in servizio all’ospedale palestinese di Nasser al momento della tragedia, 9 suoi fratellini e suo papà sono morti nel raid israeliano del 23 maggio sulla Striscia.

Insieme ai bambini sono arrivati i loro genitori.


giovedì 22 maggio 2025

La crisi di Gaza : salvare la popolazione

 Dallo scorso 2 marzo Israele ha imposto il blocco all'ingresso di aiuti e prodotti nella Striscia di Gaza, questo ha aggravato moltissimo le condizioni della popolazione civile, questa decisine e' da condannare, negli ultmi giorni sia gli USA che l'Europa stanno esercitando pressione per riaprire i valichi alle merci di sussistenza.

Nel frattempo continuano i bombardamenti dell'esercito israeliano sulla Striscia di Gaza, moltissimi i bambini e le donne, vittime innocenti. Il governo di Netanyahu sembra oramai aver rinunciato a mettere come priorita' la tregua e il rilascio degli ostaggi, continua ad ostentare una cocciuta convinzione che questa guerra terminera' con una vittoria israeliana con la sconfitta di Hamas, che purtroppo anch'esso continua a sacrificare la popolazione della Striscia di Gaza per puri scopi politici. Dure le parole del Patriarca di Gerusalemme dei Latini Cardinale Pizzaballa che condanna senza mezzi termini l'uso della fame, come un’arma di guerra, una scelta inacettabile.

Papa Leone XIV ha dichiarato "È sempre più preoccupante e dolorosa la situazione nella Striscia di Gaza. Rinnovo il mio appello accorato a consentire l'ingresso di dignitosi aiuti umanitari e a porre fine alle ostilità, il cui prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate".

Anche il Governo italiano ha preso una linea di distanze da Israele, il ministro degli esteri Tajani ha dichiarato  "Al governo israeliano diciamo 'basta, la reazione c'è stata e ora arriviamo alla pace".

Anche il Segretario di Stato americano Rubio ha dichiarato in una intervista alla BBC che gli Stati Uniti sono "preoccupati" dalla situazione umanitaria a Gaza. Rubio ha chiesto un impegno a favore della popolazione civile ad Israele e ha  nuovamente chiesto ad Hamas di arrendersi e liberare gli ostaggi.



mercoledì 7 maggio 2025

PAKISTAN - INDIA grave crisi


Non è la prima volta, ma oggi in un mondo già segnato da molte guerre, e forse come diceva Papa Francesco, in un mondo dove è in corso la terza guerra mondiale a pezzetti, fa impressione e spaventa la crisi tra due super potenze atomiche il Pakistan e l’INDIA.

La tensione è salita ancora una volta dopo un attentato contro gli indiani, ancora una volta nella regione contesa del Kashmir. I morti sono già decine, ci auguriamo che non si apra un nuovo conflitto diretto.