venerdì 3 aprile 2026

La guerra del Golfo si allarga e nessuno sa come fermarla

 


La guerra in Iran e nel Golfo Persico che ha comportato la chiusura dello stretto di Hormuz e il bombardamento di raffinerie e impianti di produzione del gas ha creato una crisi a livello globale sia per il mercato del gas e del petrolio ma anche per altri derivati non meno importanti come i fertilizzanti o l’elio usato per i semiconduttori, una crisi che potra’ essere di lungo periodo.

 

L’instabilità dell’area e i missili e droni che hanno colpito emirati arabi uniti in particolare ma non solo, hanno messo in crisi anche il modello economico basato sul turismo nei paesi del Golfo e quello degli investimenti immobiliari negli stessi paesi, un modello basato su lusso e benessere che certo stride con una guerra.

 

Ancora una volta colpito ripetutamente Israele e questo ha messo nuovamente in crisi i pellegrinaggi , tutto è chiuso durante il periodo Pasquale, come mostra anche la vicenda del Cardinale Pizzaballa soggetto alle restrizioni per l’accesso al Santo Sepolcro. Una nuova disgrazia per i commercianti e le popolazioni cristiane che vivono sul turismo religioso.

 

L grave crisi militare ha allargato il conflitto anche all’Iraq costringendo il ritiro dei contingenti internazionali per colpa dei continui attacchi da parte dei gruppi filoiraniani presenti, l’Iraq rischia di essere sconvolto da una guerra civile, anche la zona curda è sotto pressione.

 

Le basi USA nel Golfo sono sotto attacco e forse questa crisi rimetterà in discussione il modello di cooperazione tra gli stati del Golfo e gli USA, potrebbero addirittura ridiscuterne la presenza.

 

Un paese che ancora di più sta pagando il prezzo di questa guerra e’ il Libano con centinaia di migliaia di sfollati dal sud dove Israele sta occupazione e bombardando tutta la zona di confine e interi villaggi e le infrastrutture colpita ripetutamente anche i quartieri sciiti a Beirut. Se il disarmo di Hezbollah e’ una richiesta legittima di Israele e il governo di Beirut e’ favorevole anche se nn riesce ad attuarla , meno legittimo è lo sfollamento di intere cittadine del sud del Libano e i bombardamenti aerei di Beirut.

 

Una via di uscita facile come avevamo anticipato fin dall’inizio appare molto difficile viste le capacità di resistenza dell’Iran che si è dimostrato capace di continuare a colpire i suoi vicini e che usa l’arma del blocco dello stresso di Hormuz a suo vantaggio.

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