domenica 11 ottobre 2026

Europa e le piazze

 Francia e Spagna vedono in queste settimane proteste. In Francia le iniziali proteste per migliorare le scuole e l’assenza di insegnanti soprattutto nelle periferie sono presto degenerate in scontri alimentati da facinorosi e dall’ala più a sinistra dei partiti francesi che si e' oramai stabilmente alleata con le frange pro-pal e islamiste, preoccupanti le dichiarazioni di fronte agli scontri dei leader della sinistra che ne sembrano avvallare la liceità.

La Francia voterà l’anno prossimo per il nuovo presidente ed e’ ormai un paese in crisi sia economicamente,  il deficit e’ maggiore di quello italiano, sia dal punto di vista sociale con continui scontri che evidenziano un problema legato all'identita' stessa della Francia e che riguarda il suo futuro. 

La Spagna molto divisa politicamente dopo le proteste per gli sfratti che il premier Sanchez ha cercato di cavalcare con una legge blocca sfratti , poi affossata dai propri alleati,  tornerà al voto. Certo la questione dei prezzi delle case e’ un problema in tutta Europa se si pensa anche al caso delle elezioni di Berlino vinte dalla Linke proprio sul problema del costo delle case. Ma sia in Spagna che a Berlino le soluzioni proposte di chiaro senso socialista porteranno ad aggravare piuttosto che risolvere i problemi. In Spagna Sanchez governa da molti anni e certo non ha saputo risolvere il problema, il suo governo inoltre ê stato convolto in diversi scandali di corruzione che hanno coinvolto anche la stessa famiglia di Sanchez, inoltre la grave crisi di Cetua e le demagogiche proposte in tema di immigrazione rischiano di trasformare il ritorno alle urne in un boomerang per lui.

Anche la Gran Bretagna e l’Irlanda, i cui governi appaiono deboli, hanno visto negli ultimi mesi,  molte manifestazioni in particolare sul tema della gestione dell’immigrazione, tema che sarà al centro delle prossime e non lontane elezioni politiche.

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