mercoledì 11 marzo 2026

La folle Guerra che Trump ha già perso



La guerra in Iran scatenata da Stati Uniti e Israele è stata una vera follia, appare già chiaro che è stato un grave errore di valutazione soprattutto da parte degli USA. Oltre al fatto che non è la guerra la via per risolvere i problemi e che proprio siamo contrari all’uso della forza che poi colpisce anche molti innocenti come dimostra il tragico bombardamento di una scuola femminile in Iran che ha ucciso 180 studentesse. Il vero sconfitto appare già ora il presidente Trump che si è infilato in questa guerra folle e ne uscirà malissimo perché una vera via di uscita non c’è e perché ha tradito la sua promessa di non scatenare nuove guerre e per questo verrà punito alle prossime elezioni di midterm, gli americani giustamente sono sostanzialmente contrari a nuove avventure militari in Medio Oriente dopo i disastri di Siria e Iraq che avrebbero dovuto mettere in allarme Trump.

Gli USA pensavano di sfruttare la debolezza del regime dell’Iran ma l’Iran ha trasformato questo attacco in un conflitto regionale che ha coinvolto tutte le monarchie del golfo attaccate dai missili e droni iraniani in risposta ai bombardamenti americani e israeliani. Gravi le conseguenze anche per la popolazione civile iraniana, ma anche sull’economia globale con l’impatto che stanno avendo sulle dinamiche dei prezzi energetici legate al trasporto di petrolio e gas liquefatto fermi a causa del blocco dello stretto di Hormuz.

Gravi anche le conseguenze del conflitto per le monarchie del golfo che hanno fondato il loro successo sul lusso, le vacanze e sono diventate hub aereoportuali per l’Asia ora messi in difficolta’ dai lanci di missili. Ovviamente anche le loro attività nel settore energetico coi bombardamenti che hanno preso di mira le raffinerie e il blocco delle spedizioni hanno un impatto pesante, questo potrebbe essere un grosso problema in futuro anche per il rapporto con gli USA, queste monarchie infatti potrebbero non volere piu’ la presenza USA sul loro territorio se la guerra presentasse un conto troppo alto.

Usa e Israele hanno eliminato la dirigenza iraniana a partire del capo Khameni ma questo sembra non sara’ sufficiente a far perdere il controllo del paese al regime iraniano che ricordiamo negli scorsi mesi ha ucciso migliaia di dimostranti quasi nel silenzio generale.

Le motivazioni della guerra sulla costruzione della bomba atomica da parte dell’Iran sono deboli essendo da anni in corso l’arricchimento dell’uranio senza aver mai fatto balzo in avanti verso la fase finale della costruzione della bomba, le ragioni della guerra sembrano piu legate al controllo delle rotte petrolifere e al cercare una soluzione “venezuelana” col cambio del leader che però è fallita. Ricordiamo che la dirigenza iraniana ha sempre fatto dell’espansione della sua influenza militare nella regione con gruppi militari come Hezbollah Hamas e Houti un punto chiave della sua politica estera già indebolita dagli ultimi 3anni di guerra e dal cambio di regime in Siria. Certo i calcoli dell’amministrazione Trump rischiano di essere sbagliati perché non cadrà il regime, anzi la sostituzione del leader con suo figlio rischio di aggravare la situazione e rendere il regime ancora più forte.

Israele intanto ha ripreso la guerra in Libano , speriamo che le pressioni Usa e francesi fermino almeno questo conflitto, che sta duramente e ingiustificatamente colpendo decine di migliaia di persone costrette ad evacuare interi villaggi nella zona sud del libano dove è da notare che l’esercito libanese si è prontamente ritirato quasi ad indicare che il destino degli sciiti rimane nelle loro stesse mani, purtroppo però sono coinvolti anche villaggi cristiani.

Certo Russia e Cina risultano indebolite una perché un alleato storico è in difficoltà, un alleato che è risultato importante nel rifornimento di droni in Ucraina, ma anche per la Cina di cui l’Iran è fornitore a basso costo di energia, perderlo dopo aver perso il Venezuela sarebbe grave.

In questa vicenda sconfitta appare anche la UE che dimostra la sua poca influenza politica e la sua pessima politica energetica che dopo la fine del gas russo a basso prezzo vede aumentare il costo del petrolio e del GNL importato dagli USA. Il prezzo alto di queste materie prime favorisce sia gli USA che estraggono con tecniche ad alti costi sia i russi che vedono riaprirsi spiragli di nuovi commerci dopo le sanzioni.

Da osservare poi che i droni iraniani costano molto meno dei missili usati da USA sia per attaccare che difendersi e questa guerra rischia di essere antieconomica. Inoltre il rischio è di seguire Israele in un conflitto che gli USA potevano evitare dopo i bombardamenti dei siti nucleari in Iran dell’anno scorso pensando a una soluzione rapida che probabilmente non arriverà. Ora Trump deve trovare una via di uscita ma sarà difficile senza perderci la faccia, insomma un errore che potrebbe pagare caro anche nella politica interna USA.

Israele colpisce il suo nemico storico ma a livello internazionale la sua immagine è ormai del tutto priva di appoggi.

 




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