sabato 5 dicembre 2020

A Natale non puoi festeggiare coi tuoi ma non per tutti



 Mentre in tutti i grandi paesi Europei Germania , Francia, Gran Bretagna, i governi allentano le misure restrittive per facilitare i ritrovi familiari pur mantenendo altre limitazioni, in Italia per il giorno di Natale e Santo Stefano vengono vietati gli spostamenti anche tra comuni per evitare i pranzi familiari.

Diciamolo oltre a non servire a limitare la pandemia perchè la gente andrà dai parenti il 24 il 27 o il 28 o altri giorni delle feste e quindi si sposta solo il giorno dell'incontro, il Governo italiano ha, a differenza degli altri europei, voluto proibire la festa in famiglia, un diritto che tra l'altro viene violato con grandi disuguaglianze.

Infatti limitando gli spostamenti tra comuni, come hanno fatto notare anche alcuni governatori , si penalizzano le regioni e gli abitanti dei piccoli comuni che non potranno andare dal parente distante magari pochi chilometri , mentre chi vive in comuni di città come Milano Napoli Roma potrà andare a trovare chiunque, con manifesta disuguaglianza e anche inutilità del provvedimento se nei luoghi più densamente abitati puoi andare da chiunque.

I ristoranti poi che si trovano nei piccoli comuni ci si chiede come faranno ad avere clienti con questi divieti.

I parenti che abitano in regioni lontane e che di solito si muovono specialmente da nord a sud potranno farlo solo prima del 21 dicembre , gli effetti saranno 2 : il primo che molti partiranno il 19 e il 20 e quindi anche stavolta il provvedimento è inutile, il secondo è che potrà farlo chi lavora in ditte che permettono il lavoro a distanza o che daranno ferie, con tutto la disuguaglianza che questa norma produce.

Insomma qualcuno potrà fare come gli altri anni il Natale in famiglia e altri no, alla faccia che tutti siamo cittadini dello stesso Stato, e questa norma non servirà neanche a ridurre la diffusione del virus perchè il virus non guarda il calendario.



Gli studenti che protestano piacciono solo se lo fanno per il clima

 


Da quando in Italia sono state applicate le zone "colorate" come le ha chiamate il Presidente del Consiglio Conte, in tutta Italia le scuole superiori sono passate alla Didattica a Distanza (DAD) , e in quelle rosse anche le classi 2 e 3 medie , lo stesso in altre regioni dove anche se gialle le ordinanze dei Governatori hanno applicato misure più restrittive.

A molti studenti la DAD non piace soprattutto perchè limita le relazioni, alcuni sono svantaggiati per motivi di disponibilità di mezzi elettronici adeguati, e quindi molti studenti hanno cominciato a protestare collegandosi per la DAD dalle strade, a volte fuori dagli istituti scolastici , o nei parchi in modo che all'aperto potessero seguire le lezioni insieme ai compagni di classe.

Ma questa forma di protesta legittima per chiedere un diritto non ha fatto molto rumore i giornali e i mass media non la applaudono, non la esaltano, a volte gli studenti che la applicano vengono osteggiati come a Torino dove una ragazza delle medie è stata sospesa perchè non segue la DAD da un luogo adeguato.

Lo stesso non succedeva quando per convinzione o per passare una giornata diversa gli studenti "scioperavano" manifestando per il clima, in questo caso tutti li applaudivano anche se perdevano giorni di lezione perchè era "green"......adesso che protestano studiando in strada per un loro diritto, quello di andare a scuola nessuno li ascolta.

Insomma per il clima si può saltare la scuola mentre se gli studenti a scuola ci vogliono andare e protestano per poterlo fare nessuno li ascolta....è proprio un mondo strano....



giovedì 3 dicembre 2020

Il problema della messa di Natale non è l’orario


Il problema della messa di Natale non è l’orario. E' chiaro che già negli scorsi anni le Sante messe erano spalmate in diversi orari a seconda della parrocchia, anche il Papa aveva già anticipato la messa della notte di Natale alle 22, i bambini a volte erano invitati ad andare alla messa alle ore 18, quindi la messa di Natale con la molteplicità di offerte appariva già un po’ "svuotata", non è quindi un problema di orario ma di metodo. 

Oltraggiose le parole del ministro Boccia che appare nella circostanza un po’ sbruffone quando dice che Gesù può nascere 2 ore prima. Ridicole le parole di Conte che per giustificare alcune restrizioni nelle settimane scorse si appellava ad un clima più spirituale per il Natale.

E’ chiaro che la decisione dello Stato sull’orario delle messe di Natale serve per far rispettare il coprifuoco, ma noi avremmo preferito affidare alla responsabilità di ogni parroco la decisione, soprattutto visto che nelle chiese italiane le regole di prevenzione e distanziamento sono state fino ad ora rispettate e le messe non sono state veicolo di diffusione del virus.

Bisognerebbe porsi il problema delle relazioni Stato Chiesa regolate da un concordato che sembra non esista più, l'autonomia della Chiesa è ancora garantita? La CEI non avrebbe potuto avviare una discussione più trasparente sul tema della gestione del Natale riaffermando le sue prerogative tutelate appunto dal concordato?

Avrebbe potuto magari spendere anche parole a difesa del ricongiungimento familiare?

Su questi punti condividiamo quindi le parole pacate ma significative del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Massimo Camisasca “Io non trovo scandaloso che la Messa possa essere spostata alle 20 invece che alle 24, a parte che non capisco bene perché il virus circoli di meno alle 20 invece che alle 24. Comunque, a parte queste considerazioni, mi va bene. Però io dico: stiamo attenti, perché nel momento in cui noi vogliamo continuamente toccare tutti i significati simbolici, affettivi e di fede delle persone, non facciamo un guadagno né per le persone né per la socialità. La socialità si nutre di rapporti, di simboli, di tradizioni e questo deve essere guardato con attenzione, soprattutto dalla Chiesa. Io come cittadino sono attentissimo a ciò che lo Stato mi chiede e voglio assolutamente salvaguardare la salute mia e dei miei fratelli. Nello stesso tempo, però, non voglio uno Stato che entri a regolamentare quello che la Chiesa deve decidere. Quindi ci deve essere su questo punto una forte attenzione sui significati simbolici, culturali e di fede di ciò che la Chiesa vive”.

DCPM Natale tutto confuso e assurde decisioni contro i ricongiungimenti familiari

Siamo oramai alla scadenza del periodo regolamentato dall’ultimo dpcm e ancora non sono chiare le regole per il periodo che precederà Natale e soprattutto i giorni delle festività natalizie.

Rimarranno le zone “colorate” pare, forse avremo un Italia tutta gialla, ma non si sa ancora quando si potrà uscire dal proprio comune. 

Due cose vorremmo sottolineare indipendentemente da cosa si pensi sulle chiusure.

E’ assurdo che si debba aspettare la sera per sapere cosa si può fare il giorno dopo.

L'incertezza sul periodo delle festività natalizie peserà pesantemente sia sulla programmazione delle famiglie che sull'economia. Ovviamente come potremo festeggiare il Natale inciderà significativamente sulle spese alimentari, sulle spese del commercio. Sembra escluso il turismo e lo sci e questo colpirà pesantemente il settore turistico della montagna.

L'incertezza ovviamente aggrava la pianificazione e l'organizzazione sia per le famiglie sia per le attività commerciali del settore dolciario, agroalimentare, della ristorazione, degli alberghi a cui serve programmare l'attività.

Pur comprendendo la necessità di non far riaccendere il numero dei contagi e non gravare ulteriormente sulle strutture sanitarie, bloccare gli spostamenti nei gironi del 25 e 26 dicembre ci sembra sbagliato. 

Alle famiglie dovrebbe essere permesso di ritrovarsi, l'importanza dei ricongiungimenti familiari almeno nella cerchia più stretta è indiscutibile. Giovani e figli che lavorano lontano non potranno rivedere la famiglia, i nonni dovranno vivere da soli anche questi giorni di festa e poi in modo del tutto assurdo si impedirà lo spostamento anche tra comuni limitrofi a fratelli sorelle figli e nipoti separati spesso da pochi chilometri a volte solo da una strada. Lo stesso varrebbe per i pranzi di Natale al ristorante, che senso avrebbe impedire di recarsi in un comune vicino a casa solo perchè risulta in un diverso comune? Perchè impedire di raggiungere le seconde case per esempio?

Pensare di vietare spostamenti solo il giorno di Natale e Santo Stefano sembra ridicolo come se ci si trovasse il 27 dicembre sarebbe diverso. Il fatto che lo Stato possa dire quante persone devono essere sedute a tavola sembra un po’ assurdo e difficilmente controllabile tra l'altro.

Ovviamente lo shopping pre natalizio viene garantito, troppo pesante il peso economico di questo periodo, ma gli impedimenti sui ricongiungimenti familiari avranno una certa incidenza anche su questo settore. Ci si potrebbe porre poi la domanda, davvero folle nei centri commerciali sono meno pericolose di un pranzo tra figli nipoti nonni?

Sulla chiusura dello sci, appare chiaro che un governo in cui non c'è alcuna significativa presenza proveniente dalle regioni alpine può più facilmente chiudere il turismo della montagna.

E' vero che sarebbe stato rischioso riaprire, ma perchè non pensare magari a lasciare al turismo locale la possibilità di accedere agli impianti magari con forti restrizioni nel numero degli skypass? Anche i gestori degli impianti sono apparsi incauti e impreparati a sottoporre proposte che limitassero tale numero, pagano errori del passato. Per il settore alberghiro la chiusura nel periodo delle festività natalie appare un ulteriore colpo durissimo. Difficile dire che si sarebbe dovuto riaprire tutto am forse anche qui con cautela e controlli serrati alcune concessioni si sarebbero potute concedere.



martedì 24 novembre 2020

USA 2020 Trump the end

 


Trump da "Via libera alla transizione con il team di Biden" Dopo che il Michgan ha certificato ufficialmente la vittoria nello stato di Joe Biden, il presidente Donald Trump ammette la sconfitta: o quasi. "Ho dato ordine alla General Service Administration e al mio team di avviare i protocolli" conferma via Twitter. "Nell'interesse del Paese". D'altronde il team legale di TRUMP ha perso tutti i ricorsi presentati fino ad oggi e anche suoi sponsor economici importanti come una parte del GOP chiedevano da giorni di riconoscere la sconfitta.

lunedì 16 novembre 2020

Esodo armeno dal Nagorno-Karabakh ed espansionismo turco-azero



Dopo quasi 2 mesi di combattimenti e migliaia di morti è stato firmato un armistizio tra Azerbaigian e Armenia con la mediazione della Russia che schiererà 2000 militari al confine delle due aree oggetto del trattato. 
L'Armenia sopraffatta dalle forze azere e dalle milizie jihadiste turche appoggiate dall'aviazione turca che non ha risparmiato bombardamenti sulle città, ha dovuto accettare che la maggior parte della regione contesa del Nagorno-Karabakh passi sotto le autorità azere. L’accordo siglato il 9 novembre tra Russia, Azerbaigian e Armenia prevede che entro il 1° dicembre l’Armenia si dovrà impegnare a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. 

La popolazione armena prima dell'entrata in vigore del trattato ha iniziato l'esodo verso l'Armenia bruciando le case e portando via le bare dei defunti, temendo la devastazione delle milizie jihadiste in arrivo. 
Il trattato considerato in Armenia un tradimento, ho prodotto scontri e manifestazioni in Armenia , ma il rischio era che l'Azerbaigian conquistasse tutta la regione e che il conflitto dilagasse anche in Armenia rischiando di coinvolgere direttamene la Russia che ha un trattato di difesa del territorio armeno. I profughi sono decine di migliaia ma quasi nulla si è detto in Europa, ancora una volta evanescente su questioni cruciali ai suoi confini, quasi nulla hanno detto le potenze europee senza parlare dell'ONU completamente assente.  Tutto nel sostanziale silenzio dei media occidentali.

Proprio oggi è entrato in funzione il nuovo gasdotto TAP che porta il gas azero in Europa passando da Grecia Albania e Italia. La multinazionale Tap annuncia che è operativo il gasdotto che porterà in Europa gas dall'Azerbaigian e che avvia le operazioni commerciali lungo gli 878 km che attraversano la Grecia, l'Albania, il Mare Adriatico e l'Italia. «Tap - precisa la multinazionale in una nota - è il tratto europeo del Corridoio Meridionale del Gas, un'infrastruttura in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all'anno di nuove forniture di gas dall'Azerbaigian verso i mercati europei». 

Forse questo è anche il motivo per cui in Europa nessuno si interessa degli armeni mentre Erdogan inneggia alla vittoria e continua la sua politica espansionistica.

domenica 15 novembre 2020

Covid la seconda ondata colpisce Europa e Americhe


L'Italia ha superato il 1milione di contagi e i 45.000 morti di covid, preoccupa soprattutto l'alto numero di morti giornaliero ormai da una settimana sopra i 500 , mentre i contagi oscillano tra 35000 e 40000 con 240mila tamponi. 
I tamponi rimangono un punto dolente della strategia italiana , altri paesi che hanno un numero di contagi superiore al nostro come Francia effettua però 2milioni di tamponi alla settimana e la Gran Bretagna 400mila al giorno.
In Gran Bretagna dopo un lock down la curva dei contagi si sta appiattendo mentre in Francia e in Austria la situazione continua ad aggravarsi e sono stati prolungati i lock down nazionali e aumentate le restrizioni. Anche se in aumento sembra migliore la situazione in Germania con i contagi fermi a 20mila al giorno se si pensa che in Austria sono 10mila al giorno di capisce la differenza.
Nel mondo aumentano i casi in Russia e Stati Uniti dove sono stati superati i 10milioni di casi. Nel sud America la situazione continua ad aggravarsi Colombia Peru Argntina e Messico hanno superato 1 milione di contagi e il Messico guida la classifica dei morti con più di 90mila mentre gli altri superano i 35000.
Male la situazione anche in India con 8 milioni di contagi mentre i paesi asiatici e il continente australiano sembrano aver evitato la seconda ondata.