domenica 18 ottobre 2020

Governo indeciso e gravi mancanze nella gestione della crisi

 









Il nuovo Dcpm prevede una serie di misure che più che indicare una decisione mostrano indecisione, un temporeggiare che mostra come il governo, proprio come accade in Francia e Gran Bretagna, non si è preparato alla nuova emergenza pur sapendo che sarebbe arrivata e ora non sa cosa fare. Mostra che l'unica cosa che sembrano poter fare è chiudere via via con sempre maggiori restrizioni.

Sia chiaro nemmeno l'opposizione sa che fare, ma meraviglia che ancora una volta né il governo né il presidente della repubblica cerchino di unire le diverse forze politiche in decisioni condivise.

Anzi il governo si scontra con regioni e ANCI, i primi non ne condividono le scelte i secondi accusano il governo di scaricare sui sindaci la responsabilità di ulteriori chiusure. 

I numeri più preoccupanti e su ci si dovrebbe concentrare non sono i numeri assoluti dei nuovi contagi visto che continuano ad aumentare anche i numeri dei tamponi. Ci si dovrebbe preoccupare dei ricoveri. Purtroppo ogni giorno ci sono 50 persone in più ricoverate in terapia intensiva. Questa è la vera criticità. Ecco un sito dove si possono controllare regione x regione i dati https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/10/18/la-saturazione-delle-terapie-intensive-italia-la-mappa-regionale-aggiornata-giorno/

Oggi per fortuna sappiamo curare meglio la malattia  ma qualcosa non ha funzionato in questi mesi.  Il decreto Rilancio di questa primavera ha stanziato nuovo fondi per le terapie intensive. I posti in più previsti sono 5.612 in terapia intensiva e 4.225 in terapia subintensiva ma siamo decisamente in ritardo ed ora il numero target non è ancora stato raggiunto. Le responsabilità del commissario Arcuri andrebbero decisamente chiarite. 

Anche sull'incremento dei trasporti pubblici il fallimento di regioni comuni e ministro dei trasporti appare totale. Perche poi non decidere che si sarebbero dovuti prevedere orari differenziati tra scuole e uffici, indecisioni e mancanze gravi. 

Bisogna riconoscere invece che le scuole alla fine sono stati tra i posti più tutelati. 

Molti esercizi si sono adoperati per garantire norme sicurezza ma molti le hanno disattese ed invece di colpire chi sbaglia si chiuno tutti, vale per i ristoranti ma è la minaccia espressa dal governo verso palestre e piscine. Assurdo.

Insomma il governo ha fallito nel prepararsi a questa nuova crisi. 

sabato 17 ottobre 2020

Nagorno-Karabakh - Espansionismo Turco e pericoli per il popolo armeno - La storia si ripete

In un mondo "distratto" dall'emergenza Covid nelle scorse settimane è riesplosa la crisi nel Nagorno-Karabakh. L'esercito azero ha attaccato la regione contesa con l'Armenia. 

I bombordamenti e gli scontri sono incessanti nonostante i tentativi di trovare una tregue. Appare chiaro da parte dell'Azerbaijan il tentativo di risolvere il conflitto militarmente. Secondo quanto riporta Asianews, Araik Harutyuinian, presidente dell’entità separatista, ribadisce l’accusa che dietro alle operazioni militari di Baku ci sia la mano della Turchia: “Quella turca e azera – egli denuncia – è una minaccia alla nostra sopravvivenza millenaria come nazione”. In effetti la Turchia avrebbe preparato l'attacco vendendo ingenti quantità di armamenti all'Azerbaijan nei mesi scorsi e portando nella regione i combattenti già protagonisti in Siria. 


Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusato dal premier armeno Nikol Pashinyan di voler “restaurare l’impero ottomano e completare il genocidio del 1915 nei confronti degli armeni”, non nasconde le sue mire. Ieri, in un discorso a Konya, Erdogan ha dichiarato che le operazioni nel Karabakh occupato continueranno fino alla sua liberazione: “Senza il ritiro armeno da tutto il territorio azero non ci potrà essere un cessate il fuoco”.

L'Europa, tranne la Francia, rimangono per ora troppo silenti di fronte all'escalation che coinvelge sempre di più anche l'Armenia e sta sconfinando sia nei territori armenti che in quelli azeri.

Torna il terrore in Francia



Un professore di storia è stato decapitato vicino a una scuola media del comune di Conflans-Sainte-Honorine, a nordovest di Parigi. La sua colpa è stata quella di aver fatto una lezione ai suoi alunni a proposito del dibattito che si è aperto dopo la ripubblicazione delle vignette di Maometto qualche settimana fa sul giornale Charlie Hebdo. Diciamo già che lo stile e i contenuti di questo giornale appaiono fortemente discutibili, ma certo non possono in alcun modo giustificare atti di terrorismo che continuano a ripetersi legati a questa vicenda. Nel 2015 i gravissimi fatti di sangue che inaugurarono una scia di morte e terrore nella capitale francese, poi alcuni giorni fa un assalto ad alcuni passanti sempre vicino alla sede del giornale. LA Francia torna quindi drammaticamente a confrontarsi con lo spettro di gioavvani frnacesi radicalizzati pronti a colpire all'improvviso e difficilmente contrastabili. Era proprio di queste settimane la discussione aperta dal Presidente Maacron sul contrasto alal radicalizzazione in diverse aree del paese dal punto di vista culturale. Un tema drammaticamente aperto in Farncia ma per esempio anche in Svezia dove bande di islamisti radicalizzati controllano interi quartieri.

A Milano crescono i contagi ma il Sindaco attiva l'Area B


A Milano si registra una continua crescita dei contagi. Certamente questo non appare cosi strano considerando che la città ha una densità abitativa elevata ed è il centro di tantissime attività economiche e non solo che favoriscono contatti. I casi sono stati lunedi 363, martedi 440 e mercoledi 1032. Il trend purtroppo è quindi chiaro.
Milano ricordiamo ha avuto nel periodo gennaio - maggio un raddoppio dei morti rispetto allo scorso anno (11mila contro 6mila) ma il lock down le aveva evitato al sorte della provincia di bergamo che ha visto nello stesso epriodo quadruplicarsi i morti rispetto all'anno precedente (da 2mila a 8mila).
Purtroppo però bisogna constatare che nella metropoli non si è agito tempestivamente con misure preventive come la differenziazione degli orari tra scuole superiori e uffici, non si è incrementato il numero delle corse dei mezzi pubblici nelle ore di punta, inutile dire che giornalmente viene rispettato il limite dell'80% della capienza. Inoltre si è ostacolato in ogni modo l'utilizzo delle auto, con nuove ciclabile che hanno reso difficoltosa la viabilità cittadina, con parcheggi a pagamento e area C subito riattivate a settembre ed ora anche con la riattivazione dell'area B.
Insomma l'amministrazione è rimasta in attesa. Anche i controlli del rispetto delle norme di comportamento sono apparsi deboli, senza invocare una repressione che non auspichiamo sarebbe bastato un controllo capillare del territorio per incoraggiare comportamenti virtuosi. 
Un grave errore come quello di chiedere a tutti i dipendenti comunali di ritornare in presenza al lavoro e chiedere alle ditte di fare lo stesso nel tentativo di far ripartire l'attività economica in centro a Milano, forse motivazione lecita ma decisamente incauta.
Sarebbe stato emglio attendere l'evoluzione del contagio prima di rpendere una tale decisione.

venerdì 16 ottobre 2020

Campania : la decisione di De Luca è sbagliata













Il governatore della Regione Campania di fronte al crescere del numero dei contagi nella sua Regione (hanno superato i 1000 al giorno) ha deciso di varare una serie di misure restrittive tra le quali spicca la decisione di chiudere a partire dal 16 ottobre fino al 30 ottobre le scuole primarie e secondarie della regione. Nell’ordinanza sono anche sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle università.Verranno poi poste restrizioni alle attività commerciali dopo le ore 22. 

Questa volta siamo d'accordo col sindaco di Napoli De Magistris che definisce questa decisione “una bandiera bianca, la confessione dell'incapacità di una rete pubblica territoriale che non è stata rafforzata, si dovrebbe commentare cosa non è stato fatto in questi mesi per evitare questo provvedimento”. In effetti in Campania non si tracciano i contagi, sono pochi i tamponi fatti, e soprattutto in questi mesi non si è incrementato il numero dei posti letti nelle terapie intensive e pre intensive, e cosi gli ospedali appaiono già ora sotto pressione.

Anche il Sindaco di Napoli ha però le sue responsabilità come quelle di molti altri amministratori che non hanno trovato una soluzione per incrementare il servizio pubblico dei trasporti, nonostante la presenza di numerose aziente di trasporto turistico ancora chiuse. 

Tornando alla decisione di chiudere le scuole questa appare un grave errore e sono i dati a dimostrarlo, secondo l'informativa della ministra Azzolina "Dalle prime valutazioni è emerso che ad oggi la scuola non ha avuto un impatto sull'aumento dei contagi generali se non in modo residuale. Per la precisione, nelle prime due settimane di scuola dal 14 di settembre il personale docente che risulta contagiato è lo 0,047% del totale (349 casi positivi), il personale ATA è dello 0,059% (116 casi) e per gli studenti il numero è ancora più basso, parliamo nello 0,021% (1492 casi). Che cosa vuol dire ? Come spiegato dall'Istituto Superiore di Sanità i contagi nelle scuole in questa fase sono casi sporadici e perlopiù sono stati contratti fuori dalla scuola". Tutti i dati mostrano in effetti che le scuole al momento non rappresentano i principali focolai di diffusione del virus ed anzi rappresentano uno strumento di contenimento attraverso l'insegnamento e la messa in pratica di norme comportamentali atte a prevenirne la diffusione

martedì 13 ottobre 2020

Ministro Speranza sempre peggio

 Il ministro della Salute Speranza raggiunge l'apice dell'assurdita nel proporre regole di restrizioni alle feste private in casa. Suggerisce addirittura la delazione, e il governo sulla stessa scia prova a proporre le mascherine in casa, venendo poi bocciata oltre che dal buon senso dalle regioni.

Questa volontà di entrare nella vita familiare preoccupa davvero. Con una battuta potremmo evocare quanto accadeva nella DDR. 

Che dire invece delle gravi mancanze nell'organizzazione dei tamponi, con code di 5-6 ore ai drive-in a cui molte famiglie vengono inviati da scuole e pediatri. Perché solo ora il ministro afferma "oltre ai test antigenici spero in un immediato avvio dei test salivari" e insieme al governo non li ha proposti e non si è organizzato per usarli come primo screening nei casi con sintomi nelle scuole? Insomma il ministro e il governo continuano a dettare regole senza preoccuparsi di come applicarle, lasciando le persone e le famiglie sole.

Come già detto in altri post gli errori e le responsabilità di questo ministro richiederebbero immediate dimissioni e ueste sue uscite ne sanciscono l'urgenza. 

domenica 4 ottobre 2020

Se il Mose funziona

 Molte critiche che ineggiavano all'inutilita, che dicevano che non sarebbe stato efficace e invece ieri per la prima volta le paratie contro l'acqua alta si sono alzate tutte insieme e pienamente funzionanti e Piazza San Marco è rimasta all'asciutto. Il Mose è stato sicuramente al centro di manovre fraudolente e corruttive ma rappresenta un opera tecnica unica al mondo che mostra la genialità italiana se la separiamo dal malaffare, dalla ideologia che va contro tutto e se togliamo la burocrazia che blocca tutto. Ricordiamo che queste paratie sono a scomparsa e per nulla paragonabili quindi alle dighe fisse dell'Olanda.