giovedì 14 marzo 2013

Il Relativismo secondo Papa Francesco

"Il relativismo che, con la scusa del rispetto delle differenze, omogeneizza nella trasgressione e nella demagogia; consente tutto pur di non assumere la contrarietà che esige il coraggio maturo di sostenere valori e principi. Il relativismo è, curiosamente, assolutista e totalitario, non permette di differire dal proprio relativismo, in niente differisce dal “taci” o dal “fatti gli affari tuoi". cardinale Bergoglio, 25.5.2012

habemus Papam: FRANCESCO


Il Card Sodano nella messa pro eligendo romano pontefice aveva pregato per chiedere al Signore un Buon Pastore alla sua Chiesa, un Pontefice che svolga con cuore generoso la nobile missione dell’annuncio nella carità.
Il Signore ha donato alla Chiesa Papa Francesco, il card Bergoglio, un papa per la prima volta del nuovo mondo, le Americhe, il primo Papa sudamericano e il primo Papa gesuita. Tante quindi le novità contenute in questa scelta sicuramente sorpendente ma piena di speranza. Siamo rimasti sorpresi perchè era stato protagonista già nell'ultimo conclave e sembrava difficile vista la sua età potesse essere riproposto, ma questo conferma che la scelta ha guardato alla qualità della persona più che sulla sua anagrafe.

Il nuovo Papa certamente dice qualcosa di sé nella scelta del nome: Francesco. Un nome che evoca sobrietà, riforma, ritorno a uno stile di annuncio e di attenzione ai poveri. In questo la biografia del card Bergoglio senz’altro rispecchia queste attese, come anche le prime sue parole e i primi gesti compiuti stasera dopo l’annuncio habemus papam.

Un discorso umile e subito un momento di preghiera, ha detto “Preghiamo sempre per noi, l'uno per l'altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza”. Ha invitato tutti a pregare le tre preghiere che ogni cristiano conosce, il Padre nostro, l’ Ave Maria e il Gloria, anche questo un atto nuovo paragonabile al discorso di Giovani Paolo II che ruppe la tradizione che voleva che si facesse solo la benedizione.

Un Papa che mette quindi al centro la preghiera e l’annuncio del Vangelo. Un Papa di umili origini che ha fatto anche il parroco. Un Papa che ha origini italiane che è però un latino americano come ormai la maggior parte dei cattolici nel mondo, uno sgraurdo sul futuro della Chiesa potremmo dire.

Un papa attento ai poveri ma che in Argentina si è esposto pubblicamente contro i tentativi legislativi di introduzione dell’aborto e il progetto di legge sul matrimonio tra omosessuali.

Infine Bergoglio è un gesuita, e quindi un grande esegeta e con una grande preparazione biblica e quindi un ruolo centrale avrà certamente la Parola nel suo pontificato.

Il direttore di Avvenire ha fatto notare come nella storia San Benedetto abbia salvato le fondamenta e la cultura e dopo di lui San Francesco abbia portato il Vangelo tra la gente, forse la successione di questi due papi che hanno scelto questi due nomi non è poi così strana.

Da notare il richiamo nelle sue parole più volte al ruolo del papa come vescovo di Roma, il fatto che andrà domani subito a pregare in un santuario mariano perché custodisca tutta Roma.

Domenica reciterà l'angelus nonostante la prima messa da papa sia il 19 marzo, interessante notare che la data della prima messa è la festa di San Giuseppe patrono della Chiesa. Ultima accortezza da notare ha fatto pregare per Benedetto XVi e l'ha definito vescovo emerito.

Probabilmente sarà un Papa che farà dei cambiamenti e li ha già iniziati la prima sera.

martedì 12 marzo 2013

Il Conclave è iniziato












Il Conclave elegge il nuovo Papa


Domani si aprirà il conclave per l’elezione del nuovo Papa. Prima di ogni altra considerazione va affermato che il Papa che serve alla Chiesa è un Papa santo, che sappia indicare Dio e Cristo agli uomini, un pastore che sappia recuperare le pecorelle smarrite.

I cardinali si sono affidati alla preghiera e inizieranno il conclave invocando la guida dello Spirito Santo perché li guidi nel discernimento.

Certamente in questi giorni avranno ragionato, più che sul nome, sul profilo che è richiesto al nuovo Papa partendo da quelle che hanno considerato come le priorità per la Chiesa di oggi e domani.

Da questo punto di vista quindi ha poco senso parlare di un cardinale o di un altro dal punto di vista della sua provenienza geografica.

Ci sembra di aver colto tre possibili analisi.

La prima è legata ad una continuità teologica col pontificato di benedetto XVI, e per questo si deve partire considerando che Ratzinger e il teologo Hans Urs von Balthasar, nei primi anni Settanta posero poste le basi di una nuova rivista, Communio, il nome della rivista è significativo: i promotori vogliono servire la Chiesa e favorire la comunione. Tra i fondatori c’è anche il famoso teologo gesuita Henri de Lubac, futuro cardinale. Ratzinger viene subito coinvolto in quella che von Balthasar definità una «ragnatela» di supporter internazionali della nuova rivista. Tra i primi a farne parte ci sono anche quelli che il futuro Papa definisce alcuni «promettenti giovani di Comunione e liberazione». Angelo Scola è tra questi. Ma alla scuola di Ratzinger sono iscrivibili anche Schönborn Cardinale di Vienna, il Cardinale canadese Ouellet e il più giovane cardinale Primate d’Ungheria e arcivescovo di Strigonio-Budapest. Tra questi certamente Scola sembra ha buone possibilità vista la statura internazionale che ha acquisito negli anni. Sia Erdo che Scola hanno ottime conoscenze e rapporti anche con le chiese orientali dovuti il primo alla presidenza della conferenza episcopale europea e il secondo al ruolo di Ptriarca di Venezia svolto fino a 2 anni fa.

Un'altra possibile analisi è quella che vorrebbe prevalere un esperto conoscitore della curia romana e quindi associa ad essa la capacità di una vera riforma che non sembra più rinviabile. In questo il Cardinale canadese Ouellet gode sicuramente di qualche chance, tra l’altro Oullet ha buoni rapporti con le chiese sudamericane dove per anni ha insegnato nei seminari. Anche il Cardinale brasiliano Odilo Scherer, è una figura che potrebbe attirare il consenso del conclave, egli che lavorò a lungo a Roma come braccio destro del cardinale Re (capo del dicastero dei vescovi) e ora guida una delle più grandi diocesi dell'America latina, quella di San Paolo, ed è uno dei cinque componenti del Consiglio di sorveglianza dello Ior. Un Papa non europeo sarebbe una vera novità per la Chiesa cattolica e da questo punto di vista una figura vicina alla tradizione latino-americana risponderebbe a quella che oggi ed in futura sarà la componente più forte numericamente nel popolo di Dio.

Un Papa statunitense sarebbe quasi clamoroso, dopo i vari scandali ma sicuramente mai come stavolta i cardinali statunitensi hanno canditati di primo piano e carismatici come il cardinale di New York Timothy Dolan e l'arcivescovo di Boston, Sean Patrick O'Malley.

Al primo, energico difensore della libertà della Chiesa negli USA sotto pressione per alcune decisioni dell’amministrazione Obama, Benedetto XVI chiese di tenere il discorso introduttino al concistoro del 2012 in cui veniva elevato alla porpora cardinalizia, al secondo, O'Malley invece è stata affidata al diocesi americana più colpita dallo scandalo pedofilia, e con umiltà, sobrietà tipiche di un cappuccino, ma anche con fermezza, O'Malley ha saputo guidarla e farle superare un momento davvero critico.

Infine, l’imprevedibile azione del Signore e dello Spirito Santo potrebbero donarci un Papa che nessuno ha previsto.

 

giovedì 7 marzo 2013

A Milano l'ideologia spinge per il testamento biologico


Eccoli, come previsto passata la campagna elettorale il comune di Milano rilancia la proposta del testamento biologico, certo già alcuni segnali si erano avuti visti gli ordini del giorno dei CDZ ma ecco la notizia “ Ieri è stata presentata una delibera di iniziativa consiliare (firmata da Marilisa D’Amico del Pd e da Patrizia Quartieri di Sel) che prevede la possibilità di depositare le dichiarazioni anticipate di fine vita su temi quali i trattamenti sanitari che si intende o meno consentire in caso di perdita di coscienza permanente ed irreversibile, indicando anche uno o più fiduciari, ma anche sulla donazione degli organi e la cremazione. Al registro si potranno iscrivere tutti i residenti nel capoluogo lombardo.” Una priorità per la amministrazione molto ideologica che guida a Milano, certo inutile vista la mancanza di una legge nazionale a riguardo, ma preoccupante perchè si propone di rilanciare una campagna culturale e una proposta di legge che possa poi essere adottata a livello nazionale, quindi molto pericolosa.
Siamo ovviamente contrari, noi siamo per una cultura della vita, per la cura e l’affiancamento del paziente che insieme al medico possa decidere una volta certa la malattia come procedere con le terapie ma soprattutto siamo per la cura delamlato che va oltre le sole medicine. Considerare il medico un nemico al posto che un alleato è negativo per il paziente e porterà un peggioramento nei rapporti medico paziente che saranno sempre più legalizzati al posto che umanizzati.
 

 

mercoledì 6 marzo 2013

Il tentativo del PD fallirà, regnano la confusione e l'incertezza


E' passata una settimana dalle elezioni e la confusione e l'incertezza regnano sovrani.
Ci chiediamo perchè Bersani e il PD continuino ad insistere a cercare un accordo con Grillo, che chiaramente si presenta come alternativa al sistema partitico e come anti-sistema, continuerà quindi a prendere in giro il PD. Certo per il PD è difficile allearsi a Berlusconi, d'altronde la precedente esperienza Monti di convergenza tra i due principali partiti non ha realizzato le riforme necessarie, quindi il pessimismo è anche giustificato. C'è però una differenza in questo caso potrebbe essere un governo con la partecipazione diretta dei partiti. La continua ricerca dell'alleanza con Grillo o la pretesa di fare un governo di minoranza porterà Bersani e il PD al fallimento, nel primo caso che si avverasse l'alleanza con Grillo il PD non riuscirà a inglobare Grillo nè a separare i parlamentari del M5S. Eliminare a priori la possibilità di dialogo col PDL è sbagliato, come anche D'alema oggi ha ricordato.
Nel caso Bersani volesse provare il governo di minoranza per fortuna ci sarà Napolitano a non accettare un'avventura così rischiosa e assurda in cui ogni giorno bisognerà contare assenti e trattare tutto, Napolitano la respingerà e sceglierà un tecnico per un governo PD-PDL e Bersani andrà in panchina. Se poi questo governissimo riuscirà a fare le riforme non lo sappiamo certo è l'unica via per evitare che alle prossime elezioni Grillo superi il 50% da solo. Grillo lo sa e non voterà la fiducia a nessun governo.

CINA: senza democrazia i diritti umani sono negati

In questi giorni in CINA il nuovo segretario generale del Partito sarà confermato presidente, il rinnovamento delle cariche, che dureranno 10 anni, hanno suscitato molte speranze, ma la CINA rimane una dittatura dove le libertà individuali e i diritti umani non vengono difesi e promossi.

I laojiao non sono stati eliminati; la corruzione si accresce; le riforme tanto annunciate tardano; vescovi e sacerdoti rimangono in prigion, la politica del figlio unico e le violenze contro le donne che vi si oppongono continuano. http://www.asianews.it/notizie-it/Mao-Hengfeng,-che-sfida-la-legge-sul-figlio-unico,-condannata-di-nuovo-ai-lavori-forzati-26289.html, http://www.asianews.it/notizie-it/Legge-del-figlio-unico:-nuovi-casi-di-aborti,-sterilizzazioni-forzate-e-prigionia-22726.html


Sulla nuova transizione in Cina e la libertà di religine e le tensioni con la Chiesa Cattolica consigliamo questo articolo http://www.asianews.it/notizie-it/Xi-Jinping:-la-politica-del-pendolo-verso-la-Chiesa-e-il-Vaticano-27300.html

Ecco una recente storia di violazione dei diritti umani, per cose molto futili si finisce nei campi di lavoro: http://video.repubblica.it/mondo/cina-due-anni-di-lavori-forzati-per-una-vignetta/121345/119830?ref=HREV-5

Quando manca la democrazia i diritti dei più deoli sono calpestati.