venerdì 4 dicembre 2015

Scuola e religione e laicità la confusione del clero‏ e dei presidi



Diversi casi  di cronaca hanno messo in questione il festeggiamento del Natale nelle scuole. Vorremmo ricordare a tutti coloro che si oppongono alla celebrazione del Natale nelle scuole , che innanzitutto i bambini stanno a casa da scuola perchè c'è la festa cristiana del Natale, quindi tutti quei presidi che cambiano nome alla festa chiamandola festa della luce o d'inverno travisano del tutto il significato della festa riconosciuta dalla Stato per inventare qualcosa di nuovo che non c'entra nulla con la nostra storia e tradizione. Verrebbe da chiedere loro un po provocatoriamente perchè non vanno a lavorare il 25 dicembre al posto di festeggiare con regali e banchetti a casa loro dove non pensiamo che in famiglia dicano che festeggiano la luce o l'inverno.
Il simbolo per eccellenza del Natale cristiano è il presepe perchè rappresenta la natività, ed è anche un patrimonio culturale nazionale, eliminarlo con la pretesa di non offendere i musulmani è una scusa di chi vuole eliminare i simboli religiosi da luoghi pubblici. Quindi il vescovo di Padova mons Cipolla che asserisce che per la pace "Sono pronto a fare marcia indietro sulle nostre tradizioni" dovrebbe farsi un giro in Francia dove il laicismo senza simboli religiosi è al suo apice e vedere che i musulmani non ne sono per niente soddisfatti perchè a differenza del vescovo di Padova i musulmani ritengo che la regione debba avere uno spazio pubblico.
Il vescovo che per definizione è pastore della Chiesa non dovrebbe avere come scopo primario la guida delle sue pecore e la priorità della evangelizzazione? ma come fa se rivendica il diritto a eliminare i simboli della sua stessa religione? Cosa significa asserire che la religione è fonte di divisione, dovrebbe sinceramente rileggere diversi interventi di Papa Francesco e il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI.
Veniamo ai casi di scuole che hanno invitato cori parrocchiali a cantare per Natale canti laici, scusate ma i cori parrocchiali lascino fare i canti laici ad altri e si ricordino lo scopo del loro essere, che non è esibirsi ma testimoniare col canto la fede, se così non piace si lasci perdere di invitarli e I cori parrocchiali facciano il concerto in parrocchia invitando anche i musulmani che verranno più volentieri che non alla festa della luce. Perché dipingere poi i musulmani, con la scusa di “tutelarli”, di gente che vuole eliminare le nostre feste e tradizioni, non ci sembra il modo migliore per favorire un integrazione vicendevolmente rispettosa.
Infine veniamo al parroco di Monza don Marco Oneta che ha eliminato la messa di Natale dalla scuola parrocchiale con la motivazione che nella scuola ci sono fedi diverse e "La messa, e il sacramento dell’eucaristia, per alcuni può essere un atto di culto troppo forte, non solo per chi professa una fede diversa, ma anche per chi non è solito frequentare la chiesa", per lo meno sia coerente e quando chiede l'iscrizione, sicuramente onerosa visto che si tratta di una scuola paritaria, non la chieda presentando la scuola come cattolica, oppure se la scuola è cattolica chi si iscrive sa che li si svolgerà tra le altre cose anche la messa di Natale ed esiste una specificità educative accettata all'atto dell'iscrizione. 
Insomma ci sembra proprio che certi presidi e anche certa parte del clero voglia rinnegare la nostra tradizione e rinunciare a raccontare la nostra cultura, in questo mostrandosi molto lontani del sentire comune del nostro popolo e mostrando di non avere capito bene cosa vuol dire integrare.

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