Blog di politica, cultura, attualità, difesa della vita, approfondimenti, opinioni a cura di Paolo e Luca - MILANO (lucapaologemini)
sabato 31 luglio 2010
La rottura tra Fini e Berlusconi
In questi giorni si è consumata la rottura tra Fini e Berlusconi, alcune brevi considerazioni, perchè aprire la crisi dopo le regionali che con un vittoria indiscutibile invece avevano aperto ad un periodo di tranquillità e ad una possibile fase modernizzatrice del paese? Perchè attaccare il governo sulla lotta alla mafia come fatto da Granata, non sconfessato d Fini, dopo i numerossisimi successi del governo che ha raggiunto risultati come nessuno altro prima? Perchè attaccare Verdini senza aspettare l'esito delle indagini dando sfogo ad un mai sopito giustizialismo di destra? Ma la politica deve avere una sua autonomia rispetto alla magistratura? Si proprio questo alla fine è stato ciò che ha reso impossibile la ricomposizione della rottura, un ritorno al giustizialismo mascherato da questione morale (che pure esiste ed è chiaro che è comunque ineludibile) ma che è stata usata solo a per politici per conquistare posizioni (in realtà il vero problema è quale spazio Fini voleva) e che ha affossato anche la legge sulle intercettazioni. Questo per Berlusconi è risultato inacettabile. Rammarica il fatto che per commentare la rottura si assegni l'etichetta di uomini liberi a quelli che seguono Fini, come se gli altri non lo fossero. D'altronde Fini ha usato nella conferenza stampa frasi molto simili a quelle usate dal centro-sinistra. Certo Fini fuori dal Pdl avrà ancora mani più libere per ostacolare l'agenda del governo e forse in questo è stato sottovalutato il peso del nuovo gruppo che si sta formando sopratutto se sarà determinante ai fini della maggioranza alla Camera. Non è da escludere però che Berlusconi cercherà nuovi appoggi come potrebbe essere quello di Casini e il segnale potrebbe essere la vicepresidenza del CSM all'UDC, inoltre agli ambienti cattolici forse non dispiacerebbe un ritorno dell’UDC nella maggioranza anche se i rapporti tra Lega e UDC sono conflittuali. Ma certamente Fini deve essere molto cauto perchè una rottura che portasse alle elezioni sarebbe per lui la fine politica, nessuno spazio rilevante esiste fuori dall'alleanza Pdl-Lega e Fini non può nemmeno contare sul sotegno della Chiesa come invece ha potuto fare Casini. Insomma forse Berlusconi ha agito di impulso (a dopo mesi e mesi di provocazioni si può davvero dire così?) , forse è prevalsa un antipatia personale reciproca ma alla fine in uno scontro frontale chi può perdere è solo Fini anche perchè come si è nuovamente dimostrato in questi giorni il Pd e l'opposizione non fanno più nemmeno notizia se non per il fatto che si sono ridotti a tifare Fini per far cadere Berlusconi. Certo Berlusconi rischia di far cadere il Governo e quasi sicuramente la legislatura ora non arriverà alla fine comunque vada, ma bisogna dargli atto di chiarezza e coraggio, forse basato anche sul fatto di sapere di non avere un rivale nel caso di elezioni anticipate.
venerdì 23 luglio 2010
Il caso FIAT
Questa estate sarà certamente ricordata anche per il caso FIAT, prima il contratto di Pomigliano e il contrasto con la FIOM adesso l'annuncio che il nuovo modello Lo sarà prodotto in Serbia. Una cosa subito va detta con chiarezza alla base di queste scelte ci sono problemi di produttività (se è vero che nello stabilimento in Polonia è più alta che a Pomigliano) e anche di costi della manodopera (in Serbia appunto) ma non solo, il fallimento della trattativa per l'OPEL l'anno scorso sicuramente ha ridotto le potenzialità sul mercato europeo lasciando che i costi fissi con l'attuale livello di market share siano insostenibili.
Il caso FIAT mette in luce secondo noi due aspetti che dovrebbero tutti interrogarci:
Il ruolo dei sindacati come la FIOM che non comprendono l'attuale situazione economica e non difendo i veri diritti ma i soliti furbetti, vedi per esempio il sindacalista che va alla manifestazione di Pomigliano usando un permesso retribuito per motivi famigliari, o la richiesta di sospensione della paga nei primi 3 giorni di malattia da parte della FIAT che nasconde in realtà un tasso di assenteismo elevato e non giustificato che si cerca di riportare a livelli normali. Oppure pensiamo allo sciopero per vedere la partita dei mondiali di Termini Imerese. Certo il piano FIAT prevedeva qualche sacrificio, ma in Germania per mantenere l'occupazione o hanno aumentato gli orari di lavoro senza incrementare i salari già alti, o hanno ridotto i salari. In Italia invece i sindacati pensano ancora che la FIAT sarà sempre obbligata a produrre in Italia, e forse lo era finché pagava i costi lo Stato che per fortuna ha interrotto questi finanziamenti, e quindi sembrano non accorgersi che il rischio e' la perdita del posto di lavoro. Ma perché il sindacato non si impegna per aumentare la produttività? Certo i diritti fondamentali vanno difesi e forse da parte di FIAT c'è un tono un po’ arrogante che sfrutta l'attuale situazione economica, ma ci sono anche reali problemi di produttività e questo non riguarda solo la FIAT ma l'industria italiana.
Un secondo punto riguarda l'indotto che sarà fortemente penalizzato da queste decisioni di FIAT, ma qui il vero problema è che non si è mai consentito di istallare in ITALIA impianti industriali di marche straniere che aprissero alla concorrenza anche il settore dell'indotto e la FIAT stessa. Ricordiamoci su tutto il caso ALFA ROMEO e la decisione del presidente dell'IRI di allora Romano Prodi di svenderla alla FIAT invece di venderla alla FORD. Insomma n Italia in alcuni settori si è impedito una giusta concorrenza ed allora come ora tutto risulta condizionato dalle decisioni industriali di pochi, in questo caso Marchionne, che evidentemente ha già deciso di trasformare la FIAT in un industria nord americana (mondo da cui viene e a cui è legato) e non più italiana. Certo è che, siano italiani, polacchi o serbi, a beneficiare del posto di lavoro sono sempre persone e famiglie che ne avranno un beneficio quindi è un po’ anacronistico pensare che debbano lavorare solo gli italiani, ma è anche vero che in Italia non ci sono investimenti stranieri e se anche le industrie italiane lasciano forse diventeremo quello che molti auspicano, ma noi no, la Florida d'Europa un paese buono solo per il turismo, a patto che organizziamo almeno quello.
Il caso FIAT mette in luce secondo noi due aspetti che dovrebbero tutti interrogarci:
Il ruolo dei sindacati come la FIOM che non comprendono l'attuale situazione economica e non difendo i veri diritti ma i soliti furbetti, vedi per esempio il sindacalista che va alla manifestazione di Pomigliano usando un permesso retribuito per motivi famigliari, o la richiesta di sospensione della paga nei primi 3 giorni di malattia da parte della FIAT che nasconde in realtà un tasso di assenteismo elevato e non giustificato che si cerca di riportare a livelli normali. Oppure pensiamo allo sciopero per vedere la partita dei mondiali di Termini Imerese. Certo il piano FIAT prevedeva qualche sacrificio, ma in Germania per mantenere l'occupazione o hanno aumentato gli orari di lavoro senza incrementare i salari già alti, o hanno ridotto i salari. In Italia invece i sindacati pensano ancora che la FIAT sarà sempre obbligata a produrre in Italia, e forse lo era finché pagava i costi lo Stato che per fortuna ha interrotto questi finanziamenti, e quindi sembrano non accorgersi che il rischio e' la perdita del posto di lavoro. Ma perché il sindacato non si impegna per aumentare la produttività? Certo i diritti fondamentali vanno difesi e forse da parte di FIAT c'è un tono un po’ arrogante che sfrutta l'attuale situazione economica, ma ci sono anche reali problemi di produttività e questo non riguarda solo la FIAT ma l'industria italiana.
Un secondo punto riguarda l'indotto che sarà fortemente penalizzato da queste decisioni di FIAT, ma qui il vero problema è che non si è mai consentito di istallare in ITALIA impianti industriali di marche straniere che aprissero alla concorrenza anche il settore dell'indotto e la FIAT stessa. Ricordiamoci su tutto il caso ALFA ROMEO e la decisione del presidente dell'IRI di allora Romano Prodi di svenderla alla FIAT invece di venderla alla FORD. Insomma n Italia in alcuni settori si è impedito una giusta concorrenza ed allora come ora tutto risulta condizionato dalle decisioni industriali di pochi, in questo caso Marchionne, che evidentemente ha già deciso di trasformare la FIAT in un industria nord americana (mondo da cui viene e a cui è legato) e non più italiana. Certo è che, siano italiani, polacchi o serbi, a beneficiare del posto di lavoro sono sempre persone e famiglie che ne avranno un beneficio quindi è un po’ anacronistico pensare che debbano lavorare solo gli italiani, ma è anche vero che in Italia non ci sono investimenti stranieri e se anche le industrie italiane lasciano forse diventeremo quello che molti auspicano, ma noi no, la Florida d'Europa un paese buono solo per il turismo, a patto che organizziamo almeno quello.
mercoledì 14 luglio 2010
MONDIALI prendiamo esempio
Sono finiti i mondiali
ha vinto la Spagna e seconda e' arrivata l'Olanda....ma i festeggiamenti sono stati gli stessi, grandi festeggiamenti per la nazionale anche in uruguay ed in ghana, ecco gli olandesi e questi paesi ci insegnano che non si festeggiano solo i vincitori ma anche chi si impegna fino alla fine. Una lezione anche per noi italiani che di impegno in questo mondiale ne abbiamo messo ben poco, e anche una lezione di sport per un paese come il nostro in cui sin dalla fanciullezza e' importante solo chi arriva primo, un paese in cui non si accetta di perdere . Come sottolineato da un bell'articolo di Samek Lodovici su Avvenire, Ratzinger quando era Cardinale ha ricordato come nel calcio avviene una felice sintesi tra la libertà e le regole . Ratzinger sosteneva come il gioco "Costringe l’uomo a imporsi una disciplina in modo da ottenere con l’allenamento, la padronanza di sé; con la padronanza, la superiorità e con la superiorità, la libertà. Inoltre gli insegna soprattutto un disciplinato affiatamento: in quanto gioco di squadra costringe all’inserimento del singolo nella squadra. Unisce i giocatori con un obiettivo comune; il successo e l’insuccesso di ogni singolo stanno nel successo e nell’insuccesso del tutto": allora forse l'esasperazione dell'individualismo potrebbe spiegare la nostra incapacità a godere del gioco e a raggiungere risultati positivi.
ha vinto la Spagna e seconda e' arrivata l'Olanda....ma i festeggiamenti sono stati gli stessi, grandi festeggiamenti per la nazionale anche in uruguay ed in ghana, ecco gli olandesi e questi paesi ci insegnano che non si festeggiano solo i vincitori ma anche chi si impegna fino alla fine. Una lezione anche per noi italiani che di impegno in questo mondiale ne abbiamo messo ben poco, e anche una lezione di sport per un paese come il nostro in cui sin dalla fanciullezza e' importante solo chi arriva primo, un paese in cui non si accetta di perdere . Come sottolineato da un bell'articolo di Samek Lodovici su Avvenire, Ratzinger quando era Cardinale ha ricordato come nel calcio avviene una felice sintesi tra la libertà e le regole . Ratzinger sosteneva come il gioco "Costringe l’uomo a imporsi una disciplina in modo da ottenere con l’allenamento, la padronanza di sé; con la padronanza, la superiorità e con la superiorità, la libertà. Inoltre gli insegna soprattutto un disciplinato affiatamento: in quanto gioco di squadra costringe all’inserimento del singolo nella squadra. Unisce i giocatori con un obiettivo comune; il successo e l’insuccesso di ogni singolo stanno nel successo e nell’insuccesso del tutto": allora forse l'esasperazione dell'individualismo potrebbe spiegare la nostra incapacità a godere del gioco e a raggiungere risultati positivi.
martedì 29 giugno 2010
Famiglia e coppie di fatto. Non può esserci equiparazione automatica
Negli scorsi giorni la Corte europea di Strasburgo ha respinto un ricorso di una coppia gay contro l’Austria che gli ha negato le nozze. Nella motivazione della sentenza si fa riferimento all’articolo 9 della Carta dei Diritti fondamentali della Ue: «Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio». Ricordiamo che anche la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO afferma nell'art 16 "Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia" e riconosce come "La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato". La sentenza quindi riafferma principi già riconosciuti. L'importanza della sentenza sta nell'aver respinto il tentativo dei gay di attivare il piano scivoloso per cui, ottenute “le parter¬ship registrate” si passa a chiedere che i diritti inclusi siano gli stessi di quelli del matrimonio, mirando ad acquisire anche quelli di paternità ed adozione. Questo ricorda anche all’opinione pubblica che l’Italia non è l’unico paese dove non si riconoscono i matrimoni di coppie omosessuali, e il fatto che questa notizia sia apparsa sommessamente dimostra come la stampa evidenzia notizie su questi temi solo in maniera unidirezionale, immaginiamo l’enfasi che avrebbe avuto se fosse stata in direzione opposta. E' importante anche che la corte abbia interpretato i diritti dell'uomo nel senso in cui sono stati scritti senza per una volta dargli un significato differente. Ricordiamo che recentemente la Consulta ha rigettato ricorsi analoghi(14 Aprile 2010) anche in Italia.
Ci domandiamo però se questo richiamo alle leggi nazionali non possa essere un po’ pericoloso nel momento in cui diversi Stati hanno approvato legislazioni che equiparano le unioni gay a quelle matrimoniali consentendo addirittura l'adozione da parte di queste coppie.
Non ci si può quindi solo affidare a maggioranze e legislazioni che potrebbero essere modificate, di fronte ad una sentente comunque positiva che ferma una deriva etica sul piano delle relazioni personali e della legislazione in tema di famiglia è però necessario riaffermare come detto Benedetto XVI che "tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cioè emanate dalle autorità civili e politiche per regolare la convivenza umana. Il Venerabile Giovanni Paolo II scriveva nella sua Enciclica Evangelium vitae parole che rimangono di grande attualità: "Urge dunque, per l'avvenire della società e lo sviluppo di una sana democrazia, riscoprire l'esistenza di valori umani e morali essenziali e nativi, che scaturiscono dalla verità stessa dell'essere umano, ed esprimono e tutelano la dignità della persona: valori, pertanto, che nessun individuo, nessuna maggioranza e nessuno Stato potranno mai creare, modificare o distruggere, ma dovranno solo riconoscere, rispettare e promuovere" (n. 71).
Ci domandiamo però se questo richiamo alle leggi nazionali non possa essere un po’ pericoloso nel momento in cui diversi Stati hanno approvato legislazioni che equiparano le unioni gay a quelle matrimoniali consentendo addirittura l'adozione da parte di queste coppie.
Non ci si può quindi solo affidare a maggioranze e legislazioni che potrebbero essere modificate, di fronte ad una sentente comunque positiva che ferma una deriva etica sul piano delle relazioni personali e della legislazione in tema di famiglia è però necessario riaffermare come detto Benedetto XVI che "tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cioè emanate dalle autorità civili e politiche per regolare la convivenza umana. Il Venerabile Giovanni Paolo II scriveva nella sua Enciclica Evangelium vitae parole che rimangono di grande attualità: "Urge dunque, per l'avvenire della società e lo sviluppo di una sana democrazia, riscoprire l'esistenza di valori umani e morali essenziali e nativi, che scaturiscono dalla verità stessa dell'essere umano, ed esprimono e tutelano la dignità della persona: valori, pertanto, che nessun individuo, nessuna maggioranza e nessuno Stato potranno mai creare, modificare o distruggere, ma dovranno solo riconoscere, rispettare e promuovere" (n. 71).
giovedì 24 giugno 2010
PUBBLICITÀ OSCENA - OFFESA AL SENSO DEL PUDORE
La nostra lettera pubblicata su Abvvenire il 23 giugno 2010
Caro direttore, vorremmo esprimere anche noi, il nostro disappunto per la pubblicità di prodotti di alimenti per cani e gatti che invade le nostre città (non solo Milano). Questa pubblicità offende la dignità umana oltre che il senso comune del pudore e troviamo assurdo che i bambini e i ragazzi ne siano stati esposti. Contiene inoltre messaggi subliminali, evoca la parola amore a fianco di immagini di uomini e donne nudi tutti insieme e tende ad equiparare gli uomini agli animali. Ma l’uomo non è come tutti gli altri animali. Purtroppo le coscienze oggi sono sempre più assuefatte a ogni cosa. Ci sembra che il vero pericolo non sia la mancanza di libertà di espressione (già immaginiamo che si faccia appello ad essa), ma piuttosto l’equivoco illuminista di una libertà che diventa fine a sé stessa.
Caro direttore, vorremmo esprimere anche noi, il nostro disappunto per la pubblicità di prodotti di alimenti per cani e gatti che invade le nostre città (non solo Milano). Questa pubblicità offende la dignità umana oltre che il senso comune del pudore e troviamo assurdo che i bambini e i ragazzi ne siano stati esposti. Contiene inoltre messaggi subliminali, evoca la parola amore a fianco di immagini di uomini e donne nudi tutti insieme e tende ad equiparare gli uomini agli animali. Ma l’uomo non è come tutti gli altri animali. Purtroppo le coscienze oggi sono sempre più assuefatte a ogni cosa. Ci sembra che il vero pericolo non sia la mancanza di libertà di espressione (già immaginiamo che si faccia appello ad essa), ma piuttosto l’equivoco illuminista di una libertà che diventa fine a sé stessa.
giovedì 3 giugno 2010
La morte di Mons Padovese
Ucciso Mons Padovese
Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Mons. Luigi Padovese e vicinanza alla comunità cattolica turca.
Mons Padovese era stato ospite del Centro Culturala San Benedetto Venerdì 3 aprile 2009 all'incontro “La legge e la libertà” scarica il testo del suo intervento. Diceva Mons Padovese "San Paolo ci ricorda che possiamo essere liberi da e liberi di, se anzitutto siamo liberi in Cristo".
Il suo impegno per la Chiesa di Tarso - Il cordolio del Papa
Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Mons. Luigi Padovese e vicinanza alla comunità cattolica turca.
Mons Padovese era stato ospite del Centro Culturala San Benedetto Venerdì 3 aprile 2009 all'incontro “La legge e la libertà” scarica il testo del suo intervento. Diceva Mons Padovese "San Paolo ci ricorda che possiamo essere liberi da e liberi di, se anzitutto siamo liberi in Cristo".
Il suo impegno per la Chiesa di Tarso - Il cordolio del Papa
mercoledì 2 giugno 2010
La Lombardia una caso esemplare
Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento al presidente Formigoni e alla sua giunta per aver varato un provvedimento di sostegno alla maternità che si impegna a dare un aiuto economico alle mamme che rinunciano all’aborto. Tutti coloro i quali continuano a sostenere che l’aborto è un necessario per garantire la libertà della donna dovrebbero seriamente interrogarsi sul fatto che molte donne abortiscono solo per motivi economici, sono pari al 45% dei casi che arrivano ai CAV. Se consideriamo poi che le donne di cittadinanza straniera assistite dai CAV sono passate dal 16% sul totale delle donne assistite del 1990 al 49% del 1996 all’82% dello scorso anno, il diritto all’accoglienza inizia dalla difesa della vita di questi bambini. Importantissima è la decisione di avvalersi della collaborazione dei CAV che nel silenzio generale o quasi hanno operato per 30anni per una vera prevenzione delle cause che spingono le donne all’aborto e hanno fatto nascere più di 120.000 bambini e che finalmente vedono riconosciuto il loro ruolo. Il finanziamento infatti avverrà grazie al ruolo dei CAV i quali faranno un progetto per la neo-mamma che per accedere al fondo dovrà accettarlo. Pretestuose le polemiche di chi come al solito si ferma all’ideologia senza guardare ai fatti. I consultori pubblici purtroppo spesso forniscono solo il certificato per abortire, una dato dovrebbe far riflettere: Le Gestanti che si sono presentate ad un CAV con il certificato per abortire sono state nel 2009 solo il 7% del totale delle mamme aiutate. la percentuale di Gestanti inviate ad un CAV da un Consultorio Pubblico solo il 5%.
La Lombardia e i suoi cittadini sono da sempre impegnati nell’accoglienza delle mamme e della vita se si pensa che i dati dei CAV della Lombardia sono: nel 2009 il CAV Milano Mangiagalli ha assistito ben 2810 donne e fatto nascere 1125 bambini, il Centro di Aiuto alla Vita Ambrosiano ha assistito 263 gestanti e supportato in ugual maniera altri 189 nuclei familiari, in gran parte di stranieri, il CAV di Bergamo ne ha fatti nascere 324, Cremona 221, Mantova 238, Como 112, Cernusco sul Naviglio 115, CASSANO assano D’Adda 51, Brescia 94, Busto Arsizio 67, Legnano 64, Lodi 57, San Donato Milanese 171. La Lombardia è la Regione italiana nella quale nel 2009 vi è stato, con riferimento alla popolazione residente, sia il maggior numero di Bambini nati grazie ai Centri di Aiuto alla Vita (44 ogni 100.000 abitanti) che di Gestanti assistite (66 ogni 100.000 abitanti); la Lombardia ha 58 CAV, in Italia ce ne sono 331.Ma questo non basta perché in Lombardia ci sono stati nel 2008 20.368 aborti (in Italia nel 2008 sono state effettuate 121˙406 interruzioni di gravidanza RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SULLA ATTUAZIONE DELLA LEGGE 194).
La Lombardia e i suoi cittadini sono da sempre impegnati nell’accoglienza delle mamme e della vita se si pensa che i dati dei CAV della Lombardia sono: nel 2009 il CAV Milano Mangiagalli ha assistito ben 2810 donne e fatto nascere 1125 bambini, il Centro di Aiuto alla Vita Ambrosiano ha assistito 263 gestanti e supportato in ugual maniera altri 189 nuclei familiari, in gran parte di stranieri, il CAV di Bergamo ne ha fatti nascere 324, Cremona 221, Mantova 238, Como 112, Cernusco sul Naviglio 115, CASSANO assano D’Adda 51, Brescia 94, Busto Arsizio 67, Legnano 64, Lodi 57, San Donato Milanese 171. La Lombardia è la Regione italiana nella quale nel 2009 vi è stato, con riferimento alla popolazione residente, sia il maggior numero di Bambini nati grazie ai Centri di Aiuto alla Vita (44 ogni 100.000 abitanti) che di Gestanti assistite (66 ogni 100.000 abitanti); la Lombardia ha 58 CAV, in Italia ce ne sono 331.Ma questo non basta perché in Lombardia ci sono stati nel 2008 20.368 aborti (in Italia nel 2008 sono state effettuate 121˙406 interruzioni di gravidanza RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SULLA ATTUAZIONE DELLA LEGGE 194).
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