lunedì 13 luglio 2009

I 4 gatti che ascoltano il Papa

L’altra sera il TG3 ha tolto la maschera e ha dichiarato la sua posizione anticlericale mandando in onda un servizio sul papa che terminava con la seguente affermazione “in vacanza con il Pontefice ci saranno due gatti che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un pò di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole”.
Non ci sorprende fino in fondo visto che gli attacchi da parte dei vari mass-media contro Benedetto XVI sono continui, ricordiamo come il Papa sia presentato spesso come integralista, in continua antitesi con la scienza, spesso lontano dai sentimenti e dai bisogni della gente, mentre invece in ogni visita pastorale e nei suoi viaggi abbondano i segni di attenzione alle singole persone e alle situazioni più difficili come accade normalmente anche nelle udienze del mercoledì. Nel 2005 ha incontrato in Piazza san Pietro i bambini della prima comunione, nel viaggio in Africa ha incontrato in Camerun i malati di AIDS e i disabili, in Brasile è andato a 150km da san Paolo per incontrare una piccola comunità di recupero per giovani tossicodipendenti, nel viaggio negli Stati Uniti ha incontrato i ragazzi e le famiglie vittime degli abusi sessuali, nel 2005 in vacanza in valle d’Aosta si fece raccontare da un bambino incontrato in una malga la mappa delle vette delle montagne, ma gli esempi potrebbero essere tantissimi.
Gli attacchi al papa, non possiamo dimenticare la strumentalizzazione di alcuni suoi discorsi o il mancato discorso alla Sapienza di Roma o il recente attacco del parlamento belga e dei ministri degli esteri francese e tedesco in occasione del viaggio in Africa, non vengono certo solo dal TG3 e chiaramente fanno parte di una strategia che tende a screditare la voce più autorevole in difesa dei deboli e della dignità umana e a difesa dei valori non negoziabili che lobbies internazionali per scopi ideologici ed economici continuano invece ad attaccare. Si attacca il Papa per screditare la Chiesa. A volte viene presentato come un Papa del passato, addirittura anticonciliare, proprio lui che del Concilio vaticano II fu un protagonista come consulente teologico dell'arcivescovo di Colonia (Germania) cardinale Frings, e poi come perito del Concilio. Proprio lui che ne ha rilanciato il messaggio e l’azione per esempio nel dialogo con le altre religioni anche se spesso invece troverete descritto Benedetto VXI come il Papa che divide, l’esempio è nel dialogo con l’islam che ha trovato tanti spunti sia a partire dal discorso di Ratisbona che nel recente viaggio ad Amman.
Ma nel servizio del TG3 sorprende il tono sprezzante. Come sempre presentano una “loro” realtà, ben diversa dal vero. Basta vedere il numero di copie vendute dei libri di Benedetto XVI e le folle che lo accolgono ovunque e partecipano alle sue catechesi del mercoledì (cifre record). Insomma stiano sicuri al TG3 ci sono tante persone interessate alla parole di Benedetto XVI. Noi siamo tra quei....4 gatti.

giovedì 9 luglio 2009

G8 nonostante i GUFI una preziosa occasione

Il G8 è iniziato da soloun giorno ma alcuni risultati appaiono chiari fin da subito.
L'Aquila e il suo terremoto sono stati portati all'attenzione di tutto il mondo altro che scomparse dall'agenda. Che dire delle visite all'aquila di Obama e della Merkel ad Onna dove ha omaggiato anche la lapide che ricorda la strage nazista del '44? E le promesse di soldi per recupero del patrimonio artistico?
Perchè poi non esaltare molto di più una delle caratteristiche e novità di questo G8: è una vetrina del made in italy.
Nelle camere allestite per il G8 c'è il meglio del design italiano, dai mobili, alle porcellane made in italy, servizi di tazzine, piatti ecc, pigiami Perla nuova collezione regalati in anteprima ai capi di governo, prodotti enogstronomici tutti rigorosamente made in italy, dai prodotti De Cecco con pasta e olio dop abruzzese (valorizzando cosi il territorio) alle mozzarelle di bufala (simbolo del made in italy nel mondo) al vino del Trentito Ferrari, il regalo che verrà dato ai capi di stato è un omaggio alla capacità creativa e artistica italiana (un prezioso libro su Antonio Canova con la copertina in marmo di Carrara) insomma una grande vetrina promozionale che potrebbe rilanciare l'immagine dell'Italia e delle sue grandi qualità...e poi dicono che l'organizzazione era pessima...
Sui contenuti, sono stati raggiunti accordi I cui effetti bisognerà valutare, ma certo ci saranno impegni verso I paesi poveri e proposte sulla crisi economica, tra l'altro le proposte del governo italiano sono state apprezzate e condivise da vari capi distato, forse non si raggiungerà un intesa sui nuovi limiti di CO2 da fissae per il 2050 ma chi ha detto che questo sia negativo, il protocollo di Kyoto non ha portato alcun vantaggio, ha richiesto costi enormi ed inoltre le cause antropiche non è certo che influenzino in maniera significativa I cambiamenti climantici, ègiusto impegnarsi per difendere il creato e ridurre l'inquinamento, tutt'altra questione sono I cambiamenti climatici su cui si sa troppo poco e sui quali anche la comunità scientifica è divisa. Al centro poi deve sempre rimanere la persona sia nelle materie economiche sia in quelle ambientali come ricordato anche nella recente enciclica del papa e forse questo vertice nei diversi aspetti che abbiamo sottolineato ha provato a raggiungere questo obiettivo. Certo non bisogna illudersi, anche duranti altri summit internazionali si sono presi molti impegni poi disattesi, la strada è lunga ma piccoli passi possono e debbono essere fatti e la dichiarazione economica comune approvata va in questa direzione: «No a protezionismi e attenzione alla persona».

mercoledì 1 luglio 2009

Guardiamo ai fatti

Si e' molto discusso sulla vita privata di Berlusconi. Chiediamo anche noi una condotta coerente con i valori difesi e una maggiore sobrietà, ma è chiaro l’intento di mettere in difficoltà il premier e il voto cattolico; chiediamo di evitare di fare i moralisti soprattutto da parte di chi per anni ha proposto modelli culturali basati sulla libertà sessuale o che ha attaccato con atti legislativi l’istituto della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna perfino cercando di legittimare unioni omossessuali. Ben più importante della vita privata dei politici è il loro operato e quello del governo, un politico si giudica innanzitutto da come amministra e legifera. Molti italiani si identificano con Berlusconi, il suo stile ha un riscontro anche nel modello proposto dai suoi media, proprio per la sua immagine vincente e diciamo godereccia e arzilla, quindi attaccarlo su questo si rivelerà inefficacie. Un nota ulteriore meritano l’attacco e le pressioni alla Chiesa perché intervenga e condanni Berlusconi, come ricordava M.Corradi su Avvenire, è molto strana questa richiesta di ingerenza, la Chiesa deve richiamare ad un giusto stile di vita (e lo fa continuamente), alla difesa dell’uomo e dei valori, condannare anche il peccato ma non scadere nel moralismo.
Ci chiediamo c’è nel panorama politico italiano un altro leader politico a livello nazionale in grado di garantitre stabilità e buon governo? che possa presentarsi anche come esempio nella vita privata e con un profilo politico legislativo coerente alla difesa della famiglia? Ci sembra proprio di no. Quindi per ora meglio Silvio.

Se i medici diventano “politici” sul fine vita

Il 13 giugno 2009 l’ordine Fnomceo (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri) ha votato un documento riguardante il fine vita e il testo di legge Calabrò fermo alla Camera.
La bozza del documento prevedeva di precisare la distinzione degli stati vegetativi dagli stati terminali anche riguardo ad alimentazione ed idratazione, mantenendo però il divieto di interruzione. Si è invece votato un documento il cui punto più discriminante è diventata la differenza tra alimentazione artificiale e naturale, con la possibilità di chiedere l’interruzione della prima con le DAT (Dichiarazione Anticipata di Trattamento).
Innanzi tutto ci stupisce che dei medici discutano la differenziazione tra due tipi di alimentazione, e ne traggano conclusioni diverse a seconda dell’una o dell’altra. Infatti lo scopo dell’alimentazione è nutrire e quindi a differenza di ciò che è indicato nel documento non può mai considerarsi una terapia, perché è un sostegno vitale e non può essere interrotta. Questo documento ha creato divisioni all’interno dell’ordine: non è stato votato da alcuni tra i più importanti e numerosi ordini provinciali. Ci sembra che si sia voluta esprimere una posizione per influenzare la discussione parlamentare, fornendo una base scientifica su cui basare future scelte politiche, ma questo documento non ha una base scientifica. Giustamente qualche giornale ha fatto notare che questa posizione degli ordini medici a favore di una pratica che apre all’eutanasia, come quella dell’interruzione dell’alimentazione, cambierà il rapporto di fiducia medico-paziente. Ne hanno tenuto conto i firmatari e proponitori di questo documento? Inoltre tale documento viola gli articoli 3 e 17 della deontologia medica e il documento di New York sulla Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili.
Abbiamo sostenuto fin dall’inizio dell’iter parlamentare la necessità di procedere celermente all’approvazione del ddl per evitare che potessero intervenire modifiche significative e peggiorative, una volta che l’emozione per il caso Eluana fosse scomparsa dalla memoria collettiva. Per motivazioni politiche, quali evitare fratture nella maggioranza durante la campagna elettorale, la discussione alla Camera è stata rinviata. Ora si dovrà procedere alla nomina del deputato che avrà funzione di relatore; questo passo determinerà e orienterà già l’esito e la direzione della discussione. Confidiamo comunque nella fermezza del Governo e del Ministro Sacconi, che ha riaffermato recentemente che l’indisponibilità di idratazione e alimentazione è un punto fermo della legge e non è negoziabile, come prioritario rimane nel ddl riaffermare il dovere di curare, vietare richieste con finalità eutanasiche, escludere richieste che pretendano di imporre al medico pratiche per lui inaccettabili in scienza e coscienza. Principi riaffermati dal codice di deontologia medica ed enunciati dal CNB nel 2003 e 2005 e già presenti nel ddl Calabrò negli articoli 3-4-7 approvati dal Senato.

giovedì 25 giugno 2009

RU486: Perché commercializzare un farmaco cosi pericoloso?

In questi giorni è stato comunicato che entro l’estate l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) potrebbe autorizzare la commercializzazione in Italia della Ru486, la pillola abortiva.
Il cosiddetto aborto chimico consiste nell’assunzione della RU486 per impedire l’annidamento o provocare il distacco dell’embrione dalla parete uterina agendo sugli ormoni femminili, e di una seconda pillola, quella del misoprostol, nome commerciale Cytotec, che stimola le contrazioni uterine per l’espulsione del feto. L’AIFA non ha mai registrato il Cytotec come stimolatore dell’utero, ma solo come farmaco antiulcera, verrebbe proposto come abortivo, contro le indicazioni della stessa casa farmaceutica che ha anche ufficialmente messo in guardia dal farlo. Nel sito della Food and Drug Administration (FDA, ente statunitense di vigilanza farmacologia) si legge che fra gli effetti da Cytotec, oltre che emorragie e stati di shock, c’è anche la morte della madre.

La verità sulla RU486 e l’aborto chimico, è la sua pericolosità per la salute della donna: sono più probabili infezioni batteriche, emorragie e shock settici, in relazione all’infezione dovuta al mancato raschiamento dell’utero dopo l’aborto che quindi rimane ricettivo nei confronti dei batteri. La RU486 danneggia il sistema immunitario della donna. Il tasso di mortalità nelle donne è dieci volte maggiore nell’aborto con l’uso della RU486, infatti il tasso di mortalità è di 1/100.000 contro 1/1.000.000 dell’aborto chirurgico (fonte New England Medical Journal 2005). Dolori e crampi, nausea, debolezza, cefalea, vertigini sono gli effetti collaterali più comuni riportati. La durata media del sanguinamento dopo l’utilizzo della RU486 è di 14-17 giorni. Proviamo a metterci nei panni di una donna, vi sembrano proprio effetti collaterali trascurabili?

La FDA dichiara i seguenti dati (2006): 950 effetti avversi, 9 casi di pericolo di vita, 116 trasfusioni di sangue, 88 infezioni, 6 eventi trombotici, 232 casi di ospedalizzazione. Nel 2006 sono stati effettuati in Toscana 394 aborti farmacologici che hanno richiesto 65 interventi chirurgici (16,5%). Pensate al dramma di queste donne che comunque alla fine hanno dovuto ricorrere d’urgenza ad un intervento chirurgico.
Per qualsiasi farmaco che nel foglietto illustrativo riportasse tali controindicazioni l’opinione pubblica dovrebbe essere allertata e probabilmente la vicenda susciterebbe molto clamore, invece tutto procede nel quasi generale silenzio della stampa. Si dirà che ne è già consentito l’uso in altre nazioni europee, ma non in tutte, inoltre le due condizioni per il mutuo riconoscimento del farmaco non sono verificate vista la mancanza di urgenza di cura e che non mancano alternative infatti l’aborto è già praticato in Italia, allora non si comprende perché questo dovrebbe spingerci ad adottare un farmaco con tale pericolosità. Perché tutte queste pressioni? Le motivazioni sono a nostro avviso di diverso tipo, c’è sicuramente una componente ideologica e politica di chi continua a voler estendere la pratica dell’aborto e questo strumento presentato come “facile ed indolore” tende certamente a banalizzare l’aborto, renderlo un fatto privato, non considerarlo come un problema sociale, risulterebbe difficile anche quantificare il numero di aborti. C’è poi da considerare il continuo aumento dei medici che si dichiarano obiettori di coscienza e questo sarebbe un modo per aggirare il problema ma soprattutto andrebbe nella direzione di una deresponsabilizzazione dei medici e delle strutture sanitarie, l’aborto tornerebbe ad avvenire col passare del tempo al di fuori degli ospedali, con tutti i rischi anche medici sulla salute delle donne.
Certamente significativo è poi l’aspetto economico che non è certo l’ultimo degli elementi che spingono al riconoscimento di questo farmaco. Ogni tentativo di prevenire l’aborto sarebbe poi impedito dalla mancanza del colloquio preventivo. La donna sarebbe lasciata sola nella decisione di assumere le pillole abortive e si caricherebbe su di essa tutta la responsabilità dell’aborto gravando psicologicamente sulla donna che ingerita la seconda pillola attenderebbe a casa il drammatico evento dell’espulsione del feto/bambino: nel 56% delle donne si associa ad una maggiore frequenza di effetti psicologici negativi (incubi, flashbacks, pensieri intrusivi relativi all’esperienza).

È necessario rimettere al centro la verità, è necessario un intervento che ne impedisca la commercializzazione in Italia. Dobbiamo rimettere al centro anche la salute della donna che non viene per nulla tutelata e la difesa della vita fin dal concepimento.

martedì 9 giugno 2009

Commento alle elezioni europee

Le elezioni europee hanno confermato il centro destra in Italia e il PPE i Europa dove è da notare il drastico calo in particolare in Germania e Francia e Inghilterra dei socialisti.

In un periodo di crisi economica i vari governi europei sono stati fortemente penalizzati ( vedi Spagna,UK, Grecia, Ungheria). Solo in Francia, Italia e Polonia viene confermata la maggioranza di governo. In questo ha sicuramente svolto un ruolo importante la personalità dei due leader Sarkozy e Berlusconi (diverso il discorso per la Polonia), che appaiono come figure che rappresentano elementi di stabilità e di operatività al governo, anche verso la crisi economica.

In Italia i comunisti escono anche dal Parlamento europeo e ne siamo felici, e anche i radicali anche se preoccupa il loro 5,5% a Milano città. Si possono considerare vincitori di queste elezioni la Lega e l’IDV che ha rubato voti al PD che cala di molto nonostante i suoi dirigenti si rifugino nel dire che in Europa ad altri è andata peggio. Certo il PDL non ha sfondato la soglia del 40% e si è fermato al 35% questo dovuto soprattutto alla astensione al sud e alla crescita della lega al nord. Questo ridimensiona in parte il ruolo del PDL nel PPE non riuscendo a superare per seggi la CDU della Germania e come percentuale il PP della Spagna che supera il 40%.
La lega non supera il PDL né in Lombardia né i Veneto e questo è un buon risultato per il pdl e rimette in gioco le candidature delle regionali dell’anno prossimo.

In queste elezioni si sono potute esprimere le preferenze e questo ha consentito di scegliere la persona che meglio ci rappresenta in termini di valori e idee, anche all’interno dello stesso schieramento dove diverse anime sono contemporaneamente presenti.

Nel PDL i più votati dopo Berlusconi sono La Russa(220000) e Mario Mauro (158000), il che dice che le preferenze vanno alle parti del PDL più compatte e organizzate, cioè l’area ex AN e l’area formigoniana-CL. In altre regioni prendono tantissime preferenze e vengono eletti candidati fortemente radicati nel territorio oppure persone caratterizzate da scelte di vita forti come Magdi Cristiano Allam e Carlo Casini. Certamente hanno contato le persone e l’appartenenza al territorio e questo si è visto anche nel voto della Lega e dovrebbe essere un indicatore per il PDL chiamato ad aumentare i legami col territorio se vuole poi influire anche culturalmente e nelle elezioni locali come dimostra anche il voto della provincia di Milano.

Rimane il rammarico che si sia parlato troppo poco di Europa. La burocratizzazione dell’Europa inoltre ha favorito quel distacco tra la gente e le istituzioni europee che si è concretizzato nella forte astensione/disinteresse verso le elezioni europee ma ha anche favorito movimenti euro scettici. L’Europa ha bisogno di riscoprire la sua identità e gli ideali che hanno portato i fondatori ad unirsi per costruirla. Progettare il suo futuro, rimettere al centro la persona, lo sviluppo, politiche veramente comunitarie per risolvere insieme le sfide che ci attendono. è necessario riscoprire ciò che ci unisce e rimetterlo al centro della costruzione della casa Europa.

Il ruolo della scienza

Due fatti avvenuti in Europa, in Spagna e in Svezia, ci hanno colpito di recente.
Il primo è la dichiarazione del Ministro per le pari opportunità del Governo Spagnolo, Bibiana Aido, che ha affermato: "Un feto di 13 settimane è un essere vivente ma non un essere umano", "Un essere vivente, ovviamente, ma è chiaro che non si può parlare di un essere umano perché ciò non ha alcuna base scientifica". La cosa più sconcertante è che a supporto della sua affermazione ha portato un documento firmato da diversi scienziati. Non è la prima volta che alcuni scienziati, per sostenere alcune idee politiche, negano la verità scientifica: anche in Italia capitò, durante la campagna elettorale in occasione del referendum per la Legge 40, sentire da un noto medico milanese affermare che non c’era alcuna differenza tra l’embrione di uno scimpanzé e quello umano. Ma è doveroso ricordare che fin dalla prima cellula l’embrione umano ha 46 cromosomi e questo lo caratterizza come essere umano; che fin dalla prima cellula il DNA è definito e questo ci dice che è un essere unico e irripetibile, e che dopo 8 settimane tutti gli organi nel feto sono già presenti. Ma la scienza dovrebbe tutta ribellarsi ad un suo uso strumentale contro la vita: è a scapito dell’autorevolezza degli scienziati e dei medici non riconoscere le verità scientifiche, e dileggiarle con menzogne a soli scopi ideologici. Dovrebbe essere impossibile falsificare la verità se tutti fossimo impegnati a dimostrare quando viene alterata, se tutti fossimo più consci della gravità di certe affermazioni; a tutti noi rimane il compito di conoscere e informarci.

Naturalmente l’uso o la modifica di definizioni serve al ministro spagnolo solo come giustificazione della legge che apre le porte ad aborti indipendentemente dalle cause che spingono a chiederli sotto le 13 settimane. La negazione della verità è il punto di partenza per affermare le ideologie; quella sull’aborto è certamente una menzogna, e c’è chi cerca di sostenerla a scapito dell’evidenza che le nuove scoperte scientifiche ci hanno fornito. Pensiamo all’ecografia che ci mostra la vita umana crescere e svilupparsi fin dal concepimento; oggi poi attraverso ecografie tridimensionali abbiamo scoperto che il feto sa sorridere, tra due gemelli ci sono fin dall’inizio scambi di gesti affettuosi, conosciamo il DNA e la mappa del genoma e sappiamo che sono già presenti nella prima cellula, sappiamo che la mamma e il bambino (avete mai sentito dire ad una mamma o a una persona: “Aspetto un embrione o un feto”?) comunicano fin dall’inizio, sappiamo che il bambino nella pancia sa riconoscere la voce della mamma e del papà. Insomma una serie di evidenze che solo con l’uso della ragione ci portano a scoprire la verità. Oggi in un mondo dominato dal relativismo si mette in dubbio l’esistenza stessa di una verità comune e oggettiva, si tende a confondere le coscienze delle persone attribuendo quasi un’etichetta di integralista a chi invece ne riafferma l’esistenza. La legittima pluralità di posizioni non deve cedere il posto ad un indifferenziato pluralismo, all'assunto che tutte le posizioni si equivalgono; deve rimanere un riferimento a valori comuni e a una verità assoluta per tutti.