giovedì 18 giugno 2015

La Corte Costituzionale apre alla selezione eugenetica

La Corte Costituzionale ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha autorizzato le coppie sterili ad utilizzare la diagnosi pre-impianto (Dpi), e ha consentito la selezione degli embrioni sani nel caso di coppie fertili, ma suscettibili di trasmettere al figlio una malattia ereditaria.

Ancora una volta i diritti del bambino non sono stati tenuti minimamente in conto, eppure l’articolo 1 della stessa legge 40/2004 afferma che la legge assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compresi quelli del concepito.

Sorprendono le motivazioni della sentenza .......Leggi il nostro articolo su CulturaCattolica

martedì 16 giugno 2015

L’Europa è alla prova di maturità.

Tre sono i temi in cui l’Europa è di fronte a sfide che ne segneranno il suo futuro : la Grecia, l'immigrazione, la Russia.
 
Su Grecia e immigrazione sembra esserci una spaccatura tra centro-nord Europa e sud Europa: la Grecia e l'Italia sono accumunate sia dal problema dell'immigrazione, sono infatti i due paesi con maggior attracchi di barconi della speranza, sia dai problemi di bilancio legati ad un debito enorme. Poi ci sono altri paesi in cui gli aiuti e finanziamenti internazionali hanno già dovuto supplire a gravi problemi economici e di bilancio: Spagna, Portogallo ma a dire il vero anche l’Irlanda. Sembra che i paesi del nord siano quelli del rigore caratterizzato anche da un po’ di egoismo mentre quelli del sud siano quelli che non sanno risolvere i problemi. In realtà sono vere entrambe le cose, certo i paesi del nord tendono a considerare i paesi del sud come un problema e spesso sono poco solidali ma è anche vero anche che i paesi del sud tendono a scaricare la loro inefficienza, a volte anche con furbizia, sui paesi del nord. Vediamo la Grecia, ha sicuramente delle ragioni sulla durezza dell'austerity che gli è stata imposta ma il fatto che il governo Tzipras cerchi di guadagnare tempo facendo promesse e poi non mantenendole o cercando di ricattare l'Europa con la paura del grexit, la rende meno credibile e indebolisce il rapporto di fiducia. Lo stesso si può dire dell’Italia sugli immigrati, certo l'Europa ha finora poco o nulla per aiutare l'Italia e sarebbe giusto fare una politica europea sull’immigrazione che responsabilizzi tutti i paesi, ma la furbizia italiana di non registrare gli immigrati, come prevedono i trattati sui confini esterni della Ue, per spingerli a passare i confini con Francia e Austria non può che far divergere i vari paesi invece che unirli. E’ vero infatti che immigrati giunti sulle coste italiane vogliono in gran parte andare in nord Europa dove hanno loro parenti e comunità, questo va detto favorirebbe anche la loro integrazione e lenirebbe il disagio sociale dovuto allo stato di sbandamento che invece soffrono in Italia.

Insomma per superare queste prove ogni paese europeo deve ritrovare il senso di solidarietà e di comunità che oramai appare perso ma anche di rispetto delle regole. Bisogna ciò ricominciare a fidarsi uno dell’altro.

Il discorso appare diverso per il caso della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia. L'Europa va in ordine sparso e tende ad assecondare la nuova politica espansionistica americana. Certo non bisogna sottovalutare il nuovo clima in Russia e le conseguenti paure, anche giustificate, dei paesi baltici e dell'est, ma ci chiediamo, sono gli Usa che devono decidere la politica della Ue con la Russia? Gli americani hanno interessi diversi dai nostri sarebbe ora di fare una vera politica estera europea.
 
Ecco in fondo è questo che manca ancora una volta è un senso di comunità, ogni paese invece pensa a se e ai suoi interessi nazionali. Così ci sarà sempre meno dialogo e fiducia reciproca e l'Europa sarà spinta alla crisi da questi tre grandi problemi.

mercoledì 10 giugno 2015

Immigrazione: da emergenza senza controllo a progetto di accoglienza

In Italia è sempre all'ordine del giorno la polemica sul tema immigrazione. Certo bisogna essere ciechi per non capire che è un fenomeno imponente e che neanche si fermerà subito, causato da guerre e situazioni economiche e sociali che dal nordafrica al medioriente alla Nigeria all'Eritrea è ormai un esodo. Alcune immagini e episodi dovrebbero però far riflettere:
  • il 7 giugno in un solo giorno sono stati salvati da navi di tutta Europa 4000 migranti a bordo di svariati gommoni e barche : c'è chi queste partenze le gestisce e ci guadagna, bisogna colpire la rete di mercanti di uomini. Ogni azione imporrà di risolvere il problema della Libia scatenato da un'avventura militare di Gran Bretagna e Francia e Usa.
  • da alcuni paesi si potrebbe fermare l'esodo se a livello internazionale si intervenisse, vedi la dittatura in Eritrea ma anche Boko Aram in Nigeria, più complicata la situazione della Siria
  • i migranti non arrivano dal mare solo in Italia, è notizia di questi giorni di migliaia di migranti nelle isole greche quindi gli italian dovrebbero pensare che non siamo gli unici che hanno questa immigrazione e noi forse dovremmo capire che bisogna decidersi a organizzare un vera accoglienza.
  • gli scandali anche di Roma mostrano come sull'emergenza immigrati ci sia chi ci guadagna, serve una politica di accoglienza seria non subappaltata
  • le stazioni ferroviarie di Ventimiglia Milano e Bolzano si riempono di immigrati che il Governo lascia arrivare dalla Sicilia senza prendere i dati con la speranza che passino la frontiera e siano un problema in meno, questo dovrebbe far capire anche le reazioni dei paesi europei, infatti Francia e Austria in testa stanno rimandando indietro i migranti, inoltre dovrebbe far smettere la propaganda che rimangono tutti in Italia cosa non vera.
Insomma dobbiamo organizzare strutture e e piani di accoglienza ma anche regole per i migranti.
Questo è un fenomeno che aumenterà e non si fermerà, non si può rimanere solo sull'emergenza, si chiedano all'Europa soldi e si velocizzino le pratiche per la verifica dei diritti di rifugiato. Diritti inalienabili.

giovedì 21 maggio 2015

I vescovi bocciano il reddito minimo. No all'assistenzialismo

Parole chiare quelle del Papa e della CEI che arrivano dall'assemlea della CEI.
«Accompagnare è la parola che il Papa ha detto a noi vescovi, la diciamo alla società». Accompagnare alla formazione, ad un lavoro, evitando «progetti di assistenzialismo».
«Bisogna fare in modo che ci siano iniziative di sostegno per chi perde il lavoro, ma sempre finalizzate ad accompagnare, in modo che non si precipiti nel buco nero della povertà».
E' noto da varie esperienze di microcedito che hanno aiutato e si sono imposte come modello nei paesi in via di sviluppo, che i sussidi solo di tipo assisteziale più che incoraggiare uno sviluppo riducono la spinta motivazionale a reagire alla povertà, tipico appunto dell'assistenzialismo.
Questo ovviamente non significa abbandonare e dissinteressarsi di chi è al margine della soietà e nella povertà.
Non servono per loro «progetti di assistenzialismo» dice la CEI, ma piuttosto «il punto nodale sta nell’aiutarli ad elaborare e attuare un loro progetto di autopromozione che valorizzi anche le loro capacità».

Lo scontro tra Slow Food e McDonalds segno di un pensiero che si vuole imporre come unico

In questi giorni ad expo c'è stata la polemica tra Carlo Petrini, di Slow Food e McDonald's.
Petrini ha criticato la presenza all'Esposizione di McDonald's.
McDonald's, ha cosi replicato "Ci domandiamo perché chi proclama l’importanza della biodiversità non accetti poi l’idea della diversità dell’offerta e soprattutto non dimostri rispetto per la libertà e la capacità di scelta delle persone", NOI condividiamo assolutamente questa replica.
Il prolema di Slow Food non è ciò che sostiene ma il fatto che propone la sua prospettiva come l'unica possibile, tendendo quindi ad una deriva ideologica in cui si vuole imporre un pensiero unico. Inoltre va ricordato che il modello Slow Food non rappresenta affatto una soluzione per i paesi dove si soffre la fame.

domenica 3 maggio 2015

Una vergogna le violenze dei no expo: erano davvero inevitabili?

Una vergogna le violenze dei no expo il 1 maggio a Milano

un video degli incidenti a Milano il 1 maggio

erano davvero così imprevedibili e inevitabili gli incidenti di Milano il 1 maggio del corteo No expo?
non ci pare visto che da settimane c'erano articoli sui giornali di estremisti che sarebbero arrivati a Milano solo per sfasciare il giorno dell'apertura dell'Expo. E che dire delle perquisizioni e dei fermi fatti nei giorni precedenti nelle case occupate al Giambellino  in alcuni centri sociali?

Visto che si sapeva delle complicità in loco e che si era certi che sarebbero successi incidenti
ci chiediamo

non si poteva evitare il tutto vietando la manifestazione?