giovedì 27 marzo 2025

A Gaza tornano le bombe ma la novità sono le manifestazioni contro Hamas




 A Gaza purtroppo sono tornate bombe e riecheggiano le armi. Israele eHamas come forse era prevedibile non hanno trovato un accordo per proseguire la tregua e passare alla fase due. In questa fase anche il giverno israeliano ha una fase responsabilità.

Con le bombe sono tornate le morti di civili innocenti e inermi compresi molti bambini. 

Basta, diciamo basta! Tacciano le armi e si trovi una soluzione negoziale he non può essere la rioccupazione si Gaza da parte israeliana. nemmeno può essere l’esodo forzato dei palestinesi.

In questi giorni la notizia più importante arriva proprio dai palestinesi che con coraggio stanno incominciando piccole ma significative manifestazioni contro Hamas. Un segnale importante che potrebbe rappresentate una svolta.



mercoledì 19 marzo 2025

La nostra Europa é quella di De Gasperi


Ogni opinione politica ha la sua dignita sia chiaro. Ogni famiglia politica storica ha i suoi leader storici e i suoi riferimenti culturali.

La storia però deve essere raccontata bene e non strumentalizzata a fine politici o peggio partitici. 

Alle origini dell’Europa sicuramente ci sono diverse visioni culturali e politiche e ognuna di esse aveva un progetto politico.

Va pero detto il vero, l’Europa é figlia della visione politica di tre grandi statisti, Schumann, Adenauer e De Gasperi tutti cristiani, non é stata creata dai socialcomunisti di Ventotene.

Benissimo ha fatto Giorgia Meloni a ricordare la verità, riaffermare una visione politica e riaffermare una eredità politica. 

Non c'è nessuna vergogna nel dire che L'Europa che vogliamo e a cui ci ispiriamo é  quella di De Gasperi e non coincide col progetto di Ventotene.

De Gasperi avrebbe rigettato l’idea di una Europa burocratizzata guidata da tecnocrati e probabilmente anche l'idea di una Europa militarizzata. Al centro dell’Europa che vogliamo, ci deve essere poi la difesa dei diritti “non negoziabili” e della dignità di ogni persona, che proprio la cultura umanistica e cristiana hanno valorizzato nella storia europea. Politica, Economia, Religione e Cultura sono come le 4 gambe di una sedia, l’Europa, che se ne perde una non sta più in piedi. Gli errori e la euro burocrazia asettica che pensa di costruire un’Europa senza etica e qualche volta contro l’etica e senza radici sono certamente da condannare.



De Gasperi all’ASSEMBLEA DEL CONSIGLIO D’EUROPA (Strasburgo, 10 dicembre 1951) sembra attualissima “Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali si incontrino, si precisino e si animino in una sintesi superiore – non rischieremo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale? potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva quale appare in certi periodi del suo declino il Sacro Romano Impero. In questo caso le nuove generazioni, prese dalla spinta più ardente del loro sangue e della loro terra, guarderebbero alla costruzione europea come ad uno strumento di imbarazzo ed oppressione. In questo caso il pericolo di involuzione è evidente. Ecco perché, pure avendo una coscienza chiara della necessità di creare la costruzione, noi giudichiamo che in nessun momento bisognerà agire e costruire in maniera che il fine da raggiungere non risulti chiaro, determinato e garantito.”

mercoledì 5 marzo 2025

Diciamo no al riarmo e all'aumento delle spese militari


Con l’arrivo di Trump e la sua svolta sulle condizioni per continuare a difendere l’Europa e soprattutto nel suo impegno per porre fine alla guerra in Ucraina, l’Europa si trova a dover affrontare il problema della propria difesa.  

Trump ha chiesto ai paesi membri dell'Alleanza atlantica di aumentare le proprie spese in difesa fino al 5% del loro PIL. Una cifra irraggiungibile francamente e che non troverebbe nemmeno l’industria europea pronta per rispondere alla richiesta di investimenti col conseguente risultato che molti di questi investimenti finirebbero in realtà per finanziare l’industria militare americana.

In questi giorni in cui Trump mostra di voler arrivare ad un accordo con la Russia per porre termine alla guerra in Ucraina, in effetti è oggi impossibile pensare ad un ripiegamento delle truppe russe, l’Europa si sente minacciata, così almeno dicono i suoi vertici: “viviamo in tempi molto pericolosi” …… “la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo reale”. Ci domandiamo come pa Russia che bin é riuscita a conquistare il Donbass in 3 anni possa rappresentare una reale minaccia per lEuropa.

Ursula von der Leyen, ha presentato a Bruxelles il piano “Rearm Europe”, che prevede investimenti per 800 miliardi di euro destinati al rafforzamento militare dei Paesi membri. Il ministro dell’economia italiano Giorgetti si è detto contrario affermando che “la difesa e sicurezza europea implica un programma ragionato meditato di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso, e non fatto in fretta e furia senza una logica”.

Francamente piuttosto che parlare di massicci investimenti andrebbe prima affrontato il discorso di uniformare i sistemi di difesa dei vari stati unendo gli sforzi in ricerca e sviluppo ed eliminando doppioni e sprechi. Ma il punto vero non è questo, il punto è che una economia di guerra dura solo se c’è la guerra e non è un investimento a rendere.

Oltretutto la proposta della von der Leyen intende escludere dal patto di stabilità le spese militari, intende essere un investimento a debito, con prestiti per 150 miliardi di euro da parte dell’UE e con fondi strutturali da finanziare.

Diciamo no, riteniamo inopportuno parlare di riarmo.

Inoltre, Perché per le spese militari si può derogare al patto di stabilità e per le spese sanitarie o sulle infrastrutture civili necessarie allo sviluppo economico no? 

domenica 2 marzo 2025

Il governo Meloni vuole il nucleare

 Il governo Meloni dopo aver varato degli aiuti per famiglie e imprese per attenuare gli effetti del caro bollette ha varato un importante ddl volto a cercare di dare maggiore autonomia energetica all’Italia. Infatti pur avendo l’Italia differenziato negli anni i fornitori di gas, pur avendo come negli ultimi mesi rafforzato rapporto di cooperazione con gli Emirati Arabi Uniti per nuovi progetti in campo energetico rimane molto penalizzante a rispetto agli altri paesi sul costo dell’energia.

E allora ecco il del sup nucleare con l’obiettivo di iniziare una produzione a partire dal 2030.
Il governo punta sui piccoli reattori modulari di terza generazione avanzata. Una scelta coraggiosa, quella del nucleare,  "al fine di garantire energia sicura, pulita, a basso costo”.

Il ddl poi vuole regolamentare lo stoccaggio delle scorie e la gestione degli impianti è a valorizzare le competenze delle aziende italiane che sono protagoniste in questo settore già all’estero.

Lo scontro tra Trump e Zelensky e ipocrisia Europa

 


Il presidente Trump e il Vicepresidente Vance degli USA hanno avuto un clamoroso e duro scontro col presidente ucraino Zelensky durante un incontro alla Casa Bianca, é apparso chiaro che l'amministrazione Trump non appoggia più la guerra in Ucraina e segna una rottura rispetto alla amministrazione Biden. Trump come ga detto sia in campagna elettorale sia sin dall'inizio del suo mandato  considera persa la guerra, in questo dice la verità perché nessuno può oggi costringere la Russia ad abbandonare i territori occupati. I modi di Trump appaiono bruschi e forse inadeguati, sicuramente é perentorio e un po’ prepotenti ma sicuramente oggi é il solo a leggere realisticamente la situazione.

L’Europa ancora una volta si straccia le vesti e proprio oggi di riunisce a Londra insieme anche a Canada e Turchia per discutere come procedere ma deve ammettere di non avere una soluzione. 

Trump vuole imporre un cessate il fuoco e ha ragione, bisogna fermare la guerra, i morti e la escalation.

Certamente umiliare il presidente ucraino potrebbe  essere controproducente ma Zelensky deve accettare una trattativa, come ha ricordato anche Vance le difficolta dell’Ucraina sono crescenti e non ha più nemmeno molti uomini da mandare al fronte, la sua situazione é critica e come ha detto esplicitamente Trump non ha molte carte da giocare.

Bene ha fatto il governo italiano a reagire con calma puntando sull’unita con gli USA invece di prenderne le distanze.

La posizione di chi fa appello alla unita dell’Europa appare ipocrita: l’ Europa nella politica estera non esiste é solo una unione di tipo economico, nel caso specifico dell Ucraina poi ha dimostrato di non avere una soluzione e interessi molto diversi.

martedì 25 febbraio 2025

Crisi nel Kivu e massacro di cristiani


Nelle ultime settimane è esploso il conflitto nella regione del Kivu che vede contrapposte milizie armate sostenute dal governo del Rwanda e il governo della Democratica del Congo a cui la regione appartiene. Al centro della disputa il controllo delle miniere di minerale preziosi in particolare di coltan minerale utilizzato nell’industria elettronica.

Da rapporti internazionali risulta che il Rwanda sia uno dei maggiori esportatori di coltan pur non avendo questo minerale presente nel suo territorio, confermando cosi il suo coinvolgimento della regione del Kivu che ne è invece ricca.

Dall'inizio della crisi sono quasi 7000 i morti.

A margine di questa disputa si registra il massacro di oltre 70 cristiani che sono stati massacrati da un gruppo terroristico

proprie case.

islamista come riporta l'associazione Aiuto alla Chiesa che SoffreLa violenza è avvenuta in una chiesa protestante a Maiba, vicino a Lubero, nel Nord Kivu. Donne, bambini e anziani sono stati brutalmente uccisi.

Questo massacro si aggiunge alla già grave crisi umanitaria nella regione, con combattimenti tra gruppi armati che hanno costretto migliaia di persone a fuggire dalle proprie case.

La terribile notizia mette in evidenza ancora una volta la selettività dei mass media che non ne hanno assolutamente parlato, i cristiani massacrati non fanno mai notizia.


domenica 23 febbraio 2025

Voto in Germania vince il centro-destra

 


Oggi si sono svolte in Germania le elezioni politiche per il rinnovo del parlamento e quindi del giverno.

Il primo dato sorprendente é il record di affluenza intorno all84% che legittima pienamente i vincitori della CSU-CDU che arrivano intorno al 30% dei voti. 

Perdono nettamente i partiti che hanno governato con la SPD intorno al 16%(-9%) u liberali che resteranno probabilmente fuori dal parlamento essendo sotto la soglia del 5% e i Verdi che si fermano poco sopra il 12%.

Come previsto gli altri vincitori delle elezioni sono 2 partiti estremisti: la AFD che diventa il secondo partito col 20% dei voti, un risultato clamoroso che dice molto del malcontento presente in Germania sia verso gli immigrati (tema che ha dominato la campagna elettorale) ma anche verso i partiti tradizionali in una Germania in profonda crisi economica. L’altro partito é estrema sinistra della Linke che raddoppia i voti arriva all’8% tornando cosi in parlamento dopo 4anni.

Il governo a guida CDU-CSU sarà per forza di coalizione e non sara facile da comporre , vedremo.