lunedì 29 febbraio 2016

Il caso Vendola svela tutte le ipocrisie del DDL Cirinnà

Ancora un caso di utero in affitto, questa volta clamoroso in termini politici e mediatici perché coinvolge il leader di SEL Vendola. Ancora una volta una coppia gay che pretende un figlio e lo ottiene tramite l'utero in affitto pagando più di 100mila euro a una donna di origini indonesiane che non potrà tenere il figlio che ha partorito, un figlio a cui verrà negata quindi la mamma.


Ovviamente in questo caso tutto viene ancora presentato come se fosse normale che due uomini possano avere un figlio. Impossibile lo sappiamo tutti ma i giornali titolano Vendola diventa papà, eppure non si capisce a che titolo lo chiamino "figlio" di Vendola, visto che il piccolo con lui non ha niente a che fare: probabilmente perché Vendola ha messo i soldi, infatti il bambino è biologicamente figlio solo del compagno di Vendola ed è come detto partorito da una donna indonesiana.


Ci piace citare quanto detto e scritto dal giornalista Mario Adionolfi che su Facebook ha scritto: «Nato da una mamma californiana, porta il cognome del compagno, i 135mila euro li ha messi Vendola. Auguri Tobia, piccolo reso orfano di madre perché due ricchi "di sinistra" hanno deciso così senza chiederti nulla, considerandoti una cosa acquistata e dunque cosa loro, loro proprietà a cui imporre l'assenza dell'unica persona di cui un bimbo così piccolo ha totalmente bisogno: la mamma».



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