martedì 21 novembre 2017

Se il futuro e gli equilibri dell'Europa si scelgono coi sorteggi

Ieri l'Europa ha deciso le nuovi sedi delle agenize del farmaco e bancaria.
Le decisioni che portano l’Agenzia del farmaco ad Amsterdam e quella bancaria a Parigi è stata affidata dopo vari turni di voto ai sorteggi per decidere il proprio futuro. E' davvero assurdo, una incapacità di decidere, una fuga dale responsabilità. Decidere il future ddi migliaia di posti di lavoro e di miliardi di investimenti con sorteggio è grottesco.

Detto questo si può aggiungere in particolare per l'EMA che si evidenzia come il blocco nord europeoo si è confermato compatto e unito, e contrario all'Italia. Qualche riflessione questo dato la meriterebbe.

lunedì 20 novembre 2017

Per la Germania incomincia una fase di instabilità politica

A due mesi dalle elezioni legislative sono fallite nel corso dell’ultima notte le consultazioni per la formazione di un governo nero-giallo-verde, la cosiddetta coalizione giamaicana Per la Germania si apre una strada inesplorata di instabilità politica. Per Angela Merkel ed il suo partito rimangono aperte 3 possibilità per continuare a governare sono assai ridotte quanto improbabili. Un governo di minoranza fra Cdu-Csu e Verdi, una riedizione della Grande coalizione con l’Spd guidata però in questo caso da un altro cancelliere come possibile concessione ai socialdemocratici o appunto le elezioni anticipate dall’esito a questo punto imprevedibile.

Le parole del Papa sul fine vita sono inequivocabili


Papa Francesco ha ribadito quanto la Chiesa ha sempre affermato , il Santo Padre ricorda quanto sia “moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico" secondo il principio della proporzionalità delle cure. Ribadisce chiaramente il no all’eutanasia e “l’imperativo categorico” “di non abbandonare mai il malato”. Ha ricordato poi l’importanza delle medicina palliativa che “riveste una grande importanza anche sul piano culturale, impegnandosi a combattere tutto ciò che rende il morire più angoscioso e sofferto, ossia il dolore e la solitudine”. Ha ricordato infine che “lo Stato non può rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti, difendendo la fondamentale uguaglianza per cui ciascuno è riconosciuto dal diritto come essere umano che vive insieme agli altri in società”.

Ogni lettura diversa del discorso del Papa, c’è chi addirittura parla di svolta, è del tutto falsa e strumentale.
 
E' del tutto improprio leggere questo intervento del Papa come qualcosa riferibile alla proposta di legge in discussione al Parlamento. Il Papa è intervenuto in occasione del convegno sul “fine vita” promosso dalla Pontificia Accademia. Quanto afferma poi è in notevole contrasto all'idea che è alla base della proposta di legge.
 
L’accanimento terapeutico e il suo rifiuto sono già possibili e regolamentati non serve una nuova legge. La legge sul TESTAMENTO BIOLOGICO E DISPOSIZIONI DI FINE VITA ha ben altre finalità.

Noi diciamo che Il vero atto di rispetto e di civiltà andrebbe indirizzato a fornire il più ampio sostegno alle famiglie per prendersi cura (che non significa solo la medicalizzazione della malattia) della persona malata e non per dare la morte. Anche i recenti dati dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano certificano che queste richieste di porre fine alla propria esistenza anzitempo sono rarissime. I malati desiderato essere curati e accompagnati. Come ha anche ricordato il Papa citando al storia di un sacerdote, 65enne più o meno, che scopertosi ammalato è stato accompagnato dal suo medico, un esempio di quell'alleanza medico paziente che invece la legge sulle "disposizioni" di fine vita mette in pericolo.
 
 
 

giovedì 16 novembre 2017

Clima i soliti allarmi catastrofici



 

 
15.000 scienziati lanciano l'allarme, tra cui anche molti Nobel, avvertono che nel giro di una o due generazioni avremo imboccato una strada irreversibile verso l'autodistruzione dell'umanità causata dai cambiamenti climatici.

Nei giorni scorsi la stampa ha enfatizzato la notizia che abbiamo raggiunto il  valore massimo dei livelli di concentrazione di CO2.

Ancora allarmismi e catastrofismi. Spiace dire che questo potrebbe fare molto male alla scienza, affermazioni espresse con tale certezza con modelli del tutto di incerta validità sono davvero pericolosi. Ricordiamo solo il caso più clamoroso di qualche anno fa: il Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico dell'Onu (Intergovernmental Panel on Climate Change o Ipcc) nel 2007, lo stesso anno in cui vinse il premio Nobel insieme all'ex vicepresidente Usa Al Gore, aveva infatti sostenuto che "molto probabilmente" i ghiacciai dell'Himalaya sarebbero scomparsi nel 2035. Solo 3 anni dopo il clamoroso annuncio, il 20 gennaio 2010 la stessa task force Onu sul clima ha dovuto ammettere che non c’erano basi scientifiche per affermare che nel 2035 non ci sarebbero stati più i ghiacchiai dell'Himalaya se il riscaldamento del pianeta continuava agli attuali ritmi.

Certo poi ci si dimentica che in realtà ci sono premi nobel come Rubia e molti scienziati che contestano dati cosi allrmanti ma nei media appare sempre che la comunità scientifica è compatta. 

Ovviamente non poteva mancare in questo trionfo di allarmi anche quello sulla crescita demografica, per questi scienziati è necessario ridurre il tasso di crescita della popolazione umana. Queste previsioni già evocate negli anni 60 hanno già dimostrato di non essere corrette. Il vero problema invece è quello di un'equa distribuzione dei beni. Guarda caso la Cina che ha applicato terribili politiche di controllo delle nascite con aborti e sterilizzazione forzate oggi abolisce quella politica del figlio unico perchè ha creato un grave problema di decrescita demografica con un numero di donne bassissimo rispetto agli uomini...e la crescita economica con tanti vecchi e pochi giovani è insostenibile. Inoltre rimarrebbe il problema di chi deve decidere chi è quanti figli bisogna avere? Oppure bisognerebbe ammettere che i poveri non devono avere figli?

 

Terminiamo infine sui livelli di CO2. I livelli pre e post industriali non correlano l’ipotesi della causa antropica. O ancora L’aumento della CO2 non ha solo effetti negativi, ma anzi anche molto positivi come la produttività agricola. O ancora quali sono le cause dell’aumento della CO2? Le emissioni dovute ai inquinanti di origine fossile sono molto più alte nell’emisfero nord che in quello sud eppure non si registra un aumento della CO2 significativamente diverso tra i due emisferi. All’aumento esponenziale non corrisponde l’equivalente aumento dei dati della temperatura. In epoche remote l’aumento della temperatura non si registrò in corrispondenza di un aumento della CO2. Come non tenere conto della ciclicità delle temperature, o del legame con i cicli solari, o fenomeni come il NINO in corrispondenza dei quali si registrano picchi di temperatura.

 

L'eliminazione dell'Italia : un problema non solo sportivo

L'Italia è stata eliminata dalla Svezia e non parteciperà ai mondiali di calcio in Russia la prossima estate.

A parte i giudizi di carattere sportivo, una nazionale mal messa in campo, senza idee e con contrasti tra allenatore e giocatori, questa sconfitta avrà conseguenze economiche e sociali molto grandi.

Innanzitutto la scelta di allenatore Ventura senza esperienza internazionale e scelto perchè costava poco: una scelta al ribasso che però ora costerà per la mancata partecipazione ai mondiali 100 milioni di euro alla FIGC. Soldi che non arriveranno per la perdita dei diritti televisivi , dei premi per passaggio dei turni e di partecipazione, mancate sponsorizzazioni e clausole sulla mancata qualificazione. Bisogna ricordare che coi soldi del calcio si mantengono economicamente tutti gli sport minori e senza soldi ci saranno meno impianti sportivi e investimenti ora necessari per il rilancio.
Insomma la mentalità del risparmio ha portato a una perdita economica enorme. Sarebbe stato meglio che la FIGC avesse speso di più per un allenatore carismatico che ci avrebbe portato al mondiale.
Ma il danno economico non è solo per la FIGC , le statistiche dicono che la vittoria al mondiale 1982 e 2006 ha prodotto il raddoppio del PIL nazionale in quell'anno, perchè si sa in economia un brand vincente fa da volano, come anche l'entusiasmo. Senza parlare della mancanza di benefici economici dalla vnedita di televisori, che aumenta per i mondiali, o dei guadagni di bar e ristoranti che radunavano la gente per le partite, o le mancate pubblicità di partite viste da 20 milioni di telespettatori.

Un altro aspetto grave è quello sociale, il calcio da sempre e i mondiali in particolare, sono un collante nazionale e sociale, la gente si trova insieme per mangiare e vedere le partite, per festeggiare le vittorie, ognuno ha un ricordo legato a un mondiale, questa generazione dopo le delusioni degli ultimi due mondiali ora non avrà neanche la partecipazione a quello di Russia 2018.
Un paese diviso su tutto e bisognoso di rilancio anche di fiducia e entusiasmo perde una delle spinte per il prossimo anno che vedrà invece il paese diviso dalle elezioni politiche.

lunedì 6 novembre 2017

Arabia Saudita Iran e Libano

L’erede al trono saudita Mohammed bin Salman e ritenuto vero leader dell'Arabia Saudita ha lanciato da tempi la sua  “Vision 2030” con aperture per le donne e dell'islam moderato. 32 enne modernizzatore ma anche autore della guerra in Yemen e delle sanzioni al Qatar in una visione di contrasto all'Iran sciita. Il principe Salman ha in questi giorni attraverso la commissione anti-corruzione destituito e arrestato ministri, principi e alcuni tra gli imprenditori arabi più ricchi come principe Alwaleed bin Talal, Bakr bin Laden. Molti vedono in questa opera moralizzatrice un tentativo di eliminare avversari politici e accentrare ancor di più il potere.
Un altro fatto clamoroso è l'annuncio delle dimissioni del primo ministro libanese Saad Hariri proprio da Ryad dove si trovava, che lascia pensare a forte pressioni saudite sul governo libanese per ostacolare gli accordi con gli shiiti Hezbollah con cui il Primo ministro aveva permesso, il 31 ottobre 2016, l’elezione alla presidenza di Michel Aoun, dopo due anni e mezzo di blocco istituzionale e di vacanza della carica. 
Gli accordi tra il presidente USA Donald Trump e Mohammed bin Salman, la vittoria in Siria di Assad e Hezbollah con la sconfitta non solo dell'ISIS ma anche dei gruppi sunniti appoggiati dall'Arabia Saudita, hanno creato lo scenario per cui il principe Saudita ha obbligato il presidente libanese alle dimissioni. Per il Libano, già coinvolto nella guerra in Siria sia per le centinaia di migliaia di profughi presenti in Libano, sia per la partecipazione degli Hezbollah sia per gli scontri al confine con la Siria tra sunniti e Hezbollah vinto dagli sciiti, si apre ora una situazione di crisi che rischia di riaprire le fratture tra le varie componenti religiose del paese. Il Libano rischia di diventare il nuovo terreno di scontro tra Iran (che appoggia e arma Hezbollah) e Arabia Saudita con anche altri stati che guardano con attenzione agli sviluppi come Israele uno dei maggiori oppositori dell'influenza dell'Iran nel Libano. (per altre info segui anche www.asianews.it )

Il papa l'Europa e i cristiani e San Benedetto

Papa Francesco ha scelto il congresso «Ripensare l'Europa: contributo cristiano al futuro della Ue» organizzato dalla Commissione degli episcopati della Comunità Europea (Comece) per parlare di Europa e Cristianesimo. Ha detto che troppo spesso le persone sono ridotti a numeri , persone raccolte in statistiche, soglie di povertà o quote di ingresso.
Ha richiamato la figura e il messaggio di San Benedetto che rimette al centro l'uomo "L’uomo non è più semplicemente un civis, un cittadino dotato di privilegi da consumarsi nell’ozio; non è più un miles, combattivo servitore del potere di turno; soprattutto non è più un servus, merce di scambio priva di libertà destinata unicamente al lavoro e alla fatica" Il papa ricorda che "Per Benedetto non ci sono ruoli, ci sono persone. È proprio questo uno dei valori fondamentali che il cristianesimo ha portato: il senso della persona, costituita a immagine di Dio. A partire da tale principio si costruiranno i monasteri, che diverranno nel tempo culla della rinascita umana, culturale, religiosa ed anche economica del continente". Quindi papa Francesco dice che "Il primo, e forse più grande, contributo che i cristiani possono portare all’Europa di oggi è ricordarle che essa non è una raccolta di numeri o di istituzioni, ma è fatta di persone"
Il papa ha ricordato l'importanza della comunità : "I cristiani riconoscono che la loro identità è innanzitutto relazionale - ha ribadito Bergoglio -. Essi sono inseriti come membra di un corpo, la Chiesa (cfr 1 Cor 12,12), nel quale ciascuno con la propria identità e peculiarità partecipa liberamente all’edificazione comune. Analogamente tale relazione si dà anche nell’ambito dei rapporti interpersonali e della società civile". E per il papa la prima comunità è la famiglia " La famiglia è l’unione armonica delle differenze tra l’uomo e la donna, che è tanto più vera e profonda quanto più è generativa, capace di aprirsi alla vita e agli altri. Parimenti, una comunità civile è viva se sa essere aperta, se sa accogliere la diversità e le doti di ciascuno e nello stesso tempo se sa generare nuove vite, come pure sviluppo, lavoro, innovazione e cultura. Persona e comunità sono dunque le fondamenta dell’Europa".
Papa Francesco ricorda il ruolo pubblico della religione e ritiene un "pregiudizio laicista" il concetto oggi dominante in Europa di ridurre la religione a un fatto privato "il ruolo positivo e costruttivo che in generale la religione possiede nell’edificazione della società. "
Per questo il papa richiama "I cristiani sono chiamati a favorire il dialogo politico, specialmente laddove esso è minacciato e sembra prevalere lo scontro. I cristiani sono chiamati a ridare dignità alla politica, intesa come massimo servizio al bene comune e non come un’occupazione di potere".
Il papa intende quindi "un’Europa che sia una comunità inclusiva, libera da un fraintendimento di fondo: inclusione non è sinonimo di appiattimento indifferenziato". Per questo richiama all'apertura verso i migranti "Non si può pensare che il fenomeno migratorio sia un processo indiscriminato e senza regole, ma non si possono nemmeno ergere muri di indifferenza o di paura. Da parte loro, gli stessi migranti non devono tralasciare l’onere grave di conoscere, rispettare e anche assimilare la cultura e le tradizioni della nazione che li accoglie" . Papa Francesco ricorda per i cristiani il loro ruolo di essere operatori di pace e l'importanza dell'educazione . Conclude ricordando ancora San Benedetto " Egli, che fu «messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà»".