giovedì 14 febbraio 2013

Le prove a cui i cristiani oggi sono sottoposti

Benedetto XVI oggi nella prima udienza generale celebrata dopo l'annuncio di voler rinunciare al pontificato, ha ribadito e riaffermato la libertà con cui ha preso al sua decisione.

Ha poi ricordato e richiamato al senso del servizio, tema ripreso poi durante la celebrazione delle ceneri quando ha detto "Il vero discepolo non serve se stesso o il “pubblico”, ma il suo Signore, nella semplicità e nella generosità. La nostra ricompensa è Dio"

Benedetto XVI ha ribadito poi con forza uno dei temi del suo pontificato, richiamando ogni cristiano alla testimonianza pubblica sui valori non negoziabili.

“Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile – ha elencato – essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore. Non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l'aborto in caso di gravidanza indesiderata, l'eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie".

Benedetto XVI ci mancherà...anzi a noi manca già ora

martedì 12 febbraio 2013

8 anni di Benedetto XVI: ecco cosa ricordiamo

Ricorderemo sempre il suo sguardo dolce, ricordiamoci la bellissima catechesi in piazza san Pietro ai bambini, e soprattutto i suoi discorsi , come dimenticare quelli a Vienna, Whashington, Berlino, Londra, Parigi in cui ha richiamato le radici cristiane della nostra società e l’idea di una laicità ancorata alla legge naturale e che lascia alla religione lo spazio pubblico per creare quel consenso etico comune che oggi appare appannato di fronte a quella che è stato indicato come l’avversario numero uno dal papa: il relativismo.
In Giordania, in Libano ma prima ancora nel discorso di Ratisbona ha ricordato il legame inscindibile tra ragione e fede e la necessità del dialogo tra le religioni e il rifiuto dell’uso del nome di Dio per giustificare la violenza.

Al centro del suo pontificato la gioia che deriva dalla fede ma anche il richiamo continuo alla difesa del creato e di quell’umanesimo che il cristianesimo ha forgiato: la difesa della vita e della famiglia che ha messo al centro della difesa della pace e dello sviluppo.
Ricordiamo con emozione le sue parole in difesa della famiglia aperta alla vita nel viaggio qui a Milano dove abbiamo partecipato alla santa messa da lui presieduta.
Noi abbiamo avuto la gioia di partecipare anche alla GMG di Colonia , il suo esordio coi giovani, dove ha esortato i giovani a non vivere la fede come un prodotto di consumo, nel quale si prende solo ciò che piace. I giovani che gli sono sempre stati vicini, come a Loreto dove ha ricordato loro di non rinunciare ai propri sogni: nulla è impossibile a Dio.

Certo un grande maestro che ci ha richiamato all’Amore di Dio, alla Speranza, all’inscindibilità della questione antropologica e sociale, e sicuramente alla riscoperta del legame tra Europa e Cristianesimo. La sua profondità si è unita alla sua semplicità, le sue catechesi sempre mirabili strumenti per approfondire i temi di fede.
Il coraggio e la determinazione con cui ha affrontato lo scandalo dei preti pedofili ponendosi sempre a difesa dei ragazzi e delle vittime come nessuno aveva fatto prima.

Per capire BXVI bisognerà ancora leggerlo e approfondirlo. E forse la sua enciclica Spe Salvi ci aiuta anche a vivere con speranza questo momento di passaggio, affermava infatti che “ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova.”







 

Roma 11 febbraio 2013

A sinistra: il fulmine che ha colpito la Cupola di San Pietro. A destra: Ratzinger dopo l’annuncio ai cardinali

dal sito della Stampa

lunedì 11 febbraio 2013

Le dimissioni di Benedetto XVI

La notizia delle dimissioni del papa è clamorosa e ha colto tutti di sorpresa, proprio per questo, perché cosi inattesa ci ha scioccato e turbato. Come ha detto il Cardinale Scola “abbiamo bisogno di assimilare questo momento”.

Innanzitutto vogliamo rivolgere un ringraziamento al papa per il suo servizio alla Chiesa, per la sua guida salda nella fede, anche in momenti davvero difficili che hanno segnato il suo pontificato. Lo ringraziamo per le sue parole che ci hanno illuminato e hanno illuminato la Chiesa. Rivolgiamo una preghiera a Dio perché lo custodisca e lo protegga.
Siamo sinceramente vicini al Papa, che sicuramente avrà meditata a lungo nel cuore e nella preghiera questa scelta, ma forse anche nella sofferenza, lo abbracciamo simbolicamente.
Delle sue dimissioni Benedetto XVI aveva già parlato, aveva già detto che avrebbe compiuto questo passo se avesse percepito di non essere più in grado di svolgere al meglio il suo compito, questo non toglie la sorpresa della decisione, tanto più per i tempi. Infatti siamo a metà dell’anno della fede e a solo un mese dalla Santa Pasqua.

Rimaniamo preoccupati, come è normale che sia difronte ad una novità del genere a cui nessuno era preparato, per lo svolgimento di questo passaggio storico nella vita della Chiesa. Ma allo stesso tempo siamo fiduciosi nell’azione dello Spirito e della Provvidenza che sempre hanno protetto e guidato la Chiesa. Il Signore ha promesso che avrebbe protetto al Chiesa e di questo rimaniamo certi, come del fatto che tutto è per il bene delle Chiesa. Siamo convinti della sincerità della motivazione detta da Benedetto XVI e quindi escludiamo complottismi che certo qualcuno troverà modo di sbandierare.
Come ha detto il Cardinale Scola “Viviamo la decisione del Pontefice nella fede e nella serenità, perché è presa da un uomo di Dio, dalla fede e dall’umiltà assolutamente straordinarie, e ci ha per tanti anni comunicato un'intelligenza profonda della fede e del senso del vivere tramite un magistero assolutamente straordinario”.

Interessante la data scelta dal pontefice per l’annuncio delle sue dimissioni: la festa liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes. Siamo certi che Maria abbia guidato e proteggerà ancora Benedetto XVI.

Non è questo il momento, ma vorremmo porci la domanda se non sia stato lasciato troppo solo a portare il peso della guida della Chiesa, in un periodo travagliato, non solo all’esterno ma anche all’interno della Chiesa stessa.

Fin da ora preghiamo lo Spirito Santo perché vegli e guidi il futuro Conclave nella scelta del nuovo Papa.

venerdì 8 febbraio 2013

Una campagna elettorale lontana dai veri problemi del paese


Tra attacchi e proposte, possibili alleanze e presenze televisive la campagna elettorale prosegue, scadendo  a volte in toni esagerati e rimanendo lontano dai prolemi centrali che l'Italia dovrà affrontare.
Chi la guida è sempre lui, Berlusconi, basterebbe guardare la sua imitazione fatta da Crozza per capirlo, certo non abbiamo scordato le tante promesse mancate. Alcune proposte poi tendono ad illudere gli italiani e a sviare dai veri problemi del paese. Condivisibile invece l'aver messo al centro il tema delle tasse . L’eccessivo carico fiscale sta impedendo un qualsiasi tentativo di ripresa economica e soffocando il poco che è rimasto. Certo gli altri contendenti mancano del tutto di proposte concrete e per questo tendono ad inseguire quanto dice Berlusconi. Berlusconi ha comunque dimostrato che lui, da solo, è l’unico che può tener in vita il centro destra e attrarre gli indecisi, un vero uomo da campagna elettorale. Rischia però che quando si tratterà di trovare convergenze per i governo i suoi si dividano.

Bersani, che fa di tutto per non sbilanciarsi, appare poco concreto, inoltre pesa sul PD il caso MPS. Partito favorito vede continuamente perdere consensi. L'alleanza con Vendola non è in discussione e questo spaventa i moderati. In crisi di consenso il centro sinistra rispolvera il tema del conflitto di interessi, tema evanescente quanto la promessa del centro destra di togliere l’Irap: sappiamo già che entrambe le cose non si faranno.

Vendola è sempre più prosciugato da Grillo e Ingroia, come Casini e Fini a loro volta vedranno erosi i loro consensi  elettorali dall'esposizione di Monti. A merito di Monti vanno le proposte di dismissione di parte dei beni dello Stato e l'insistenza di mettere al centro una fase riformista per i temi del lavoro e la lotta la parte più conservatrice, la CGIL.
L’incognita più grande è Grillo rilanciato dallo scandalo MPS e con una campagna elettorale per le piazze, rischia di diventare determinante e in rapida ascesa con il botto finale che sarà a piazza San Giovanni.

Di certo non pagheremo più l’IMU sulla prima casa, scelta giusta e attesa, dovremo ringraziare Berlusconi che l’ha imposto come tema della campagna elettorale, tema scelto anche perché può vantare di aver già mantenuto la promessa di togliere le tasse sulla prima casa: è l’unica cosa che non gli si può rinfacciare. Molto meno sensata la proposta di restituirla.
Manca  da parte di tutti il coraggio di mettere al centro una riforma fiscale a fovere della famiglia. Anche perchè il tema famiglia divide trasversalelmente gli schieramenti.
Sembra sicura al momento l’ingovernabilità con i numeri forniti dai sondaggi, ma mancano ancora 2 settimane. Appare chiara comunque la prospettiva di un governo di coalizione e molto debole.

Pensiamo come dice anche il presidente della Cei che serve un governo che affronti seriamente tre priorità: lavoro, famiglia e riforme dello Stato.

martedì 5 febbraio 2013

Oltre gli slogan

Il procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, ha rilasciato una dichiarazione che farà discutere: il condono fiscale ha «motivazioni intuitive e fondate».

«Il condono fiscale ha la ragione di deflazionare il contenzioso, di realizzare introiti in tempi rapidi che difficilmente potrebbero essere realizzati e le motivazioni di un condono sono abbastanza intuitive e fondate. Se funziona o meno, dipende dalle leggi».«Stiamo parlando - ha poi precisato - di condono fiscale perchè quello edilizio è un'altra cosa ed è proprio da evitare».

Nella menzogna perdiamo tutti

Mons Paglia nuovo presidente Pontificio Consiglio sulla Famiglia ha dichiarato che “Diremo che la famiglia è un patrimonio dell'umanità che va sostenuto e riconosciuto nei suoi diritti. In questo modo la Chiesa rende un servizio a tutti”, ha spiegato Paglia, annunciando prossime iniziative simili a Ginevra e al Parlamento Europeo. Ha ricordato che il matrimonio è tra uomo e donna e che l'approvazione dei matrimoni tra persone delle stesso sesso in Francia, per la Chiesa, è la punta dell'iceberg di un movimento culturale che sta mettendo in discussione quello che considera uno dei pilastri dell'umanità. Paglia ha riconosciuto il “coraggio” dei vescovi francesi contro la legge francese del matrimonio per tutti, in particolare le due grandi manifestazioni di piazza che hanno avuto il merito di aprire un “dibattito” sul controverso provvedimento. Purtroppo in Francia la legge è già stata approvata nonostante queste manifestazioni. Anche in Inghilterra il Parlamento si appresta a votare a favore del matrimonio gay anche se lì oltre la Chiesa Cattolica anche l' arcivescovo di Canterbury guida il fronte contrario. La cosa da notare è che in entrambi gli stati esistevano già leggi civili per le unioni omosessuali il che la dice lunga sull’ideologia del matrimonio gay che vuole eliminare le differenze sessuali. Paglia ha infatti detto a proposito che la Chiesa deve puntare “nell'affermazione della verità sulla persona umana, perché nella menzogna perdiamo tutti”.
Ha poi fatto un’affermazione riguardo alla modifica per le coppie di fatto delle leggi di diritto privato e dichiarazioni contro discriminazione omosex, tutti hanno colto l'occasione per fare titoloni secondo i quali la Chiesa apre alle unioni omosex, stravolgendo ancora una volta il significato delel dichiarazioni della Chiesa e dimenticando che la Chiesa è sempre stata contro le discriminazioni e che già ai tempi dei famigerati DICO sosteneva la modifica del diritto privato al posto di quello pubblico.