Atene ha annunciato che le adesioni allo swap hanno superato la soglia dell'95 %. Questo significa che gli operatori privati hanno accettato il piano di restituzione solo parziale del credito.
Un fatto positivo, che allontana lo spretto del default, l'UE passato l'immediato pericolo deve ora puntare alla crescita economica.
In Spagna il governo Rajoy ha deciso di rinviare il rientro al 3% del deficit/pil per non instaurare una dinamica recessiva, in Italia è stato confermato l'aumento dell'IVA di 2% , valuteremo nei prossimi mesi chi sta intraprendendo le scelte più efficaci ma certo non si può andare solo nella direzione dell'aumento delle tasse o dei tagli, ci vuole anche coraggio di investire nel futuro e questo vale anche per la Grecia.
Blog di politica, cultura, attualità, difesa della vita, approfondimenti, opinioni a cura di Paolo e Luca - MILANO (lucapaologemini)
venerdì 9 marzo 2012
Drammatico esito della vicenda dell'ostaggio italiano in Nigeria
Clamoro e drammatico esito della vicenda dell'ingegnere italiano ostaggio in Nigeria.
Franco Lamolinara, ingegnere di 47 anni, era stato rapito insieme a un collega inglese, entrambi sono morti durante l'assalto dei militari nigeria coadiuvati da soldati britannici. Oltre a questo fatto drammatico per cui esprimiamo la più sentita vicinanza alla famiglia dell'ingegnere sorprende sapere che il governo italiano è stato informato solo a operazione avvenuta. Un ennesima figuraccia in campo internazionale ed uno smacco per la nostra immagine e diplomazia ormai certificata come ininfluente tanto da non sentire nemmeno il dovere di essere consultata. Una volta ripotati a casa i marò speriamo che le dimissioni del ministro degli esteri siano scontate.
Franco Lamolinara, ingegnere di 47 anni, era stato rapito insieme a un collega inglese, entrambi sono morti durante l'assalto dei militari nigeria coadiuvati da soldati britannici. Oltre a questo fatto drammatico per cui esprimiamo la più sentita vicinanza alla famiglia dell'ingegnere sorprende sapere che il governo italiano è stato informato solo a operazione avvenuta. Un ennesima figuraccia in campo internazionale ed uno smacco per la nostra immagine e diplomazia ormai certificata come ininfluente tanto da non sentire nemmeno il dovere di essere consultata. Una volta ripotati a casa i marò speriamo che le dimissioni del ministro degli esteri siano scontate.
giovedì 8 marzo 2012
Riportiamo a casa i nostri marò
In merito alla vicenda che vede due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco accusati dell’omicidio di due pescatori indiani dobbiamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà a questi due servitori dello stato che compiendo il loro dovere a causa di errori e incapacità varie devono ora pagare un prezzo assurdo. Esprimiamo naturalmente dolore per la morte dei due pescatori sulle cui cause deve però essere ancora accertata la verità. Per questo la questione andava gestita in modo diverso senza far prevalere la propaganda contro gli italiani in India.
E' incredibile che la nave che i marò proteggevano sia entrata nelle acque territoriali indiane esponendoli al rischio poi realizzatosi di un arresto.
È incredibile che il governo Italiano subito! Non abbia agito per impedire che la situazione entrasse in un loop da cui sarà difficile districarsi e che mette in grande imbarazzo il governo e ci espone come paese ad una situazione di debolezza e di fallimento delle nostre politiche diplomatiche.
E' incredibile che il ministro degli esteri accetti di recarsi in un paese e torni in Italia senza alcun risultato esponendosi al ridicolo. Le dimissioni sarebbero un obbligo.
E' incredibile la sola possibilità che 2 militari vengano incarcerati in un penitenziario di comuni delinquenti.
L'India sta violando i nostri diritti come stato e violando i trattati internazionali sta mettendo in pericolo un efficace intervento militare di contenimento della pirateria internazionale approvato dall'ONU. Il suo atteggiamento è in palese violazioni del diritto internazionale visto che il presunto conflitto a fuoco sarebbe avvenuto in acque internazionali. Il governo italiano ha grandemente sottovalutato l'impatto della vicenda ed ha gravi responsabilità.
C'è poi certamente un elemento di politica interna indiana, e una mancanza di presa di posizione della UE.
Ci chiediamo poi chi risponderà della scelta del capitano e dell'armatore per la quale i due marinai erano al servizio di protezione della loro nave e del loro carico.
Ma adesso una sola cosa è importante: Riportiamo a casa i nostri marò
E' incredibile che la nave che i marò proteggevano sia entrata nelle acque territoriali indiane esponendoli al rischio poi realizzatosi di un arresto.
È incredibile che il governo Italiano subito! Non abbia agito per impedire che la situazione entrasse in un loop da cui sarà difficile districarsi e che mette in grande imbarazzo il governo e ci espone come paese ad una situazione di debolezza e di fallimento delle nostre politiche diplomatiche.
E' incredibile che il ministro degli esteri accetti di recarsi in un paese e torni in Italia senza alcun risultato esponendosi al ridicolo. Le dimissioni sarebbero un obbligo.
E' incredibile la sola possibilità che 2 militari vengano incarcerati in un penitenziario di comuni delinquenti.
L'India sta violando i nostri diritti come stato e violando i trattati internazionali sta mettendo in pericolo un efficace intervento militare di contenimento della pirateria internazionale approvato dall'ONU. Il suo atteggiamento è in palese violazioni del diritto internazionale visto che il presunto conflitto a fuoco sarebbe avvenuto in acque internazionali. Il governo italiano ha grandemente sottovalutato l'impatto della vicenda ed ha gravi responsabilità.
C'è poi certamente un elemento di politica interna indiana, e una mancanza di presa di posizione della UE.
Ci chiediamo poi chi risponderà della scelta del capitano e dell'armatore per la quale i due marinai erano al servizio di protezione della loro nave e del loro carico.
Ma adesso una sola cosa è importante: Riportiamo a casa i nostri marò
domenica 4 marzo 2012
Ideologia contro la vita al TG3 in prima serata
Un’incredibile servizio è stato trasmesso in prima serata durante il telegiornale di Rai3 contro i medici obiettori, accusati di arrecare sofferenze alle donne perchè ne ostacolano con la loro scelta di obiettori l'esecuzione veloce dell'aborto che viene assunto a diritto. Un attacco al vero diritto che è quello dell'obiezione di coscienza. Tutto presentando i medici abortisti come salvatori delle donne trascurando del tutto il trauma che invece provoca in esse l'aborto e non l'attesa di eseguirlo. Nessuna parola invece sul diritto alla vita ovviamente. Addirittura si dice esplicitamente che le malformazioni del feto sono una ragione insuperabile
per la quale si giustifica l'aborto. Ricordiamo che la legge 194 non permette come causa di aborto la malattia del bambino.
Che tutto questo venga fatto in prima serata, ignorando tutte quelle famiglie che affrontano le malattie dei loro bambini è ancora più ideologico. Certo dopo che per tutta la settimana si è scritto dell’aberrante proposta (anche se logicamente affine alla mentalità abortista) di due studiosi italiani che sostengono la liceità e moralità dell''infanticidio, questa è solo un altra affermazione culturalmente deplorevole.
Nello stesso telegiornale a conclusione del servizio su un omicidio a sfondo passionale, il giornalista concludeva dicendo che la famiglia uccide più della mafia in Italia.
Se non è ideologia questa.
per la quale si giustifica l'aborto. Ricordiamo che la legge 194 non permette come causa di aborto la malattia del bambino.
Che tutto questo venga fatto in prima serata, ignorando tutte quelle famiglie che affrontano le malattie dei loro bambini è ancora più ideologico. Certo dopo che per tutta la settimana si è scritto dell’aberrante proposta (anche se logicamente affine alla mentalità abortista) di due studiosi italiani che sostengono la liceità e moralità dell''infanticidio, questa è solo un altra affermazione culturalmente deplorevole.
Nello stesso telegiornale a conclusione del servizio su un omicidio a sfondo passionale, il giornalista concludeva dicendo che la famiglia uccide più della mafia in Italia.
Se non è ideologia questa.
sabato 25 febbraio 2012
ICI e Chiesa Cattolica: precisare non solo cosa pagare ma anche i servizi resi
Il Governo Monti si appresta a varare una riforma fiscale, la giudicheremo quando sarà compiuta. In questo pacchetto ci sarà anche una norma che riguarda l'ICI e la Chiesa Cattolica. Vogliamo e dobbiamo precisare innanzitutto che la Chiesa paga già l'ICI per tutte gli stabili adibiti ad uso esclusivamente commerciale, è quindi improprio e un po' ideologico scrivere che il governo Monti farà pagare l'ICI alla Chiesa. Come già detto dalla Chiesa se ci sono delle zone d'ombra dal punto di vista legislativo, che vanno chiarite e precisate, è giusto intervenire in tutte quelle situazioni ibride in cui convivono insieme le attività no profit e di carattere sociale e attività di carattere commerciale. Bene, sanate queste realtà e inquadrate in regole più corrette, è doveroso rimarcare anche il valore economico svolto dalla Chiesa in attività di carattere caritativo, assistenziale ed educativo che spesso sostituiscono lo Stato svolgendo oltre un servizio pubblico anche una supplenza, pensiamo alle mense per i poveri o le strutture di accoglienza dei bisognosi o degli immigrati, ma c'è poi anche la parte educativa pensiamo alle scuole paritarie oppure ospedaliera pensiamo solo alle strutture per disabili o riabilitazione che integrano un servizio scolastisco e sanitario statale che per gli stessi servizi pubblici avrebbe costi enormemente maggiori. Allora bisogna tutelare e salvare questo patrimonio e questa risorsa che se venisse a mancare causerebbe un danno economico molto maggiore allo Stato e una rete educativa e sociale più povera. Bisogna salvare il terzo settore e le onlus da una deriva che punti solo a contabilizzare tutto e subito senza pensare alle conseguenze e ai costi che questo comporterà. Anche perchè queste nuove norme non riguarderanno solo la Chiesa ma tutto il terzo settore
mercoledì 22 febbraio 2012
Le riforme ultima chance per i partiti
Settimana scorsa è passata un po’ in sordina la bozza di un accordo tra PDL PD e terzo Polo per una riforma costituzionale che conterrebbe la fine del bicameralismo perfetto, la riduzione dei parlamentari e maggiori poteri al premier. Bene. Questo ci pare sia il risultato di un nuovo clima con minor conflittualità dovuto alla presenza di un governo tecnico che fa sì che nessun partito si potrà fregiare da solo della riforma e nello stesso tempo nessuno potrà gridare allo scandalo perché si mette mano alla costituzione a colpi di maggioranza. Forse è finito un altro tabù e si potrà mettere mano alle riforme costituzionali unica premessa per una riforma elettorale che sia veramente efficace. O forse siamo troppo ottimisti e tutto si risolverà in nulla. Vedremo, certo i partiti hanno solo questa occasione per emergere dalla loro irrilevanza e recuperare un minimo di credibilità.
La crisi greca
L'Europa ha deciso finalmente di dare un finanziamento di 130 miliardi di euro in prestito alla Grecia, nello stesso tempo sono stati ridotti i debiti verso le banche che avranno in cambio titoli greci a lungo periodo con interessi minori, certo la Grecia in cambio perde parte della sua autonomia perchè di fatto avrà in casa UE e FMI a controllare passo passo le politiche economiche e non solo. Certamente ai greci sono stati chiesti sforzi e tagli pesantissimi, il problema sarà vedere se questi tagli non spingeranno il paese in una recessione tale che l'obbiettivo della riduzione del rapporto debito/pil non sarà più raggiungibile. I greci hanno l'onere di ristrutturare un’economia e un’amministrazione pubblica che ha creato spechi ed eccessi che adesso verranno ridotti. Forse sarebbe stato meglio, e sarebbe costato meno, agire prima e probabilmente pensare anche ad un fondo a perdere da investire in Grecia per il suo sviluppo. Infatti un nuovo prestito rischia solo di rinviare il problema di un paio di anni, prestare con alti tassi di interesse non ci pare possa risolvere il problema. Il rischio è che attraverso questi nuovi debiti la Grecia perda la sua autonomia e libertà. C'è già chi parla di rinviare le elezioni.
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