In margine al Sinodo del Medio Oriente: persecuzione e perdono
Le comunità cristiane in situazioni di grave persecuzione sono un segno indispensabile di speranza. Speranza offerta anche a quei paesi dove soffrono, speranza che nasce dalla rinuncia alla vendetta, dalla misericordia e dal perdono e dalla preghiera per i propri persecutori. Per la situazione dei cristiani in Asia valgono sicuramente le parole recentemente pronunciate da Papa Benedetto XVI all’apertura del sinodo della Chiesa del Medio Oriente.
Blog di politica, cultura, attualità, difesa della vita, approfondimenti, opinioni a cura di Paolo e Luca - MILANO (lucapaologemini)
mercoledì 27 ottobre 2010
I gemelli e la vita prenatale
Uno studio universitario, che ha coinvolto 3 diverse università italiane ed è stato pubblicato sulla rivista «PLos One», ha dimostrato che nei gemelli si evidenziano già prima della nascita delle volontà di relazione, nel grembo materno infatti si muovono uno verso l’altro e in modo diverso rispetto ai movimenti che compiono per interagire con la madre. Già qualche anno fa il Daily news aveva pubblicato le incredibili foto di un’ecografia 3D nella quale due gemelli si davano un bacio evidenziando così gesti di affettività e sentimenti presenti quindi fin dalla fase prenatale. Gli studi appena pubblicati dimostrano come il forte legame tra i gemelli nasce e dipende dalle loro relazioni già nel grembo materno, e che ognuno di noi ha inscritto dentro di sé il desiderio di amore e la ricerca dell’altro, della relazione; confermando così che l’uomo la ricerca fin da subito: prima con la madre e poi col fratello se si trova a dividere con lui lo spazio fin dall’inizio come nel caso dei gemelli. Interessante sapere, come scrive Bellieni su Avvenire (20 ottobre 2010), che riguardo al feto “la ricerca scientifica ci mostra come si muove, come risponde agli stimoli, anche a quelli dolorosi, perché dalla metà della gestazione il feto è in grado di sentire il dolore. Le ricerche in questo campo sono pubblicate sulle maggiori riviste di medicina. Ad esempio Julie Mennella, dal Texas ha studiato come si formano i gusti alimentari nel feto, l’irlandese Hepper come impara le voci prima di nascere. Hans Veldman e Catherine Dolto hanno studiato come entra in contatto con mamma e papà prima di nascere e come questi possano comunicare con lui/lei attraverso una metodica detta ‘aptonomia’, basata sulle carezze attraverso la parete del pancione”. Le nuove tecnologie nell’ecografia ci mostrano che il bambino ride, piange.
Tutto ciò ci spinge ad alcune considerazioni: nessuno può, se non ideologicamente, negare i sentimenti che già caratterizzano la nostra vita e quindi la vita umana fin dal grembo materno. Riflettendo sull’aborto dobbiamo soffermarci sul fatto che oltre al fatto gravissimo di interrompere una vita, sono interrotti i legami che ha già incominciato a costruire. L’aspetto relazionale ci ricorda che la decisione sulla vita interpella ancora di più le nostre coscienze, ci coinvolge tutti.
La ricerca della relazione nel grembo materno ci ricorda anche l’innata e insopprimibile ricerca della relazione con l’Altro, con Dio, che se accolta permette di accogliere gli altri. L’uomo non nasce solo e privo di legami ma li ricerca per tutta la vita.
Tutto ciò ci spinge ad alcune considerazioni: nessuno può, se non ideologicamente, negare i sentimenti che già caratterizzano la nostra vita e quindi la vita umana fin dal grembo materno. Riflettendo sull’aborto dobbiamo soffermarci sul fatto che oltre al fatto gravissimo di interrompere una vita, sono interrotti i legami che ha già incominciato a costruire. L’aspetto relazionale ci ricorda che la decisione sulla vita interpella ancora di più le nostre coscienze, ci coinvolge tutti.
La ricerca della relazione nel grembo materno ci ricorda anche l’innata e insopprimibile ricerca della relazione con l’Altro, con Dio, che se accolta permette di accogliere gli altri. L’uomo non nasce solo e privo di legami ma li ricerca per tutta la vita.
venerdì 8 ottobre 2010
Gioia per il premio Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo
Vogliamo esprimere la nostra gioia nell'apprendere la notizia dell'assegnazione del premio Nobel per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo.
Una decisione coragggiosa visti i molteplici interessi economici e politici che coinvolgono i rapporti con la Cina.
Questo premio è un segno di speranza e di richiamo perchè anche in Cina e in altri paesi possono essere riconosciuti i dirirtti fondamentali della persona primi tra tutti la libertà, la giustizia, la libertà di religione e il diritto alla vita.
Anche se scontato deve fare riflettere il tentatico delle autorità cinesi di censurare la notizia in Cina.
Una decisione coragggiosa visti i molteplici interessi economici e politici che coinvolgono i rapporti con la Cina.
Questo premio è un segno di speranza e di richiamo perchè anche in Cina e in altri paesi possono essere riconosciuti i dirirtti fondamentali della persona primi tra tutti la libertà, la giustizia, la libertà di religione e il diritto alla vita.
Anche se scontato deve fare riflettere il tentatico delle autorità cinesi di censurare la notizia in Cina.
venerdì 1 ottobre 2010
Biotecnologie e staminali tra illusioni e realtà
L’estate 2010 è stata contrassegnata da un'ampia discussione sulle cellule staminali embrionali, soprattutto in conseguenza di due fatti accaduti entrambi negli USA. La FDA ha deciso di dare via libera agli esperimenti sull’uomo di cellule staminali embrionali. In direzione opposta invece la decisione di martedì 24 agosto 2010 di una corte distrettuale americana, di dire no ai finanziamenti pubblici per gli studi sulle cellule staminali embrionali, decisione confermata il 9 settembre da un giudice federale statunitense che ha respinto il ricorso presentato dell’amministrazione Obama, ma poi smentita dalla Corte d’appello federale di Washington il 10 settembre. La vicenda giudiziaria appare quindi complicata ma ha inizio col ricorso presentato da un ricercatore contrario a quanto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva invece concesso. Cioè il finanziamento con i soldi dei cittadini alle ricerche sulle cellule staminali embrionali. Ricordiamo che il precedente Presidente G. W. Bush aveva vietato l'uso di fondi federali per distruggere gli embrioni umani.
Ma cos’è una cellula staminale? .... leggi l'articolo pubblicato su Cultura Cattolica Biotecnologie e staminali tra illusioni e realtà
Ma cos’è una cellula staminale? .... leggi l'articolo pubblicato su Cultura Cattolica Biotecnologie e staminali tra illusioni e realtà
Rifiutare i bambini? “Verde” ma senza speranza
il nostro articolo sulla dnatalità articolo pubblicato su Cultura Cattolica
Quest’estate sulla famiglia e più in generale sulla denatalità in Italia, su giornali italiani e stranieri, sono stati pubblicati molti articoli, statistiche, interviste.
Rifiutare i bambini? “Verde” ma senza speranza
Quest’estate sulla famiglia e più in generale sulla denatalità in Italia, su giornali italiani e stranieri, sono stati pubblicati molti articoli, statistiche, interviste.
Rifiutare i bambini? “Verde” ma senza speranza
giovedì 23 settembre 2010
Famiglia e Denatalità un problema culturale
Quest’estate sulla famiglia e più in generale sulla denatalità in Italia ci sono stati vari dati, articoli, interviste su giornali italiani e stranieri. L’Italia spende per la famiglia l’1,4% (cioè sui 22-23 miliardi di euro) del Prodotto interno lordo,lontana dal 2,1% di media nella Ue a 15 e il 2% della complessiva Unione a 27, la Germania l’Austria (2,8%) la Francia (2,5%) i paesi scandinavi oltre il 3%. In generale per le spese per la famiglia e la maternità l’Italia spende il 4,7% a fronte dell’8% di media dell’UE. L’Italia rimane quindi uno dei paesi col più basso tasso di natalità del mondo e nello stesso tempo uno di quelli che spende meno per maternità e famiglia. Quindi si fa spesso l’equazione pochi soldi per le famiglie uguale scarsa natalità. Varie personalità hanno commentato la situazione italiana in particolare ci è piaciuto Gotti Tedeschi neopresidente dello IOR che ha avuto il coraggio di dire che invece la denatalità è legata soprattutto ad un aspetto culturale.
L’idea che da molti decenni plasma la cultura occidentale, appoggiata da giornali e da gruppi economici e scientifici, è quella che meno si è più si è ricchi.
Per Gotti Tedeschi , e noi condividiamo, invece questa idea e cultura si è dimostrata perdente sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, finanziario. La bassa natalità aumenta la proporzione della popolazione che invecchia e quindi le spese sociali, alimenta la crisi abbassando risparmi e consumi, facendo aumentare le tasse che non aumento la popolazione non possono diminuire e causando secondo gotti Tedeschi i presupposti per la crisi economica. Inoltre una società vecchia ha meno propensione al rischio, è meno orientata al futuro, a produrre, a cambiare la società, a spendere ed investire. Ma nonostante questo per anni c’è chi ha predicato la denatalità addirittura la decrescita e adesso che c’è veramente tutti capiscono che non è meglio, e che invece la società deve puntare allo sviluppo demografico ed economico che per secoli sono stati alla base dello sviluppo occidentale, e si può vedere sono ora alla base di quello Asiatico o dei paesi emergenti, o rivedere la storia economica dell’Europa che è cresciuta quando è aumentata la popolazione e la qualità della vita creando un circolo virtuoso.
Bisogna tornare ad avere il coraggio di puntare al futuro, di rischiare sia dal punto di vista economico che culturale che demografico puntando all’aumento della natalità.
Chi pensa che per poter fare figli è necessario uno standard economico di garanzia, pur essendo il fattore economico importante, in verità antepone un discorso un po’ egoistico di pensare che i figli diminuiscono il tenore di vita, esemplare quanto apparso recentemente sull’inserto IO Donna del più importante e diffuso giornale italiano, dove vengono riportate diverse testimonianze che suggeriscono un elogio alla vita senza bambini, cosa non certo nuova come sottolinea lo stesso inserto che cita libri e film che hanno avuto ampio successo e diffusione. C’è addirittura chi sostiene che non procreare non è solo un diritto, non solo ci si risparmiano problemi e spese, ma è una scelta “verde”. Preoccupanti i dati riportati che evidenziano una tendenza culturale presente nel mondo occidentale, secondo una ricerca citata dalla Hymas, nel 2002 il 59 per cento degli adulti americani negavano che una vita senza figli sia vuota (nell’88, erano il 39 per cento), e solo il 41 per cento, nel 2007, pensava che i figli fossero centrali nel matrimonio (erano 65 su cento nel ’90). Sempre i bambini e i giovani sono stati il futuro delle nazioni e delle civiltà, allora per evitare che la previsione un pò catastrofista del Washington Post, che ha intitolato un articolo Italy R.I.P prevedendo che nel giro di qualche decennio gli italiani saranno solo 10 milioni, si avveri serve un cambio di politica veramente a favore della famiglia ma soprattutto un cambio culturale.
L’idea che da molti decenni plasma la cultura occidentale, appoggiata da giornali e da gruppi economici e scientifici, è quella che meno si è più si è ricchi.
Per Gotti Tedeschi , e noi condividiamo, invece questa idea e cultura si è dimostrata perdente sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, finanziario. La bassa natalità aumenta la proporzione della popolazione che invecchia e quindi le spese sociali, alimenta la crisi abbassando risparmi e consumi, facendo aumentare le tasse che non aumento la popolazione non possono diminuire e causando secondo gotti Tedeschi i presupposti per la crisi economica. Inoltre una società vecchia ha meno propensione al rischio, è meno orientata al futuro, a produrre, a cambiare la società, a spendere ed investire. Ma nonostante questo per anni c’è chi ha predicato la denatalità addirittura la decrescita e adesso che c’è veramente tutti capiscono che non è meglio, e che invece la società deve puntare allo sviluppo demografico ed economico che per secoli sono stati alla base dello sviluppo occidentale, e si può vedere sono ora alla base di quello Asiatico o dei paesi emergenti, o rivedere la storia economica dell’Europa che è cresciuta quando è aumentata la popolazione e la qualità della vita creando un circolo virtuoso.
Bisogna tornare ad avere il coraggio di puntare al futuro, di rischiare sia dal punto di vista economico che culturale che demografico puntando all’aumento della natalità.
Chi pensa che per poter fare figli è necessario uno standard economico di garanzia, pur essendo il fattore economico importante, in verità antepone un discorso un po’ egoistico di pensare che i figli diminuiscono il tenore di vita, esemplare quanto apparso recentemente sull’inserto IO Donna del più importante e diffuso giornale italiano, dove vengono riportate diverse testimonianze che suggeriscono un elogio alla vita senza bambini, cosa non certo nuova come sottolinea lo stesso inserto che cita libri e film che hanno avuto ampio successo e diffusione. C’è addirittura chi sostiene che non procreare non è solo un diritto, non solo ci si risparmiano problemi e spese, ma è una scelta “verde”. Preoccupanti i dati riportati che evidenziano una tendenza culturale presente nel mondo occidentale, secondo una ricerca citata dalla Hymas, nel 2002 il 59 per cento degli adulti americani negavano che una vita senza figli sia vuota (nell’88, erano il 39 per cento), e solo il 41 per cento, nel 2007, pensava che i figli fossero centrali nel matrimonio (erano 65 su cento nel ’90). Sempre i bambini e i giovani sono stati il futuro delle nazioni e delle civiltà, allora per evitare che la previsione un pò catastrofista del Washington Post, che ha intitolato un articolo Italy R.I.P prevedendo che nel giro di qualche decennio gli italiani saranno solo 10 milioni, si avveri serve un cambio di politica veramente a favore della famiglia ma soprattutto un cambio culturale.
martedì 21 settembre 2010
Piccolo appello per far risorgere il Movimento
pubblicato su Il Foglio del 21 settembre 2010
In merito all'articolo comparso su Il Foglio di 16 settembre di Agnoli, condividiamo la preoccupazione per l'immobilismo presente nel movimento per la vita, per i personalismi che hanno portato a divisioni anche tra i vari movimenti locali. Manca una seria azione che porti a fare rete tra i vari movimenti pro-life. Condividiamo dal punto di vista contenutistico l'operato di Carlo Casini che ha saputo guidare il movimento nelle scelte decisive a favore della vita anche di fronte alle nuove problematiche emergenti sapendo scegliere strategie vincenti (vedi legge40/2004, fine vita). Casini ha guidato il movimento quando la battaglia per la vita era minoritaria.
Adesso però è necessario un ricambio generazionale che rivitalizzi il movimento con uno slancio nuovo. Che proponga una nuova generazione libera dagli scontri anche aspri che hanno segnato il movimento. Il movimento per la vita ambrosiano ha già operato questa scelta, il presidente e tre membri del direttivo hanno meno di 40 anni e la continuità generazionale è garantita dalla presenza degli ex presidenti. La nostra posizione ci spinge a richiedere un Congreso Straordinario dove ci sia un solo punto all'ordine del giorno: ricambio del gruppo dirigente con riconoscimento di correttezza contenutistica e perciò culturale compiuti in tanti anni di gestione produttiva, ma che segni una svolta generazionale.
Luca Tanduo vice-presidente del movimento per la vita ambrosiano
Andrea Verga direttivo (ex presidente)
Chiara Corrado direttivo
Paolo Sorbi direttivo (ex presidente)
Paolo Tanduo direttivo - responsabile dei giovani
In merito all'articolo comparso su Il Foglio di 16 settembre di Agnoli, condividiamo la preoccupazione per l'immobilismo presente nel movimento per la vita, per i personalismi che hanno portato a divisioni anche tra i vari movimenti locali. Manca una seria azione che porti a fare rete tra i vari movimenti pro-life. Condividiamo dal punto di vista contenutistico l'operato di Carlo Casini che ha saputo guidare il movimento nelle scelte decisive a favore della vita anche di fronte alle nuove problematiche emergenti sapendo scegliere strategie vincenti (vedi legge40/2004, fine vita). Casini ha guidato il movimento quando la battaglia per la vita era minoritaria.
Adesso però è necessario un ricambio generazionale che rivitalizzi il movimento con uno slancio nuovo. Che proponga una nuova generazione libera dagli scontri anche aspri che hanno segnato il movimento. Il movimento per la vita ambrosiano ha già operato questa scelta, il presidente e tre membri del direttivo hanno meno di 40 anni e la continuità generazionale è garantita dalla presenza degli ex presidenti. La nostra posizione ci spinge a richiedere un Congreso Straordinario dove ci sia un solo punto all'ordine del giorno: ricambio del gruppo dirigente con riconoscimento di correttezza contenutistica e perciò culturale compiuti in tanti anni di gestione produttiva, ma che segni una svolta generazionale.
Luca Tanduo vice-presidente del movimento per la vita ambrosiano
Andrea Verga direttivo (ex presidente)
Chiara Corrado direttivo
Paolo Sorbi direttivo (ex presidente)
Paolo Tanduo direttivo - responsabile dei giovani
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