mercoledì 11 ottobre 2017

Miracoli della fede a Milano



Domenica 24 settembre la città accoglieva con migliaia di persone il nuovo arcivescovo Delpini

Sabato 30 settembre la città si ritrovava radunata in festa per i nuovi diaconi, con folle festanti ad attendere i nuovi diaconi dopo la cerimonia che occupavano l’area tra il Duomo e l’arcivescovado

Sabato scorso circa 5mila giovani in Duomo di Milano per la #RedditioSymboli si incontravano con l'arcivescovo Delpini

Per una città, frenetica, piena di tante occasioni di diverso tipo, in continuo fermento, che a volte viene descritta come una città in cui le relazioni sono difficili da costruire, questi eventi, questa partecipazione, questi gesti, appaiono un miracolo della fede e un segno di speranza, che ricorda che anche in grande città moderna e multiculturale si può vivere la relazione sia con Dio sia con gli altri, a dispetto di tanti stereotipi che vorrebbero mettere in contrapposizione la modernità con la relazione.

Ha proprio ragione SE l’ArcivescoVO di Milano Mons Delpini che nella sua prima messa in Duomo ha ricordato alla città  «Non disperate dei giovani e della società, Dio ama ciascuno e lo rende capace di amare» e ancora in un messaggio pieno di fiducia e contro ogni pessimismo e disfattismo “Non c’è nessun luogo della terra, non c’è nessun tempo della storia, non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio. La gloria di Dio riempie la terra perché ogni essere vivente è amato da Dio”.


Lettera pubblicata su Avvenire il 17 Ottobre e commentate da Marina Corradi
«Non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio». Che respiro antico e grande viene, ancora una volta nei secoli, dal Duomo di Milano. Un fiato di speranza e di fiducia in Dio, e negli uomini. Fiducia non illusoria, ma fondata nella certezza di Cristo presente nella Storia. Ogni mattina attorno alle otto osservo questa città frenetica che già dall’alba sferraglia nei suoi lunghi tram, mentre i camion della spazzatura passano lenti e ingoiano voraci, rumorosi, nelle bocche di metallo i resti del giorno prima. Già ai caselli delle autostrade si accodano, i fari accesi, le colonne delle auto dei pendolari. Dalle scale delle stazioni della metropolitana la gente sale e scende veloce, quasi di corsa. Sono studenti, manager, mamme con i bambini in braccio. Qui e là, però, qualcuno cammina più lento, come non avesse alcun ufficio che lo attende. Qualcuno invece – non pochi – sta fermo a un angolo e allunga una mano, a chiedere l’elemosina. Nei bar, frenetico è il battere dei filtri del caffè svuotati sul bancone, mentre la gente si accalca, zucchera, gira, beve e se ne va. È un motore, un grande congegno in movimento Milano nel primo mattino. E se per un giorno non corri anche tu la osservi un po’ intimorito: non ci sarà, nell’automatismo veloce degli ingranaggi del congegno, qualcuno che ne resta schiacciato? Probabilmente c’è. Lo si leggerà forse domani in cronache amare, di chi non ce l’ha fatta, di chi ha ceduto. Eppure il vescovo Mario, nuovo pastore della Chiesa ambrosiana, nelle sue prime parole in Duomo ha voluto esortarci a una grande speranza. «Non disperate... Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare». In ognuno di quelli che stanno nascendo oggi alla Mangiagalli, alla Macedonio Melloni, al Buzzi e in tutte le maternità cittadine, in tutti quei bambini piccolissimi dalla pelle di ogni colore, Dio, ci promette l’arcivescovo di Milano, pone la vocazione ad amare. Seme, orma, destino, incancellabile in ogni uomo. Ci fa bene, in questo tempo in cui allo scetticismo degli atei e dei lontani si affianca, fra alcuni cristiani, un nuovo pessimismo – quasi che la Chiesa e il mondo non potessero che sbagliare e finire – sentirci ripetere le frasi ascoltate in Duomo. È quello sguardo buono e fiducioso che appartiene al cristianesimo più profondo. Scriveva nel 1929 un futuro grande arcivescovo di Milano e Papa, Giovanni Battista Montini, che il cristiano guarda al mondo non come a un «abisso di perdizione» ma come a «un campo di messe». Come a un campo di messe, che sarà certo insidiato dalla gramigna, ma che darà frutto buono. È questa la eredità che assaporiamo in quel respiro dal Duomo, nelle parole del nuovo arcivescovo di Milano.  
  

L'Uragano IRMA colpisce MIAMI

Le immagini impressionanti che giungono da Miami ci colpiscono per vari aspetti: innanzitutto al forza della natura che può essere devastante, poi per l'ordinata e preventive evacuzione che ha permesso di limitare al minimo le vittime, una lezione che gli americani hanno imparato dopo il disastro dell'uragano Katrine, poi la lina di support logistico pronta ai confine dell'area colpita dall'uragan, pronta cn tecnici e protezione civile per intervenire prontamente e ripristinare line elettriche e le varie funzioni interrotte dall'uragano.


giovedì 7 settembre 2017

Il Papa in Colombia per sotenere la pace

Inizia la visita papale in Colombia. Un paese martoriato dalla Guerra civile che faticosamente cerca di lasciarsi alle spalle un sanguinosissimo conflitto. Bergoglio stringe le mani delle vittime del conflitto armato eper primo saluta il figlio di una donna sequestrata dalle Farc.

mercoledì 6 settembre 2017

Il tragico caso di malaria a Trento: quando l'ideologia strumentalizza una tragedia

La notizia della morte della bimba di 4 anni all’ospedale di Trento ha scatenato reazioni e commenti che, più che attinenti ai fatti, volevano sostenere tesi ideologiche. Da chi subito ha voluto puntare il dito contro l’immigrazione a chi ha voluto attribuirla ad una infezione autoctona resa possibile dai cambiamenti climatici.
Questa tragica storia invece è probabilmente spiegabile con un clamoroso errore dell’ospedale, infatti secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa “il parassita che ha causato la malaria alla bimba trentina di 4 anni morta a Brescia, dopo il ricovero a Trento, è lo stesso che aveva fatto ammalare i due bambini di ritorno dal Burkina Faso che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola. A dirlo è Nunzia Di Palma, direttrice dell’unità operativa di pediatria dell’ospedale di Trento”. 
Siccome la malaria non si trasmette per contatto ma solo per via ematica un grave errore o negligenza nelle procedure deve aver prodotto il tragico evento.
Questa triste storia mette però ancora una volta di più in luce la strumentalizzazione che i media tendono a fare delle notizie per fini ideologici. Grave la responsabilità del primario che ha parlato di malaria autoctona lanciando un allarmismo ingiustificato.

giovedì 31 agosto 2017

La Corea del Nord continua a provocare con lancio di razzi

La Corea del Nord continua a provocare con lancio di razzi verso il Giappone. La precisione dei lanci sembra aumentatre lancio dopo lancio. E cosi aumenta la tensione nell'area. E' noto che la Corea del Nord rappresenta un problema per tutti per via dell'imprevidibilità del suo leader ma è anche noto che senza il sostegno della Cina questo regime sarebbe già collassato da anni.
La Corea del Nord potrebbe aver intrapreso questa strada di provocazioni per ottenre finanziamenti dalla comunità internazionale, ma questa volta gli USA di Trump non sembrano disposti a concederli.

La Corea del Nord rappresenta uno dei più brutali regimi oggi esistenti al mondo, con lager disumani e dove le garanzie per i diritti umani sono del tutto assenti.

Sierra Leone 1000 morti per l'alluvione

Alluvione in Sierra Leone, la testimonianza: "Non è rimasto più niente"
E' di oltre mille vittime, tra cui centinaia di bambini, il bilancio delle alluvioni che hanno colpito lo scorso 14 agosto interi quartieri di Freetown, in Sierra Leone. Lo ha reso noto ministero per le Emergenze. La notte fra il 13 e 14 agosto, quando la gente dormiva,un'intero fianco della collina Sugar Loaf (Pan di zucchero) è smottato in una valanga di fango, travolgendo centinaia di case e baracche che si trovavano sulla sua strada e riversandosi sul sottostante quartiere di Regent, - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-2b0093b3-8ed5-4842-a754-12ec42e7a03e.html
 

 

La devastante alluvione di HUSTON

Usa, uragano Harvey ha provocato una devastante alluvione in Texas con 35 morti accertati e miliardi di danni.