venerdì 3 aprile 2026

AUGURI PASQUA 2026

 


In questa Pasqua 2026 arriva in un periodo molto turbolento nel mondo, molte persone soffrono per la guerra. Come ha ricordato Papa Leone XIV nell’omelia della Domenica delle Palme “Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni”. Non si può usare il nome di Dio per la guerra, Dio come ha ricordato il Papa non ascolta la preghiera di chi ha le mani sporche di sangue.

 

“Come Re della pace, quando Pietro estrae la spada per difenderlo e colpisce il servo del sommo sacerdote, Egli subito lo ferma dicendo: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno» (Mt 26,52).

 

Pietro fa fatica a capire fino in fondo il messaggio di Gesù, anche nella lavanda dei piedi

Simon Pietro gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo". Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in eterno!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me".

 

Pietro inizialmente non capisce l’amore di Gesù, non capisce che è l’essere amato che lo salva. Anche noi dobbiamo riconoscere che Gesù ci ama ed è questo amore che ci salva e che Gesù ci chiede di imitare.  Nella Lettera agli Ebrei troviamo l’invito a pensare al sacrificio che Gesù ha fatto per noi perché’ non ci “stanchiamo perdendoci d’animo”

Nei periodi di prova sono la preghiera e l’Amore di Dio la nostra ancora di salvezza come lo fu per Gesù nel Getzemani, la tentazione è quella di dire che siamo abbandonati ma la forza arriva dalla preghiera e dall’affidarci a Dio.

 

Gesù muore e resuscita per noi, riscopriamo la preghiera e affidiamoci al Padre.


Italia fuori dai Mondiali ancora


 La nazionale italiana di calcio ancora una volta fuori dai mondiali. Uno smacco e un ennesima conferma della profonda crisi del mondo del calcio italiano.

Inevitabili le dimissioni del Presidente della FIGC ma dovrebbero essere azzerate tutte le cariche anche quelle delle diverse leghe.

Bisogna inotre riformare profondament  il sistema, ritornando ad insegnare la tecnica, allontanando quanto piu a lungo possibile la frenesia dell'agonismo nei ragazzini, disincentivando continui acquisti di giocatori stranieri, favorendo la crescita e investendo sui vivai,

Insomma una rivoluzione che forse nessuno vuole davvero fare se e' vero che per la terza volta di seguito siamo fuori dai mondiali.

Il Papa invoca la pace e condanna chi usa Dio per la guerra

Nella omelia della Domenica delle Palme ancora forte appello alla pace di Leone XIV



Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni. Lui, che è la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra. Lui, che è venuto a portare la vita, mentre si compie il piano per condannarlo a morte.


 Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: «Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue» (Is 1,15).

La guerra del Golfo si allarga e nessuno sa come fermarla

 


La guerra in Iran e nel Golfo Persico che ha comportato la chiusura dello stretto di Hormuz e il bombardamento di raffinerie e impianti di produzione del gas ha creato una crisi a livello globale sia per il mercato del gas e del petrolio ma anche per altri derivati non meno importanti come i fertilizzanti o l’elio usato per i semiconduttori, una crisi che potra’ essere di lungo periodo.

 

L’instabilità dell’area e i missili e droni che hanno colpito emirati arabi uniti in particolare ma non solo, hanno messo in crisi anche il modello economico basato sul turismo nei paesi del Golfo e quello degli investimenti immobiliari negli stessi paesi, un modello basato su lusso e benessere che certo stride con una guerra.

 

Ancora una volta colpito ripetutamente Israele e questo ha messo nuovamente in crisi i pellegrinaggi , tutto è chiuso durante il periodo Pasquale, come mostra anche la vicenda del Cardinale Pizzaballa soggetto alle restrizioni per l’accesso al Santo Sepolcro. Una nuova disgrazia per i commercianti e le popolazioni cristiane che vivono sul turismo religioso.

 

L grave crisi militare ha allargato il conflitto anche all’Iraq costringendo il ritiro dei contingenti internazionali per colpa dei continui attacchi da parte dei gruppi filoiraniani presenti, l’Iraq rischia di essere sconvolto da una guerra civile, anche la zona curda è sotto pressione.

 

Le basi USA nel Golfo sono sotto attacco e forse questa crisi rimetterà in discussione il modello di cooperazione tra gli stati del Golfo e gli USA, potrebbero addirittura ridiscuterne la presenza.

 

Un paese che ancora di più sta pagando il prezzo di questa guerra e’ il Libano con centinaia di migliaia di sfollati dal sud dove Israele sta occupazione e bombardando tutta la zona di confine e interi villaggi e le infrastrutture colpita ripetutamente anche i quartieri sciiti a Beirut. Se il disarmo di Hezbollah e’ una richiesta legittima di Israele e il governo di Beirut e’ favorevole anche se nn riesce ad attuarla , meno legittimo è lo sfollamento di intere cittadine del sud del Libano e i bombardamenti aerei di Beirut.

 

Una via di uscita facile come avevamo anticipato fin dall’inizio appare molto difficile viste le capacità di resistenza dell’Iran che si è dimostrato capace di continuare a colpire i suoi vicini e che usa l’arma del blocco dello stresso di Hormuz a suo vantaggio.