In
questa Pasqua 2026 arriva in un periodo molto turbolento nel mondo, molte persone
soffrono per la guerra. Come ha ricordato Papa Leone XIV nell’omelia della
Domenica delle Palme “Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della
pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo
nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre
come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni”. Non
si può usare il nome di Dio per la guerra, Dio come ha ricordato il Papa non
ascolta la preghiera di chi ha le mani sporche di sangue.
“Come Re
della pace, quando Pietro estrae la spada per difenderlo e colpisce il
servo del sommo sacerdote, Egli subito lo ferma dicendo: «Rimetti la tua spada
al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno»
(Mt 26,52).
Pietro
fa fatica a capire fino in fondo il messaggio di Gesù, anche nella lavanda dei
piedi
Simon
Pietro gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose
Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai
dopo". Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in
eterno!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con
me".
Pietro
inizialmente non capisce l’amore di Gesù, non capisce che è l’essere amato che
lo salva. Anche noi dobbiamo riconoscere che Gesù ci ama ed è questo amore che
ci salva e che Gesù ci chiede di imitare. Nella Lettera agli Ebrei troviamo l’invito a
pensare al sacrificio che Gesù ha fatto per noi perché’ non ci “stanchiamo
perdendoci d’animo”
Nei
periodi di prova sono la preghiera e l’Amore di Dio la nostra ancora di
salvezza come lo fu per Gesù nel Getzemani, la tentazione è quella di dire che
siamo abbandonati ma la forza arriva dalla preghiera e dall’affidarci a Dio.
Gesù
muore e resuscita per noi, riscopriamo la preghiera e affidiamoci al Padre.

