lunedì 29 dicembre 2025

Papa Leone e la pace disarmata Gesù e dei martiri

 


Papa Leone ricorda che la strage degli innocenti , la strage dei bambini che stavano a “Betlemme e in tutto il suo territorio” ha colpito generazioni di cristiani e ha ispirato un impressionante numero di artisti perché ogni epoca vi ha trovato una rispondenza con il proprio tempo. Il Natale ci parla di Erode così come la Pasqua ci parla di Pilato. C’è un filo nero nella storia. Ma anche uno bianco. Ci sono spazi e percorsi di pace sottolinea il Papa e ricorda che «l’opera di Dio continua nel mondo, diventando persino più percepibile e luminosa nell’oscurità dei tempі», come ha scritto Papa Leone nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026.

 

Il Papa ricorda come troppi responsabili politici, troppi manipolatori del discorso pubblico, propongono una normalizzazione dell’idea di conflitto; suggeriscono il si vis pacem para bellum, il “realismo” del riarmo, se non del colpo preventivo. Si fa passare il multilateralismo come un impaccio, il negoziato diventa intelligenza con il nemico, l’approfondimento delle questioni debolezza. Si ragiona più come tifosi delle parti che per la ricerca della pace. D'altronde si vuole la pace c'è bisogno di chi non sia schierato e crei ponti e dialogo anche tra nemici.  In Europa  si diffonde un’isteria bellicista, quasi fossimo già in guerra , ha detto il papa all’Angelus il 26 dicembre: «Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici».

Papa Leone ricorda anche che è importante come ci si esprime, come si pensa, pensare che sfoderare la spada sia l'unica soluzione, silenziare e denigrare il dialogo porta alla guerra invece bisogna osare passi di pace.

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