Fare memoria del Natale significa
fare memoria dell’evento che ha cambiato per sempre la storia del mondo, Dio si
è fatto uomo incarnandosi in un bambino, nulla è stato più lo stesso, ogni uomo
ha ricevuto in dono la dignità di Figlio di Dio, tutti con la stessa dignità.
Papa Leone a Nicea per l’anniversario
del concilio Nicea di 1700 anni fa ha detto: “Negando la divinità di Cristo,
Ario lo ridusse a un semplice intermediario tra Dio e gli esseri umani,
ignorando la realtà dell’Incarnazione, cosicché il divino e l’umano rimasero
irrimediabilmente separati. Ma se Dio non si è fatto uomo, come possono i
mortali partecipare alla sua vita immortale? Questo era in gioco a Nicea ed è
in gioco oggi: la fede nel Dio che, in Gesù Cristo, si è fatto come noi per
renderci partecipi della natura divina. […] Nel Credo Niceno professiamo la
nostra fede «in un solo Dio Padre»; tuttavia, non sarebbe possibile invocare
Dio come Padre se rifiutassimo di riconoscere come fratelli e sorelle gli altri
uomini e donne, anch’essi creati a immagine di Dio”.
Nella professione battesimale
affermiamo «Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero», «Dio è
luce» (1Gv 1,5; cfr Gv 1,4-5). Come la luce che irradia e
comunica sé stessa senza venire meno, così il Figlio è il riflesso (apaugasma) della
gloria di Dio e l’immagine (character) del suo essere (ipostasi)
(cfr Eb 1,3; 2Cor 4,4). Il Figlio incarnato,
Gesù, è perciò la luce del mondo e della vita (cfr Gv 8,12).
Scrive papa Leone XIV “Oggi
per molti, Dio e la questione di Dio non hanno quasi più significato nella
vita. Il Credo di Nicea ci invita allora a un esame di coscienza. Che cosa
significa Dio per me e come testimonio la fede in Lui?”
Nella SANTA MESSA PRO ECCLESIA del
9 maggio 2025 Papa Leone XIV ha detto “Anche oggi non sono pochi i contesti
in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco
intelligenti; contesti in cui ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la
tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere. Si tratta di
ambienti in cui non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi
crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito.
Eppure, proprio per questo, sono luoghi in cui urge la missione, perché la
mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della
vita, l’oblio della misericordia, la violazione della dignità della persona
nelle sue forme più drammatiche, la crisi della famiglia e tante altre ferite
di cui la nostra società soffre e non poco. […] Anche oggi non mancano poi i
contesti in cui Gesù, pur apprezzato come uomo, è ridotto solamente a una
specie di leader carismatico o di superuomo, e ciò non solo tra
i non credenti, ma anche tra molti battezzati, che finiscono così col vivere, a
questo livello, in un ateismo di fatto”.
Riscoprire Gesù facendo memoria del Natale questo è il nostro augurio.

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