lunedì 3 aprile 2017

In Libia Onu e Italia non sanno cosa fare

Il presidente della Libia Serraj appoggiato da Onu e Italia (unico paese occidentale) è sempre più isolato e delegittimato, alcune tribù importanti che prima appoggiavano Serraj sono passate con Haftar, è passato più di 1 anno dall'insediamento di Serraj ed è scaduto il tempo entro cui la sua nomina doveva essere ratificata dal Parlamento di Tobruk cosa che non è avvenuta. L'ex ministro della Giustizia ha quindi affermato che a causa di questo mancato riconoscimento e della validità ancora del Trattato firmato dall'Italia con Gheddafi il nuovo accordo Gentiloni-Serraj non è valido e quindi non entrerà in vigore.
Anche il capo dell'agenzia libica per il petrolio che è superpartes e gestisce per la Libia i proventi della vendita del petrolio ha attaccato Serraj come il gran mufti di Tripoli che appoggia i fratelli musulmani.
Insomma Onu e Italia continuano a puntare su un leader inesistente senza appoggi e con molti oppositori , sbandierano accordi che nessuno rispetterà e ci chiediamo anche i soldi promessi dall'Italia come verranno usati e da chi.
La Libia è sempre più divisa e l'Italia non capisce come avere un ruolo di mediazione anziché di parte e per di più perdente. Un fallimento continuo della nostra politica estera d'altronde Gentiloni già da ministro degli esteri non aveva trovato soluzioni e anche ora non mostra nuove strategie.

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