venerdì 8 gennaio 2016

2016 : inizio pericoloso

Il 2016 è appena iniziato ma certo le notizie preoccupanti non mancano. Solo in questi primi giorni dell'anno vari fronti internazionali hanno dato segni di preoccupante instabilità e ostilità.
Innanzitutto lo scontro tra sciiti e sunniti e in particolare tra Iran e Arabia Saudita i capofila di queste due correnti islamiche. Uno scontro non solo di origine religiosa ma sopratutto di potere e predominio sul mondo musulmano. Certo gli accordi che hanno riammesso nella comunità internazionale l'Iran hanno aumentato gli attriti con l'Arabia Saudita che vede un nuovo concorrente petrolifero oltre che da sempre un concorrente politico che ora nella lotta all'ISIS in Iraq sta riprendendo un ruolo internazionale. C'è poi il conflitto in Siria in cui l'Iran è impegnato direttamente a difesa di Assad osteggiato dall'Arabia Saudita che sostiene i "ribelli", ma anche lo Yemen in cui invece è l'Iran a sostenere i ribelli che si scontrano con l'esercito Saudita che appoggia il governo. Ora però lo scontro sembra stia per diventare diretto dopo che l'Arabia Saudita ha giustiziato un iman sciiti in Arabia e l'Iran ha assaltato l'ambasciata Saudita a Theran. La situazione può peggiorare e spingere il già infuocato medioriente nella guerra totale con l'Iraq che sostiene Theran e tutte le monarchie del golfo e buona parte della lega araba a sostenere i Sauditi.
Altro fronte tornato caldo la Corea del Nord dove Kim Yong Un ha deciso di fare un test nucleare con una bomba atomica ad idrogeno. Questa decisione di interrompere la rincorsa nucleare della Corea del Nord ha creato l'allarme di Giappone e Corea del Sud appoggiate dagli Usa e mostra la mancanza di controllo da parte della Cina, questi sicuramente sono elementi di preoccupazione che rischiano di far esplodere i già molto delicati rapporti tra gli stati nel Pacifico.
Un alto fronte che rischia di esplodere è quello libico, il trattato di accordo tra il governo di Tobruck e di Tripoli vede ora la risposta dell'Isis che ha attaccato i maggiori siti petroliferi e punta a conquistare uno dei porti più importanti e che ha inoltre fatto un grave attentato contro la polizia di Tripoli uccidendo 70 reclute. Insomma la situazione rischia di sfuggire al controllo dei due governi che nel 2015 si sono fronteggiati e che ora vede l'aumento della presenza dell'Isis.


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