martedì 16 giugno 2015

L’Europa è alla prova di maturità.

Tre sono i temi in cui l’Europa è di fronte a sfide che ne segneranno il suo futuro : la Grecia, l'immigrazione, la Russia.
 
Su Grecia e immigrazione sembra esserci una spaccatura tra centro-nord Europa e sud Europa: la Grecia e l'Italia sono accumunate sia dal problema dell'immigrazione, sono infatti i due paesi con maggior attracchi di barconi della speranza, sia dai problemi di bilancio legati ad un debito enorme. Poi ci sono altri paesi in cui gli aiuti e finanziamenti internazionali hanno già dovuto supplire a gravi problemi economici e di bilancio: Spagna, Portogallo ma a dire il vero anche l’Irlanda. Sembra che i paesi del nord siano quelli del rigore caratterizzato anche da un po’ di egoismo mentre quelli del sud siano quelli che non sanno risolvere i problemi. In realtà sono vere entrambe le cose, certo i paesi del nord tendono a considerare i paesi del sud come un problema e spesso sono poco solidali ma è anche vero anche che i paesi del sud tendono a scaricare la loro inefficienza, a volte anche con furbizia, sui paesi del nord. Vediamo la Grecia, ha sicuramente delle ragioni sulla durezza dell'austerity che gli è stata imposta ma il fatto che il governo Tzipras cerchi di guadagnare tempo facendo promesse e poi non mantenendole o cercando di ricattare l'Europa con la paura del grexit, la rende meno credibile e indebolisce il rapporto di fiducia. Lo stesso si può dire dell’Italia sugli immigrati, certo l'Europa ha finora poco o nulla per aiutare l'Italia e sarebbe giusto fare una politica europea sull’immigrazione che responsabilizzi tutti i paesi, ma la furbizia italiana di non registrare gli immigrati, come prevedono i trattati sui confini esterni della Ue, per spingerli a passare i confini con Francia e Austria non può che far divergere i vari paesi invece che unirli. E’ vero infatti che immigrati giunti sulle coste italiane vogliono in gran parte andare in nord Europa dove hanno loro parenti e comunità, questo va detto favorirebbe anche la loro integrazione e lenirebbe il disagio sociale dovuto allo stato di sbandamento che invece soffrono in Italia.

Insomma per superare queste prove ogni paese europeo deve ritrovare il senso di solidarietà e di comunità che oramai appare perso ma anche di rispetto delle regole. Bisogna ciò ricominciare a fidarsi uno dell’altro.

Il discorso appare diverso per il caso della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia. L'Europa va in ordine sparso e tende ad assecondare la nuova politica espansionistica americana. Certo non bisogna sottovalutare il nuovo clima in Russia e le conseguenti paure, anche giustificate, dei paesi baltici e dell'est, ma ci chiediamo, sono gli Usa che devono decidere la politica della Ue con la Russia? Gli americani hanno interessi diversi dai nostri sarebbe ora di fare una vera politica estera europea.
 
Ecco in fondo è questo che manca ancora una volta è un senso di comunità, ogni paese invece pensa a se e ai suoi interessi nazionali. Così ci sarà sempre meno dialogo e fiducia reciproca e l'Europa sarà spinta alla crisi da questi tre grandi problemi.

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