mercoledì 5 novembre 2014

Case popolari Milano è emergenza occupazioni ma non è sempre stato cosi

Diciamolo il fenomeno delle occupazioni delle case “popolari” non è certo nuovo, ma certamente da quando Milano è guidata dalla giunta Pisapia qualcosa è cambiato. C’è stato un abbandono del territorio e una sostanziale, spesso implicita, ma qualche volta anche esplicita, giustificazione delle occupazioni.

Ricordiamo tutti l’incredibile intervento di vendola subito dopo l’elezione di Pisaia ma anche il clima che si respira da incontri e affermazioni di alcuni componenti della giunta va in questa direzione, per esempio un assessore (ora ex) della giunta Pisapia, dichiarava 'occupare non è reato'.

Ma veniamo ai dati, nel 2010, secondo il direttore dell’Aler, ex prefetto di Milano, “in città ci furono 25 nuove occupazioni e 600 tentativi sventati. Oggi, al contrario, le occupazioni sventate rappresentano il 35% del totale”.

Nel 2014 sono arrivate a oltre 1.400. Certo inefficene e responsabilità non sono univoche e cadono su molti, è vero che Aler è governata dalla Regione, ma il dato appare comunque clamoroso e non sembra presente in questi termini e drammaticità nel resto delle grandi città della Lombardia.

Come non ricordare per esempio al rinuncia di Pisapia eletto sindaco all’azione deterrente delle forze armate che pattugliavano la città.

Insomma tutta una serie di segnali che hanno indebolito il contrasto al fenomeno e al controllo del territorio.

Rimane inoltre il prolema del recupero e della muntenzione delle case popolari e la necessità di rivedere e accellerare gli assegnamenti degli alloggi.

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