giovedì 12 giugno 2014

Il crollo dell'Iraq rischia di travolgere il Medioriente


Recenti fatti di cronaca hanno riportato al centro il tema dell'estremismo islamico e di Al Qaida.

L'attacco terroristico al museo ebraico di Bruxelles, con persone legate alle cellule islamiste che qualche hanno fa attaccarono le scuole ebraiche a Tolosa.

L'attacco dei talebani all'aeroporto internazionale di Karaci, ed infine la tragedia umanitaria che si sta svolgendo in Iraq, dove l'esercito iracheno si è praticamente arreso senza colpo ferire all'assalto del gruppo islamico dei sunniti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) che sono anche entrati oggi pomeriggio dopo solo due ore di combattimenti a Tikrit, dopo aver preso il controllo ieri di Mosul. La fuga dell'esercito ha messo paura alla gente che ha abbandonato in massa Mosul. E' la prova del fallimento del governo iracheno di Maliki ma anche della politica di Obama che ha abbandonato l'Iraq. I segnali c'erano da settimane con un incremento degli attentati nelle città irachene, 800 morti solo nell'ultimo mese più di 8000 l'anno scorso, ma il crollo repentino del nord del paese lascia intravedere scenari drammatici, e le centinaia di migliaia di profughi ne sono il segno più evidente. Queste milizie islamiche sono le stesse che combattono in Siria contro Assad. Oltre alla disgregazione territoriale dell'Iraq si profila la possibilità di uno stato islamista, un califfato e il coinvolgimento di paesi vicini come l'Iran sciita che già appoggia Assad in Siria contro lo stesso gruppo islamista e della Turchia a cui è stato sequestrato il console con 47 persone, potrebeb inoltre coinvolgere i Curdi minacciati dall'avanzata verso i pozzi petroliferi. Un elemento da non sottovalutare della conquista di Mosul da parte degli islamisti è il fatto che hanno potuto saccheggiare le banche e i depositi di armi abbandonati dall'esercito, tutto questo rilancerà il loro impegno militare anche in Siria.

La situazione dei cristiani particolarmente presenti nella zona nord dell'Iraq è ancora più pericolosa visto le violenze di questi gruppi già fatte in Siria, infatti secondo il Vescovo di Mosul tutti i cristiani sono fuggiti e le chiese chiuse. La popolazione fuggita rischia anche per la carenza di acqua e viveri e l'assenza di organizzazioni internazionali che da tempo hanno abbandonato l'Iraq.

Grazie Obama, ma grazie anche a tutti quelli che hanno pensato che Al-Qaida e il terrorismo fossero ormai sconfitti o che bastasse qualche drone per governare il fenomeno, Grazie anche ai paesi del Golfo che hanno foraggiato di armi e soldi questi gruppi per combattere in Siria e ora si vedono l'esportazione in Iraq del fenomeno, un paese l'Iraq colpevolmente lasciato in mano ad una dirigenza incapace quella di Maliki.

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