Oggi gli Stati Uniti hanno attaccato Caracas, colpendo basi militari il porto e soprattutto con un comando rapendo il presidente Maduro. Questo elemento ovviamente l’elemento più importante , infatti decapitato il potere a Caracas si apre una nuova fase vedremo gli sviluppi vedremo l’esercito venezuelano cosa deciderà di fare.
La tensione tra Venezuela e Stati Uniti era alta da mesi Trump aveva dichiarato guerra al narcotraffico proveniente dal Venezuela . Aveva chiesto a Maduro di cedere il potere e aveva schierato la flotta e i Marines al largo del Venezuela. Alla fine ha deciso di agire, la guerra non è mai un metodo per risolvere dei problemi e si sa sempre come inizia ma non come finisce ci auguriamo che questo non sia l’ennesima inizio di una tragedia soprattutto per il popolo venezuelano già stremato dalla dittatura. Va infatti ricordato che Maduro non è un presidente eletto riconosciuto dalla comunità internazionale la sua elezione è stata frutto di brogli lampanti e quasi nessuno stato lo ha riconosciuto come presidente eletto. Inoltre il Venezuela ha avuto milioni di profughi ? da un paese con le risorse immense e ricco è diventato un paese poverissimo, Maduro ha distrutto il Venezuela e reso povera e indigente la sua popolazione oltre a governare con il terrore. .
Trump in modo astuto ha sostenuto che questo è una operazione di polizia per arrestare un trafficante di droga e per dimostrare tutto questo ha portato Maduro a New York per farlo mettere in un carcere lo ha consegnato alla DEA e all’FBI una scena incredibile vedremo come proseguirà .
la comunità venezuelana negli Stati Uniti numerosissima, frutto degli centinaia di migliaia di venezuelani esuli, é in Festa.
Per Trump un grosso rischio , è una decisione che contraddice poi il suo mantra America First e la promessa di non iniziare altre guerre.
Vedremo cosa succederà in Venezuela nei prossimi giorni non c’è dubbio però che il regime si reggeva su una stretta alleanza coi cartelli della droga.
Non c’è dubbio che uno degli obiettivi é poi tornare a fare affari col petrolio venezuelano da cui le aziende americane erano state estromesse dopo la nazionalizzazione decisa ai tempi da Chavez, predecessore di Maduro.
Ma l’attacco fa parte anche della strategia di scontro con la Cina che ha fatto molti investimenti in Venezuela e comprava il suo petrolio.
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