venerdì 3 febbraio 2017

Trump, l'immigrazione e l'ipocrisia dell'Europa

Nella vicenda generale del tema dell'immigrazione è chiaro che si scontrano due diritti, quello inalienabile delle persone di cercare delle condizioni di vita migliori per sè stessi e la propria famiglia e quello degli stati di avere dei confini, condizione indispensabile per uno stato, e dunque la possibilità diopter regolamentare i flussi migratori. Va precisato inoltre che i flussi migratori sono un fenomeno inarrestabile, si possono solo regolare. Un altro punto da sottolineare è il diritto di asilo per le persone che fuggono dalla persecuzione o dalla Guerra.

In tutta questa vicenda certamente i toni e i modi di Trump suscitano più di un dubbio, anche se nella pratica non si differenziano molto dalle azioni compiute dal suo predecessore. Era stato Obama a sospendere l'ingresso negli USA per 6 mesi agli iracheni, era stato Obama a compilare la lista dei 7 stati pericolosi ora usata da Trump per  il decreto sull’immigrazione blocca temporaneamente, per soli tre mesi, la concessione di nuovi visti ai cittadini di questi paesi: Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan, Yemen. Si tratta di paesi in cui le ambasciate statunitensi non operano o operano in modo discontinuo, dove, quindi, non è possibile effettuare uno screening preventivo accurato di chi fa domanda per accedere agli Usa.
Ripetiamo non stiamo sostenendola decisione di Trump, ma almeno rimaniamo ai fatti.
Semmai ci si può chiedere come mai nella lista mancano altri paesi su cui gravano sospetti fondati di collusione con il terrorismo internazionale, quali Arabia Saudita, Qatar e Pakistan.

In tutta questa vicenda appare in ogni caso evidente l'ipocrisia dell'Europa.
L'Europa paga la Turchia per tenere sul proprio territorio i profughi siriani (più di 2 milioni). L'Europa ha gestito malissimo la questione immigrazione negli ultimi anni e con metodi alquanto discutibili: la Spagna sparava sui profughi nella sua enclave in terra Africana, la Francia respingeva i profughi provenienti dall'Italia a Ventimiglia. L'Inghilterrà ha addirittura costruito un muro a Calais, la barriera alta quattro metri e lunga un chilometro è costata al Regno Unito 2,7 milioni di euro. Sorge a poche centinaia di metri dall'ex-Giungla e serve a fermare chi cerca di introdursi nei camion per attraversare il tunnel della Manica.
Oggi Tusk, il presidente del Consiglio europeo ha affermato che "Il flusso di migranti dalla Libia all'Europa non è sostenibile. L'Europa ha dimostrato di essere in grado di chiudere le rotte di migrazione illegale, come ha fatto nel Mediterraneo Orientale. Abbiamo discusso di questo esempio: ora è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all'Italia".


 

Nessun commento:

Posta un commento