venerdì 21 agosto 2015

Il ritorno dello schiavismo nei campi?

Nell'ultimo mese in Puglia per la raccolta di frutta e verdure sono morti nei campi 2 uomini e una donna e un terzo uomo è in coma. Le condizioni di lavoro sotto il caldo e probabilmente per molte ore e con poca acqua sono probabilmente le cause, se si pensa poi che il tutto prevede un salario bassissimo, si parla di 20/30 euro al giorno, ci chiediamo se sta tornando lo schiavismo. Purtroppo situazioni analoghe di sfruttamento anche peggiore per abitazioni e situazioni igieniche disastrose si ripetono e sono note da inchieste sulla raccolta di pomodori a Ragusa, dove si sarebbero verificati anche casi di violenza su donne rumene, senza parlare dei casi clamorosi di Rosarno e Castel-Volturno degli anni passati a che ancora oggi sono cambiate di poco. Insomma sopratutto nel sud la pratica del caporalato non è mai cessata e con lo sfruttamento sopratutto di stranieri si è quasi trasformata in schiavismo. Come si fa a non pensarlo vedendo alcuni reportage che parlano di 12-14 ore di lavoro con paghe bassissime con poca acqua catapecchie o tende senza servizi igienici come alloggio, con il ritiro dei passaporti e regole dettate da caporali senza scrupolo?
Ma è un fenomeno che coinvolge migliaia di persone come fa nessuno a vederlo e denunciarlo? c'è bisogno dei morti per aprire un inchiesta?
Appena ieri il papa Francesco aveva ricordato che : Il lavoro "è sacro" ma non si può essere "ostaggi" del profitto, come anche non si può considerare la famiglia "un ingombro alla produttività".

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