mercoledì 11 marzo 2015

Obama a Selma - una forzatura e un falso storico il paragone tra diritti omossesuali e lotta per i diritti dei neri

Obama giustamente ricorda e fa memoria delle lotte di 50anni fa per difendere i diritti dei neri contro la segregazione razziale negli USA, e l’approvazione del Voting Rights del 1965 che mise fine all'esclusione dal voto degli afroamericani. Anche l’ex Presidente Bush e diversi repubblicani si sono uniti a ricordare il valore di queste conquiste.

Ma c’è qualcosa che stona nelle parole che il presidente Obama ha usato per ricordare l’anniversario della marcia di Selma, ha infatti sfruttato questa occasione per rilanciare la sfida sul fronte dei «nuovi diritti civili», quella delle coppie omosessuali, rivolgendosi senza mezzi termini alla Corte Suprema che dovrà esaminare un ricorso sul divieto delle nozze gay imposto in quattro stati americani. Quello che stona è  il parallelo con i diritti per i neri americani: «gli stati non possono proibire i matrimoni fra razze diverse, e non possono proibire neanche quelli fra lo stesso sesso» ha detto. Questa frase ci sembra offensiva di una storia e di tanti drammi veri, vissuti negli USA al periodo della segregazione razziale, tante violenze, uccisioni arbitrarie, leggi che impedivano ai neri di frequentare gli stessi posti dei bianchi, li estromettevano dalle università e dal voto. Nulla a che vedere con il problema degli omosessuali, che non hanno subito tutto ciò e paragonare i due casi ci pare una forzatura ideologica e un falso storico. 

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