martedì 24 febbraio 2015

E cosi si scopre che il prolema della Grecia non è solo la Germania


Il Governo greco ha fatto conoscere il dettaglio della manovra economica, e cosi si scopre primo che le promesse elettorali del governo di sinistra Syriza erano solo tali e non potevano eludere le richieste europee, ma poi si scopre che il piani di 7 miliardi prevede 2,5 miliardi di euro dalle tasse sui grandi patrimoni e agli oligarchi, altri 2,5 miliardi di euro di recuperi fiscali e 2,3 miliardi dalla lotta al contrabbando di benzina e sigarette. Insomma sarà vero che le banche tedesche e francesi hanno lucrato sul debito greco senza voler assumersi nessuna responsabilità, sarà vero che l'austerità ha peggiorato le cose senza risolvere quasi nulla, ma diciamolo la Grecia e i greci non sono affatto esenti da responsabilità. Non pagare i debiti e tornare a spendere senza un progetto industriale o di lungo respiro sono veramente la soluzione della Grecia? Oppure un modo per raccogliere consensi facili ma senza soluzioni vere? Inoltre il recupero dell'evasione come sappiamo bene in Italia è del tutto aleatorio e quindi questo piano fallirà e trascinerà nel baratro la Grecia a dispetto dei primi timidi risultati positivi del governo Samaras a cui la Ue poteva dilazionare il debito ritrattando i termini.
Si segnala inoltre la fuga dei capitali privati, i greci continuano a ritirare i soldi depositati in banca. I dati non lasciano dubbi: i depositi bancari erano 244 miliardi di euro prima della crisi, sono arrivati a dicembre a 160,3 miliardi (ultimo dato ufficiale) e a gennaio e febbraio si stimano rispettivamente un calo a 148,3 e 140 miliardi di euro. Altro che trionfale vittoria della sinistra che cambierà l'Europa

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