venerdì 17 ottobre 2014

TFR occasione ma anche dubbi sulla tassazione

Diciamolo la mossa di dare in busta paga il TFR mensilmente ha due effetti positivi per lo Stato, incassare subito le tasse legate al TFR e incentivare i consumi interni aumentando la liquidità disponibile. Anche per le famiglie, oggi in difficoltà potrebbe essere una boccata di ossigeno nel breve periodo e certamente, il fatto che sarà possibile averlo per 3 anni potrà aiutare qualcuno. Il rischio è che consumando il TFR poi nel futuro, se le persone non saranno abituate a risparmiare, o non potranno farlo, allora si potrebbero avere dei problemi legati al fatto che il TFR non sarà più una risorsa per gli anziani.
Ma c'è un aspetto che il governo Renzi introduce e che cambia il punto di vista su questa manovra, quello che la tassazione. Con la meesa del TFR in busta paga la tassazione seguirà quella del reddito e non quella agevolata dell'11%, comemaccadeva fino ad oggi. Quindi per le fasce di reddito medio-alte questo significherà una tassazione superiore al 20%-30%. Inevitabilemnte questoaspetto ridurrà le persone che lo chiederanno in busta paga essendo su scelta volontaria
Altro aumentano delle tasse riguarda la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione "dal periodo d'imposta 2015" che passerà dall'11 al 20% e quella sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il Trattamento di fine rapporto, la tassazione passa dall'11 al 17%. Diciamolo quasi una pietra tombale ai fondi pensionistici. Peccatoche fino ad oggi si è incentivato e raccomandata la loro sottoscrizione. Ennesima conferma di una variabilità legislativa in temi di pesnione che deve far riflettere.

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