giovedì 4 settembre 2014

Eterologa ma dove sono i diritti del bambino?

Le Regioni hanno emanato delle regole per la fecondazione eterologa, età fertile della donna fissata a 43 anni come limite massimo per accedere alla fecondazione eterologa in maniera gratuita, certo perchè la paga la Regione cioè tutti noi.
Inoltre il donatore , "cosidetto" diciamo noi, potrà avere la massimo 10 figli, ma se una coppia che ha fatto la fecondazione eterologa vuole farne un altra può richiedere lo stesso donatore. Inoltre il colore della pelle del nascituro deve essere uguale a quello dei genitori richiedenti la fecondazione eterologa, il colore dei capelli e il gruppo sanguigno devono essere dello stesso fenotipo, insomma sembra si stia parlando di una ricetta o la scelta di un prodotto, da catalogo.
Ma se il desiderio che spinge la richiesta di eterologa è quello di avere un bambino, non dovrebbero accoglierlo indipendentemente dal colore della pelle e dei capelli? Quanta ipocrisia! Ma è chiaro che i diritti del figlio non ci sono, al centro ci sono solo i desideri degli adulti. I bambini avranno la possibilità dopo i 25 anni di avere informazioni sul donatore naturalmente solo se questo acconsente.
Appare poi chiaro come dietro queste pratiche ci siano affari economici che non consentono di rinviarne l'inizio nei propri centri, c'è da chiedersi se la decisione di rinviare le norme al Parlamento da parte del Governo sia stata corretta, visto che a decidere ora sono le Regioni.

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