domenica 24 agosto 2014

Iraq : come fermare l'ingiusto aggressore?

La situazione in Iraq è ormai da settimane molto grave, gravi le persecuzioni a cristiani e altre minoranze religiose, si può parlare di "pulizia religiosa", centinaia di migliaia di sfollati e notizie di eccidi. Donne e bambine vendute come schiave dall'Isis, fosse comuni e per ultimo a testimoniare l'efferatezza di questi islamisti, che si richiamano al califfato, la decapitazione del giornalista USA. Forse queste immagini più di tutte apriranno gli occhi al mondo sul fatto che con l'Isis non si può dialogare. Serve una risposta unita del mondo per fermarli. Per ora gli Usa e la Ue hanno deciso di appoggiare con rifornimenti di armi e bombardamenti i curdi. Come ha detto papa Francesco «Dove c'è un'aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l'aggressore ingiusto, sottolineo il verbo fermare, non bombardare o fare la guerra». La modalità più adeguata per fermare l'aggressore deve passare dall'Onu e in ogni caso la soluzione proposta deve garantire proporzionalità tra azione e risultati. L'idea del contingente Onu proposta dall'inviato del papa, il cardinale Filoni, è corretta anche se i tempi purtroppo non coincidono con l'urgenza, come anche il cardinale Filoni ha sottolineato nell'appello per salvare le minoranze religiose in Iraq. Certo errori l'occidente e i paesi del Golfo ne hanno compiuti, finanziando e armando l'Isis in Siria, e quindi andrà affrontato tutto il problema politico sia in Siria che in Iraq dove i sunniti appoggiano l'Isis contro gli sciiti. Il premier Renzi, che si è recato a Bagdad, ha ricordato che "l'Europa non volterà le spalle davanti ai massacri in corso" facendo anche un chiaro paragone e riferimento alla Bosnia e al massacro di Srebrenica negli anni 90. In quel caso anche Giovanni Paolo II parlò di intervento umanitario. Deve far riflettere ancora una volta la presenza di cittadini europei in Siria e Iraq con l'Isis, ora la Gran Bretagna studia una legge per colpire chi predica odio, forse bisognava pensarci prima ma meglio tardi che mai. Fanno riflettere anche le parole del vescovo Nona, che all'Occidente ha detto "Anche voi siete a rischio". Intanto anche in Siria e in Libia la situazione è sempre peggiore e il rischio di avere stati islamisti che si ispirano alla pulizia religiosa aumenta.

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