mercoledì 17 novembre 2010

No alla cultura dell'eutanasia di Saviano e Fazio

Ci pare davvero troppo utilizzare una trasmissione TV pagata da tutti noi per fare l'elogio dell'eutanasia, settimana scorsa l'omessualità, "nuove idee" che di nuovo hanno solo la non accettazione del senso vero dell'umano. Le loro sono opinioni personali presentate come verità assolute e condivise da tutti, sul tema del fine vita nascondono la realtà di tutte quelle famiglie persone medici e associazioni che si impegnano a favore della vita e della cura della persona. Che negano diritto di parola a chi crede nella vita e alla pari dignità di tutte le persone come riaffermato anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.
Gli attacchi alla Chiesa sono scontati e sanno di vecchio ma c’è il tentativo di proporsi come predicatori quasi di una religione laica che ha invitato testimonial politici che rappresentano la cultura radicale di destra e sinistra. Ricordiamo che dietro i casi Welby ed Englaro ci sono personaggi con strategie culturali e politiche, hanno avuto un percorso chiaro i cui appoggi e retroscena andrebbero più spesso ricordati, come i documenti delle commissioni dell'allora ministro Veronesi (Decreti del Ministero della Sanità 20.10.2000 prot. SSD/I/4.223.1 e 4 maggio 2001) e le perizie mediche di Defanti risultate significative nell’elaborazione della sentenza n. 21748/2007 della Corte di Cassazione, associazioni pro-eutanasia come quella di Mori che hanno guidato la vicenda giudiziaria e che il 09 febbraio 2009 presentò il libro “Il caso Eluana Englaro. La porta pia del vitalismo ippocratico. Appoggi politici chiari come quelli del presidente della Regione Friuli Venezia Guglia, anche la clinica di Udine non è scelta casualmente, sostegno anche del PD e di Fini che hanno fino ad oggi ostacolato l'approvazione alla Camera della legge sul fine vita.
Siamo nell'era del digitale che almeno questi predicatori abbiano il coraggio di farsi una loro rete con i loro soldi e non con i nostri in modo che possiamo scegliere di non finanziare queste opere culturali che ce lo lasci dire sono un po’ funeree.

1 commento:

  1. La cosa ridicola è che in questo paese si parla di assenza di libertà d'opinione, di televisione in mano a Berlusconi, di Chiesa che invade impropriamente la res pubblica,...la realtà pare un pochino diversa. Pur non amando Berlusconi e detestando un certo berlusconismo, se la sua linea politica se ne va, per il cattolicesimo politico si profilano tempi duri e di certo le battaglie "culturali" (tra le quali quella in difesa della vita) saranno perse sistematicamente. Speriamo che Casini non leghi con Fini... Claudio

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