martedì 26 gennaio 2010

Gli eco-catastrofisti smentiti dai fatti

Quali sono i più catastrofici annunci sul clima degli ultimi anni?
Lo scioglimento dei ghiacciai e in particolare di quelli dell’Himalaya e l’innalzamento dei mari che sommergerebbero milioni di persone.

Quali le più sorprendenti proteste?
La riunione del governo delle Maldive svoltasi sott’acqua il 17 ottobre 2009 per denunciare il rischio che le isole vengano sommerse dall’aumento del livello dei mari e la riunione ad alta quota per il governo nepalese per denunciare la minaccia che incombe sui ghiacciai dell’Hymmalya.

Ma è vero che i ghiacciai scompariranno così in fretta come predetto e i mari si innalzeranno tanto?

NOOOOOOO! BUGIE e chi lo dice? Ma quelli che l’avevano predetto. Ecco la notizia di oggi su tutti i giornali per esempio sul Corriere della sera http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_20/clima-himalaya-ghiacci_0749a970-05c8-11df-a1d7-00144f02aabe.shtml L’Onu ammette: «Himalaya, i ghiacci non si scioglieranno nel 2035» . Ma come solo nel 2007 le stessi fonti dicevano “I due terzi dei ghiacciai dell'Himalaya si stanno sciogliendo per il riscaldamento globale, fenomeno aggravato dalla «nube marrone» che avvolge l'Asia orientale,Lo indicano i dati del CNR” e invece oggi L'Ipcc (Gruppo intergovernativo dell'Onu sul cambiamento climatico), premio Nobel per la pace nel 2007, ha presentato le proprie scuse all'India, il cui governo aveva vivamente protestato per una previsione catastrofica. Nel 2007 l'Ipcc aveva infatti previsto che, se la tendenza al riscaldamento climatico resta quella attuale, i ghiacciai dell'Himalaya si scioglieranno entro il 2035, e forse anche prima. Sconvolgendo le vite di circa 2 miliardi di persone che vivono con l'acqua che scende dalla catena montuosa più alta del mondo. Dal Corriere si apprende che Yao Tandong, un glaciologo specializzato nell'altopiano del Tibet, in una recente conferenza internazionale ha indicato che al passo attuale i ghiacciai himalayani si scioglieranno per il 30% entro il 2030, per il 40% entro il 2050 e per il 70% entro la fine del secolo. Ma c’è da scommettere che anche questi dati verranno rivisti con l’avvicinarsi della scadenze.
E se a qualcuno era sfuggita la notizia della fine dell’estate del 2009 proveniente dalla Colorado Institute e confermata dalle rettifiche dell’IPCC i mari hanno rallentato la corsa anzi sembra che sia finito il ciclo di innalzamento. http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=28030&x=1 Dal grafico tratto dal sito della University of Colorado, dedicato allo studio del livello dei mari, tramite i dati satellitari degli ultimi anni, mostrano una tendenza diversa a quella del decennio 1993-2003; se non altro un rallentamento, che rientra in un normale ciclo ventennale. L’IPCC stessa ha rivisto le previsioni iniziali di innalzamento dei mari da 88cm, e nel rapporto del 2007 ha ipotizzato uno forchetta da 18 a 59 cm entro il 2100. Il dato su cui si è posizionata la “scienza ufficiale” è una crescita del livello del mare di 3,2 mm/anno anche se non tutti concordano e tra gli anni ’60 e ’70, poi alla fine degli anni ’80, è stato addirittura di diventare negativo; cioè il livello dei mari si è abbassato e così anche nelle Maldive dove poi è rimasto stabile negli ultimi 30 anni (vedi anche http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=554 ). La "migliore" stima per i possibili cambiamenti di livello del mare attesi per il 2100 è di 10 centimetri ± 10 cm. Questo dato è stato successivamente rivisto a +5 cm ± 15 centimetri, un valore che comporterebbe effetti di entità assai ridotta se non trascurabile per gli abitanti delle aree costiere di tutto il pianeta. Nils-Axel Mörner Capo dell’Istituto di Geofisica e Geodinamica all’Università di Stoccolma (1991-2005) e Presidente della Commissione INQUA sulle variazioni del livello del mare e l’evoluzone costiera (1999-2003)

Perché i dati vengono cambiati?
Semplice perché col tempo i dati aumentano e si rivedono i modelli matematici ed inoltre alcuni modelli precedenti erano imprecisi o sbagliati o taroccati da dati incompleti o manipolati come dimostra la storia dello scandalo verificatosi alcuni giorni prima del convegno di Copenaghen quando c’era stata la diffusione di email, forse per l'intrusione di hacker russi, di ricercatori dell'università inglese di East Anglia in cui si ammetteva che alcuni dati erano stati «potenziati» per evidenziare meglio il riscaldamento globale.(vedi anche anche http://www.ilfoglio.it/soloqui/3900 )

In generale se non sappiamo prevedere con certezza le previsioni del tempo in un luogo preciso tra 3 giorni come si fa a dare per certo e numeri precisi sull’innalzamento dei mari, della temperatura, del ritiro dei ghiacciai e soprattutto dare come unica causa la CO2 e l’attività antropica? Nessuna certezza questo è quello che si può dire, dati mutevoli e non ancora tutti studiati non tutti i fattori presi in considerazione. Secondo il Ten. Col. dell’Aeronautica Militare, Guido Guidi nel protocollo di Kyoto veniva presentato un aumento della temperatura, in relazione all’anidride carbonica, nettamente superiore rispetto a quello reale. Il quantitativo di CO2 è passato da 280 a 380ppm con un aumento termico di 0,3°C – 0,6°C, contro i diversi gradi previsti dal protocollo. Per ora, quindi, il problema della CO2 è stato ingrandito. Forse, anzi sicuramente, sono bel altre le cause del riscaldamento globale. Una di queste potrebbe essere la corrente oceanica NINO che nel 1998 ha fatto segnare, con la sua massima attività, il picco massimo di incremento termico. Da quella data, la temperatura globale ha iniziato a scendere, soprattutto dagli anni 2000. http://www.meteo.ing.unibo.it/ii_convegno_meteo.htm
E lo stesso prof Franco Prodi direttore dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr dice a Il Foglio http://www.ilfoglio.it/cambidistagione/280 che “ La spiegazione e la previsione sul clima, oggi, non ci sono.Perché non si conoscono le nubi, la loro variabilità per effetto indiretto dell’aerosol (particelle e corpuscoli in sospensione in atmosfera, ndr), gli effetti diretti dell’aerosol stesso sui bilanci di radiazione… La CO2 influisce, ma lo stesso fa il metano. Se uno prende un modello di radiazione e l’adatta alla CO2 “vede” il riscaldamento, ma poi bisogna tener conto di tante altre variabili e incognite”. Secondo il Corriere, in uno studio che sarà prossimamente pubblicato dal Journal of Climate, rivista dell'American Meteorological Society, si evidenzia che, in base ai modelli attuali, dall'inizio dell'era industriale a oggi l'immissione nell'atmosfera di anidride carbonica avrebbe dovuto provocare un aumento della temperatura ben più alto di quello effettivamente registrato. Rispetto alla quantità di CO2 emessa, la temperatura sarebbe dovuta aumentare di 3,8 gradi Fahrenheit (2,11 gradi Celsius), invece è aumentata di 1,4 gradi Fahrenheit (0,78 °C).

L’errore più grande dell’ideologia ambientalista è considerare l’uomo come l'uomo come il problema e non come risorsa. Incentivando lo sviluppo economico e culturale delle popolazioni si tutela anche la natura (Caritas in Veritate n51). Al centro del vero sviluppo c’è poi l'apertura alla vita. Bisogna sviluppare un parametro culturale ottimista, non più basato sul conflitto tra attività lavorative e ambiente. L'idea di un mondo senza sviluppo esprime sfiducia nell'uomo e in Dio. È, quindi, un grave errore disprezzare le capacità umane di controllare le distorsioni dello sviluppo o addirittura ignorare che l'uomo è costitutivamente proteso verso l'« essere di più ». Assolutizzare ideologicamente il progresso tecnico oppure vagheggiare l'utopia di un'umanità tornata all'originario stato di natura sono due modi opposti per separare il progresso dalla sua valutazione morale e, quindi, dalla nostra responsabilità. (CV n14)

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.