giovedì 9 luglio 2009

G8 nonostante i GUFI una preziosa occasione

Il G8 è iniziato da soloun giorno ma alcuni risultati appaiono chiari fin da subito.
L'Aquila e il suo terremoto sono stati portati all'attenzione di tutto il mondo altro che scomparse dall'agenda. Che dire delle visite all'aquila di Obama e della Merkel ad Onna dove ha omaggiato anche la lapide che ricorda la strage nazista del '44? E le promesse di soldi per recupero del patrimonio artistico?
Perchè poi non esaltare molto di più una delle caratteristiche e novità di questo G8: è una vetrina del made in italy.
Nelle camere allestite per il G8 c'è il meglio del design italiano, dai mobili, alle porcellane made in italy, servizi di tazzine, piatti ecc, pigiami Perla nuova collezione regalati in anteprima ai capi di governo, prodotti enogstronomici tutti rigorosamente made in italy, dai prodotti De Cecco con pasta e olio dop abruzzese (valorizzando cosi il territorio) alle mozzarelle di bufala (simbolo del made in italy nel mondo) al vino del Trentito Ferrari, il regalo che verrà dato ai capi di stato è un omaggio alla capacità creativa e artistica italiana (un prezioso libro su Antonio Canova con la copertina in marmo di Carrara) insomma una grande vetrina promozionale che potrebbe rilanciare l'immagine dell'Italia e delle sue grandi qualità...e poi dicono che l'organizzazione era pessima...
Sui contenuti, sono stati raggiunti accordi I cui effetti bisognerà valutare, ma certo ci saranno impegni verso I paesi poveri e proposte sulla crisi economica, tra l'altro le proposte del governo italiano sono state apprezzate e condivise da vari capi distato, forse non si raggiungerà un intesa sui nuovi limiti di CO2 da fissae per il 2050 ma chi ha detto che questo sia negativo, il protocollo di Kyoto non ha portato alcun vantaggio, ha richiesto costi enormi ed inoltre le cause antropiche non è certo che influenzino in maniera significativa I cambiamenti climantici, ègiusto impegnarsi per difendere il creato e ridurre l'inquinamento, tutt'altra questione sono I cambiamenti climatici su cui si sa troppo poco e sui quali anche la comunità scientifica è divisa. Al centro poi deve sempre rimanere la persona sia nelle materie economiche sia in quelle ambientali come ricordato anche nella recente enciclica del papa e forse questo vertice nei diversi aspetti che abbiamo sottolineato ha provato a raggiungere questo obiettivo. Certo non bisogna illudersi, anche duranti altri summit internazionali si sono presi molti impegni poi disattesi, la strada è lunga ma piccoli passi possono e debbono essere fatti e la dichiarazione economica comune approvata va in questa direzione: «No a protezionismi e attenzione alla persona».

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